fossi negli USA ci penserei almeno per limare le possibilità offensive e difensive iraniane
L'obiettivo dell'operazione era di ridurre la capacità di Saddam Hussein di mantenere il potere in Iraq[senza fonte]. Il 31 ottobre 1998 il presidente statunitense Bill Clinton firmò nella legge H.R. 4655 l'Iraq Liberation Act[2] Questo atto prevedeva di recuperare fondi da consegnare agli oppositori di Saddam Hussein per rovesciare il dittatore e instaurare una democrazia.
Avvisaglie dell'imminente bombardamento dell'Iraq erano giunte già dal febbraio 1998[senza fonte] e l'operazione trovò molti pareri favorevoli ma anche molte critiche sia in patria che all'estero.[3] L'Arabia Saudita, il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti inizialmente si rifiutarono di concedere all'America di usare le loro basi militari per bombardare l'Iraq.[4]
Ufficialmente l'amministrazione Clinton affermò che l'obiettivo ufficiale dell'operazione era di ridurre la possibilità al regime iracheno di fabbricare armi di distruzione di massa quali la bomba atomica.Gli obiettivi fisici del bombardamento furono installazioni irachene per la ricerca e lo sviluppo di armi, siti di difesa aerea, caserme e quartieri generali della Guardia Repubblicana irachena. Tali obiettivi vennero distrutti nella quasi totalità in quattro notti, con l'uso di missili da crociera lanciati dagli incrociatori e dei bombardieri della USAF che le armi contraeree irachene erano totalmente incapaci di contrastare.
Gli Stati Uniti impiegarono nel bombardamento, oltre agli incrociatori armati di missili Tomahawk, velivoli della USS Enterprise e della USS Carl Vinson, quali il B-1 Lancer e l'F-16. La RAF contribuì con i Panavia Tornado. In queste missioni prese parte per la prima volta un pilota donna.[5][6]




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