
Originariamente Scritto da
Il Pasquino
Purtroppo temo che questa visione marxista non sia sufficientemente aderente alla realtà moderna...
Il comunismo su questo, purtroppo, dimostra tutti i suoi limiti storici legata ad una realtà di fine 800!
All'epoca c'era una classe ricca ed una povera, come adesso, ma le due classi interagivano in modo molto diverso.
Il ricco, per diventare sempre più ricco investiva sulla produzione, sul produrre beni e servizi che poi rivendendo, gli fruttavano sempre più guadagni grazie al fatto che, in ottica marxista, chi produceva con il proprio lavoro, erano gli operai che ricevevano un compenso che non corrispondeva al prezzo finale perché il "padrone" si "tratteneva" il plusvalore, secondo la terminologia marxista, il giusto ricavo dal proprio investimento secondo la logica capitalistica.
E fin qui tutto è semplice e chiaro.
Peccato che il quadro economico oggi sia totalmente cambiato e che il marxismo e la sua applicazione pratica, il comunismo siano totalmente inadeguati ed inapplicabili.
In particolare la logica del guadagno sulla PRODUZIONE non esiste più di conseguenza non esiste più il bisogno del lavoro, degli altri, degli operai, degli impiegati, ecc.
Quindi vengono meno tutte le fondamenta su cui si basa la logica della lotta di classe del comunismo e le basi della sua filosofia!
Oggi i guadagni si ottengono sui movimenti di capitali del tutto incontrollati ed incontrollabili.
Sulla intermediazione e sui prestiti finanziari.
Il sistema produttivo, l'unico che genera lavoro e diffonde benessere attraverso la redistribuzione delle risorse attraverso le retribuzioni dei lavoratori, si basa oggi fondamentalmente solo su questi.
Attraverso il sistema del prestito per operare alle società produttrici di cui detengono il controllo delle azioni le società finanziarie controllano le entrate e le uscite e si tengono svincolate e libere da qualsiasi problema sociale, giuridico od altro che coinvolga la società produttrice che riceve mandato, finanziamento e denari dalle società finanziarie "proprietarie" per le quali la società produttrice con il suo lavoro ed i suoi lavoratori sono solo una scatola chiusa in cui inseriscono denaro e si aspettano denaro, ovviamente aumentato, in uscita dalla società che produce e che deve rendere secondo quanto richiesto dalla finanziaria.
A quest'ultima non interessa nulla del come, se è costretta a tagliare stipendi, posti od altro. Faer la finanziaria è solo una "macchinetta per produrre soldi".
Se non lo fa o lo fa o lo fa in modo insufficiente rispetto ad altri "investimenti" la si chiude o la si vende o svende a chi pensa di poterla ancora "spremere".
In questa ottica, non esiste più il "padrone". Si è "smaterializzato" frantumato in mille rivoli e trasformato in una o più società finanziarie senza alcuna rappresentanza "umana" se non l'amministratore che non è altro che un incaricato di fare in modo che alla scadenza quella attività restituisca alle società finanziarie il dovuto con gli "interessi", quello che prima era il plusvalore e che oggi tecnicamente è contenuto nel concetto di "prezzi ombra".
Snaturando completamente il significato del termine coniato dalla filosofia marxista.
Ovvie le conseguenze che ci porterebbero ancora più lontano e che ci vorrebbero ore e libri per approfondire.
Adesso credo di avere dato una idea del perché oggi il comunismo è morto e la sua rievocazione da destra è pretestuosa e ridicola.
Saluti