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Discussione: Sintzurreddus

  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Sintzurreddus



    Sintzurreddu è una delle varianti in cui viene chiamato il pipistrello in lingua sarda.
    Fin dall’esordio della pandemia il COVID-19 è stato associato, talvolta impropriamente, a questi straordinari mammiferi che sono i pipistrelli.
    A partire dal mese di febbraio, ma probabilmente anche prima, sono stati pubblicati in diversi organi di informazione una serie di articoli sull’argomento, che ho voluto riassumere e proporre con i link appresso riportati, mantenendo semplicemente un ordine cronologico.
    Poiché oltre vent’anni fa mi ero interessato ad un progetto di tutela dei chirotteri, poi rimasto nel cassetto, volevo condividere alcune riflessioni in proposito.

    https://www.iss.it/primo-piano/-/ass...ite-intermedio

    https://rep.repubblica.it/pwa/genera...ta_-250862051/

    https://www.repubblica.it/dossier/am...lli-252393059/

    https://www.peopleforplanet.it/covid...3lsGq-MSunrWmc

    https://www.isprambiente.gov.it/it/e...sione-covid-19

    https://www.canaleenergia.com/attual...olpa-delluomo/

    https://www.lescienze.it/news/2020/0...virus-4708604/
    https://blogs.eurac.edu/covid-19/pipistrelli-covid19/

    https://www.valigiablu.it/pipistrell...virus-scienza/

    https://rep.repubblica.it/pwa/genera...llo-255204440/

    https://notiziescientifiche.it/ecco-...ne-linfezione/

    https://it.sputniknews.com/intervist...r-il-covid-19/

    https://www.ilfriuli.it/articolo/via...aure/11/219671

    https://www.repubblica.it/esteri/202...-C8-P2-S1.8-T1

    Non solo Covid-19: perché il pipistrello è l?ospite ideale per i virus?

    Epidemia Covid-19: dal mondo alla Sardegna, di Mario Budroni | Fondazione Sardinia

    Dalle argomentazioni contenute nei link, si evince che il primo focolaio infettivo sarebbe stato causato dal “salto di specie”, o spillover, collegato al wet market nei pressi di Wuhan in Cina, in cui diversi animali selvatici (pipistrelli compresi) vengono macellati (ma anche cucinati) e venduti in promiscuità senza alcun rispetto delle più elementari misure igienico-sanitarie e di profilassi.
    Le immagini in proposito sono abbastanza eloquenti.
    Emerge quindi una diretta responsabilità di comportamenti umani da censurare; la vera causa delle pandemie. Di fatto, l’allarmismo creatosi attorno ai pipistrelli, senza approfondire l’effettiva catena della diffusione virale, ha suggerito alle associazioni di tutela dei chirotteri di scrivere una lettera al Ministro Costa:

    https://www.tutelapipistrelli.it/202...inistro-costa/

    PIPISTRELLI, LE ASSOCIAZIONI TUTELA PIPISTRELLI, ENPA, LAV SCRIVONO AL MINISTRO COSTA: "INTERVENGA CONTRO FAKE NEWS, I CHIROTTERI ITALIANI NON SONO UN RISCHIO PER LE PERSONE"

    Le associazioni Tutela Pipistrelli, Enpa e LAV hanno inviato una lettera al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa, chiedendo di intervenire pubblicamente a difesa dei chirotteri dopo le numerose inesattezze e fake news diffuse dai media, che generano allarmismi ingiustificati anche nei confronti delle specie italiane, particolarmente protette, ma la cui vita può essere messa a serio rischio a causa di comportamenti scorretti dei cittadini meno informati.
    "A seguito delle diffusione di notizie false o quantomeno inesatte, che descrivono i pipistrelli come untori e specie pericolosa per il diffondersi del Covid-19, riceviamo molte segnalazioni di cittadini preoccupati, ma non solo" - commentano le associazioni. "Ci risulta addirittura che alcune persone abbiano chiamano ditte di disinfestazione per eliminare i pipistrelli, pratica assolutamente illegale.".
    "Abbiamo quindi chiesto al Ministro Costa in quanto "custode" del patrimonio di biodiversità del nostro Paese, un intervento pubblico, invitandolo a diffondere il corretto messaggio che i pipistrelli italiani, formidabili mangiatori di zanzare e di altri insetti, non rappresentano un rischio sanitario per le persone e che devono essere difesi non solo perché particolarmente protetti, ma per l'importante ruolo biologico che svolgono in natura, necessario anche alla nostra esistenza. Ci auguriamo" - concludono le associazioni - che il Ministro voglia accogliere questa nostra richiesta, e che si possa finalmente fare chiarezza".



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  2. #2
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    Predefinito Re: Sintzurreddus

    La prima volta che mi sono incuriosito e poi interessato in modo più approfondito alla tutela dei chirotteri risale agli anni ’80, sfogliando un volume regalatomi: “le opere e i giorni - Contadini e pastori nella Sardegna tradizionale”, pubblicato nel 1982.
    All’interno dello scritto “Il paesaggio agrario” di Manlio Brigaglia compare questa foto:


    Più che altro, in un primo momento mi ha intrigato la struttura volumetrica, non intuendone subito la funzione.
    Leggendo la didascalia è scaturita quindi la volontà di indagare sull’argomento, conducendomi in seguito ad elaborare un progetto che la recente pandemia mi ha fatto rispolverare.
    Sulla seconda targa del “bat roost” si legge: PROTETTORE ANTIMALARICO – BREVETTI - DOTTOR CAMPBELL - GENERALE MARIENI.
    Da quel momento scattò una ricerca entusiastica, conducendomi a immaginare “architetture per pipistrelli”, arrivando ad elaborare anche dei plastici in scala.
    Di particolare attrazione è la figura del Dottor Charles A. R. Campbell, che con il suo libro “Bats, Mosquitoes and Dollars” pubblicato ne 1925, si rivela un pioniere della necessità di protezione dei chirotteri, in funzione della lotta biologica contro la zanzara anofele.
    Proprio nel 1925, in località Alabirdis presso lo stagno di Sassu in prossimità di Arborea, venne installato il “pipistrellaio” su interessamento del Generale (nonché ingegnere) Giovanni Battista Marieni, passato dalla Grande Guerra al fascismo, nell’ambito delle bonifiche condotte a partire dall’Agro Pontino.

  3. #3
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    Predefinito Re: Sintzurreddus

    In rete sono presenti un notevole numero di siti dedicati ai pipistrelli; ed è possibile scaricare e consultare una enorme quantità di testi, articoli, documenti, sui chirotteri e la loro tutela.
    All’epoca, o si acquistavano i pochi testi disponibili sull’argomento, o si andava nelle biblioteche.
    Tra le letture risalenti a decenni fa, riporto alcune estrapolazioni relative al rapporto tra uomo e pipistrello, poiché storicamente i chirotteri sono stati spesso tormentati e ancora oggi permane una diffidenza ingiustificata, riscontrabile in tanti “luoghi comuni”.

    Tratto da Armin Maywald e Bárbel Pott - PIPISTRELLI - Vita e protezione. ULISSE Edizioni. 1989. Torino

    Pipistrelli: temuti e adorati

    “Gli antichi Romani li inchiodavano alla loro porta per difendersi dalle streghe e dalle malattie. La loro apparenza così silenziosa segnalava agli antichi l'arrivo di una disgrazia o preannunciava una grande tempesta. Intorno al pipistrello o "volatile con mani", questo è il significato dei loro nome scientifico "chiroptera", sono sorti da sempre dei pregiudizi e delle idee mistiche, che oggi ci sembrano piuttosto insulsi. I pipistrelli sono mammiferi. In tutto il mondo se ne trovano circa mille tipi e in questa categoria di animali essi stanno al secondo ordine di grandezza dopo i roditori.
    Il loro stile di vita, il loro aspetto, a volte molto bizzarro, e la loro possibilità di volare anche nel buio velocemente e con sicurezza hanno nutrito la fantasia di tanti popoli e si ricollegano all'antica paura dei buio, della notte e della morte. Per l'uomo, che è attivo durante il giorno e si orienta con gli occhi, fu per millenni incomprensibile e inquietante come queste nature ibride, mezzo topo mezzo uccello, sapessero spostarsi silenziosamente attraverso la notte. Immediatamente si associavano ai pipistrelli delle forze magiche e li si credeva in contatto con le forze delle tenebre. Il diavolo e i suoi compagni sono stati illustrati probabilmente per questo, su molti quadri ecclesiastici medievali, con le ali dei pipistrelli, mentre gli angeli avevano sempre ali d'uccello. Divus Basilius scrisse, già nell’antica Roma, che la natura dei pipistrelli era consanguinea a quella dei diavolo. Si dice che in Finlandia esista ancora la credenza che l'anima lasci il corpo dei dormiente in forma di pipistrello, per tornare indietro poi alla mattina presto. Per gli Slavi dei Sud i pipistrelli erano dei messaggeri della peste, che volavano sopra alla testa degli uomini destinati alla morte. Ancora oggi in Bosnia e nell'Erzegovina si crede al potere afrodisiaco di questo animale: per rendere l'amata malleabile, secondo questa credenza, è utile mettere alcuni peli di pipistrello in una bevanda o toccarla, senza farsi notare, con un osso di pipistrello...
    Chi invece non aveva paura degli "spiriti della notte", cominciò a utilizzare senza riguardo le loro presunte capacità soprannaturali. I medici copti, nell'antico Egitto, apprezzavano la straordinaria capacità visiva dei cacciatori notturni. Perciò credevano che l'urina dei pipistrelli, se veniva mescolata bene con la bile di una carpa dei Nilo e il succo della ruta selvatica, potesse curare i disturbi visivi. Anche lo studioso di scienze naturali Albertus Magnus era sicuro di sé quando scrisse nel XIII sec.: "Se si vuole vedere qualcosa nel buio della notte e se si desidera che niente rimanga nascosto, ma che tutto sia visibile come durante il giorno; se si vuole leggere nel cuore della notte, allora ci si deve spalmare la faccia con il sangue di pipistrello e tutto avverrà così come ho detto". È incredibile; ma negli anni sessanta, a New York, le autorità dovettero intervenire, per impedire la vendita di sangue di pipistrello. Negli antichi scritti non si trova neanche un malanno, per la cura dei quale non servisse il pipistrello in qualunque forma. Per prevenire le malattie era uso portare degli amuleti fatti di cuore secco di pipistrello. Un dottore arabo consigliava nei suoi scritti, per guarire l'ischialgia, pipistrelli cotti in olio di sesamo; per l'asma, invece, era meglio cuocerli in olio di gelsomino. In India vendono ancora oggi nei mercati dei pipistrelli. Essi non vengono mangiati, come è uso in alcuni paesi dei Sud Est dell'Asia, ma la loro pelle estratta di fresco serve a lenire i dolori provocati dal colpo della strega e dai reumatismi. In molte antiche culture dell'America centrale, soprattutto fra i Maya, i pipistrelli avevano un importante ruolo religioso. Essi venivano adorati e a uno dei loro dei, un uomo con la testa di pipistrello e delle ali stese, i Maya portavano offerte. Ancora oggi una parte della tribù dell'altopiano dei Guatemala, i Cakchiquel-Maya, portano il nome "Zotzil" ("Appartenente ai pipistrelli"). Il loro dio è il pipistrello e la loro capitale è “Zinacantian" ('Posto dei pipistrelli"). Gli Zapotechi dello stato messicano Oaxaca adoravano il pipistrello come dio della morte e realizzavano delle urne da morti e dei rilievi per le tombe con delle immagini che ricordavano un pipistrello. Negli inferi regnava "Camazotz", il pipistrello della morte. Il geroglifico per il pipistrello, una testa di pipistrello, si trova su molti contenitori e nei manoscritti dei Maya.
    Siccome i pipistrelli volano con le mani, si pensava che fossero degli uccelli. Il terzo libro di Mosè si rivolge, nel capitolo 11, a tutti i cristiani e i giudei: “È fra gli uccelli non dovete mangiare: l'aquila, il falco, il falco pescatore, ( ... ), il cigno, il gufo e il pipistrello". L'uccello pipistrello è da allora riconosciuto "impuro" e non può essere mangiato. Il famoso naturalista di Zurigo, Konrad Gesner, descrisse così nel suo libro Historia Animalum dell'anno 1581 questi animali: 1l pipistrello è un animale mezzo uccello e mezzo topo, perciò è legittimo chiamarlo un topo volante, nonostante che non lo si possa collocare né nel gruppo degli uccelli né in quello dei topi, perché esso ha sia la forma dell'uno sia dell'altro".
    Infatti, osservando superficialmente la forma dell'orecchio, il colore dei pelo e la grandezza corporea non si può negare che ci sia una certa similitudine fra topi e pipistrelli. Questo sbaglio di valutazione si rispecchia ancora oggi in alcuni nomi, come "grande orecchio di topo" (Grosses Mausohr) in tedesco, "topo nudo" (chauve-souris) in francese e "ratti volanti" (ratones voladores) in Messico.
    Il naturalista Gesner racconta, nei suoi scritti, che i pipistrelli mangiano nell'affumicatoio il lardo e che rosicchiano i pezzi di maiale. Per questo egli li chiamava 1opo dei lardo" (Speckmaus). Probabilmente già allora i pipistrelli non temevano la vicinanza degli uomini e si attaccavano nel camino degli affumicatoi.
    Ancora oggi si crede che queste "bestie diaboliche" amino volare nei capelli delle donne e lì, una volta attaccati, possano essere eliminati solo tagliando i capelli con le forbici. La credenza che siano dei parenti di sangue dei pauroso mostro della Transilvania, Dracula, è ancora molto diffusa. Queste false convinzioni rendono difficile la vita dei pipistrello anche oggigiorno.
    Non in tutte le culture ci si pone verso questi animali con delle paure irrazionali e superstiziose. I chirotteri che vivono nelle grotte dei templi di Bali sono onorati e severamente protetti. Nella Cina antica i pipistrelli godevano di alta considerazione. La loro immagine si trovava come portafortuna su intagli di giada e di avorio; gli antichi abiti cinesi sono ricamati con medaglioni a forma di pipistrello. La parola cinese "fu Il significa fortuna e anche pipistrello.
    Nel nostro secolo illuminato non sono più le paure irrazionali e i pregiudizi che rendono difficile la vita di questi volatili notturni, ma essi diventano, sempre più, vittime di un ambiente radicalmente cambiato e compromesso. Se una volta il loro avvicinarsi silenziosamente era considerato come un segno di sfortuna, oggi significa proprio il contrario: la loro lenta estinzione, ugualmente silenziosa, deve essere considerata un segno di malanno imminente. Richiamandoci ai saggi cinesi possiamo dire che il fatto di trovare nel nostro paese ogni tanto un pipistrello deve essere considerato una grande fortuna.”

  4. #4
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    Predefinito Re: Sintzurreddus

    Tratto da:

    Il mondo degli animali. Volume II – Chirotteri. Federico Motta Editore. 1966. Milano

    Rapporti con l'uomo - Pesa sul Chirotteri una strana e triste sorte, condivisa, del resto, da moltissimi altri esseri viventi che la natura non ha favorito di un aspetto attraente o piacevole. Il loro silenzioso volo notturno suscita oscure fantasie, la forma delle loro ali pare ricordi aspetti infernali, alcune loro abitudini, in realtà non più feroci di molte altre, hanno alimentato la letteratura «nera» di ogni epoca e di ogni Paese. Basti ricordare che, nella comune iconografia, la bellezza degli Angeli ribelli e caduti porta l'impronta della dannazione sotto forma di ampie e nere ali da Pipistrello, e che ali parimenti oscure e membranose si aprono dietro le spalle di diavoli e diavoletti fil ogni raffigurazione infernale, appartenga essa all'ingenua rappresentazione popolare e alla elevata ispirazione artistica. Ma se il Medio Evo ha espresso in queste forme la ripugnanza ispirata agli uomini dai brutti e innocenti Chirotteri, il Romanticismo non è stato da meno, traendo da oscure leggende nordiche la raccapricciante Immagine del Vampiro, sia nella forma vera e propria di un gigantesco Pipistrello, sia in ibride derivazioni timone, cui facevano adeguata cornice misteriosi uccelli o solitarie case in lande deserte, Nella notte il Vampiro, muovendosi lenta mente e silenziosamente sulle molli ali, accostava l'orribile muso al collo delle vittime, cui succhiava avidamente il sangue senza che queste, progressivamente indebolite e consunte dal ripetuti salassi, potessero individuare la causa del loro deperimento. In appoggio a queste romanzesche fantasie stavano le relazioni di viaggio degli esploratori del Nuovo Mondo, regione che, con le foreste sterminate, i suoi strani abitanti, la vergine e selvaggia immensità delle sue distese interessava sino alla esasperazione gli Europei dell'epoca. I Vampiri esistevano, dunque, realmente, E lo stesso Buffon, nella sua Storia Naturale, ne faceva già testimonianza, in base ai racconti di viaggiatori degni di fede. Nelle foreste dell'America meridionale, il misterioso e temibile Pipistrello cercava nel collo degli animali e degli uomini la vena da pungere, per suggerne, indisturbato, il sangue e la vita. Se si fosse fatto allora osservare agli eccitati ascoltatori di quei racconti, che in realtà i Chirotteri ematofagi assorbono una quantità di sangue assolutamente minima dagli animali da essi attaccati e elle rappresentano più un pericolo come propagatori di infezioni parassitarie, e batteriche che come ladri di linfa vitale, ne sarebbero probabilmente nate proteste e incredulità. Nella disadorna realtà dei fatti, i Chirotteri presentano, nei confronti dell'uomo, qualità positive e qualità negative: positive in quanto, se insettivori, cooperano efficacemente e in grande misura a liberare dagli insetti nocivi le coltivazioni; negative nel caso delle specie frugivore, che minacciano abbastanza seriamente i frutteti e gli orti e che, per questo, vengono distrutte con mezzi diversi, non esclusa la somministrazione di frutta avvelenata. Inoltre, le grandi colonie di Chirotteri, use a raccogliersi per molto tempo in località determinate, costituiscono, nelle caverne o nei bui passaggi, depositi di guano di notevole valore, tanto che, a tale scopo, è stato talvolta organizzato, negli Stati Uniti, io stazionamento di ingenti quantità di Pipistrelli. A titolo di curiosità aggiungiamo che certe popolazioni indigene dell'Australia e della penisola di Malacca osano cibarsi delle carni di alcuni Chirotteri, fra quelli di dimensioni maggiori, come gli Pteropi. Non tutti i Chirotteri possono essere mantenuti in cattività, ma tra quelli che vi si adattano e, talvolta, giungono ad addomesticarsi, sono alcuni insettivori e, in particolare, alcune specie di Rossette. Nelle nostre campagne, già da molto tempo, i Pipistrelli sono lasciati vivere in pace, senza superstiziose persecuzioni: e, fortunatamente, non accade più di vedere i corpicini di questi innocenti volatori inchiodati sulle porte contro il malocchio.

    Curiosità - Si è già detto come l'aspetto dei Chirotteri, o meglio delle loro ali membranose, abbia sempre suscitato ribrezzo, un ribrezzo che perdura tuttora presso tutte le classi sociali, anche se in contrasto con la conoscenza dell'innocuità, anzi dell'utilità di questi piccoli mammiferi. Lo stesso Dante dà a Lucifero, l'angelo caduto, ali di Pipistrello (Inferno, XXXIV):

    Sotto ciascuna uscivan due grand'ali,
    Quanto si convenia a tanto uccello;
    Vele di mar non vid'io mai cotali,
    Non avean penne, ma di vipistrello
    Era lor modo; e quelle svolazzava,
    Si che tre venti si movéan da ello.


    In tutte le rappresentazioni artistiche nelle quali compaiono il «maligno» e gli angeli ribelli suoi compagni, essi hanno, sulla tradizione della quale Dante è poeticamente il maggior testimonio, ali orrende di Chirottero, quanto cioè l'uomo ha potuto trovare di più brutto, nella Natura più comune, per dar veste al simbolo del male. Così, più che l'animale in sé, frequente nelle rappresentazioni artistiche è una parte di esso, con un significato simbolico particolare, cosi come simboliche appaiono, specie nel periodo romantico e nella pittura dei paesi nordici, le raffigurazioni umanizzate del vampiro nella credenza (rinnovatasi nei nostri tempi attraverso pellicole cinematografiche di particolare presa sul grosso pubblico) di un suo omicida desiderio di sangue umano.
    Per il conseguente accostamento del Pipistrello al demonio, è, quindi, logico conie questo mammifero appaia ben raramente negli stemmi araldici, ove, tuttavia, assume un significato in rapporto alle sue qualità migliori, simboleggiando, infatti, ,aiuto reciproco, in quanto si crede che i Pipistrelli, se molestati, si aiutino l'un l'altro, oppure anche «sicurezza» per la riconosciuta abilità da essi sfoggiata nell'evitare, durante il volo, qualunque pericoloso ostacolo, In araldica, fu, tra gli altri, usato da Amedeo V di Savoia, che portava sul cimiero un volo di Pipistrello. Sulle credenze religiose e popolari relative ai Chirotteri già in parte si è detto, con particolare riferimento all'inconsulto timore che la loro figura può suscitare. Alcuni popoli, tuttavia, tengono i Pipistrelli in gran conto; così i Caraibi che li reputano angeli buoni che, durante la notte, proteggono le case; così gli Indiani dello Yucatan che, col nome di Camazotz, veneravano il Pipistrello quale un dio. Del resto nemmeno la mitologia classica usa un trattamento men che riguardoso a questi animali, in quanto essi, come nel mito delle Miniadi, appaiono piuttosto in rapporto con l'alacre laboriosità delle fanciulle che espressione di un'orrida punizione; narra, infatti, L leggenda che le tre figlie di Minia, re di Orcomeno in Beozia, furono trasformate in Pipistrelli per aver rifiutato di abbandonare le loro occupazioni onde prender parte ai festeggiamenti in onore di Dioniso. Divennero, in tal modo, animali notturni, Nottole quindi, come ricorda Ovidio nelle sue Metamorfosi, e come tali sacre a Nottulio, il dio della notte e del sonno.”

  5. #5
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    Predefinito Re: Sintzurreddus

    Tratto da da:

    G. Scortecci. Animali/Mammiferi. CHIROTTERI. Edizioni Labor. 1957.

    Da notare gli esperimenti di Lazzaro Spallanzani, non sempre indolori per i “mammiferi volanti”, a cui è intitolato l’Istituto Nazionale Malattie Infettive e che descrisse nel suo Lettere sopra il sospetto di un nuovo senso nei pipistrelli, Torino, Stamperia reale, 1794.
    Piuttosto curioso e a tratti esilarante (non certo per i poveri chirotteri) l’utilizzo dei pipistrelli a scopo bellico, da parte di certi americani.

    “La capacità che hanno i Pipistrelli di volare nella più assoluta oscurità evitando gli ostacoli, anche se numerosi e vicini l'uno all'altro, ha suscitato l'attenzione degli uomini sino da tempi assai lontani. Primo tra tutti il nostro Lazzaro Spallanzani tentò di spiegare questo Fatto; a tale scopo accecò alcuni pipistrelli e li liberò in una stanza in cui aveva disposto fili verticali e orizzontali, bastoni, reti, ecc. Gli animali, quantunque non potessero essere aiutati dalla vista, evitarono tutti gli ostacoli e riuscirono, passando attraverso la finestra aperta, a riconquistare la libertà. In seguito lo Spallanzani, agendo opportunamente, privò alcuni altri pipistrelli dell'odorato e del tatto limitatamente alla regione del muso, e anche questi liberò in una stanza ricca di ostacoli. Il risultato del secondo esperimento non fu diverso da quello del primo. Nel 1798, uno studioso svizzero, Louis Jourine, continuò gli esperimenti già compiuti dal nostro Spallanzani e, dopo aver chiuso compiutamente le orecchie di alcuni pipistrelli, permise loro di volare. Questa volta i poveri animali non furono capaci di evitare gli ostacoli e caddero miseramente al suolo, segno evidente che l'udito aveva un"importanza notevole nel volo cieco.
    Cuvier non volle accettare simili ipotesi e ironizzò tanto sugli esperimenti dello Spallanzani quanto su quelli dello Jourine. Forse, proprio a causa dell'ironia del sommo naturalista francese, nessuno per lungo tempo si occupò più dell'argomento.
    Nel 1920 il prof. Hartridge di Cambridge, riprendendo le osservazioni sul volo cieco dei Chirotteri, emise la supposizione che essi evitassero gli ostacoli lanciando degli ultrasuoni i quali, urtando negli oggetti circostanti, si riflettevano e venivano poi carpiti mediante l'orecchio. Questa supposizione sembrò allora un po' azzardata, ma dopo la seconda guerra mondiale quando l'uso del radar era diventato comune e il principio sul quale i basa noto a rutti, essa apparve motto plausibile. Due studiosi americani, Criffin e Galambos, valendosi di microfoni sensibili agli ultrasuoni e muniti di amplificatori, poterono avere la certezza che i Pipistrelli emettono ad intervalli ultrasuoni con una frequenza di vibrazioni diversa, ma di solito corrispondente a cinquantamila per secondo. Più precisamente i due studiosi scoprirono che un pipistrello allo stato di riposo emette ultrasuoni dieci volte al secondo; quando invece vola ne emette sino a trenta, e quando si trova nelle vicinanze di ostacoli anche cinquanta e persino sessanta; il numero diviene minore quando l'animale si allontana dall'ostacolo. Questi ultrasuoni giungono ai corpi solidi, vengono riflessi e carpiti poi dall'apparato auditivo dotato di estrema sensibilità. Affinché l'eco venga chiaramente distinto, i Pipistrelli al momento dell'emissione delle onde sonore contraggono momentaneamente un particolare muscolo dell'orecchio, rendendo quest'ultimo incapace di percepire i suoni normali, quali le stridule grida loro proprie e quelle dei compagni, che potrebbero assordarli.
    Il meraviglioso insieme di dispositivi usato dai Pipistrelli, il sonar come è stato chiamato, funziona soltanto a una distanza massima di quattro metri e cinquanta; ha insomma una potenza molto inferiore a quella del radar, ma rende egualmente agevole il volo cieco in ambienti ricchi di ostacoli, anche se questi sono costituiti soltanto da esilissimi fili.
    Le scoperte dei due studiosi americani chiariscono alcuni, non tutti i problemi inerenti al volo cieco dei Pipistrelli. Come fanno ad esempio gli strani volatori notturni a non, confondere l'eco dei loro ultrasuoni con quello degli ultrasuoni che vengono emessi da compagni che si trovano molto vicini? I Pipistrelli insettivori volano a bocca aperta e durante il volo acchiappano insetti e li mangiano, quindi chiudono la bocca per un certo periodo di tempo. Che cosa avviene durante questo tempo? Cessa l'emissione degli ultrasuoni o continuano ad essere emessi dal naso?”

    “Per la forma, per l'aspetto dello stranissimo muso, per le abitudini notturne, i Pipistrelli furono sempre considerati esseri orrendi, incarnazione di potenze malefiche, smaniosi di sangue, animali da sfuggirsi o da perseguitare ed uccidere. Presso tutti i popoli della Terra, si può dire, essi sono oggetto di superstizioni, di leggende paurose, o sono adoperati per comporre magici filtri, impiegati quasi sempre per tentare di recar danno alla persona cui sono destinati. Invece, se si fa eccezione di un numero molto limitato di specie, le quali recano qualche danno alle coltivazioni di piante da frutto, e di pochissime altre che si nutrono di sangue succhiato da animali spettanti ai Vertebrati, in particolar modo da mammiferi di grossa taglia ed eccezionalmente dall'uomo, sono utili all'uomo stesso e in genere all'economia della natura. Distruggendo enormi quantità di insetti, essi infatti eliminano pericolosi nemici dell'agricoltura e veicoli di diffusione di molte malattie. Ma sono utili anche per altre ragioni. Eccone alcune. Varie specie delle zone tropicali che visitano periodicamente i fiori rientrano nella schiera degli animali impollinatori. Non moltissimo tempo fa si tentò di utilizzare i Chirotteri per combattere la malaria. Nel Texas vennero costruite grandi torri di legno e qui immessi molti pipistrelli che, nell'intenzione degli uomini, avrebbero dovuto distruggere enormi quantità di zanzare. Il tentativo non ebbe esito positivo e fu abbandonato.

    Durante l'ultima guerra mondiale, sempre in America, vi fu persino chi pensò di utilizzarli a scopo bellico. Calcolate a mille le caverne che negli Stati Uniti ospitavano [orme di pipistrelli per un totale di un centinaio di milioni di capi, un chirurgo della Pennsylvania, certo L. S. Adams, pensò che se questi animali, gravati del peso di una piccola bomba incendiaria, fossero stati abbandonati sul territorio nemico, avrebbero cagionato danni spaventosi. Le autorità militari approvarono in linea di massima lo strano progetto e fu provveduto alla costruzione di piccole bombe che vennero attaccate a un certo numero di pipistrelli. Questi, a titolo di esperimento, furono abbandonati al di sopra di un piccolo, effimero villaggio costruito quasi compiutamente in legno in una zona desertica.
    Il risultato dell'esperimento fu ottimo. Si vuole che un ufficiale, assistendo allo strano bombardamento, esclamasse: - Questo è il mezzo di distruzione più efficace che un aereo abbia mai gettato sul nemico. - Nonostante ciò, il progetto fu abbandonato e, almeno sino ad oggi, non sono stati compiuti altri bombardamenti con pipistrelli.”

  6. #6
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    Predefinito Re: Sintzurreddus

    Paradossalmente, proprio in Cina i pipistrelli sono un simbolo di fortuna.

    “Il simbolo della B.C.I. (Società internazionale per la protezione dei pipistrelli) deriva da un antico simbolo cinese. I 5 pipistrelli simbolizzano le 5 fortune: salute, longevità, prosperità, amore per la virtù, morte naturale. I pipistrelli stilizzati sono di solito colorati di rosso, il colore della gioia, e circondano il simbolo della prosperità.”

    Tratto da: Edoardo Venier. Manuale pratico dei chirotteri italiani. Società Cooperativa Tipografica – Padova. 1997.



    Tuttavia non bisogna scandalizzarsi più di tanto per alcune abitudini di certe zone asiatiche in cui i pipistrelli costituiscono ancora parte della alimentazione di alcune popolazioni.
    Anche in Italia, in passato, pare che una tale consuetudine non fosse disdegnata:

    “In certe località, ad esempio della Liguria e del Veneto, i pipistrelli vengono o venivano usati come cibo. NINNI (1878) scrive: «... nel Vicentino, e precisamente a Costozza, i contadini si pascono di Chirotteri; ed ebbi a constatare che le specie commestibili e gustosissime poi, secondo il giudizio di chi se ne cibò, sono i rinolofi».”

    Tratto da: FAUNA D’ITALIA – MAMMALIA
    Generalità –Insectivora – Chiroptera. a cura di AUGUSTO TOSCHI e BENEDETTO LANZA
    Edizioni Calderini Bologna. 1959

  7. #7
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Re: Sintzurreddus

    Per quanto riguarda la Sardegna, i chirotteri sono abbastanza protetti e tutelati dalla normativa anche “regionale”.

    Mi limito a suggerire il link ad un pdf divulgativo istituzionale: http://www.sardegnaambiente.it/docum...1122090655.pdf

    Un sito indispensabile è il seguente Centro per lo studio e la protezione dei pipistrelli in Sardegna

    Al suo interno mi fa piacere segnalare questo testo:

    Plecotus sardus: un pipistrello tutto sardo

    Centro per lo studio e la protezione dei pipistrelli in Sardegna

    L’orecchione sardo è una delle tante biodiversità animali e vegetali presenti unicamente in Sardegna.
    Questa constatazione fa parte della identità geografica e territoriale dell’Isola, e come tale si inserisce nel contesto della identità nazionale della Sardegna; ma su questo aspetto ci sarà modo ritornare con i dovuti approfondimenti.



 

 

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