
Originariamente Scritto da
Rotwang
Il Piano Morgenthau era un programma geopolitico per l'occupazione della Germania dopo la Seconda guerra mondiale, che propugnava rigide misure finalizzate a impedire al paese la possibilità di risollevarsi come potenza economica e militare. Nell'ottobre 1945 Henry Morgenthau Junior, segretario del Tesoro statunitense durante la presidenza di Franklin Delano Roosevelt, pubblicò un libro dal titolo Germany Is Our Problem ("La Germania è il nostro problema") nel quale spiegava il suo programma. Chiedeva lo smembramento della nazione tedesca unita nel 1871, da dividersi in due Stati indipendenti smilitarizzati comprendenti gli Stati tedeschi del sud a loro volta comprendenti la Baviera, il Württemberg, il Baden e qualche territorio minore e Stati tedeschi del nord, comprendenti gran parte dei vecchi Stati di Prussia, Sassonia, Turingia e parecchi altri piccoli Stati. Si chiedeva l'enucleazione di tutta l'industria pesante tedesca ed il ritorno forzato ad una economia agraria pre-industriale. I principali centri industriali ed estrattivi tedeschi, comprese le zone della Saar, della Ruhr e della Slesia Superiore dovevano essere internazionalizzati o annessi dalle nazioni vicine. Infine, sarebbe stata prevista una totale restituzione di beni di proprietà saccheggiati dai tedeschi nei territori da loro occupati.
Alla Seconda Conferenza di Québec, tenutasi il 16 settembre 1944, i sostenitori di questa politica (tra cui lo stesso Roosevelt) persuasero inizialmente il riluttante primo ministro britannico Winston Churchill ad accettare il piano. Morgenthau, ebreo lui stesso, aveva creato un Ufficio per i profughi di guerra, permettendo un aumento del numero di ingressi di ebrei in fuga negli USA negli anni 1944 e 1945, salvando così circa 200mila persone dalla Shoah. Morgenthau invocò anche l'esecuzione senza un processo dei 50 o 100 maggiori criminali di guerra tedeschi, idea che riscosse inizialmente un certo successo, ma alla fine prevalse la scelta di un regolare Processo in Norimberga. Nella Germania occupata, il Piano Morgenthau si basava sui piani alleati di disarmo industriale, pensati per distruggere la possibilità della Germania di intraprendere una nuova guerra, tramite una completa o parziale de-industrializzazione e l'imposizione di limitazioni sull'utilizzo della rimanente capacità produttiva.
All'inizio del 1946 il presidente USA Harry Truman cedette alle pressioni del Congresso e della pubblica opinione, permettendo alle organizzazioni umanitarie straniere di entrare in Germania, per valutarne le condizioni alimentari e fu infine permesso a organizzazioni umanitarie internazionali di aiutare i denutriti bambini tedeschi.
Il governo degli Stati Uniti abbandonò formalmente il Piano Morgenthau come sostegno alla politica di occupazione nel settembre 1946, con un discorso del segretario di Stato James Francis Byrnes.
Nel luglio 1947, con l'avvento del Piano Marshall, pensato dagli USA per aiutare l'economia europea in crisi a risollevarsi, arrivarono direttive in netta controtendenza che sottolineavano invece che "un'Europa ordinata e prospera" richiedeva il contributo economico di una Germania stabile e produttiva.