Un tempo era la regola e funzionavano.
Si tendeva a sposarsi tra "pari" , quindi in una comunione di origini.
l'infezione socialista ha portato ad aborrire questa pratica.
In genere le persone si sposano trovando il-la nubendo/a nell'ambiente che frequenta e da cui origina.
Pur vero che oggi alcuni fenomeni sociali (sport, associazionismo, ecc.) interclassisti conducono a far si che giovani per bene abbiano a frequentare persone di umili origini.
Da qui, complice quel fenomeno transeunte che si chiama "sentimento" (o anche passione ecc) spesso si consumano relazioni innaturali che talvolta già nel breve tempo mostrano il fine "arrampicatore" di uno dei due partner.
In realtà una famiglia ha il diritto di tutuelare il proprio patrimonio, e l'erede ha il dovere non solo di conservarlo ma possibilmente di ampliarlo.
Di conseguenza sarebbe cosa utile tornare a questa forma di matrimonio che fors non si basa su evanescienze "passionali" ma su cose concrete che lo rendono veramente duraturo e felice, anche perchè "blindato" dalla comune origine degli sposi.




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