





Il fatto che il figlio venga rieletto come successore è dato dal prestigio che si è creato in vita Kim Il Sung (il nonno), che ha una popolarità tra i coreani che arriva quasi all'idolatria. Infatti non è difficile notare come nell'abbigliamento, nel taglio di capelli e fino anche ad aggiungere un po' di chili in più, Kim Jong Un stia cercando di farsi più simile al vecchio nonno, anche avvantaggiato da una notevole somiglianza. L'ideologia stessa del socialismo coreano, il kimilsunghismo-kimjongilismo, si richiama ai nomi del padre e del nonno. Sono tutte forme di potere che si richiamano ad una forma di potere carismatica ma non necessariamente dittatoriale.
Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!


Fortuna che Kim li fa crepare di fame....
https://twitter.com/iwfnet/status/1174310290411835392
Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA






When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


https://www.tpi.it/esteri/fuggire-dalla-corea-del-nord/
Fuggire dalla Corea del Nord
La storia di una ragazza nordcoreana scappata dal suo Paese. In esclusiva su The Post Internazionale
Di Priyanka Gupta
Pubblicato il 4 Ott. 2015 alle 04:12
Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:20
Yeonmi Park aveva 13 anni quando suo padre, una figura di rilievo nel partito dei lavoratori nordcoreano, venne arrestato con l’accusa di essere coinvolto in affari illeciti con i cinesi.
Di lì a poco, Yeonmi e sua madre scapparono dalla Corea del Nord. Il suo mondo cambiò, dalla fuga per lasciarsi alle spalle un regime despotico alla fatica per racimolare un pasto al giorno.
Yeonmi dovette sfuggire ai rapimenti dei trafficanti di persone ed evadere i tentativi di rimpatrio forzato da parte delle autorità cinesi.
Priyanka Gupta, una reporter indiana di Al Jazeera, ha intervistato Yeonmi, oggi 20enne, durante il One Young World summit che si è svolto a Dublino, ottenendo una rara testimonianza della vita dei giovani in Corea del Nord e del loro arrivo traumatico in Cina.
Pubblichiamo in esclusiva in Italia la sua intervista.
D: Yeonmi, lei è attiva nella campagna per fermare il rimpatrio dei profughi nordcoreani da parte delle autorità cinesi. Ci spieghi perchè.
R: Le persone che scappano sono disperate. Sono alla ricerca, anch’essa disperata, di cibo, protezione e di una vita. La Cina le cattura e le rimpatria, consapevole del fatto che verranno uccisi.
Molti dei profughi che rimangono in Cina vengono sfruttati. Spesso sono venduti come schiavi. C’è un enorme problema di traffico di esseri umani.
Ci sono approssimativamente 300mila rifugiati nordcoreani che vivono in Cina. Molti dei trafficanti li rapiscono e poi li rivendono, senza fare esclusioni neanche per le bambine piccole. Vengono trattati come animali e il loro prezzo di mercato si aggira intorno ai 200 dollari. È successo anche a me quando sono arrivata in Cina insieme a mia madre.
Quando siamo arrivate, uno di loro ci ha catturate. Voleva vendermi. Avevo 13 anni. Disse a mia madre che lui trattava ragazzine di 11 e 12 anni, ma che comunque non c’era problema. Mia madre protestò e gli disse che ero soltanto una bambina. Lui l’ha violentata davanti a me. Avevo soltanto 13 anni. Poi abbiamo fatto di tutto per cercare di lasciare la Cina e di spostarci in Mongolia.
D: Come è stato crescere in Corea del Nord?
R: Nell’occidente le persone guardano film come Titanic. Voi amate questi film, ma i nordcoreani non sanno neanche che esistono. Pensano e parlano esclusivamente del loro regime e del loro leader. Hanno un solo canale televisivo e internet non esiste.
Mentre ero lì non ho mai detto o pensato qualcosa di negativo contro il regime. Noi pensavamo “Il nostro leader ci ama. Lui sta provando a proteggerci dall’America, il Paese cattivo”. Quello era il mio mondo in Corea del Nord: pensare a come odiare gli americani e lodare il nostro leader, ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette.
D: Ci racconti della sua generazione in Corea del Nord.
R: Non conoscevo la parola internet. Non sapevo che cosa fossero i social media. Se non sai che cosa sono, come puoi immaginarli? C’era poco cibo. Pensi soltanto a quello che mangerai il giorno dopo. Pensare ai computer è un lusso.
In Corea del Nord il governo ti dice cosa indossare, guardare, dire, studiare, fare. Tutto quanto. Decide quale lavoro devi avere. Vuoi essere un dottore? Decide il governo. E se tuo padre fa parte del partito, puoi andare all’università. Se invece è un contadino, non puoi.
D: Yeonmi, pensa che la società stia cambiando? Che impatto ha il mondo esterno sulla maniera in cui vivono e pensano i nordcoreani?
R: La madre di un mio amico è stata uccisa per aver visto un film di Hollywood! La gente rischia la vita per questo genere di cose. Le persone hanno il desiderio di essere libere, ma in Corea del Nord non si può neanche ballare o cantare, quanto sono ridicoli questi divieti? Libertà di movimento e di parola, le persone la vogliono. Abbiamo bisogno di questo desiderio di libertà.
La generazione di mia madre pensava di soffrire, ma allo stesso tempo avrebbero sacrificato qualsiasi cosa per il regime. Erano molto fedeli. La mia generazione sta lentamente apprendendo la verità. Obbediamo perchè abbiamo paura di morire. La Corea del Nord sta cambiando dal basso, e sta diventando più difficile per il governo.
D: Quali fattori contribuiscono al cambiamento?
R: I giovani vogliono essere liberi. Questa generazione è quello che io chiamo una “generazione del mercato nero”, ovvero quei ragazzi nati tra gli anni Novanta e il Duemila che comprano e vendono musica e film pirata. La mia generazione sta lentamente iniziando a essere esposta al mondo esterno e a pensare in maniera autonoma. Ma allo stesso tempo, non ha mai ricevuto un’istruzione decente, quindi soffre lo stesso.
D: Yeonmi, lei ha detto di voler ritornare in Corea del Nord un giorno. Cosa dovrebbe cambiare prima che lei decida di fare ritorno?
R: Voglio vedere una Corea libera, dove non c’è Nord o Sud. La Germania dell’Est e quella dell’Ovest non esistono più… Così che la gente non mi chieda più da quale parte io provenga – Nord o Sud? Io voglio poter dire che vengo dalla Corea. Sono coreana.
D: Che cosa pensa di Kim Jong Un?
R: Ѐ un criminale. Uccide la gente. Dopo che è salito al potere ha ucciso 80 persone in un solo giorno per aver visto un film o letto la bibbia. Questo giovane uomo è così crudele. Ha dato l’ordine di sparare addosso a chi cerca di scappare.


@Spooky Kid akka l'ennesimo clone di Jerome, la storiella pietosa della dissidente a libro paga CIA Yeonmi Park è piena di incongruenze e contraddizioni, come tutte le dissidenti norcoreane con un bel faccino
Corea del Nord e dissidenti: la controversa storia di Yeonmi Park
PERCHÉ I DISSIDENTI NORDCOREANI CAMBIANO CONTINUAMENTE LE LORO STORIE? O ADDIRITTURA LE INVENTANO...
di Marco Piccinelli
Da qualche tempo la pagina Facebook ‘Agorà Fanpage’, (collegata al quotidiano online ‘Fanpage.it’) ha rimesso in circolazione il video del discorso tenuto dalla dissidente nordcoreana Yeonmi Park, corredato di sottotitoli in italiano per far sì che le parole della dissidente venissero comprese dai più. Il video diffuso è testimonianza dell’intervento che la Park ha tenuto due anni fa all’evento One Young World. Le parole pronunciate sono state riprese dalle agenzie giornalistiche di mezzo mondo e utilizzate per servizi ad hoc sulla Corea del Nord, sulla repressione, la dittatura, l’illiberalità del paese, la figura del Leader e chi più ne ha più ne metta. Il video in questione, è questo qui:
https://www.facebook.com/agora.fanpa...8562447165423/
Struggente, senza dubbio. Le parole utilizzate sono macigni nei confronti della Corea del Nord e un qualsiasi utente o fruitore del web non sufficientemente informato su quanto accada nel mondo circostante oltre la sua realtà quotidiana, non può fare altro che solidarizzare con la ragazza nordcoreana e con la sua tragedia familiare e personale.
Pur tuttavia, anche nell’immobile occidente, qualcosa si è mosso e In the now, portale web anglofono del circuito RT (Russia Today), proprio un pugno di giorni dopo la rimessa in circolazione della testimonianza della Park, ha realizzato un video che ha messo in luce diversi aspetti contrastanti, contraddittori e decisamente ingigantiti dal racconto di Yeonmi Park.
“Perché i dissidenti nordcoreani cambiano continuamente le loro storie?”, si chiede il video del portale la cui risposta alla domanda (e la tesi di fondo che ne scaturisce) non è certo un granché: «espressioni di tali imprecisioni e di dissidenti che sembrano inventare le loro storie forniscono solo alibi per chi vuole giustificarne il regime (quello nordcoreano nda)». Da un canale d’informazione generalista non ci si può aspettare una “serrata critica di stampo marxista”, ovviamente, ma è quanto ci basta per proseguire nella destrutturazione delle tesi della dissidente.
Non si tratta di alibi ma di solidi appigli: Yeonmi Park, nel video, parla di una Nord Corea in cui sarebbe negato il diritto allo studio («non ci sono biblioteche»), il diritto all’informazione («non ci sono giornali») in cui è presente «un solo canale TV»,«non c’è internet» ma, soprattutto, non si possono vedere film di Hollywood. Pena, violenze fisiche, corporali, sessuali, financo la morte.
Si potrebbe rispondere linkando il sito dell’Ateneo dedicato a Kim Il Sung per rispondere alle illazioni della Park: non ci sono biblioteche, è negato il diritto allo studio, non c’è internet eppure esiste un sito internet che contiene tutte e tre queste cose: Ryongnamsan. I siti web realizzati in Nord Corea sono raggiungibili tanto da dispositivi occidentali che da quelli nordcoreani, sembra una banalità ma è bene ribadirlo.
Molti, poi, sono i blogger e i giornalisti non nordcoreani che stanno conducendo una campagna di contro informazione sulle falsità intorno alla Nord Corea: Aram Pan, fotografo e blogger di Singapore, ha avviato il progetto “DPRK (Democratic People’s Republic of Korea ndt) 360°” da più di qualche anno e si è imposto come obiettivo quello di narrare la realtà nordcoreana con occhi differenti rispetto a quelli della propaganda occidentale. Il suo blog è seguito da un ampio numero di utenti, così come anche la rispettiva pagina Facebook, aggiornata molto frequentemente, vanta 39.149 likes e una pletora di condivisioni, commenti e interazioni.
Proprio Aram Pan, infatti, per mezzo della pagina Facebook DPRK 360° ha diffuso una lista (in continuo aggiornamento) di siti nordcoreani consultabili: si va dai portali istituzionali a quelli degli istituti scolastici passando per quelli dei principali quotidiani («non ci sono giornali»sic!).
Tornando alla storia della Park ci sono varie incongruenze con quanto spesso raccontato ai media di mezzo mondo dalla dissidente, in primo luogo la fuga dalla città natale. Trattasi di Hyesan, ovvero, una città in cui non c’è bisogno di attraversare alcun deserto (nel video italiano viene tradotto come deserto dei gobbi, che rappresenta tutto fuorché un luogo esattamente geolocalizzabile) né «tre montagne», come ha raccontato ad un programma Sud Coreano il 18 agosto 2013, dal momento che la cittadina si trova sul fiume che divide il confine fra Cina e Nord Corea, così come riporta il quotidiano anglofono The Diplomat. Lo stesso quotidiano, interpellando una dissidente nordcoreana scappata dalla stessa cittadina da cui è proveniente Yeonmi Park ha affermato come sia completamente ridicolo che si venga violentati o uccisi perché si guardi film hollywoodiani. Tra l’altro, la stessa Park ha dichiarato all’Indipendent irlandese come non fosse un film di Hollywood la pellicola incriminata ma «uno della saga di James Bond».
Un’altra incongruenza, mettiamola così, della vita di Yeonmi Park è quella riguardante la famiglia: nel video in questione afferma che la madre sia stata violentata e lei abbia assistito alla scena mentre il padre sarebbe stato sepolto da lei, dopo aver oltrepassato il confine cinese, in completa solitudine e al riparo da chicchessia. In un’intervista ad una stazione radio d’area politica libertariana (vicina al Libertarian Party americano), nello show condotto da Bob Zadek, ha affermato: «Sono scappata con mia madre e mio padre, eravamo noi tre. Dovevo sopravvivere, e quindi voler vivere realmente. Pensando questo ho corso più veloce che potevo, con mia madre dietro di me e mio padre che ci aspettava dall’altra parte del confine, dove c’erano delle automobili che ci stavano aspettando». Automobili presenti grazie a dei rapporti che il padre intratteneva con dei venditori cinesi. Il padre della Park, dunque, praticava il mercato nero, se così è consentito dire, usando un termine da Napoli Milionaria, ammesso dalla stessa Park in una trasmissione televisiva di Seoul in cui ha affermato di possedere delle borse griffate Chanel (nientedimeno). La particolarità sta nel fatto che all’evento del video in questione (One Young World) ha declamato una storia spaventosa: madre violentata da un broker cinese, sacrificatasi – peraltro – per non far subire a lei la violenza sessuale.
Poi la sepoltura del padre in Cina. Al quotidiano già precedentemente citato, il Diplomat, la Park ha affermato che «a soli quattordici anni, temendo di essere catturata dalle autorità cinesi, ho dovuto seppellire il corpo di mio padre nel bel mezzo della notte. Abbiamo dovuto spostare il suo corpo, mentre tutti dormivano, l’ho sepolto a mezzanotte passata da sola, era freddo e non c’era nessuno». La madre ha aggiunto alcuni dettagli: «Abbiamo pagato due persone per aiutarci a trasportare il corpo su per la montagna . Yeonmi (Park ndt) andò con loro ma il tempo non era buono, c’era molto vento e temevo li avessero scoperti». Pur tuttavia, ad altri media internazionali ha rilasciato altre versioni, ovvero, che il padre è stato cremato e che ha dovuto prendere e disperderne da sola le ceneri. Mentre alle autorità nordcoreane Park avrebbe affermato che non era in grado di prendere le ceneri del padre, dunque dei parenti che risiedevano in Cina l’hanno aiutata a cremare il corpo del padre e andarono (insieme) su una montagna della regione per seppellirlo.
Si potrebbe continuare ad enumerare le incongruenze della dissidente nordcoreana, ma queste ci paiono sufficienti per aver destrutturato il mito della repressione della Corea Socialista, in particolar modo riguardo quello legato a doppio filo col sensazionalismo italiano prodotto dai canali del network FanPage o altri di cui ne è pieno l’internet.
Corea del Nord e dissidenti: la controversa storia di Yeonmi Park | La Riscossa
Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!


Se i media al guinzaglio degli imperialisti USA e i loro cagnolini sono sicuri di possedere la verità in tasca, cioè che la Corea Democratica è un paese assolutista, totalitario e miserabile, come mai devono pagare gli emigrati nordcoreani per inventarsi storie assurde e inverosimili?
Venezuela e Zimbabwe nei nostri cuori!