



I diritti sociali sono da sempre prioritari. Senza lavoro e senza pagnotta, purtroppo, non si può vivere.
Stesso dicasi per il terzo mondo, che necessita pane, pace e stabilità economica. Inoltre: è ora che l'Europa investa in infrastrutture, strade, scuole, ospedali e tutto ciò che i paesi dell'Africa, ma non solo, hanno realmente bisogno. Costruendo la giustizia sociale, svincolandosi da multinazionali straniere e dalle cleptocrazie autoctone, i paesi in via di sviluppo sconfiggeranno la fame, le carestie e potranno debellare le peggiori malattie. Combattendo il capitalismo predatore e l'imperialismo (guerre, primavere arabe ecc...) questi uomini e queste donne potranno vivere nelle loro terre, senza essere costretti a vendere la loro forza-lavoro per pochi centesimi nei paesi occidentali. Perché l'immigrazione di massa va severamente controllata. Ma se non agisci sulle cause, anche le frontiere un giorno cadranno.
Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -
Il sonno della ragione genera i liberali


In via di principio condivido fermamente questa analisi.
Il problema è: nel frattempo che facciamo tutto questo, come gestiamo tatticamente il problema? Ricacciando i clandestini nel loro inferno di miseria e guerra?
Secondo me una soluzione potrebbe essere:
1) Ricezione in loco delle domande di asilo
2) Corridoi umanitari sottratti alla delinquenza
3) Rigorosa gestione dei flussi, che dovrebbero essere spalmati su tutti i paesi europei


Il problema fondamentale secondo me è: a chi vogliamo dare la proprietà delle aziende? Allo Stato che a sua volta salaria i lavoratori o vogliamo darla in proprietà privata ai lavoratori(cooperative)?.La prima soluzione viene rigettata da tutti coloro che si definiscono socialisti ,ma il comunismo applicato nel reale è stato questo , capitalismo di stato.Se sorge un partito comunista che intende dare la proprietà delle aziende ai lavoratori sarò il primo a sostenerlo.


Questo è, se non mi sbaglio, l'approccio di Marx.
Credo che la prematura morte di Lenin e la "desovietizzazione" operata da Stalin abbiano stroncato sul nascere un economia basata sulla proprietà collettiva.
C'è da dire che la pianificazione economica, necessaria per far evolvere l'URSS che era ancora industrialmente arretratissimo, unito all'economia di guerra mal si sarebbero conciliati con una proprietà collettiva frazionata.
OT @Blake: tu mi ricordi un caro amico del forum di Dilucide.




Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.





