



Non credo che Morelli intendesse questo quando parlava della necessità di farsi guardare.


Io non riesco a capire dove sia il problema, se non nel fatto che Morelli ha detto una vera e propria banalità. E che pure io non sono contento se le donne mi guardano per strada? Che razza di discorsi...
C'est le temps que tu as perdu pour ta rose qui fait ta rose si importante


Ha ragione la Murgia
“Qualche calcio in culo a qualche giornalista servo infame cominceremo a tirarlo. Diamogli almeno un motivo per dire che siamo cattivi.”
Il Capitano


Da una parte la scienza, Morelli. Dall'altra l'ideologia politicamente corretta, la Murgia.
Ovviamente scelgo la scienza, finché questo non comporterà il rogo dell'era moderna, ovvero la censura.




@standing bull
magari potresti piacerle tu . Che ne sai ?


Uno scritto interessante sull'argomento, risale ad una casa editrice che pubblica riviste femminili. Per me dice cose condivisibili, nell'ottica del diverso modo di vivere se stessi nell'uomo e nella donna.
"Per la donna, il meccanismo è esattamente lo stesso: ha un bisogno insopprimibile di piacere agli altri; e non perché – o non necessariamente perché – la civetteria sia il suo abito naturale, ma perché in lei più fragile è la sicurezza in se stessa, la coscienza di essere, di avere una forma determinata: più vicina alla natura e alla vita, perché materialmente trasmettitrice della vita, il suo sé appare più fluido, più mutevole, più elusivo. Non si tratta di doppiezza – a meno che diventi strumento di potere, adoperato scientemente a tale scopo -, ma indeterminatezza ontologica; perciò ella sente, più del maschio, il bisogno di appoggiarsi all’altro, magari anche al figlio, per dare una struttura più solida e stabile al continuo fluire (e sfuggire) del suo essere.
È per questo che le lodi, che siano rivolte alla sua bellezza o anche soltanto al suo vestito, fanno sempre piacere alla donna, fosse pure la donna più schiva e riservata, la meno vanitosa e civetta: esse attestano un riconoscimento da parte dell’altro, sono sempre gradite da chiunque vengano perché sono la prova che in lei vi è qualcosa di bello, di ammirevole, di speciale; e sono gradite perfino quando ella capisce che sono poco convinte o poco sincere, in quanto il bisogno di ricevere riconoscimenti è in lei così vivo, che riceverne di siffatti è pur sempre meglio che non riceverne alcuno.
Non c’è niente, infatti, che possa ferire una donna più della disattenzione, della noncuranza, dell’indifferenza: da parte degli uomini, esse le fanno sentire che non è desiderabile; da parte delle altre donne, le rivelano che esse non la considerano nemmeno una potenziale rivale, che la calcolano come una entità insignificante; e non esiste umiliazione più grande di questa".
https://www.ariannaeditrice.it/artic...articolo=46472
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