Volevo tagliare la testa al Toro...
Come noto dopo il 1945 "tutto" l'assetto socio-economico del Fascismo è passato intatto alla I Repubblica. Furono giustamente abolite le leggi di regime, ma tutto il resto, ma proprio tutto, travasò nella Repubblica.
Scuola, Sanità e Previdenza pubbliche, intervento massiccio dello Stato nell'Economia, Banche pubbliche... o una sostanziale sovranità economica che ci portò a contrastare i Cartelli Petroliferi (Mattei), a fornire capitali e tecnologia per portare in Italia dalla Siberia sovietica il gas naturale (ENI, su imput della DC) o avviare la motorizzazione privata in URSS negli stabilimenti di Togliattigrad (FIAT)
Questa formula dove Stato e Privato erano sinergici ci fece approdare al boom economico iniziato negli anni '60 e durato fino al 1990 nonostante due crisi petrolifere in un paese, il nostro, privo di energia e materie prime ma che quando trova "la formula" è imbattibile.
Nel 1984 a celebrare l'Economia del Fascismo, base dei successi economici della Repubblica, si svolse a Roma (Sindaco il compianto PCI Ugo Vetere) la mostra "L'ECONOMIA ITALIANA FRA LE DUE GUERRE" dove "tutte" le personalità della Repubblica resero omaggio e diffusero la conoscenza sull'economia del ventennio nella grandiosa cornice del Colosseo.
Ci fosse stato il Duce si sarebbe commosso.
La domanda è: Secondo voi si potrà ritrovare quel percorso iniziato nel 1922 e finito nel 1990? Come?
Sarà possibile recuperare la Sinistra di oggi, indegna erede di quella di ieri, al sentimento e la prassi nazionali?
Questo fu il "COMITATO D'ONORE" della mostra, che per la sua composizione non lascia adito a dubbi.
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Sotto: il Colosseo in corso di allestimento per la mostra, che se non sbaglio durò oltre un mese e ospitò centinaia di migliaia di visitatori
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