Nuovamente l'università italiana protesta contro il DDL Gelmini.

In molte università i ricercatori, una delle categorie più penalizzate, ha dato indisposizione a fare lezione; badate bene, non si tratta di sciopero: per contratto i ricercatori non sono tenuti a fare tutta la didattica che prima era loro accollata.
Per chi non lo sapesse, fin all'anno scorso accettavano di adempiere a obblighi didattici che non gli competevano essenzialmente per beneficienza.
L'attuale indisposizione (ripeto, non sciopero) ha portato a problemi enormi nelle programmazioni didattiche di molte università. La conclusione è che molte programmazioni didattiche non sono state approvate e percio tuttora non si sa se partirà l'anno accademico.

Tutto questo viene volutamente ignorati dai vari rettori, quando non prendono apertamente posizione contro la protesta, come nel caso di Bologna, millantando di poter sostituire i ricercatori con esterni.
Gli studenti sono al fianco dei ricercatori, contro il governo, consci che saranno i primi a esser danneggiati dalla loro indisposizione.

Per maggiori informazioni sulla protesta: Tante citt


Alcuni punti di discussione:

1 - La riforma viene presentata come un attacco al sistema delle baronie, eppure il blocco del turn over e il ridimensionamento delle risorse colpiscono più che altro precari e studenti: chi è già dentro il sistema subisce solo qualche diminuzione di stipendio.

2 - Il Trattato di Lisbona, firmato anche dall'Italia, stabilisce che bisogna investire (almeno) il 3% del Pil nell'istruzione e nella ricerca. L'Italia è ben lontanta da questo dato. Quanta ipocrisia.

3 - Il ridimensionamento della docenza porterà in futuro all'aumento di strategie di selezione degli studenti (test d'ingresso), badate bene, non in vena meritocratica, ma unicamente perchè le risorse saranno poche, che impedirà a centinaia di migliaia (numeri realistici) di studenti di avere accesso ad un'istruzione superiore, salvo i pochi che potranno permettersi di ripiegare sul privato.

4 - E' normale che in una situazione di grave crisi economica si vada a tagliare sull'apparato di formazione/ricerca? Considerando pure che il governo vuole investire cifre enormi (14 miliardi) nell'acquisto di 130 aerei militari per far contento qualche generale pomposo?

5 - E' ragionevole pensare che il governo abbia un piano scientifico e sistematico di distruzione dell'istruzione pubblica e laica a vantaggio di quella privata e confessionale?