Pubblicato nel 1923, ha avuto 10 edizioni fino al 1960. Ora è stato ripubblicato.
DIVISIONE DELL'OPERA
LIBRO I. Il fatto della nostra Incorporazione a Gesù Cristo
I. Che cosa è. - II. Che cosa implica. - III. Come si esplica.
LIBRO II. Il modo della nostra Incorporazione a Gesù Cristo.
I. Gesù Cristo ci divinizza con il suo Spirito. - II. La devozione allo Spirito Santo, devozione cristiana per eccellenza.
LIBRO III. L'origine della nostra Incorporazione a Gesù Cristo.
I. Per rispetto al Padre che l'ha voluta. - II. Per rispetto al Figlio che l'ha meritata. - III. Per rispetto allo Spirito Santo che l'effettua.
LIBRO IV. L'Intelligenza pratica della nostra Incorporazione a Gesù Cristo.
I. Gravità del peccato in un membro di Cristo. - II. Dovere della RINUNCIA; le sue gioie. - III. Risultato finale: "Non più io, Gesù Cristo solo".
LIBRO V. Le esigenze della nostra Incorporazione a Gesù Cristo: la fedeltà alla grazia.
Come opera lo Spirito Santo nell'anima? - II. Come opera un'anima sotto l'azione dello Spirito Santo?
LIBRO VI. Il richiamo più eloquente e l'agente più efficace della nostra Incorporazione a Gesù Cristo: l'Eucarestia.
I. Offrire Gesù al Padre. - II. Offrirci con Gesù Cristo. - III. "Ostia con l'ostia".
LIBRO VII. Il termine ultimo della nostra Incorporazione a Gesù Cristo.
I. La nostra morte "in Cristo". - II. La nostra risurrezione con Lui e in Lui. - III. Il possesso del Cielo per mezzo di Lui e con Lui.
INTRODUZIONE
"In Christo Jesu. In Cristo Gesù". Non c'è nel Nuovo Testamento formula più spesso ripetuta: centosessantaquattro volte in San Paolo, ventiquattro Volte in San Giovanni. Non vi è in tutto il dogma cristiano formula più piena. E non vi è neppure formula più incompresa, almeno nei suoi aspetti profondi.
Si conoscono, di Gesù Cristo, i suoi trentatré anni di vita sulla terra, la sua esistenza silenziosa nel Tabernacolo, e basta. Ma c'è un'altra vita di Cristo - che non si conosce, e noi vorremmo far conoscere - o aiutare almeno a conoscere meglio.
Qual è quest'altra vita di Cristo?
* * *
Un giorno Saulo di Tarso andava a Damasco per perseguitare i cristiani; ma una luce l'atterra sulla via, e dall'alto una voce gli grida: "Io sono Gesù che tu perseguiti".
Chi è questo Gesù? Paolo perseguita i cristiani, è vero, ma che cosa può fare a Cristo, crocifisso già da molti mesi e risalito al Cielo?
Eppure, la voce che non inganna ha detto: Io sono Gesù che tu perseguiti. "Cristo" e "i cristiani" sarebbero forse la medesima cosa?
- Appunto! I cristiani perseguitati da Saulo sono Gesù.
E noi vorremmo parlare di questo Gesù, del Gesù che siamo noi. Troppo pochi sanno che Egli esiste.
Si dice: "christianus, alter Christus", “il cristiano è un altro Cristo" e nulla è più Vero. Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno. "Altro" qui non significa "diverso". Noi non siamo un Cristo diverso dal Cristo vero. Siamo, per destinazione il Cristo, il solo che esista, il Cristo unico: Christus facti sumus, come dice Sant'Agostino. Non dobbiamo divenire una cosa diversa da Lui; dobbiamo divenir Lui.
Come e in qual misura, e fino a quali conseguenze, è appunto quello che ci proponiamo di dimostrare; e forma l'oggetto di questo libro.
Dottrina audace, senza dubbio. Ma l'audacia non è nostra, bensì del testo ispirato, della Chiesa che ce la dà e ce l'interpreta, dei Padri che tante volte l'hanno esaminata, di qualcuno insomma molto bene indicato per saperlo, e cioè del Maestro stesso, Gesù Cristo. Dare subito qui un elenco di tutti questi testi non è possibile; verranno a loro tempo, lungo il lavoro; i principali tuttavia sono più impressi nella memoria di tutti. Non è quindi che s'ignorino, ma forse non se ne estrae abbastanza, per la pratica della Vita, la pienezza del succo racchiuso.
Il cristiano forma una sola cosa con Gesù. Gesù non è tutto Lui, senza di noi; non è tutto Lui se non siamo una sola cosa con Lui. Incorporati a Lui, formiamo parte integrante della sua unità totale.
Corollario immediato: non formando se non una sola cosa con Gesù, non formiamo, noi, gli uniti a Gesù, se non una sola cosa tra di noi.
Dunque, per essere completo, questo lavoro richiederebbe due parti. Si può, infatti, considerare la nostra Incorporazione a Cristo:
O rispetto alle relazioni di OGNI cristiano con GESÙ CRISTO ;
O rispetto alle relazioni RECIPROCHE fra TUTTI i membri di Cristo.
Nel primo caso, il problema concerne la vera natura della vita cristiana individuale: per il fatto che formiamo una sola cosa con Gesù Cristo, la vita di ciascuno deve essere Gesù Cristo: Mihi vivere Christus est. - Questo soltanto sarà l'argomento del presente volume.
Nel secondo caso si tratta della vera natura della Chiesa, o, come si dice, della Comunione dei Santi. Essendo tutti uniti a Cristo Gesù non formiamo insieme altro che un solo corpo, il Corpo mistico di Cristo, unum corpus sumus in Christo.
- Argomento del volume seguente: In Cristo Gesù.
Qualche stralcio:
Nostro Signore poteva benissimo pagare per noi, lasciandoci fuori di Lui. Avrebbe potuto dichiarare al Padre suo: "Gli uomini hanno attentato alla tua gloria. Questa gloria io te la restituirò con il mio sacrificio. Qual somma ti occorre? - Eccola! - Oramai rendi loro i tuoi doni". Un po' come quando, durante la guerra, in paese invaso, qualcuno si offre a pagare un'ammenda per conto di un debitore insolvibile. Sia prima che dopo si rimane due estranei, due amici tutt'al più. Quella carità non crea tra i due interessati un vero vincolo di famiglia, non inocula il medesimo sangue.
Ora, per salvarci il Salvatore non ha operato così. Non si è limitato a pagare la somma richiesta: "Prendo il loro posto, pago per essi" - No. Ha detto al Padre suo: "Io li faccio miei. Non solamente saranno cosa mia, ma in qualche modo saranno me, qualche parte di me".
nell'Epistole e in san Giovanni, si sviluppa chiaramente questa idea: Cristo, per salvarci, non ha solamente pagato in nostra vece, non ha solamente gettato sopra di noi una specie di manto protettore, imitando, per esempio, il gesto, di cui parla Egli stesso, della chioccia che distende le ali sopra i suoi pulcini.
No; ma ha fatto molto di più. Ci ha incorporati a sé; ci ha innestati, congiunti a sé; ha fatto di noi, poveri sassolini dispersi, le pietre di un grande edificio, ma di un edificio organico e vivente, del quale si è costituito la viva pietra angolare.
la formula vera della nostra incorporazione a Gesù Cristo non è: "Tutto avviene come se noi facessimo una sola cosa con Lui" e neppure: "Io li prendo sotto la mia protezione, li faccio un mio bene, una cosa mia; mi piace di unirli alla mia persona quasi come una parte di me medesimo".
La formula vera della nostra Incorporazione a Gesù Cristo è questa: "Noi siamo in piena realtà una cosa sola con Lui" (Realtà, e realtà vera, perché essa è il soggetto d'attribuzioni, di proprietà e di diritti. ""Mistico" non è l'opposto di "reale". e vi sono realtà al di fuori dì ciò che si tocca e che si pesa" (Prat, Théologie de Saint Paul. I, 417).
III. Ma poiché un nulla bastava da parte del Salvatore, - S. Tommaso e tutti gli altri autori l'ammettono e ce lo grida la più elementare riflessione - perché tutto quel sangue, perché quello sfoggio di torture? Ammettiamo pure la venuta sulla terra, ma la salita sulla croce! Passi per l'Incarnazione" ma la Redenzione, e una simile Redenzione!
Ancora una volta: la risposta più adeguata sarebbe forse; "Dio ha voluto così"; ma non darebbe soddisfazione al sentimento. Si capirebbe "homo", ma non "vermis et non homo!"; uomo, sì, ma verme! Il "Verbum caro" di Giovanni, sì, ma il "virum dolorum" d'Isaia! E' veramente troppo!
Riflettiamo. Poiché il Verbo si determina a scendere, chi dunque gli indicherà dove debba fermarsi? poiché si vota al sacrificio, dove sta la misura conveniente, dove la misura che oltrepassa i limiti? Ci meravigliamo al termine del suo sacrificio, ma dovremmo piuttosto meravigliarci all'origine del suo sacrificio e appena Egli comincia ad abbassarsi! Una volta sulla via, un poco di più o un poco di meno non deve stupirci".
Ma come il Padre può trovare la sua gloria nel vedere il Figlio suo nell'ignominia dei corpi di guardia, nell'obbrobrio della flagellazione, nelle vergogne della croce?
Eppure questo è il fatto e dovrebbe bastare alla nostra fede, ma per il sentimento che richiede possiamo aggiungere: Un grande dolore è qualche cosa di sublime.
Il sacrificio innalza l'uomo. Perché non innalzerebbe l'Uomo-Dio? L'ignominia è solo apparente. Non mai s'è rivelata una bellezza morale più eccelsa; ecco dove il Padre ha trovato la sua gloria.
edizioni:
https://www.effedieffeshop.com/in-cristo-gesu/
https://edizionipiane.it/prodotto/in-cristo-gesu/
https://www.ibs.it/in-cristo-gesu-di.../2560846422896




Rispondi Citando