

Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


I pronunciamenti del Consiglio di Stato non hanno a che vedere con la fondatezza razionale di fantasie inconsistenti. E non compromettono l'introduzione del reato di clandestinità nell'ordinamento giuridico.
Non si è ancora capito per quale ragione ci dovrebbe inchinare a ciò che partorisse la tua mente semplice che non si pone domande sulla legittimità delle proprie fisime.
Le risate sono quelle che possono essere sonoramente rivolte in qualsiasi momento a grottesche superstizioni prive di alcunché di intrinsecamente vincolante.












Non è rifiutando i principi del Cristianesimo che si diventa intelligente. Atteggiarsi a mangiapreti è un altra moda del cazzo. La vera intelligenza consiste nel saper cogliere quanto di buono e di utile è presente in ogni ideologia e dottrina. E ovviamente nel vedere la realtà per quella che è, senza filtri ideologici.


Non è un problema che rimangano in piedi le cattedrali. E' sufficiente che alle invocazioni dei pretucoli si rida in faccia. Di quelli con la tonaca come di quelli che non ce l'hanno.
Del resto non saprebbero trovare una sola ragione per cui a tutto ciò che ci propinano non dovremmo sferrare un bel calcio con rincorsa.


Il "materiale" riempie la testa di idealità fasulle. La ragione distrugge gli idoli ai quali non c'è motivo di inchinarsi.
Il superstizioso può illudersi del valore universale intrinseco delle proprie posizioni, ma ciò non avrà conseguenze sui rapporti di forza nella società.