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  1. #1
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    Predefinito Questa Coldiretti................

    Consumi, in Italia uno scandalo alimentare al giorno


    Nel 2019 in Italia è scoppiato fino ad oggi più di un allarme alimentare al giorno, per un totale di ben 281 notifiche inviate all’Unione Europea durante l’anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell’agroalimentare a Cernobbio dove è stata apparecchiata la tavola dei cibi piu’ pericolosi venduti in Italia nel 2019 sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) relative ai primi nove mesi.

    Sul totale di 281 allarmi che si sono verificati 124 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (44%) e 108 da Paesi extracomunitari (39%). In altre parole – precisa la Coldiretti – oltre quattro prodotti su cinque più pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%).
    I pericoli maggiori per l’Italia – continua la Coldiretti – sono infatti venuti dal pesce spagnolo, come tonno e pescespada, con alto contenuto di mercurio e dal pesce francese, sgombro in primis, per l’infestazione del parassita Anisakis, ma sul podio del rischio ci sono anche i materiali a contatto con gli alimenti (MOCA), per i quali si riscontra la cessione di sostanze molto pericolose per la salute del consumatore (cromo, nichel, manganese, formaldeide ecc.), in particolare per quelli importati dalla Cina. Nella black list alimentare – precisa la Coldiretti – ci sono poi i pistacchi dalla Turchia e le arachidi dall’Egitto per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene, presenti anche nei pistacchi dagli Stati Uniti e la salmonella enterica nelle carni avicole polacche.

    Sul podio dei Paesi da cui arrivano in Italia il maggior numero di prodotti rischiosi al primo posto emerge la Spagna con 54 notifiche, riguardanti principalmente la presenza di mercurio nel pesce, seguita dalla Cina con 28 segnalazioni, soprattutto per migrazione di metalli nei materiali a contatto con alimenti e dalla Turchia con 22 avvisi, maggiormente per aflatossine nella frutta in guscio.

    E questo accade – sottolinea la Coldiretti – nonostante il fatto che la Cina e la Turchia rappresentano rispettivamente appena il 2% e l’1% del valore delle importazioni agroalimentari in Italia mentre la Spagna arriva circa al 10%.

    Dai risultati sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza – evidenzia Coldiretti – dei prodotti nazionali mentre i pericoli vengono soprattutto dalle importazioni. Il motivo è spiegato dalla relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio scorso sui “pericoli chimici negli alimenti che consumiamo”, in cui si parla di tolleranze all’importazione e si chiede alla Commissione Europea di spiegare “quali misure intende adottare” per mantenere lo stesso livello di garanzia per gli alimenti importati rispetto a quelli prodotti nella Ue.

    Infatti, sugli alimenti importati è stata individuata una presenza irregolare di residui chimici piu’ che doppia rispetto a quelli Made in Italy con i pericoli che si moltiplicano per gli ortaggi stranieri venduti in Italia che sono quasi cinque volte piu’ pericolosi di quelli nazionali, secondo l’ultimo report del ministero della Salute sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti” pubblicato in agosto 2019. Su circa 11.500 i campioni di alimenti (ortofrutta, cereali, olio, vino, baby food e altri prodotti) analizzati per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari appena lo 0,9% dei campioni di origine nazionale – sottolinea la Coldiretti – è risultato irregolare ma la percentuale sale al 2% se si considerano solo gli alimenti di importazioni e tra questi il record negativo è fatto segnare dagli ortaggi dall’estero con il 5,9%.Se si evidenzia – continua la Coldiretti – il primato del Made in Italy nella sicurezza alimentare a livello internazionale ed europeo, dove la media delle irregolarità è del 2,5%, a preoccupare è la presenza sul territorio nazionale di alimenti di importazione con elevati livelli di residui.

    In questo contesto, in caso di allarme alimentare le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. “L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “va anche tolto in Italia il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati in situazioni di emergenza sanitaria che si ripetono sempre più frequentemente”.

    “Una preoccupazione viene anche per l’elevato numero di allarmi alimentari che riguardano Paesi come l’Argentina ed il Brasile che fanno parte del gruppo dei MERCOSUR con i quali l’Unione Europea ha siglato accordi di libero scambio per agevolare proprio le importazioni di riso, agrumi e carne” conclude Prandini nel sottolineare che anche per queste ragioni l’Italia non deve ratificare l’accordo.


    TOP TEN DEI PRODOTTI PIÙ PERICOLOSI VENDUTI IN ITALIA

    1.Pesce dalla Spagna (37 notifiche), principalmente per mercurio (31)
    2.Pesce dalla Francia (19), principalmente per Anisakis (17)
    3.Materiali a contatto con alimenti dalla Cina per cessione di metalli (18)
    4.Pistacchi dalla Turchia per aflatossine (11)
    5.Arachidi dall’Egitto per aflatossine (9)
    6.Cozze dalla Spagna (7), principalmente per Escherichia Coli (4)
    7.Carni avicole dalla Polonia per Salmonella (6)
    8.Pistacchi dagli USA per aflatossine (6)
    9.Carni avicole dall’Ungheria per Salmonella (6)
    10.Mandorle dagli USA per aflatossine (4)



    TOP TEN DEI PAESI CHE ESPORTANO IN ITALIA I PRODOTTI PIÙ PERICOLOSI
    1.Spagna (54 notifiche)
    2.Cina (28)
    3.Turchia (22)
    4.Francia (21)
    5.USA (13)
    6.Polonia (11)
    7.Egitto (9)
    8.Argentina (7)
    9.Brasile (6)
    10.Ungheria (6)

    Apriamo i mercati alimentari ache a chi produce alluminio, piombo, arsenico, intanto uno piuà uno meno che differenza fa. Siamo un paese disastrato, possiamo anche importare tutto la schifezza estera.

  2. #2
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    Questa credo che non la sapessoro in molti:

    Sui cibi stranieri ci era il SEGRETO DI STATO.

    Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri che arrivano in Italia rendendo così possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall'estero. A darne notizia è Coldiretti riferendo il pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull'accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall'estero detenuti dal ministero della Salute e fino ad ora preclusi, affermano, per "ragioni pretestuose ora smascherate dall'Autorità giudiziaria". Un risultato - spiega l'organizzazione agricola - da considerare storico e che mette "fine all'inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all'impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti". "Nel 2018 in Italia è infatti scoppiato - segnala Coldiretti - più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all'Unione europea tra le quali solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenivano da altri Paesi dell'Unione europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). (ANSA).

  3. #3
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    le meraviglie della globalizzazione, il sol dell'avvenire del villaggio globale, bisogna costruire ponti d'oro al mercurio e ai parassiti e non muri o dogane...


    La sinistra uccide anche te, sardina scema
    MIGA MakeItalyGreatAgain (Fai l'Italia Grande Ancora)
    che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro )

  4. #4
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    Citazione Originariamente Scritto da Gigi Landi Visualizza Messaggio
    Consumi, in Italia uno scandalo alimentare al giorno


    Nel 2019 in Italia è scoppiato fino ad oggi più di un allarme alimentare al giorno, per un totale di ben 281 notifiche inviate all’Unione Europea durante l’anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell’agroalimentare a Cernobbio dove è stata apparecchiata la tavola dei cibi piu’ pericolosi venduti in Italia nel 2019 sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) relative ai primi nove mesi.

    Sul totale di 281 allarmi che si sono verificati 124 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (44%) e 108 da Paesi extracomunitari (39%). In altre parole – precisa la Coldiretti – oltre quattro prodotti su cinque più pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%).
    I pericoli maggiori per l’Italia – continua la Coldiretti – sono infatti venuti dal pesce spagnolo, come tonno e pescespada, con alto contenuto di mercurio e dal pesce francese, sgombro in primis, per l’infestazione del parassita Anisakis, ma sul podio del rischio ci sono anche i materiali a contatto con gli alimenti (MOCA), per i quali si riscontra la cessione di sostanze molto pericolose per la salute del consumatore (cromo, nichel, manganese, formaldeide ecc.), in particolare per quelli importati dalla Cina. Nella black list alimentare – precisa la Coldiretti – ci sono poi i pistacchi dalla Turchia e le arachidi dall’Egitto per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene, presenti anche nei pistacchi dagli Stati Uniti e la salmonella enterica nelle carni avicole polacche.

    Sul podio dei Paesi da cui arrivano in Italia il maggior numero di prodotti rischiosi al primo posto emerge la Spagna con 54 notifiche, riguardanti principalmente la presenza di mercurio nel pesce, seguita dalla Cina con 28 segnalazioni, soprattutto per migrazione di metalli nei materiali a contatto con alimenti e dalla Turchia con 22 avvisi, maggiormente per aflatossine nella frutta in guscio.

    E questo accade – sottolinea la Coldiretti – nonostante il fatto che la Cina e la Turchia rappresentano rispettivamente appena il 2% e l’1% del valore delle importazioni agroalimentari in Italia mentre la Spagna arriva circa al 10%.

    Dai risultati sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza – evidenzia Coldiretti – dei prodotti nazionali mentre i pericoli vengono soprattutto dalle importazioni. Il motivo è spiegato dalla relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio scorso sui “pericoli chimici negli alimenti che consumiamo”, in cui si parla di tolleranze all’importazione e si chiede alla Commissione Europea di spiegare “quali misure intende adottare” per mantenere lo stesso livello di garanzia per gli alimenti importati rispetto a quelli prodotti nella Ue.

    Infatti, sugli alimenti importati è stata individuata una presenza irregolare di residui chimici piu’ che doppia rispetto a quelli Made in Italy con i pericoli che si moltiplicano per gli ortaggi stranieri venduti in Italia che sono quasi cinque volte piu’ pericolosi di quelli nazionali, secondo l’ultimo report del ministero della Salute sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti” pubblicato in agosto 2019. Su circa 11.500 i campioni di alimenti (ortofrutta, cereali, olio, vino, baby food e altri prodotti) analizzati per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari appena lo 0,9% dei campioni di origine nazionale – sottolinea la Coldiretti – è risultato irregolare ma la percentuale sale al 2% se si considerano solo gli alimenti di importazioni e tra questi il record negativo è fatto segnare dagli ortaggi dall’estero con il 5,9%.Se si evidenzia – continua la Coldiretti – il primato del Made in Italy nella sicurezza alimentare a livello internazionale ed europeo, dove la media delle irregolarità è del 2,5%, a preoccupare è la presenza sul territorio nazionale di alimenti di importazione con elevati livelli di residui.

    In questo contesto, in caso di allarme alimentare le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. “L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “va anche tolto in Italia il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati in situazioni di emergenza sanitaria che si ripetono sempre più frequentemente”.

    “Una preoccupazione viene anche per l’elevato numero di allarmi alimentari che riguardano Paesi come l’Argentina ed il Brasile che fanno parte del gruppo dei MERCOSUR con i quali l’Unione Europea ha siglato accordi di libero scambio per agevolare proprio le importazioni di riso, agrumi e carne” conclude Prandini nel sottolineare che anche per queste ragioni l’Italia non deve ratificare l’accordo.


    TOP TEN DEI PRODOTTI PIÙ PERICOLOSI VENDUTI IN ITALIA

    1.Pesce dalla Spagna (37 notifiche), principalmente per mercurio (31)
    2.Pesce dalla Francia (19), principalmente per Anisakis (17)
    3.Materiali a contatto con alimenti dalla Cina per cessione di metalli (18)
    4.Pistacchi dalla Turchia per aflatossine (11)
    5.Arachidi dall’Egitto per aflatossine (9)
    6.Cozze dalla Spagna (7), principalmente per Escherichia Coli (4)
    7.Carni avicole dalla Polonia per Salmonella (6)
    8.Pistacchi dagli USA per aflatossine (6)
    9.Carni avicole dall’Ungheria per Salmonella (6)
    10.Mandorle dagli USA per aflatossine (4)



    TOP TEN DEI PAESI CHE ESPORTANO IN ITALIA I PRODOTTI PIÙ PERICOLOSI
    1.Spagna (54 notifiche)
    2.Cina (28)
    3.Turchia (22)
    4.Francia (21)
    5.USA (13)
    6.Polonia (11)
    7.Egitto (9)
    8.Argentina (7)
    9.Brasile (6)
    10.Ungheria (6)

    Apriamo i mercati alimentari ache a chi produce alluminio, piombo, arsenico, intanto uno piuà uno meno che differenza fa. Siamo un paese disastrato, possiamo anche importare tutto la schifezza estera.
    ma che problema c'hai?
    ci pensa l'eropa alla nostra salute.
    o non sai leggere i meravigliosi colori del semaforino per akkoglioni, il progressista e proiettato nel futuro nutriscione ?
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    che Palamara, Ciuffetti, la Gretina e la Presidentessa di Arcuri siano di lezione: QUESTA VOLTA NIENTE PRIGIONIERI(a parte Maduro )

  5. #5
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    Citazione Originariamente Scritto da Child44 Visualizza Messaggio
    ma che problema c'hai?
    ci pensa l'eropa alla nostra salute.
    o non sai leggere i meravigliosi colori del semaforino per akkoglioni, il progressista e proiettato nel futuro nutriscione ?
    Sono straconvinto che il Nutriscore e' un'altra di quelle bufale per fregare la gente.

    Si va al supermercato vedi il tuo semaforino verde e tutto contento e felice compri pensando "Che bravi che sono i francesi, adesso so che dentro c'e' poco sale e meno olio d'oliva. Veramente bravi, micca come gli italiani."

    Se poi hai comprato una verdura da insalata cosa fai ? La metti nella ciotola, aggiungi sale e qualche cucchiano d'olio extra vergine. Cosi il tuo semaforino da verde diventa un bel colore rosso fuoco, inoltre non hai letto l'etichetta perche' c'e' il semaforo che ti dice "Tutto ok. Passaggio libero" e non sai che la merda che hai comprato e' piena di salmonella, contiene tracce di piombo, alluminio e aflatossine con altre merdate simili.

    Prossimo obbligo della nostra amata EU come segnali ci metteranno precenda, stop, obbligo di girare a destra o sinistra e il cartello WC.

    Francia 4 paese con prodotti piu' pericolosi ma hanno il semaforino verde.

  6. #6
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    Citazione Originariamente Scritto da Gigi Landi Visualizza Messaggio
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    Nel 2019 in Italia è scoppiato fino ad oggi più di un allarme alimentare al giorno, per un totale di ben 281 notifiche inviate all’Unione Europea durante l’anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata al Forum Internazionale dell’agroalimentare a Cernobbio dove è stata apparecchiata la tavola dei cibi piu’ pericolosi venduti in Italia nel 2019 sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) relative ai primi nove mesi.

    Sul totale di 281 allarmi che si sono verificati 124 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (44%) e 108 da Paesi extracomunitari (39%). In altre parole – precisa la Coldiretti – oltre quattro prodotti su cinque più pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%).
    I pericoli maggiori per l’Italia – continua la Coldiretti – sono infatti venuti dal pesce spagnolo, come tonno e pescespada, con alto contenuto di mercurio e dal pesce francese, sgombro in primis, per l’infestazione del parassita Anisakis, ma sul podio del rischio ci sono anche i materiali a contatto con gli alimenti (MOCA), per i quali si riscontra la cessione di sostanze molto pericolose per la salute del consumatore (cromo, nichel, manganese, formaldeide ecc.), in particolare per quelli importati dalla Cina. Nella black list alimentare – precisa la Coldiretti – ci sono poi i pistacchi dalla Turchia e le arachidi dall’Egitto per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene, presenti anche nei pistacchi dagli Stati Uniti e la salmonella enterica nelle carni avicole polacche.

    Sul podio dei Paesi da cui arrivano in Italia il maggior numero di prodotti rischiosi al primo posto emerge la Spagna con 54 notifiche, riguardanti principalmente la presenza di mercurio nel pesce, seguita dalla Cina con 28 segnalazioni, soprattutto per migrazione di metalli nei materiali a contatto con alimenti e dalla Turchia con 22 avvisi, maggiormente per aflatossine nella frutta in guscio.

    E questo accade – sottolinea la Coldiretti – nonostante il fatto che la Cina e la Turchia rappresentano rispettivamente appena il 2% e l’1% del valore delle importazioni agroalimentari in Italia mentre la Spagna arriva circa al 10%.

    Dai risultati sono evidenti le maggiori garanzie di sicurezza – evidenzia Coldiretti – dei prodotti nazionali mentre i pericoli vengono soprattutto dalle importazioni. Il motivo è spiegato dalla relazione della Corte dei Conti Europea del 15 gennaio scorso sui “pericoli chimici negli alimenti che consumiamo”, in cui si parla di tolleranze all’importazione e si chiede alla Commissione Europea di spiegare “quali misure intende adottare” per mantenere lo stesso livello di garanzia per gli alimenti importati rispetto a quelli prodotti nella Ue.

    Infatti, sugli alimenti importati è stata individuata una presenza irregolare di residui chimici piu’ che doppia rispetto a quelli Made in Italy con i pericoli che si moltiplicano per gli ortaggi stranieri venduti in Italia che sono quasi cinque volte piu’ pericolosi di quelli nazionali, secondo l’ultimo report del ministero della Salute sul “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti” pubblicato in agosto 2019. Su circa 11.500 i campioni di alimenti (ortofrutta, cereali, olio, vino, baby food e altri prodotti) analizzati per verificare la presenza di residui di prodotti fitosanitari appena lo 0,9% dei campioni di origine nazionale – sottolinea la Coldiretti – è risultato irregolare ma la percentuale sale al 2% se si considerano solo gli alimenti di importazioni e tra questi il record negativo è fatto segnare dagli ortaggi dall’estero con il 5,9%.Se si evidenzia – continua la Coldiretti – il primato del Made in Italy nella sicurezza alimentare a livello internazionale ed europeo, dove la media delle irregolarità è del 2,5%, a preoccupare è la presenza sul territorio nazionale di alimenti di importazione con elevati livelli di residui.

    In questo contesto, in caso di allarme alimentare le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. “L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “va anche tolto in Italia il segreto sui flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero per consentire interventi mirati in situazioni di emergenza sanitaria che si ripetono sempre più frequentemente”.

    “Una preoccupazione viene anche per l’elevato numero di allarmi alimentari che riguardano Paesi come l’Argentina ed il Brasile che fanno parte del gruppo dei MERCOSUR con i quali l’Unione Europea ha siglato accordi di libero scambio per agevolare proprio le importazioni di riso, agrumi e carne” conclude Prandini nel sottolineare che anche per queste ragioni l’Italia non deve ratificare l’accordo.


    TOP TEN DEI PRODOTTI PIÙ PERICOLOSI VENDUTI IN ITALIA

    1.Pesce dalla Spagna (37 notifiche), principalmente per mercurio (31)
    2.Pesce dalla Francia (19), principalmente per Anisakis (17)
    3.Materiali a contatto con alimenti dalla Cina per cessione di metalli (18)
    4.Pistacchi dalla Turchia per aflatossine (11)
    5.Arachidi dall’Egitto per aflatossine (9)
    6.Cozze dalla Spagna (7), principalmente per Escherichia Coli (4)
    7.Carni avicole dalla Polonia per Salmonella (6)
    8.Pistacchi dagli USA per aflatossine (6)
    9.Carni avicole dall’Ungheria per Salmonella (6)
    10.Mandorle dagli USA per aflatossine (4)



    TOP TEN DEI PAESI CHE ESPORTANO IN ITALIA I PRODOTTI PIÙ PERICOLOSI
    1.Spagna (54 notifiche)
    2.Cina (28)
    3.Turchia (22)
    4.Francia (21)
    5.USA (13)
    6.Polonia (11)
    7.Egitto (9)
    8.Argentina (7)
    9.Brasile (6)
    10.Ungheria (6)

    Apriamo i mercati alimentari ache a chi produce alluminio, piombo, arsenico, intanto uno piuà uno meno che differenza fa. Siamo un paese disastrato, possiamo anche importare tutto la schifezza estera.
    Noto con piacere che non ci stanno elencati tartufo champagne e caviale.
    Quello che mangiano i nazisovranari francamente sono affari loro.
    Anzi, non tutto il male viene per nuocere
    L
    Come dice il mio amico Dav: Sono con il Pd ed ero con il Pd. E nel Pd si può stare in maggioranza ed in minoranza a prescindere dai leader. Adesso io sono in minoranza.
    Ma il Pd è sempre il Pd.
    I AM PD

  7. #7
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    Prodotto naturale francese:

    L’Anisakis è un genere di vermi nematodi parassiti, che possono infettare l’uomo risalendo la catena alimentare. Le larve si trovano abitualmente nell’acqua di mare, dove vengono ingerite da piccoli crostacei, a loro volta preda di pesci che possono finire sulle nostre tavole. L’anisakiasi (o anisakidiosi) è la parassitosi causata da queste larve e provoca sintomi che possono essere scambiati per altre malattie dell’apparto digerente (dolori addominali, nausea, vomito, diarrea). Non è chiaro quanti casi di anisakiasi si verifichino in Europa: alcuni ricercatori ipotizzano 500 casi ogni anno, ma è molto probabile che il numero sia sottostimato. Uno studio più recente aveva stimato per la Spagna circa 8 mila infezioni annue!

    Le larve di Anisakis, lunghe tra 1 e 3 cm, possono essere viste a occhio nudo e infettano facilmente alcune specie ittiche. Il pesce spatola contiene quasi sempre il parassita. Anche il suro nel 95% dei casi è contaminato, seguito dal lanzardo (75%), ma anche da specie più conosciute come lo sgombro (71%), il merluzzo (40%), il totano (22%), le alici (17%), la triglia (10%), il cefalo (9%) e la sardina (1%).

    Quando il pesce è destinato a essere consumato crudo, marinato, salato o trattato in maniera tale da non garantire l’uccisione del parassita, è previsto un abbattimento della temperatura fino a -20°C per almeno 24 ore o a -35°C per 15 ore (2) in modo da neutralizzare le larve. La legge prevede che nelle pescherie e nei supermercati debba essere comunque esposto il seguente avviso per i consumatori (3):

    INFORMAZIONI AL CONSUMATORE PER UN CORRETTO IMPIEGO DI PESCE E CEFALOPODI FRESCHI

    In caso di consumo crudo, marinato o non completamente cotto il prodotto deve essere preventivamente congelato per almeno 96 ore a -18 °C in congelatore domestico contrassegnato con tre o più stelle.


    Mai visto in nessun supermercato.

  8. #8
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    Mi permetto di far notare ciò che è un dato di fatto ma del quale non se ne parla, volutamente:
    riguarda le aflatossine (se cercate su Wiki vi spiega brevemente cosa sono e cosa fanno).
    Sono prodotti metabolici di alcune specie fungine crittogame, del genere fusarium e aspergillus.
    I prodotti dell'agricoltura cosidetta biologica hanno un contenuto maggiore di aflatossine e di altre micotossine rispetto ai "normali" non biologici.
    Questo è dovuto al fatto che le micotossine sono conseguenza, come ho scritto sopra, dell'infestazione di crittogame.
    Per queste infestazioni si usano anticrittogamici sia cuprici (bordolese o rame ossicloruro) che acuprici (cioè organici sistemici).
    Trattamenti anticrittogamici preventivi minimizzano lo sviluppo delle crittogame e dunque delle micotossine.

    Approfondimento:
    la differenza tra cuprici e acuprici sta nel fatto che i prodotti a base di rame + adesivante operano a livello della lamina fogliare, cioè distruggono i corpi fruttiferi delle crittogame ma non le ife, che ricacciano nuovi corpi fruttiferi quando le condizioni di temperatura e umidità lo permettono, mentre gli acuprici sono sistemici, cioè penetrano nella cellula vegetale e distruggono anche le ife dei funghi.
    Tra i due i cuprici hanno minore tossicità residua.

    Altra causa dello sviluppo di micotossine è lo stoccaggio.
    Difficoltà nel rilevarle è per il fatto che le infestazioni spesso sono a macchia di leopardo, cioè in un silos fanno ora qua ora là, e casualmente può essere campionato del materiale esente da micotossine in una massa infestata all'interno di un silos.

    Comunque in agricoltura biologica gli antiparassitari sono usati molto poco e deboli, dunque sono più sensibili ad essere infetti.
    Oltretutto l'orticoltura richiede irrigazione quasi quotidiana in estate, dunque sei nelle condizioni ottimali per lo sviluppo delle crittogame.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  9. #9
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    Quello delle aflatossine legate al bio è un falso mito, una bufala creata ad oc di promotori dell'agricoltura convenzionale.
    I fattori contaminanti sono alta temperatura e umidità ma comunque il rischio di contaminazione generico è minimo.
    I fattori davvero contaminanti sono la monocoltura e la capacità di sviluppare resistenza agli anticrittogramici. Ciò avviene più nel tradizionale che nel biologico.
    Le notizie allarmistiche in realtà allarmano solo i non addetti ai lavori che per conto sono molto più preoccuparti da altre cose.

  10. #10
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    Predefinito Re: Questa Coldiretti................

    Citazione Originariamente Scritto da Wu Wei Visualizza Messaggio
    Quello delle aflatossine legate al bio è un falso mito, una bufala creata ad oc di promotori dell'agricoltura convenzionale.
    I fattori contaminanti sono alta temperatura e umidità ma comunque il rischio di contaminazione generico è minimo.
    I fattori davvero contaminanti sono la monocoltura e la capacità di sviluppare resistenza agli anticrittogramici. Ciò avviene più nel tradizionale che nel biologico.
    Le notizie allarmistiche in realtà allarmano solo i non addetti ai lavori che per conto sono molto più preoccuparti da altre cose.
    Dai l'idea di essere, se non addetto ai lavori, molto informato e quindi vorrechiederti:

    il mercurio nel pesce spagnolo e l'Anisakis nel pesce francese fanno male alle persone oppure notizia allarmistica ?

 

 
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