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Discussione: Sessantotto

  1. #1
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    Predefinito Sessantotto

    Riassumo le tesi di Preve sul 68, riprese da due autori francesi di cui non ricordi i nomi.
    Nel ventennio 48-68 la "sinistra" era l'alleanza tra ceti subalterni che rivendicavano condizioni di lavoro più accettabili e ceto intellettuale-artistico il cui scopo era smascherare l'ipocrisia della morale borghese.
    Il 68 è il culmine di questo matrimonio, e come la mantide religiosa che ammazza il suo maschio dopo l'amplesso, il ceto intellettuale, resosi conto che la critica alla morale borghese si saldava perfettamente col capitalismo, abbandonò le classi subalterne.
    Contrariamente a quanto sostengono i pezzenti del 68 e i loro eredi le lotte degli operai (che reclamavano condizioni di lavoro migliori) e quelle studentesche (che contestavano l'autorità di genitori, professori, auspicavano la liberazione sessuale ecc.) furono fenomeni nettamente distinti.
    Da qui nasce la sinistra contemporanea
    Ultima modifica di Malaparte; 25-09-10 alle 15:43
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da Aristocle Visualizza Messaggio
    Riassumo le tesi di Preve sul 68, riprese da due autori francesi di cui non ricordi i nomi.
    Nel ventennio 48-68 la "sinistra" era l'alleanza tra ceti subalterni che rivendicavano condizioni di lavoro più accettabili e ceto intellettuale-artistico il cui scopo era smascherare l'ipocrisia della morale borghese.
    Il 68 è il culmine di questo matrimonio, e come la mantide religiosa che ammazza il suo maschio dopo l'amplesso, il ceto intellettuale, resosi conto che la critica alla morale borghese si saldava perfettamente col capitalismo, abbandonò le classi subalterne.
    Contrariamente a quanto sostengono i pezzenti del 68 e i loro eredi le lotte degli operai (che reclamavano condizioni di lavoro migliori) e quelle studentesche (che contestavano l'autorità di genitori, professori, auspicavano la liberazione sessuale ecc.) furono fenomeni nettamente distinti.
    Da qui nasce la sinistra contemporanea
    Ma è ovvio che sia così.
    Do per scontato che Marx liquiderebbe i diritti di froci, lesbiche e trans come deviazioni borghesi
    Passata la buriana facciamo i conti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Ma è ovvio che sia così.
    Do per scontato che Marx liquiderebbe i diritti di froci, lesbiche e trans come deviazioni borghesi
    Vero,il '68 ha creato la sinistra "borghese" egualmente detestabile rispetto alla sinistra marxista "classica".
    Me ne fregio !
    E.Petrolini

    Non mi dite che sono incoerente,perchè lo so già.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da Aristocle Visualizza Messaggio
    Riassumo le tesi di Preve sul 68, riprese da due autori francesi di cui non ricordi i nomi.
    Nel ventennio 48-68 la "sinistra" era l'alleanza tra ceti subalterni che rivendicavano condizioni di lavoro più accettabili e ceto intellettuale-artistico il cui scopo era smascherare l'ipocrisia della morale borghese.
    Il 68 è il culmine di questo matrimonio, e come la mantide religiosa che ammazza il suo maschio dopo l'amplesso, il ceto intellettuale, resosi conto che la critica alla morale borghese si saldava perfettamente col capitalismo, abbandonò le classi subalterne.
    Contrariamente a quanto sostengono i pezzenti del 68 e i loro eredi le lotte degli operai (che reclamavano condizioni di lavoro migliori) e quelle studentesche (che contestavano l'autorità di genitori, professori, auspicavano la liberazione sessuale ecc.) furono fenomeni nettamente distinti.
    Da qui nasce la sinistra contemporanea
    Tesi che mi sento di condividere.
    Tuttavia se vogliamo fare un discorso generale sul '68 si deve partire da considerazioni di questo tipo: la differenza tra un conservatore tout court e un nazionalrivoluzionario (mi si passi il termine) è l'atteggiamento da tenere in quel contesto.
    La lotta operaia era - prevalentemente - una lotta per i diritti, per un nuovo patto sociale che non metteva di fatto in discussione alcunché ma, preso atto dei cambiamenti della società industriale tentava di ottenere dei diritti che le garantissero la sopravvivenza ben nascosta dietro a parole d'ordine bellicose e marxiste.
    La lotta studentesca* di fatto metteva in discussione un mondo e al suo interno le diverse sfumature, nonché una certa elasticità organizzativa, consentivano presenze di tutti i generi.
    Insomma.. a mio parere incavalcabile la lotta operaia, da sfruttare quella generazionale-studentesca.

    *certamente borghese, libertina e libertaria.

    D'accordo, un discorso di questo genere quarant'anni dopo si presta facilmente a critiche di "impossibilità".. ma penso che sarebbe stato l'atteggiamento che probabilmente all'epoca avrei ritenuto più intelligente.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Ma è ovvio che sia così.
    Do per scontato che Marx liquiderebbe i diritti di froci, lesbiche e trans come deviazioni borghesi
    Al limite Fidel Castro, non Marx teorico della libera individualità e del cosmopolitismo.

    "La dissoluzione dell'umanità in una massa di atomi isolati, che si respingono a vicenda, è già in sè l'annientamento di tutti gli interessi corporativi, nazionali e particolari ed è l'ultimo stadio necessario verso la libera autounificazione dell'umanità." (Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici del '44)
    Ultima modifica di Gordon Gekko; 25-09-10 alle 16:16

  6. #6
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da Gordon Gekko Visualizza Messaggio
    Al limite Fidel Castro, non Marx teorico della libera individualità e del cosmopolitismo.

    Leggendo un certo carteggio tra Marx e Engels, si direbbe il contrario....

  7. #7
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Leggendo un certo carteggio tra Marx e Engels, si direbbe il contrario....
    Ammettiamo che privatamente antipatizzassero per i pederasti, sarebbe un istinto abbastanza comprensibile e normale nella cultura ottocentesca ma questo non modifica la loro critica della famiglia come istituzione storicamente legata al modo di produzione borghese (al pari della proprietà privata e dello Stato).
    Ultima modifica di Gordon Gekko; 25-09-10 alle 16:31

  8. #8
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da Leone Visualizza Messaggio
    Tesi che mi sento di condividere.
    Tuttavia se vogliamo fare un discorso generale sul '68 si deve partire da considerazioni di questo tipo: la differenza tra un conservatore tout court e un nazionalrivoluzionario (mi si passi il termine) è l'atteggiamento da tenere in quel contesto.
    La lotta operaia era - prevalentemente - una lotta per i diritti, per un nuovo patto sociale che non metteva di fatto in discussione alcunché ma, preso atto dei cambiamenti della società industriale tentava di ottenere dei diritti che le garantissero la sopravvivenza ben nascosta dietro a parole d'ordine bellicose e marxiste.
    La lotta studentesca* di fatto metteva in discussione un mondo e al suo interno le diverse sfumature, nonché una certa elasticità organizzativa, consentivano presenze di tutti i generi.
    Insomma.. a mio parere incavalcabile la lotta operaia, da sfruttare quella generazionale-studentesca.

    *certamente borghese, libertina e libertaria.

    D'accordo, un discorso di questo genere quarant'anni dopo si presta facilmente a critiche di "impossibilità".. ma penso che sarebbe stato l'atteggiamento che probabilmente all'epoca avrei ritenuto più intelligente.
    solite ridicolaggini casapoundiane, ma cosa volevi sfruttare? fra l'altro reputo molto più credibili le ragioni degli operai che quelle dei sessantottini
    Ultima modifica di Ungeheuer; 25-09-10 alle 16:31

  9. #9
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da Ungeheuer Visualizza Messaggio
    solite ridicolaggini casapoundiane, ma cosa volevi sfruttare? fra l'altro reputo molto più credibili le ragioni degli operai che quelle dei sessantottini
    Credibili o meno le quotazioni di ciò che vendono (il loro lavoro) sono ulteriormente scese.
    Ultima modifica di Gordon Gekko; 25-09-10 alle 16:33

  10. #10
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    Predefinito Rif: Sessantotto

    Citazione Originariamente Scritto da Gordon Gekko Visualizza Messaggio
    Credibili o meno le quotazioni di ciò che vendono (il loro lavoro) sono ulteriormente scese.
    sarà anche vero, ma almeno le loro rivendicazioni erano credibili perchè di lì a pochi anni sarebbero stati travolti dal capitalismo, purtroppo le loro rivendicazioni furono intercettate dalle forze dell'epoca: comunisti e catto-popolari

 

 
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