Nell'Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev' essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.
Tommaso Padoa Schioppa
Mi pare chiaro che qui si parla dei ceti bassi medi e medio alti ebbene si in un contesto come quello preconizzato avviene la distruzione del tessuto di piccole e medie imprese generate dal riformismo degli anni 50-60-70, ricordi quando parlavo dei famosi distretti industriali e della loro nascita? Praticamente il comunismo come ideologia politica si è estinto per tanti motivi assieme. Si sono soddisfatti gli uomini piccoli dando loro qualcosa badando a stratificare bene, qualcuno è diventato un medio imprenditore, qualcuno un piccolo imprenditore molte famiglie hanno solo potuto accedere agli studi superiori (e redditi e tenori di vita conseguenti) molti altri ancora hanno ottenuto soltanto uno stato sociale. Per via delle con giunture storiche (l'offensiva globale del Patto di Varsavia in ogni angolo del mondo, va ricordato che fino agli anni 60 il pianeta intero era un cortile delle nazioni Capitaliste europee, più il Giappone, dopo gli anni 60, l'URSS che aveva ottenuto l'atomica ma anche i vettori necessari [quel che fino ad allora era mancato] lancia una offensiva globale contro di noi cercando di fare proselitismo e supporto ove poteva nei neostati postcoloniali, abbiamo letteralmente rischiato che l'intera Africa diventasse Marxista come il Mozambico e l'angolo e che mezza Asia diventasse marxista come il Vietnam, contando pure l'Algeria presa dal socialismo arabo, la decolonizzazione e la desegregation razziale negli USA, nel 65, furono semplicemente una manovra di convenienza per evitare disastri come quello delle colonie portoghesi e delle due colonie francesi Algeria e Vietnam) abbiamo dovuto decolonizzare il pianeta, desegregare i negri negli USA e costituire lo Stato Sociale in molte nazioni del Primo Mondo (altra offensiva sovietica fu l'infiltrazione nelle masse proletarie occidentali con lo scopo di soffiare sul fuoco della rivolta in corso in Occidente).
Qualcuno lo abbiamo reso Capitalista, allorché non lo era, qualcun altro lo abbiamo soddisfatto col diritto allo studio, qualcun altro ha ricevuto semplicemente lo Stato Sociale e questi sono quelli che più strillano oggi contro il PD e gli imprenditori e gli istruiti (c'è l'odio per i laureati) figli di papà/radical chic (così li chiamano). Non a caso dagli anni 40 (Bolscevismo forsennato) vi è un lento stillicidio del socialismo/comunismo italiano che va moderandosi ed accettando il Capitalismo fino alla svolta della Bolognina che è la croce sulla tomba della sinistra novecentesca/ottocentesca.
Mano che il proletariato cambiava cambiavano i partiti con cui esso si esprimeva, finché in effetti vi è stata una rottura, storicamente l'Inteligencia della sinistra socialista/comunista italiana veniva dalla borghesia basta cercare un paio di nomi storici quasi non c'è n'è uno proletario (Giuseppe di Vittorio un esempio, ma era un caso rarissimo) lo stesso valeva per le sinistre di tutto il mondo occidentale.
Quello che voglio dire è che i partiti avevano una gerarchia I rivoluzionari di professione, i politici, gli intellettuali venivano dalla piccola borghesia, lo stesso è valso per tutta la storia del socialismo/comunismo italiano.
In sostanza il PCI e il PSI sono stati cooptati dagli strati "intellettualizzati" del proletariato, intellettualizzati dalla promozione sociale ottenuta nel corso del riformismo del secondo novecento (Guerra Fredda).
Lo stesso vale per i partiti di sinistra degli altri paesi, si è imborghesita a sufficienza una buona fetta del proletariato, e si era quasi imborghesita anche la plebaglia rimasta indietro (i pezzenti che avevano da esser contenti solo dello stato sociale) sennonché una batosta dopo l'altra la storia lì ha portati torpidamente nelle braccia del Capitale. Il Populismo di Destra che come il Fascismo parla di diritti sociali per poi fare riunioni di partito nell'associazione industriali, un po come il Nazismo che parlava di diritti sociali per poi ricevere finanziamenti e fare gli interessi delle grandi Maisons industriali di Germania. E non è che questa storia finisca coi buffoni come Salvini e la Le Pen, servono I massari e le massare per parlare alla plebaglia volti popolari per parlare al popolo. In pratica si stanno mettendo nel sacco tutti quanti dividendoli all'uopo, arricchiti (parvenue) e plebe lacera se mi permetti la metafora, il Popolo di Craxi (sottile questa coglila) uomo che segna un'era di ritornata calma sociale sotto cui tutti magnavano tranquilli, insomma un tozzo di pane arrivava a tutti il Pentapartito realizzazione finale della convergenza delle forze politiche italiane (il PCI era fuori ma era ben lontano dal furore bolscevico). Dal novecento si esce negli anni 80 metaforicamente, quando con concessioni riformistiche si era creata una società italiana con meno conflitti sociali, lo stesso vale per altre parti del Primo Mondo con dovuti (piccoli) particolarismi. Caduta l'URSS la finta riformistica ha perso il suo senso. E con Berlusconi (e omologhi individui e situazioni) è iniziata la Reazione, quella classe di neoborghesi si è staccata totalmente (anche in senso politico come dicevo) dal popolino da cui veniva, l'uomo dell'evasione, dei tagli allo Stato Sociale, del liberismo.




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