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ConteMax
Gli spacciatori o gli agenti che li beccavano e rivendevano la roba ad altri spacciatori?
Divise fuorilegge, la rabbia dei pusher "Quelli sono una banda di mariuoli" - Napoli - Repubblica.it
IL CASO
Divise fuorilegge, la rabbia dei pusher
"Quelli sono una banda di mariuoli"
Il poliziotto intercettato: "Dite al maresciallo che sto per fare un attentato al Papa". Oggi iniziano le udienze di convalida per gli otto agenti sotto inchiesta
di IRENE DE ARCANGELIS
Divise fuorilegge, la rabbia dei pusher "Quelli sono una banda di mariuoli"
"Dite al maresciallo che sto per fare un attentato al Papa", grida il poliziotto. Ha appena capito che c'è un'inchiesta su di lui e sui suoi colleghi del commissariato di Secondigliano. Qualcuno sente le loro conversazioni. Una talpa li ha informati. Si indaga sulla sparizione di droga e soldi durante alcuni blitz in casa di spacciatori. E lui fa lo spiritoso, lo spavaldo. Intanto, però, le intercettazioni ambientali a bordo delle auto degli agenti ci sono eccome, inserite nell'inchiesta hanno portato, due giorni fa, proprio all'arresto - su ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo ed emessa dal gip Tommaso Maresca - delle otto divise accusate di peculato, falso e detenzione di droga.
Oggi cominceranno le udienze di convalida per le divise sotto inchiesta, la cui posizione è aggravata dalle intercettazioni ambientali fatte in carcere. A parlare sono a vario titolo i nove spacciatori - con i loro familiari in sala colloqui - arrestati con una seconda ordinanza di custodia collegata appunto a quella degli agenti di Secondigliano. Ieri intanto si sono svolte le udienze di convalida per il gruppo di spacciatori, che si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere.
Per esempio il dialogo tra Antonio Di Lauro, accusato di spaccio, e un suo nipote. Di Lauro racconta del blitz dei poliziotti: "Se la sono presa loro la roba... era più assai, la roba...". Il nipote chiede: "Quanta ne hanno segnata?". Di Lauro: "Erano due chili e mezzo, invece erano tre... per vendersela... per apparare diecimila euro per dividerseli loro, hai capito che hanno fatto? Quelli sulla Questura (il commissariato di Secondigliano, ndr) dissero vicino a me: non cominciamo a fare che questo ci manca". Il nipote: "Perché già lo sapevano...". "E Di Lauro: "Però non mi fecero niente, figurati... mi volevano dare pure la pizza... ma io la pizza non me la mangio con gli infami... I soldi miei erano diecimila, ne hanno fatti risultare cinque, sei... quattro, quattro e mezzo nella tasca... mezzo pacco di roba, la porta sulla piazza che conosce lui, guadagnano diecimila euro. Vuoi vedere che non conosce uno spacciatore dove sta lui? E se lo vende. E se tu poi lo dici... vai sempre malamente tu... Sono una banda di mariuoli, che ti credi... Nel rapporto, quando mi facevano firmare le carte sulla Questura... quello che ci abbiamo segnato quello è...".
Dalle intercettazioni in carcere si comprende che gli spacciatori non sanno che, come è stato poi accertato dall'inchiesta, la droga che i poliziotti trattengono illecitamente viene poi consegnata ai confidenti degli agenti per pagare la "soffiata" che ha permesso la perquisizione. Le divise tenevano per sé solo i soldi e, secondo gli spacciatori, tutto quello che illecitamente prendevano frugando nelle loro case. Una delle donne arrestate per droga racconta invece di aver chiamato "ladri" i poliziotti proprio mentre era in commissariato. Si lamenta, li chiama "carogne", perché durante la perquisizione l'hanno trattata come un uomo. Quando li riconoscerà sulle fotografie, definirà "zozzoso" uno dei poliziotti.
(24 settembre 2010)