Abbiamo un’amica (italiana) che è probabilmente la massima esperta mondiale sull’uso dei cavalli a scopo militare nel Giappone del nono secolo.
Io appena lei apre bocca in materia, sto zitto e imparo (per poi dimenticare). E pare che tacciano anche gli storici giapponesi.
Sto zitto, e faccio bene, non solo perché lei è esperta e io no.
Sto zitto, perché la sua
espertità non cambia in alcun modo la mia vita. Lei non è consulente scientifico, ad esempio, per un progetto per buttare giù la mia casa e farci un Museo del Cavallo Nipponico.
Questo è un punto che è facile da dimenticare, quando si dice che
bisogna ascoltare gli esperti.
Ci sono temi che hanno un impatto enorme sulla nostra vita – come l’urbanistica, oppure la rivoluzione informatica simboleggiata dall’introduzione del 5G.
Sono ruspe che passano sopra le nostre vite, trasformandole radicalmente. E qui
dobbiamo prendere posizione, pur nella nostra piccolezza.
Come con gli equini giapponesi, esistono anche su questi temi gli
inesperti (che siamo noi) e gli
esperti, che non sappiamo nemmeno bene chi siano.
In genere, un esperto si autocertifica come tale, e questo pone subito un problema.
Se sento uno che dice,
“a Firenze c’è una delle più belle spiagge del Mediterraneo, ve lo dico da esperto di pesca subacquea, con trent’anni di esperienza”, lo può dire con tutta la faccia tosta di questo mondo, ma io so di saperne più di lui, perché sono un esperto – almeno quanto basta – di Firenze.
Ma quando lo stesso tizio dice, “
Per incentivare il turismo, lo stato deve finanziare la costruzione di una discoteca sulla costa Smeralda dove la gente possa pescare mentre balla, ve lo dico da esperto di pesca subacquea, con trent’anni di esperienza” la faccenda si complica, perché sta parlando di cose di cui non so nulla.
Però un po’ di indizi ce li ho.
Ad esempio, posso andare su un motore di ricerca (notate bene,
non esiste solo Google!) e vedere se il tizio è un impiegato dell’Associazione Discotecari della Costa Smeralda.
In questo periodo, Facebook sta facendo chiudere o comunque filtrare e censurare centinaia di migliaia di account, accusati di aver diffuso
fake news, il termine anglobale-orwelliano di moda al momento.
Ad attuare la censura sono degli
esperti privati, che – ci assicurano – hanno la capacità
espertissima di distinguere il vero dal falso con un colpo d’occhio.
Una vasta parte di queste presunte “fake news” riguarda le attività politiche di Bill Gates e l’influenza che egli esercita su stati e organizzazioni come l’OMS, di cui – tramite la sua Fondazione – è il principale finanziatore dopo il governo degli Stati Uniti.
Critichi Bill Gates dicendo che è un Alieno Rettiliano che sta mettendo in atto la Cospirazione degli Illuminati, oppure dici che un tizio che ha fatto i miliardi sfruttando ogni debolezza umana probabilmente ha qualche interesse in ciò che fa, è uguale: ormai se non dici che Bill Gates ha sempre ragione, sei un compare di David Icke e leggi i Protocolli dei Savi di Sion.
La
Columbia Journalism Review ha scoperto che la Fondazione di Bill Gates finanzia – con cifre non da poco – proprio le organizzazioni di
esperti che decidono quali siano le notizie vere e false.
Insomma, gli esperti non sono necessariamente degli austeri
saggi: sono spesso
come gli avvocati, che vengono pagati da un cliente per sostenere nel migliore dei modi i loro interessi.
I bravissimi avvocati che hanno difeso per decenni Silvio Berlusconi, esibendo una straordinaria conoscenza del diritto italiano, sono dei
veri esperti. Ma questo non dimostra alcuna
verità su Silvio Berlusconi.
Poniamo invece che non risulti che il nostro esperto prende i soldi dai discotecari sardi. E poniamo che risulti davvero che lui da tanti anni è socio di organizzazioni di pesca subacquea che – per quello che possiamo giudicare noi – sembrano “serie”, nel senso che sui loro siti non scrivono parolacce, e che molti dei soci abbiano prof. o dott. davanti al nome.
Quindi possiamo presumere che il nostro ne sappia di più sulla Costa Smeralda, sui gusti dei frequentatori delle discoteche, sulle fattibilità tecnica della discopesca, di noi. Insomma, potrebbe essere davvero un
esperto.
Dobbiamo per questo alzare le mani e arrenderci di fronte a lui?
Alcuni
non lo fanno. Raccolgono due citazioni qua e là di altri presunti “esperti”, e poi scrivono qualcosa come questo:
“Gli pseudoesperti PAGATI dai discotecari che stanno distruggendo la Costa Smeralda MENTONO lo dice un Auterevole Studio della NASA che la discopesca è incompatibile con l’ambiente e BASTERA UNO TSUMANI CHE CROLLA TUTTO e altri STUDI AUTOREVOLI dimostrano senza ombra di dubbio che aumenta i TUMORI ALL’ALLUCE!!!!!”
L’autore di un brano del genere, insomma, si erge a
più esperto dell’esperto. Con risultati che il “vero” esperto potrà usare per anni, per mettersi in bella mostra. Siate sicuri che l’esperto dirà pure che chi lo critica, “crede alle scie chimiche”.
Ma rileggiamo ciò che dice il nostro
esperto:
“
Per incentivare il turismo, lo stato deve finanziare la costruzione di una discoteca“
Questa frase contiene qualcosa che viene
prima di ogni espertità: una visione del mondo.
Noi non sappiamo se i discotecari
paghino il nostro esperto.
Sappiamo che lui ha delle emozioni e dei sentimenti, come noi; e l’idea del
turismo che aumenta, delle
opere pagate dallo stato, della costa che deve servire solo come macchina per far girare sempre più vorticosamente i soldi, delle musiche sparate a tutto volume è una cosa che a lui fa lo stesso effetto che a me fa una passeggiata nel bosco.
E che la sua
espertità la applica solo
dopo questa scelta ideologica radicale.
E’ proprio qui, nella sua debolezza umana così simile alla mia, che siamo pari; è qui che lo posso contestare, proprio sulle
premesse; senza per questo fingere di saperne di più di lui sulla solidità di una discovasca per la discopesca o sui tumori all’alluce.
?Ascoltare gli esperti? | Kelebek Blog