Norma Cossetto (1920-1943) è stata una studentessa italiana vittima delle foibe jugoslave.
Nata a Santa Domenica di Visinada, nell'Istria da poco annessa all'Italia dopo la Prima guerra mondiale, suo padre era un dirigente locale del Partito fascista, in seguito podestà della città e ufficiale locale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Norma si diplomò al liceo a Gorizia per poi iscriversi alla facoltà di lettere dell'Università di Padova. Nell'estate 1943 stava preparando la tesi di laurea in geografia intitolata "Istria Rossa" (il rosso è relativo alla bauxite del territorio) e in ragione dei propri studi, la Cossetto girava in bicicletta per i paesi istriani, visitando municipi e canoniche alla ricerca di archivi che le consentissero di sviluppare la sua ricerca. I suoi contemporanei la ricordano come una giovane ragazza dedita allo sport, molto portata per gli studi e le lingue straniere. Parlava bene il francese e il tedesco. Si dedicava anche allo studio del pianoforte, amava il canto e la pittura. Fidanzata con un incursore dei mezzi d’assalto della Regia Marina, Norma era una ragazza ben inserita nel contesto sociale in cui viveva.
Il 26 settembre 1943, dopo che la sua casa venne razziata dai partigiani comunisti jugoslavi, Norma venne arrestata e condotta nell'ex caserma dei carabinieri, dove i titini la tormentarono, promettendole libertà e mansioni direttive, se avesse accettato di collaborare con il Movimento Popolare di Liberazione jugoslavo di Josip Broz. In seguito venne trasferita nell'ex caserma dei finanzieri di Parenzo con amici, altri parenti e conoscenti. Qui, i soldati dell'esercito titino torturarono e malmenarono i detenuti, mentre Norma, rifiutando ogni collaborazione, venne portata in una stanza dell'edificio, legata ad un tavolo e ripetutamente violentata da 17 soldati jugoslavi. Dopo giorni di sevizie, tra il 4 e il 5 ottobre 1943 venne gettata nuda nella foiba di Villa Surani, sita alle pendici del Monte Croce.
Il 13 ottobre 1943 i tedeschi riconquistarono il paese e, a seguito della cattura di alcuni partigiani titini, riuscirono a fornire informazioni attendibili a Licia, sorella di Norma, sul destino del padre e della sorella, confermando l’esecuzione di entrambi. Il 10 dicembre 1943 i Vigili del Fuoco di Pola, al comando del maresciallo Arnaldo Harzarich, recuperarono la salma di Norma: rinvenuta supina, nuda, con le braccia legate con il filo di ferro, su un cumulo di altri cadaveri aggrovigliati, orrendamente massacrata. La salma di Norma venne composta nella piccola cappella mortuaria del cimitero di Castellerier. Dei suoi 17 torturatori, 6 vennero arrestati e obbligati a passare l’ultima notte della loro vita nella cappella mortuaria del locale cimitero per vegliare la salma della giovane donna, prima di venire fucilati dai nazisti il mattino seguente.
Ai funerali di Norma, che venne tumulata nella tomba di famiglia a Santa Domenica di Visinada assieme al padre, partecipò un grande numero di persone.
Nel dopoguerra, l’8 maggio 1949, il rettore dell’Università di Padova, Aldo Ferrabino, su proposta del Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, le conferì la laurea ad honorem, specificando che Norma fosse caduta per la difesa della libertà.
L’8 febbraio 2005 l’allora presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi concesse alla giovane istriana la Medaglia d’oro al merito civile postuma.
Fonti:
Raoul Pupo e Roberto Spazzali, Foibe, Milano, Mondadori, 2003
Frediano Sessi, Foibe rosse. Vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel '43, Venezia, Marsilio, 2007
Marco Pirina, 1943-1945. Donne nella guerra civile italiana tra Gladio e Stella Rossa, Pordenone, Centro Studi e Ricerche Storiche Silentes Loquimur, 2008
Luciano Garibaldi e Rossana Mondoni, Nel nome di Norma. Norma Cossetto, la tragedia dell'Istria e altre vicende a Trieste e sul confine orientale italiano, Chieti, Solfanelli, 2010; 2011
Nicoletta Policek, Women and the Foibe. Forget her Not!, Saraswati Newsletter, Agosto, 2011, p.4
Gianni Oliva, Esuli. Dalle foibe ai campi profughi. La tragedia degli Italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, Milano, Mondadori, 2011




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