Cose da imparare da Putin
Ieri il buon Pierfurby ci ha offerto uno dei suoi soliti esilaranti show. Ha attaccato Berlusconi, ed in maniera indiretta la politica estera ed energetica filo-russa del governo sibilando "non c'è nulla da imparare da Putin". Il presidente dell'Unione delle Cadreghe insomma palesa ancora una volta che i mandanti suoi e dei suoi degni compari Fini e Rutelli stanno fuori dall'Italia, precisamente dalle di Wall Street e della City (OT ma l'avete visto ieri Gianfrego come si sbracciava con la cara "Negative Nancy" al G-8 dei presidenti delle camere? La solita domandina a Feltri e Belpietro, vogliamo aprire gli occhi e dire una volta per tutte chi sono i mandanti di Fi-Ca-Ru?) e palesa anche di aver bisogno di una lunga serie di ripetizioni sul tema "diplomazia e politica estera", in quanto un personaggio che fino a non molto tempo fa era in lizza per la Farnesina (se ne parlava nel 2006 in caso di vittoria della CDL, se ne riparlò nel 2008 quando ancora non aveva deciso di correre in solitaria e se n'è riparlato quando si ipotizzava un suo ritorno nell'area di governo) e che è stato per cinque anni la terza carica dello stato italiano dovrebbe evitare di attaccare in maniera così vergognosa e spudorata il capo del governo che ci fornisce il gas con cui ci scaldiamo l'inverno e al cui partito i cittadini russi hanno dato il 64% dei suffragi. Comunque questo paese qualcosa avrebbe da imparare da un leader che quando arrivò al potere s'è ritrovato un tasso di povertà del 35% e l'ha portato in nemmeno dieci anni al 13%. Avrebbe qualcosa da imparare da un leader che nel suo paese combatte una lotta senza quartiere ai mafiosi oligarchi che spadroneggiavano nell'era di Eltsin e che ora, dai loro esili dorati guidano la campagna diffamatoria contro di lui (facciamo i nomi: Mikhail Chernoy; Boris Berezovskij e Vladimir Guzinskij). Avrebbe qualcosa da imparare da un leader che, utilizzando in modo scaltro e talvolta spregiudicato le sue materie prime, è riuscito a far ritornare la Russia tra i protagonisti indiscussi della politica internazionale. Avrebbe molto da imparare da un leader il cui paese ha avuto negli ultimi 10 anni una crescita economica del 7% annuo. Avrebbe molto da imparare da un leader che ha portato il reddito pro-capite annuo da 1.200 a 9.000 dollari. Avrebbe molto da imparare da un leader che è riuscito a portare il tasso di inflazione dal 20 al 7%. Insomma, contrariamente a quanto dicono Fi-Ca-Ru, Soros, la stampa di Murdoch, il Council on Foreign Relations e tutto il coretto massonico e mondialista da Putin abbiamo parecchie cose da imparare e ci sono una lunga serie di motivi per cui Putin ha un tasso d'approvazione del 77%.
Lunedì 13 settembre 2010







Tira vento di rincoglionimento dalla Siberia ?
, questo dimostra per me che i sistemi politici moderni sono sostanzialmente privi di difese contro certa gente :giagia: ,se lo Zar in Russia fosse stato più sveglio e lo stesso discorso vale per tutti i regimi passati che in un qualche modo dovevano prevedere queste minacce , sarebbe stato meglio .
