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Discussione: Katyn

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    Predefinito Katyn

    Nella primavera 1940, in spregio a tutte le convenzioni di guerra, il Politburo sovietico firma l’ordine di esecuzione di condanna a morte per circa 22.000 polacchi. Fra questi ci sono oltre 14.000 prigionieri di guerra e molti civili, che vengono assassinati semplicemente perché considerati “nemici incorreggibili del potere sovietico”. Questo eccidio viene oggi ricordato come massacro di Katyn.

    Nel settembre 1939, diciassette giorni dopo l’invasione tedesca, i sovietici occupano la parte orientale della Polonia, così come prevede il Patto di non aggressione firmato da URSS e Germania.

    La Stato maggiore polacco ordina di non opporre resistenza all’avanzata sovietica, con il risultato che in pochi giorni circa 240 mila uomini sono fatti prigionieri; tra questi vi sono ufficiali, sottufficiali, soldati e guardie di confine. Molti di loro vengono liberati, mentre circa 25 mila uomini sono concentrati dai sovietici nei campi di Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov.

    Dopo qualche mese, il 5 marzo 1940, il commissario sovietico agli Interni, Lavrentij Berija invia una lunga relazione al Politburo del Comitato Centrale con la quale suggerisce di fucilare i prigionieri polacchi per la loro attività antisovietica. Stalin e i suoi più stretti collaboratori firmano la proposta di Berija e la relazione viene trasformata in decreto operativo.

    La condanna a morte viene inflitta ai polacchi da Merlukov, Kabulov e Bastakov, tre esponenti dell’NKVD (il Commissariato del Popolo per gli Affari interni). Nel corso dell’operazione vengono uccisi circa 15 mila militari polacchi e quasi 7 mila civili, per un totale di 21.857 persone. I corpi di tutte le vittime sono successivamente occultati in fosse comuni nei boschi di Katyn e Mednoe, nei pressi di Smolensk.

    Il massacro, compiuto con agghiacciante sistematicità dai sovietici, viene scoperto dai tedeschi nell’aprile 1943. Per molti anni l’URSS nega le accuse indirizzategli dal governo polacco in esilio, attribuendo ai nazisti le responsabilità del massacro. Anche durante il processo di Norimberga i sovietici tentano, senza successo, un riconoscimento internazionale della loro versione dei fatti.

    Solo alla fine degli anni '80 che l’URSS inizia a riconoscere ufficialmente la propria responsabilità per il massacro. Nel 1990 il presidente russo Michail Gorbacev consegna al presidente polacco W. Jaruzelski l’elenco dei soldati polacchi prigionieri insieme a tutti i documenti relativi all’attività dell’NKVD.

    Le vittime di Katyn sono oggi ricordate nei luoghi della strage da un monumento composto da una croce con le scritte Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov, più una targa commemorativa con la scritta Katyn. Il complesso commemorativo è un cimitero monumentale in parte sovietico e in parte russo; il lavoro di registrazione e catalogazione delle vittime è, infatti, il frutto di un accordo del 1994 tra i governi di Polonia e Federazione Russa.

  2. #2
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    Predefinito Re: Katyn

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    [FONT=times new roman][SIZE=4](...) Anche durante il processo di Norimberga i sovietici tentano, senza successo, un riconoscimento internazionale della loro versione dei fatti. (...)
    detta così è una semplificazione un po' fuorviante... facciamo un po' di chiarezza in merito a Katyn e il processo di Norimberga

    .....
    In data 8 Agosto 1945, in seguito all’Accordo di Londra, la Francia, gli Stati Uniti, la Gran-Bretagna e l’URSS stabilivano un Tribunale Militare Internazionale (TMI) per giudicare i criminali di guerra tedeschi.
    Lo Statuto allegato a questo Accordo e formante parte integrante dell’Accordo stesso, comporta due articoli che conviene ricordare per comprendere bene il processo in generale, nonché gli errori storici commessi da questo Tribunale (ivi compreso “ il caso Katyn “ così come è stato giudicato da questo Tribunale).
    Ecco questi articoli nella loro traduzione italiana che richiede qualche osservazione che troveremo più avanti:

    ARTICOLO 19: Il Tribunale non sarà vincolato dalle norme tecniche relative alla presentazione delle prove. Esso adotterà ed applicherà per quanto possibile una procedura rapida e non formalistica ed autorizzerà ogni mezzo che stimerà avere valore probante.

    ARTICOLO 21: Il Tribunale non esigerà la presentazione di prove di fatti di pubblica notorietà ma li considererà come acquisiti. Considererà altresì come prove autentiche i documenti e i rapporti ufficiali dei Governi delle Nazioni Unite, ivi compresi quelli redatti dalle Commissioni nominate nei diversi paesi alleati per le inchieste sui crimini di guerra, nonché i processi-verbali delle udienze e le decisioni dei tribunali militari o altri tribunali di un qualsiasi paese delle Nazioni Unite.

    L’articolo 19 dice di prevedere una procedura “rapida”. In questo caso si tratta di un errore di traduzione. Il testo inglese,sul quale ritornerà spesso il Presidente del TMI,Lord Justice Lawrence,prevede una procedura “expeditious “ (sollecita).

    L’articolo 21 non è molto comprensibile per chi ignora ciò che il diritto anglo-sassone intende con

    “ to take judicial notice “ (prendere conoscenza d’ufficio o prendere nota d’ufficio). In questo diritto bisogna provare tutto tranne ciò che, col permesso del giudice, può non essere provato perché si tratterebbe di un fatto di pubblica notorietà da considerarsi come acquisito. Ad esempio: “ il giorno segue la notte “, “ la capitale del Regno Unito è Londra “. Ma nel caso del Tribunale Militare Internazionale si vedranno i giudici estendere l’uso di questa procedimento ben oltre i limiti abituali. La seconda frase dell’art. 21 arriva fino al punto di dare valore di prove autentiche (un “valore d’ufficio” o un “valore ufficiale”) a una montagna di documenti e di rapporti ufficiali redatti affrettatamente dalle commissioni d’inchiesta o dai tribunali di uno dei paesi delle Nazioni Unite (le quattro principali nazioni più altri diciannove paesi).

    E’ così che il rapporto redatto dalla commissione d’inchiesta sovietica nel Gennaio 1944 sul caso Katyn, prese, in data 8 Agosto 1945, valore retroattivo di “ prova autentica “ indiscutibile, e questo con l’assenso, nell’ordine, di Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e URSS.
    Questo documento porta il riferimento URSS-54 e figura integralmente nel volume XXXIX del TMI (pag. 290-332) in una versione tedesca. E’ stato al centro del dibattito per circa un giorno, tre quarti del quale dedicati al caso Katyn.
    Talvolta è stato fatto notare, a discarica di questo Tribunale, che nel verdetto finale il nome di Katyn non figurava. E’ esatto. Ma questo verdetto si accontenta spesso di ricordare i crimini tedeschi nella loro generalità. Ad esempio vi vengono citati solo tre campi di concentramento: Flossenburg, Treblinka e Auschwitz.

    L’atto d’accusa dichiara:

    Nel Settembre del 1941 undicimila ufficiali polacchi, prigionieri di guerra, furono uccisi nella foresta di Katyn vicino a Smolensk (1)

    Questo atto d’accusa è stato redatto in comune dai quattro pubblici ministeri. Quello della Francia comprendeva Edgar Faure. E’ quindi falso sostenere che al Processo di Norimberga solo i sovietici hanno accusato i tedeschi di questo crimine.
    Ciò che invece è vero è che il giudice sovietico, vicino al quale non avevano alcun timore di sedere, per la Francia, il Prof. Henry Donnedieu de Vabres; per gli Stati Uniti, Francis Biddle; per il Regno Unito, Lord Justice Geoffrey Lawrence, non era altro che il Generale Comandante in Capo I.T. Nikitchenko, che, nel 1936, aveva presieduto il tribunale del “Processo di Mosca”.
    Ciò che è altrettanto vero è che l’istruttoria di questo processo è stata sollecita.
    Fra l’8 Agosto 1945 e l’udienza di apertura del tribunale il 18 Ottobre 1945, sono passati 71 giorni. E’ interessante conoscere che l’udienza di apertura è stata tenuta a Berlino sotto la presidenza del Generale Nikitchenko stesso. E’ durante questa udienza che verrà deciso che:

    Lord Justice Lawrence presiederà il Processo di Norimberga (2).

    In occasione di questo processo i vincitori hanno giudicato il vinto, secondo la loro legge (una legge confezionata in fretta e furia), senza possibilità d’appello, violando il principio di non-retroattività delle leggi e adottando il principio della responsabilità collettiva (qualsiasi membro di un’associazione dichiarata criminale, come ad esempio il Gabinetto del Reich, lo Stato Maggiore, la SS, era un presunto colpevole, in modo retroattivo).

    Per quanto attiene la Francia, nel caso Katyn:

    - ha accusato i tedeschi di questo crimine
    - ha affermato che il numero delle vittime era di 11.000
    - ha ammesso d’ufficio come “ prova autentica “ il rapporto della commissione d’inchiesta sovietica dichiarando che i tedeschi erano colpevoli di questi 11.000 omicidi.
    - ha ammesso che il Presidente del Tribunale, il giudice britannico Lawrence, facesse ostruzione alla difesa degli accusati tedeschi
    - ha ammesso che il giudice sovietico (l’ex presidente del tribunale del “Processo di Mosca”) intervenisse come avvocato.

    C O N C L U S I O N E

    La Francia, gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione Sovietica hanno, nell’atto d’accusa comune di queste quattro nazioni, accusato la Germania di aver assassinato 11.000 ufficiali polacchi a Katyn. Dopodiché, queste quattro nazioni, hanno giudicato la Germania colpevole di questo assassinio quando hanno dichiarato, riferendosi all’Art. 21 dello Statuto del Tribunale Militare Internazionale, che il rapporto della commissione d’inchiesta sovietica aveva valore di “prova autentica” indiscutibile ed irrecusabile.

    R I A S S U N T O

    (Katyn nel processo del TMI) (3)

    - TOMO I, pag. 57: Atto d’accusa redatto da tutti gli Alleati (4): Nel Settembre del 1941, 11.000 ufficiali polacchi, prigionieri di guerra, furono uccisi nella foresta di Katyn nei pressi di Smolensk.

    N.B.: E’ il numero di 11.000 che verrà sempre citato; a Katyn verranno censiti, in effetti, 4.134 (o 4.253) cadaveri; altri 10.000 polacchi, internati in altri campi dell’URSS, sono scomparsi.

    - TOMO VII, pag. 430-433: Il Colonnello Pokrovski, procuratore generale aggiunto (URSS) parla (14 Febbraio 1946): Dalla lettura dell’Atto di accusa si rileva che uno dei più importanti misfatti, di cui devono rispondere i principali criminali di guerra, consiste nell’esecuzione di massa, da parte degli invasori germano-fascisti, di prigionieri di guerra polacchi, nella foresta di Katyn nei pressi di Smolensk.
    La prova presentata è il documento URSS-54 che è il rapporto della commissione speciale sovietica, in data 24 Gennaio 1944. Questo rapporto risulta, in tedesco, fra i documenti del TMI (5). Secondo la versione sovietica, le fucilazioni sono state effettuate durante l’autunno del 1941 dal 537° Reggimento del Genio tedesco; nella primavera del 1943, richiedendo delle false testimonianze e con altri mezzi, i tedeschi hanno tentato di attribuire al NKVD sovietico la fucilazione di 11.000 vittime.javascript:;
    La commissione era composta da 13 eminenti personalità, fra le quali il metropolita della chiesa ortodossa Nicolas (di Kiev), lo stesso che assieme al biologo Lyssenko , affermerà quanto inerente alle camere a gas di Auschwitz (doc. URSS-008 del 6 Maggio 1945).

    - TOMO IX, pag. 9-10: L’avvocato di Hermann Goering, il Dr. Stahmer, parla (8 Marzo 1946). Dice di non aver ancora ricevuto il documento URSS-54. Egli sollecita l’autorizzazione a far convocare un certo numero di testimoni di questo reggimento del genio, nonché il Prof. Naville:
    Il prof. Naville, professore di medicina legale all’università di Ginevra, che ha fatto parte all’epoca (Aprile 1943) di una commissione internazionale incaricata di procedere all’esame dei cadaveri a Smolensk ha stabilito, in base allo stato di conservazione dei cadaveri e in base ad appunti e altri corpi del reato trovati nelle tasche dei vestiti, che l’esecuzione risaliva al 1940.

    NOTA BENE: Nel 1940 la regione era occupata dai Sovietici.

    Il presidente, il britannico Lord Justice Lawrence, chiede all’avvocato tedesco di presentare le sue richieste per iscritto. Il Tribunale le esaminerà.


    - TOM0 XIII, pag. 451-452: Il Colonnello Pokrovski parla (11 Maggio 1946): Non ho assolutamente l’intenzione di trattare a fondo l’incidente (sic) di Katyn. Il pubblico ministero sovietico, fin dall’inizio, ha considerato il caso di Katyn come un fatto notoriamente conosciuto ed il Tribunale, constatando il poco spazio che abbiamo dedicato a questo crimine nel nostro atto d’accusa, come anche il fatto che non abbiamo letto che alcuni estratti dell’esposto della commissione, ha potuto ravvisare che noi lo consideriamo di natura episodica.

    NOTA BENE: Col “nostro” atto d’accusa, il procuratore sovietico intende l’atto d’accusa che “ci” è comune (nell’ordine: Francia. Stati Uniti, Gran Bretagna, URSS).
    Le parole “ un fatto notoriamente conosciuto” (il traduttore avrebbe dovuto dire: “un fatto di pubblica notorietà”) rimandano all’art. 21 dello Statuto. Significano che il procuratore invoca qui il diritto di non essere tenuto a dimostrare che il massacro di Katyn è un crimine tedesco perché un rapporto redatto da una commissione alleata (in questo caso sovietica) stabilisce che questa è la verità. Come lo vedremo più avanti, questo diritto non gli verrà contestato, nemmeno dall’avvocato tedesco Stahmer.

    - TOM0 XV, pag. 299-303: Il Generale Rudenko, procuratore generale sovietico, parla (3 Giugno 1946):

    Questo documento (il rapporto redatto dalla commissione sovietica) è stato presentato dal pubblico ministero sovietico con il numero di URSS-54 il 14 Febbraio 1946 ed è stato accettato dal Tribunale; e in base all’articolo 21 dello Statuto non sarebbe stato fatto oggetto di contestazioni (6).

    L’avvocato Dr. Stahmer dichiara:

    Il Generale Rudenko desidera rigettare la mia richiesta di prove invocando, credo, l’articolo 21 dello Statuto. Io non credo che le stipule di questo articolo possano invalidare questa richiesta. E’ ovviamente esatto che i rapporti ufficiali costituiscono delle modalità di prova (7)….

    Il Presidente interrompe l’avvocato e dichiara:

    Dottor Stahmer, credo che il Tribunale abbia già deciso che questo articolo non impedisce la citazione di testimoni. Ma a parte l’argomento coinvolto nell’art. 21, il Generale Rudenko ha anche espresso le particolari ragioni che si oppongono alla citazione di questi testimoni (8).

    TOM0 XVII, pag. 277-380: Alla fine dell’udienza del 29 Giugno 1946, il presidente fa sapere al Dr. Stahmer di avere il diritto di far comparire solo tre testimoni. Il caso Katyn occuperà l’udienza di Lunedì 1° Luglio e buona parte dell’udienza del 2 Luglio. Durante tutta la prima giornata e per i tre quarti della giornata successiva, il Presidente si opporrà agli avvocati tedeschi e faciliterà il compito dei sovietici. Quando un avvocato tedesco, il Dr. Laternser, avvocato dello Stato Maggiore tedesco, dirà:
    Vorrei chiedere al Pubblico Ministero a chi ( a quale accusato) deve essere imputato il caso Katyn…..,
    Il Presidente risponderà:
    Non ho l’intenzione di rispondere a domande di questo genere (9).
    Il giudice sovietico era il Generale Nikitchenko, celebre per aver presieduto il “Processo di Mosca” nel 1936. Interverrà diverse volte, come se fosse un avvocato (10). Gli avvocati tedeschi potranno far venire al banco solo tre testimoni, tre ufficiali tedeschi che erano sul posto a Katyn nel 1941-1943. Essi non potranno convocare alcun membro della Commissione d’inchiesta tedesca o della Commissione internazionale d’inchiesta o la Commissione polacca d’inchiesta. Anche il Prof. Naville, svizzero, non potrà venire. La tattica degli avvocati tedeschi sarà puramente difensiva.
    L’accusa cambierà mira in tre riprese nel giro di qualche ora. Dapprima accuserà il Colonello Ahrens, del 537° Reggimento. Poi accuserà il suo predecessore, il Colonnello Bedenck. Poi accuserà il SD (Sicherheitsdienst – servizio di sicurezza). La difesa tedesca ne è sconcertata, si lamenterà ma il Presidente non ci sentirà da entrambe le orecchie (11). I sovietici convocano come testimone un professore di astronomia (Boris Bazilevski), ex vice-sindaco di Smolensk. Poi faranno venir il Prof. Markov, un bulgaro, che aveva fatto parte della Commissione Internazionale d’inchiesta ed aveva quindi incolpato i sovietici. Costui ritratterà e dirà che la sua perizia non aveva il significato che le davano i tedeschi. Il terzo testimone sarà il presidente della commissione d’inchiesta sovietica (12).

    Il Dr. Stahmer otterrà che venga messo agli atti il Libro Bianco redatto dai tedeschi nel 1943 e che incolpava i sovietici, ma questo non avrà che un “valore di prova “ eventuale (articolo 19 dello Statuto) e non il valore di una “prova autentica” irrecusabile (art. 21), come era il caso del rapporto sovietico URSS-54. Questa distinzione fondamentale, e fatale per i tedeschi, verrà ricordata dal Presidente (13).

    Il 13 Aprile 1990, la stampa internazionale annunciava che, secondo le autorità sovietiche, il massacro di Katyn ebbe come autori Beria, Merkoulov ed i loro agenti dell’NKVD. Questo affronto inflitto alla storia ufficiale, così come i vincitori l’avevano scritta a Norimberga e così come la legge Fabius alias Gayssot vorrebbe perpetuarla, dimostra ancora una volta che non spetta ad un tribunale, fosse anche militare ed internazionale, scrivere la storia.

    (Pubblicato nella Revue d’Histoire Révisionniste N° 2, Agosto-Ottobre 1990, pag. 138-144)

    NOTE:

    1 – Processo ai grandi criminali di guerra davanti al Tribunale militare internazionale, Norimberga, 14 Novembre 1945 – 1° Ottobre 1946, edito a Norimberga, 1947-1949, 42 volumi; Vol. I, pag. 57

    2 – TMI, I, pag. 27

    3 – La versione francese del Processo ai grandi criminali di guerra davanti al Tribunale Militare Internazionale in realtà non conta che 41 volumi: uno dei due volumi d’indice non è mai stato pubblicato.

    4 –Per la Francia, François de Menthon, Auguste Champetier de Ribes, Charles Dubost, Edgar Faure, Serge Fuster (“Casamayor”).

    5 – TMI, XXXIX, pag. 290-332

    6 – TMI, toma XV, pag. 300

    7 – Id., pag, 302

    8 – Ibid.

    9 – Id., pag. 293, vedi anche pag. 311

    10 – id., pag. 302-303

    11 – id., pag. 316

    12 – Doc. URSS-54

    13 – TMI, XVII, pag. 357

    fonte: https://robertfaurisson.blogspot.com...nuremberg.html

  3. #3
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    Predefinito Re: Katyn

    .....ma per qualcuno - ancora oggi - il massacro di Katyn fu opera di Hitler e non di Stalin

    Il verdetto della storia non può essere capovolto
    L'eccidio di Katyn fu opera di Hitler e non di Stalin

    Nella primavera del 1943 i criminali nazisti imbastirono una mostruosa e cinica provocazione ai danni dell'Armata Rossa sovietica, comandata da Stalin, nel tentativo di screditarne agli occhi dell'opinione pubblica mondiale i crescenti appoggio, ammirazione e fiducia che i popoli di tutto il mondo già nutrivano nei confronti del socialismo e dell'intero popolo sovietico che ormai da quasi due anni, a prezzo di enormi sacrifici, privazioni e vite umane, resisteva eroicamente alla criminale aggressione nazifascista scatenata da Hitler il 22 giugno del 1941 e fermamente sostenuta e appoggiata da Mussolini. Fu a tal proposito che, nell'aprile del 1943, i caporioni nazisti del III Reich decisero di denunciare alla Croce Rossa internazionale il "ritrovamento" dei corpi di quasi 5 mila ufficiali polacchi assassinati e poi sepolti in enormi fosse comuni presso Katyn, una località situata a pochi chilometri dalla città di Smolensk che oggi fa parte della Bielorussia.
    Durante la dissepoltura dei cadaveri i nazisti girarono anche un macabro filmato che in breve tempo fece il giro del mondo e che doveva servire a sostenere il castello di accuse che la Germania di Hitler mosse nei confronti dell'Unione Sovietica di Stalin nel tentativo di addossare all'Amata Rossa la responsabilità di quello che passò alla storia come l'eccidio di Katyn.
    Per rendere ancora più credibile la loro provocazione i tedeschi istituirono una "commissione internazionale di esperti sanitari" rastrellati in tutti i Paesi occupati d'Europa che dopo un breve sopralluogo nei dintorni di Katyn e la visione di alcuni cadaveri e documenti che non poterono né toccare né analizzare, furono costretti a firmare una dichiarazione comune dalla quale risultasse che i prigionieri polacchi erano stati trucidati nel 1940 dai sovietici.
    Tant'è vero che alcuni membri di quella commissione, qualche anno dopo al Processo di Norimberga, testimoniarono e descrissero in quali condizioni di ricatto e di pressione psicologica furono costretti a dichiarare il falso sull'eccidio di Katyn.
    La macabra messa in scena ordita dai nazisti e diretta personalmente da Hitler, che in questo genere di cose aveva già dimostrato tutta la sua maestria il 27 febbraio del 1933 con l'incendio del Reichstag, si ritorse ancora una volta contro gli stessi nazisti che alla fine delle indagini, svolte da una commissione medico legale e da esperti di vari Paesi del mondo, furono ritenuti i veri responsabili dell'efferata strage di Katyn. Un verdetto che tre anni dopo verrà inequivocabilmente e definitivamente riconfermato anche al processo di Norimberga in cui furono esibite schiaccianti prove e innumerevoli testimonianze, molte delle quali scritte e controfirmate, che deponevano contro i nazisti e a favore dell'Unione Sovietica.
    Nonostante ciò, a distanza di 66 anni, la responsabilità delle armate hitleriane nell'eccidio di Katyn non solo viene rimessa in discussione ma addirittura si cerca di falsificare a tal punto la verità storica al fine di poter addossare a Stalin in persona la colpa della strage. Una operazione veramente infame, che costituisce senza dubbio uno degli attacchi più ripugnanti al comunismo, imbastita dai nazi-fascisti di vecchia e nuova data.
    Nel 1987 furono proprio i rinnegati revisionisti Gorbaciov e Jaruzelski a dare il via a questa infame campagna istituendo un'apposita commissione composta da "storici" sovietici e polacchi per "condurre un esame minuzioso degli archivi al fine di stabilire in modo univoco la responsabilità della strage". Nell'aprile 1990, durante la visita di Jaruzelski in Urss, il neoliberale Gorbaciov, sulla base di fantomatici "documenti scoperti solo di recente" dalla suddetta commissione, ribalta completamente la verità storica, che per quasi 50 anni nessuno aveva mai osato mettere in discussione compresi il traditore Krusciov e l'arcirevisionista Breznev, e sentenzia che "Il massacro di Katyn fu opera di Stalin". E poche ore dopo consegna all'allora premier polacco due contenitori in cui si dice siano custodite le prove e le conclusioni della commissione che incolperebbero Stalin. Ma a tutt'oggi, nonostante sia passati quasi 20 anni, a nessuno è dato conoscere il reale contenuto dei contenitori e le supposte prove e argomentazioni che incolperebbero Stalin.
    Pertanto è fin troppo facile capire che si tratta solo di supposizioni, ipotesi, deduzioni e artificiose ricostruzioni completamente false e prive di ogni riferimento storico in base alle quali si vuol per forza attribuire a Stalin non solo l'eccidio di Katyn ma addirittura anche la morte di altri 10 mila ufficiali e soldati polacchi gettati in altre fosse comuni o fatti annegare, si dice, nel mar Baltico.
    No! "Signori" nazi-fascisti di sempre e neoliberali dell'ultima ora, il crimine di Katyn non fu opera di Stalin ma di Hitler.
    Intanto precisiamo subito che al contrario di quanto sostengono i nazi-fascisti, i quali in base a false testimonianze vogliono per forza far risalire l'eccidio di Katyn alla primavera del 1940 cioè quando l'Armata Rossa a scopo preventivo aveva schierato le sue truppe sulla Bielorussia occidentale, esiste invece la perizia medico legale fatta da una commissione della Croce Rossa internazionale e ritenuta valida anche da una equipe di esperti di vari Paesi del mondo che stabilisce che la data dell'eccidio risale all'autunno del 1941 quando cioè tutta la Bielorussia sovietica era caduta in mano alle armate hitleriane. Inoltre è stato facilmente dimostrato che i proiettili con cui furono trucidati gli ufficiali polacchi sono tutti di fabbricazione tedesca. Una verità accettata da tutti, fascisti italiani compresi, che però obiettano circa la data di fabbricazione di detti proiettili che a loro dire risalirebbe al 1930 "periodo in cui - sostengono - tali munizioni venivano vendute soltanto a paesi stranieri... in quanto, in virtù del trattato di Versailles, era proibito alla Germania uno smercio di munizioni sul mercato interno". Ecco un altro esempio di come i fascisti falsificano la storia a proprio uso e consumo.
    Essi cioè ignorano volutamente e completamente il fatto che già col trattato di Locarno del 1925 Francia, Inghilterra e Usa praticamente annullarono il trattato di Versailles dando così via libera alla Germania di riarmarsi aiutandola anche a risollevare la propria industria bellica mediante l'attuazione del piano Dawes. Accanto a ciò va inoltre ricordato che gli ufficiali polacchi furono tutti assassinati col classico colpo alla nuca. Uno stile che indubbiamente fa parte del cinico repertorio di mostruosità di cui andavano fiere le armate hitleriane e non certo l'Armata Rossa sovietica che invece era riconosciuta in tutto il mondo, e in particolare da quei popoli maggiormente colpiti dalle atrocità nazi-fasciste, come l'esercito della salvezza, della pace, della libertà e della fratellanza fra le nazioni oppresse.
    Ma al di là di questi importanti rilievi storici e tecnici che già di per sé inchiodano in maniera inequivocabile i nazi-fascisti alle proprie responsabilità, ve ne è anche un'altra di carattere politico e strategico che da sola basta e avanza per fare piena luce sul massacro di Katyn. Infatti c'è da chiedersi come mai i tedeschi portarono alla ribalta la questione di Katyn solo nella primavera del 1943, cioè proprio all'indomani della gloriosa battaglia di Stalingrado, che segnò l'inizio della controffensiva sovietica. È credibile la tesi secondo cui solo nella primavera del '43 sarebbe giunta ai tedeschi una "soffiata", peraltro mai confermata dai fatti, che avrebbe indicato loro il luogo dell'eccidio? Certamente questa tesi è poco credibile giacché i tedeschi, che occupavano la zona già da due anni, avrebbero tratto molto più vantaggio e sarebbero stati molto più credibili se avessero denunciato il fatto non appena misero piede in Bielorussia. Questo ovviamente non fu possibile non perché i tedeschi non sapevano il luogo preciso in cui erano sepolti gli ufficiali polacchi, ma perché l'eccidio avvenne solo qualche mese dopo la loro invasione e fu loro esclusiva opera.
    Detto questo rimane solo da chiarire il vero motivo per cui Hitler in persona ordinò di accusare i sovietici dell'eccidio. Allora come oggi questo motivo è fin troppo chiaro e conosciuto da tutti. La verità è che Hitler, dopo la clamorosa sconfitta a Stalingrado, ormai si rendeva conto che era passato da una situazione in cui i capitalisti del mondo lo sostenevano apertamente, ad una nuova situazione in cui la saldatura fra i popoli oppressi dal nazi-fascismo diventava ogni giorno più forte e impediva il sostegno aperto dei capitalisti a Hitler. Cioè si era finalmente costituito ciò che Stalin aveva fermamente auspicato fin dagli inizi del 1939: un vasto fronte di unità anti nazi-fascista deciso a resistere fino in fondo ai carnefici del III Reich. In un simile contesto internazionale è evidente che la macabra messa in scena dell'eccidio di Katyn fu un goffo tentativo orchestrato dai nazisti per spaccare l'unità del neocostituito fronte anti nazi-fascista e lanciare così un'altra campagna antibolscevica.
    Ecco qual è la verità storica e politica sull'eccidio di Katyn.
    Una verità che oggi perfino "I'Unità", "Liberazione" e tutti i lacché della borghesia e del capitalismo, revisionisti, neorevisionisti, rinnegati e falsi comunisti, fanno finta di non ricordare più.

    PMLI L'eccidio di Katyn fu opera di Hitler e non di Stalin. Il verdetto della storia non pu? essere capovolto

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    Predefinito Re: Katyn

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    .....ma per qualcuno - ancora oggi - il massacro di Katyn fu opera di Hitler e non di Stalin

    Il verdetto della storia non può essere capovolto
    L'eccidio di Katyn fu opera di Hitler e non di Stalin

    Nella primavera del 1943 i criminali nazisti imbastirono una mostruosa e cinica provocazione ai danni dell'Armata Rossa sovietica, comandata da Stalin, nel tentativo di screditarne agli occhi dell'opinione pubblica mondiale i crescenti appoggio, ammirazione e fiducia che i popoli di tutto il mondo già nutrivano nei confronti del socialismo e dell'intero popolo sovietico che ormai da quasi due anni, a prezzo di enormi sacrifici, privazioni e vite umane, resisteva eroicamente alla criminale aggressione nazifascista scatenata da Hitler il 22 giugno del 1941 e fermamente sostenuta e appoggiata da Mussolini. Fu a tal proposito che, nell'aprile del 1943, i caporioni nazisti del III Reich decisero di denunciare alla Croce Rossa internazionale il "ritrovamento" dei corpi di quasi 5 mila ufficiali polacchi assassinati e poi sepolti in enormi fosse comuni presso Katyn, una località situata a pochi chilometri dalla città di Smolensk che oggi fa parte della Bielorussia.
    Durante la dissepoltura dei cadaveri i nazisti girarono anche un macabro filmato che in breve tempo fece il giro del mondo e che doveva servire a sostenere il castello di accuse che la Germania di Hitler mosse nei confronti dell'Unione Sovietica di Stalin nel tentativo di addossare all'Amata Rossa la responsabilità di quello che passò alla storia come l'eccidio di Katyn.
    Per rendere ancora più credibile la loro provocazione i tedeschi istituirono una "commissione internazionale di esperti sanitari" rastrellati in tutti i Paesi occupati d'Europa che dopo un breve sopralluogo nei dintorni di Katyn e la visione di alcuni cadaveri e documenti che non poterono né toccare né analizzare, furono costretti a firmare una dichiarazione comune dalla quale risultasse che i prigionieri polacchi erano stati trucidati nel 1940 dai sovietici.
    Tant'è vero che alcuni membri di quella commissione, qualche anno dopo al Processo di Norimberga, testimoniarono e descrissero in quali condizioni di ricatto e di pressione psicologica furono costretti a dichiarare il falso sull'eccidio di Katyn.
    La macabra messa in scena ordita dai nazisti e diretta personalmente da Hitler, che in questo genere di cose aveva già dimostrato tutta la sua maestria il 27 febbraio del 1933 con l'incendio del Reichstag, si ritorse ancora una volta contro gli stessi nazisti che alla fine delle indagini, svolte da una commissione medico legale e da esperti di vari Paesi del mondo, furono ritenuti i veri responsabili dell'efferata strage di Katyn. Un verdetto che tre anni dopo verrà inequivocabilmente e definitivamente riconfermato anche al processo di Norimberga in cui furono esibite schiaccianti prove e innumerevoli testimonianze, molte delle quali scritte e controfirmate, che deponevano contro i nazisti e a favore dell'Unione Sovietica.
    Nonostante ciò, a distanza di 66 anni, la responsabilità delle armate hitleriane nell'eccidio di Katyn non solo viene rimessa in discussione ma addirittura si cerca di falsificare a tal punto la verità storica al fine di poter addossare a Stalin in persona la colpa della strage. Una operazione veramente infame, che costituisce senza dubbio uno degli attacchi più ripugnanti al comunismo, imbastita dai nazi-fascisti di vecchia e nuova data.
    Nel 1987 furono proprio i rinnegati revisionisti Gorbaciov e Jaruzelski a dare il via a questa infame campagna istituendo un'apposita commissione composta da "storici" sovietici e polacchi per "condurre un esame minuzioso degli archivi al fine di stabilire in modo univoco la responsabilità della strage". Nell'aprile 1990, durante la visita di Jaruzelski in Urss, il neoliberale Gorbaciov, sulla base di fantomatici "documenti scoperti solo di recente" dalla suddetta commissione, ribalta completamente la verità storica, che per quasi 50 anni nessuno aveva mai osato mettere in discussione compresi il traditore Krusciov e l'arcirevisionista Breznev, e sentenzia che "Il massacro di Katyn fu opera di Stalin". E poche ore dopo consegna all'allora premier polacco due contenitori in cui si dice siano custodite le prove e le conclusioni della commissione che incolperebbero Stalin. Ma a tutt'oggi, nonostante sia passati quasi 20 anni, a nessuno è dato conoscere il reale contenuto dei contenitori e le supposte prove e argomentazioni che incolperebbero Stalin.
    Pertanto è fin troppo facile capire che si tratta solo di supposizioni, ipotesi, deduzioni e artificiose ricostruzioni completamente false e prive di ogni riferimento storico in base alle quali si vuol per forza attribuire a Stalin non solo l'eccidio di Katyn ma addirittura anche la morte di altri 10 mila ufficiali e soldati polacchi gettati in altre fosse comuni o fatti annegare, si dice, nel mar Baltico.
    No! "Signori" nazi-fascisti di sempre e neoliberali dell'ultima ora, il crimine di Katyn non fu opera di Stalin ma di Hitler.
    Intanto precisiamo subito che al contrario di quanto sostengono i nazi-fascisti, i quali in base a false testimonianze vogliono per forza far risalire l'eccidio di Katyn alla primavera del 1940 cioè quando l'Armata Rossa a scopo preventivo aveva schierato le sue truppe sulla Bielorussia occidentale, esiste invece la perizia medico legale fatta da una commissione della Croce Rossa internazionale e ritenuta valida anche da una equipe di esperti di vari Paesi del mondo che stabilisce che la data dell'eccidio risale all'autunno del 1941 quando cioè tutta la Bielorussia sovietica era caduta in mano alle armate hitleriane. Inoltre è stato facilmente dimostrato che i proiettili con cui furono trucidati gli ufficiali polacchi sono tutti di fabbricazione tedesca. Una verità accettata da tutti, fascisti italiani compresi, che però obiettano circa la data di fabbricazione di detti proiettili che a loro dire risalirebbe al 1930 "periodo in cui - sostengono - tali munizioni venivano vendute soltanto a paesi stranieri... in quanto, in virtù del trattato di Versailles, era proibito alla Germania uno smercio di munizioni sul mercato interno". Ecco un altro esempio di come i fascisti falsificano la storia a proprio uso e consumo.
    Essi cioè ignorano volutamente e completamente il fatto che già col trattato di Locarno del 1925 Francia, Inghilterra e Usa praticamente annullarono il trattato di Versailles dando così via libera alla Germania di riarmarsi aiutandola anche a risollevare la propria industria bellica mediante l'attuazione del piano Dawes. Accanto a ciò va inoltre ricordato che gli ufficiali polacchi furono tutti assassinati col classico colpo alla nuca. Uno stile che indubbiamente fa parte del cinico repertorio di mostruosità di cui andavano fiere le armate hitleriane e non certo l'Armata Rossa sovietica che invece era riconosciuta in tutto il mondo, e in particolare da quei popoli maggiormente colpiti dalle atrocità nazi-fasciste, come l'esercito della salvezza, della pace, della libertà e della fratellanza fra le nazioni oppresse.
    Ma al di là di questi importanti rilievi storici e tecnici che già di per sé inchiodano in maniera inequivocabile i nazi-fascisti alle proprie responsabilità, ve ne è anche un'altra di carattere politico e strategico che da sola basta e avanza per fare piena luce sul massacro di Katyn. Infatti c'è da chiedersi come mai i tedeschi portarono alla ribalta la questione di Katyn solo nella primavera del 1943, cioè proprio all'indomani della gloriosa battaglia di Stalingrado, che segnò l'inizio della controffensiva sovietica. È credibile la tesi secondo cui solo nella primavera del '43 sarebbe giunta ai tedeschi una "soffiata", peraltro mai confermata dai fatti, che avrebbe indicato loro il luogo dell'eccidio? Certamente questa tesi è poco credibile giacché i tedeschi, che occupavano la zona già da due anni, avrebbero tratto molto più vantaggio e sarebbero stati molto più credibili se avessero denunciato il fatto non appena misero piede in Bielorussia. Questo ovviamente non fu possibile non perché i tedeschi non sapevano il luogo preciso in cui erano sepolti gli ufficiali polacchi, ma perché l'eccidio avvenne solo qualche mese dopo la loro invasione e fu loro esclusiva opera.
    Detto questo rimane solo da chiarire il vero motivo per cui Hitler in persona ordinò di accusare i sovietici dell'eccidio. Allora come oggi questo motivo è fin troppo chiaro e conosciuto da tutti. La verità è che Hitler, dopo la clamorosa sconfitta a Stalingrado, ormai si rendeva conto che era passato da una situazione in cui i capitalisti del mondo lo sostenevano apertamente, ad una nuova situazione in cui la saldatura fra i popoli oppressi dal nazi-fascismo diventava ogni giorno più forte e impediva il sostegno aperto dei capitalisti a Hitler. Cioè si era finalmente costituito ciò che Stalin aveva fermamente auspicato fin dagli inizi del 1939: un vasto fronte di unità anti nazi-fascista deciso a resistere fino in fondo ai carnefici del III Reich. In un simile contesto internazionale è evidente che la macabra messa in scena dell'eccidio di Katyn fu un goffo tentativo orchestrato dai nazisti per spaccare l'unità del neocostituito fronte anti nazi-fascista e lanciare così un'altra campagna antibolscevica.
    Ecco qual è la verità storica e politica sull'eccidio di Katyn.
    Una verità che oggi perfino "I'Unità", "Liberazione" e tutti i lacché della borghesia e del capitalismo, revisionisti, neorevisionisti, rinnegati e falsi comunisti, fanno finta di non ricordare più.

    PMLI L'eccidio di Katyn fu opera di Hitler e non di Stalin. Il verdetto della storia non pu? essere capovolto
    si ma è un sito bolscevico, sono 4 gatti

  5. #5
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    Predefinito Re: Katyn

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    si ma è un sito bolscevico, sono 4 gatti
    i comunisti... sono dei veri maestri nel fabbricare stronzate.... la menzogna è nel loro DNA







 

 

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