Provo a stimolare una discussione invocando in particolare l'intervento di monetaristi ed austriaci.
In questi giorni stavo leggendo le critiche mosse da Milton Friedman agli accordi di Bretton Woods, in merito all'aggancio del dollaro con l'oro, in particolare per quanto riguarda le difficoltà nel mantenere fisso il tasso di cambio nonché a mantenere in equilibrio la bilancia dei pagamenti.
Dal profondo della mia ignoranza in materia non sono riuscito ad intuire una via di uscita dal problema: da una parte la parità aurea impedisce o comunque attenua processi inflattivi, dall'altra un sistema internazionale di monete agganciate all'oro genererebbe difficoltà nella bilancia dei pagamenti fra i vari stati, non potendo comprendere in anticipo se uno squilibrio (in termini di domanda ed offerta di divise estere e relative riserve) possa essere temporaneo o perdurare nel tempo e, di conseguenza, generare deficit.
Spero di non aver fatto una confusione dannata e spero che qualcuno di voi possa riuscire a spiegarmi in quale modo potrebbero essere superate queste difficoltà, eventualmente indicando quale possa essere un sistema monetario in grado di eludere questi problemi.
Ringrazio anticipatamente chi avrà voglia di intervenire.![]()




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