
Originariamente Scritto da
emv
La Chiesa sceglie con autorità infallibile i passi del Vecchio che sono fondativi per il Nuovo Testamento e utili alla nostra salvezza.
Premessa fondamentale.
C'è un errore ENORME che si fa sempre con questi testi, di considerarli come le parabole di Gesù e paragonarli ad esse. Non è così. Hanno insegnamenti sì, ma spesso sono molto più complessi e in genere per quel che riguarda i libri storici non sono diretti tanto all'individuo quanto alla nazione, sono insegnamenti sulla politica che si dispiegano nei secoli. Spesso i comportamenti raccontanti non vengono portati ad esempio di moralità da seguire ma di comportamenti sbagliati ma tollerati da Dio per un bene maggiore .
Ti riposto la risposta:
Gli Ebrei sterminarono solo due volte quando entrarono in Israele e con gli Amaleciti. Tutto va collocato nella dimensione completa della storia umana.
La pratica della guerra orientale prevedeva normalmente quei massacri totali, bambini compresi. In una stele pagana del 9 secolo a. C., conservata al Museo del Louvre, si fa il resoconto di una battaglia dei Moabiti contro gli Israeliti, dice: “Assediai la città, la presi e feci perire tutto il popolo che era nella città, spettacolo per Kamosh, Dio di Moab”. (
https://www.amicidomenicani.it/come-...ulizia-etnica/)
Cito un altro testo, sulla guerra del XVI sec., quindi epoca recentissima e società ampiamente cristianizzata e civilizzata. Dallo scritto sul Diritto bellico di un gesuita, tale Juan Azor (normalmente i gesuiti si occupavano di politica) :
"In un conflitto giusto, osservò, si potevano uccidere i bambini e ogni uomo o donna al seguito di un esercito; ma non era lecito eliminare né i chierici, né i pellegrini, né i mercanti né i contadini intenti alle occupazioni ordinarie (gli innocentes). Durante un assedio si poteva appiccare fuoco per fare strage, ma non si potevano uccidere gli innocenti a scontro terminato, neppure se si trattava di infedeli da eliminare in nome di un presunto pericolo futuro." Gli innocenti non erano i bambini ma i lavoratori utili! I bambini non contavano nulla.
Quindi se questa era la mentalità della società zeuropea del '500 (nonostante la sua cristianità), non c'è bisogno di molte prove storiche per capire che davvero quella raccontata nella Bibbia era la prassi di tutti.
Quindi vediamola da questo punto di vista: Dio ripagò con la stessa moneta alcuni popoli abbruttiti dal peccato. E gli israeliti se ne vantano che il Signore gli abbia concesso qualche volta di fare quello che spesso avevano subito, e che in genere tutti i popoli facevano regolarmente; ci dobbiamo leggere in questo un aspetto umano di frustrazione e rivalsa. Teniamo poi presente che la parola delle Scritture è fatta per essere completata dalla spiegazione dei saggi che sicuramente spiegavano agli uditori che come il Signore gli aveva concesso concesso qualche volta la vendetta così se l'avessero tradito Dio avrebbe potuto fare lo stesso contro di loro. Un monito quindi a coltivare il timor di Dio. Sicuramente i rabbì ispirati insegnavano questo al loro popolo.
La vendetta terribile non era la prassi di Israele. Era prescritto che le città che pagavano un tributo venissero risparmiate:
“Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace. Se accetta la pace e ti apre le sue porte, tutto il popolo che vi si troverà ti sarà tributario e ti servirà” (Dt 20,10-11).
In caso di battaglia c'erano delle regole: “le donne, i bambini, il bestiame e quanto sarà nella città, tutto il suo bottino, li prenderai come tua preda” (Dt 20,14).
Era anche rispettate le donne prigioniere: "le si lascerà piangere il padre e la madre per un mese intero. Solo dopo questo tempo si poteva prenderle in moglie" (Dt 21,14).
Queste disposizioni venivano in genere messe in pratica come testimonia il Libro I Re, 20, 31:
“I suoi ministri gli dissero: "Ecco, abbiamo sentito che i re di Israele sono re clementi. Indossiamo sacchi ai fianchi e mettiamoci corde sulla testa e usciamo incontro al re di Israele.”
Quindi nonostante alcuni stermini compiuti, quegli atti non erano tali da gettare su Israele la fama di popolo sterminatore ma restava considerata una nazione clemente!
Il fatto che le poche volte che gli israeliti compiono stermini sono associati e alla richiesta di Dio fa pensare davvero ad una eccezione piuttosto che la regola e alla consapevolezza del male di quegli atti. Infatti Israele aveva leggi più civili, Deut. 4, 7-8: «poiché qual è quel popolo che possiede leggi e statuti giusti al pari di queste leggi?»