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Rif: Andatevene
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Originariamente Scritto da
Garat
Vuoi ridurre a tutti i costi un serissimo problema politico-istituzionale ad una questione di soldi, kobra.
Sbagli e lo fai anche di grosso.
All'uomo saggio e virtuoso vengono perdonati 7 peccati al giorno, figuriamoci ad un povero serpentello...
500.000
Pare sia questo il numero di persone più o meno direttamente o indirettamente coinvolti nelle faccende politiche.
Dal consigliere comunale, all'assessore, al sindaco, ai consiglieri e presidenti e vice di province e regioni, deputati, senatori, ministri, sottosegretari e tutto l'ambaradan di portabbborze.
E sicuramente qualcuno abbiamo dimenticato e ce ne scusiamo.
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Rif: Andatevene
Citazione:
Originariamente Scritto da
Garat
1) No, prima i candidati non li selezionavano i partiti o per lo meno lo facevano in una misura immensamente minore. Ovvero: a voler essere obbiettivi esiste una sfumatura di grigio che non è bianco o nero ed esiste il nero.
Io, se dovessi scegliere pragmaticamente tra grigio e nero preferisco il grigio.
2) Per l'ennesima volta: faccio un discorso generale sulla situazione politica attuale, non sono qui per leggere e partecipare alla solita querelle Berlusconi-avvesari.
Ne abbiamo già parlato e scritto ampiamente, Garat, di queste cose.
Prima del '92-93 erano le segreterie provinciali dei partiti ad indicare i candidati il quali si presentavano nel collegio, facevano il loro bel comizio sulla piazza del paese e la gente votava quello che più gli piaceva. Preferenze? Pochissime e solo da parte di chi aveva avuto una conoscenza diretta.
Successivamente, quando furono creati i poli, le segreterie provinciali non indicavano più il o i candidati del proprio partito ma il candidato di coalizione per questioni di equilibrio all'interno dell'alleanza.
Il quale candidato veniva nel collegio, non più ai comizi in piazza ma alle cene o ai risotti o alle serate in doscoteca, faceva il suo bel discorsetto, la clacque applaudiva, lui stringeva 3 o 400 mani e se ne andava contento.
Che poi vincesse o non vincesse invariabilmente nel colelgio non lo vedevi più e, se gli girava, faceva anche il salto della quaglia e buonanotte.
In pratica non è cambiato molto: la decisione è da sempre verticistica e, per certi versi, è giusto che sia così.
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Rif: Andatevene
Citazione:
Originariamente Scritto da
Garat
1) No, prima i candidati non li selezionavano i partiti o per lo meno lo facevano in una misura immensamente minore. Ovvero: a voler essere obbiettivi esiste una sfumatura di grigio che non è bianco o nero ed esiste il nero.
Io, se dovessi scegliere pragmaticamente tra grigio e nero preferisco il grigio.
2) Per l'ennesima volta: faccio un discorso generale sulla situazione politica attuale, non sono qui per leggere e partecipare alla solita querelle Berlusconi-avvesari.
Ed io mi adeguo a ciò.
mi pare che questo sistewma sia il migliore e non per il fatto che abbia portato berlusconi al governo ma perchè da la possibilità agli schieramenti vincenti di avere una maggioranza sicura.
Ricorderai la nomina a senatore del mugello da parte di dalema a dipietro,
a quei tempi non esisteva ancora il porcellum eppure la base non promosse la candidatura dell'ex magistrato in forte odore di destra.
Ricordi curzi? pur d'impedire lo scandalo si candidò per contrastare il montenerino.
Io ho votato moltissime volte e quasi mai conoscevo colui cui segnavo il nome sulla scheda e non avrei saputo o potuto candidarmi ,per cui era un gran casino, probabilmente é meglio ora.
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Rif: Andatevene
Citazione:
Originariamente Scritto da
Kobra
Ne abbiamo già parlato e scritto ampiamente, Garat, di queste cose.
Prima del '92-93 erano le segreterie provinciali dei partiti ad indicare i candidati il quali si presentavano nel collegio, facevano il loro bel comizio sulla piazza del paese e la gente votava quello che più gli piaceva. Preferenze? Pochissime e solo da parte di chi aveva avuto una conoscenza diretta.
Successivamente, quando furono creati i poli, le segreterie provinciali non indicavano più il o i candidati del proprio partito ma il candidato di coalizione per questioni di equilibrio all'interno dell'alleanza.
Il quale candidato veniva nel collegio, non più ai comizi in piazza ma alle cene o ai risotti o alle serate in doscoteca, faceva il suo bel discorsetto, la clacque applaudiva, lui stringeva 3 o 400 mani e se ne andava contento.
Che poi vincesse o non vincesse invariabilmente nel colelgio non lo vedevi più e, se gli girava, faceva anche il salto della quaglia e buonanotte.
In pratica non è cambiato molto: la decisione è da sempre verticistica e, per certi versi, è giusto che sia così.
Al di là del fatto che non condivido l'idea che questo meccanismo fosse così ampiamente diffuso ma che ti do atto che esisteva comunque qui mi devi spiegare una cosa.
Mi sembra che concordiamo che la situazione sia questa: se prima esisteva un malcostume ora lo si è legittimato. In ambedue i casi si consentiva quel meccanismo malato di cui parlava Bersani. Però c'è una differenza. Se prima i partiti di massa (il vecchio PCI, la DC, il PSI e l'MSI) avevano un controllo fortissimo sul loro elettorato oggi non è più così. Dunque se tornassimo al vecchio sistema niente ci fa pensare che torneremmo alla situazione originale.
Ora, considerando quanto detto da Bersani e quanto mi pare sia innegabile non credo che tu possa negare che forse è il caso di ripensare alle preferenze.
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Rif: Andatevene
Citazione:
Originariamente Scritto da
Garat
Al di là del fatto che non condivido l'idea che questo meccanismo fosse così ampiamente diffuso ma che ti do atto che esisteva comunque qui mi devi spiegare una cosa.
Mi sembra che concordiamo che la situazione sia questa: se prima esisteva un malcostume ora lo si è legittimato. In ambedue i casi si consentiva quel meccanismo malato di cui parlava Bersani. Però c'è una differenza. Se prima i partiti di massa (il vecchio PCI, la DC, il PSI e l'MSI) avevano un controllo fortissimo sul loro elettorato oggi non è più così. Dunque se tornassimo al vecchio sistema niente ci fa pensare che torneremmo alla situazione originale.
Ora, considerando quanto detto da Bersani e quanto mi pare sia innegabile non credo che tu possa negare che forse è il caso di ripensare alle preferenze.
garat, non c'e' alcuna ragione al mondo per cambiare la legge elettorale - salvo i capriccetti diessini, che adesso, per fare dispetto al veltroni bipartitico, stanno affannandosi per trovare pretesti per promuovere la linea dalemian-finian-casinista (ma non sarebbe il caso di rottamarli questi figuri, come suggerisce renzi?).
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Rif: Andatevene
Questi comunistoidi da strapazzo fanno ridere i polli . Sono stati al timone (si fa per dire :gluglu:) del Paese , si erano ripromessi di abolire l'attuale legge elettorale : il porcellum , riportare in auge il tatarellum e non hanno fatto un cazzum .:crepapelle:
Ed ora vorrebbero che la maggioranza accondiscendesse ai loro desideri .Che imbecilli .... ma veramente diabolici imbecilli :giagia:
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Rif: Andatevene
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Originariamente Scritto da
tolomeo
garat, non c'e' alcuna ragione al mondo per cambiare la legge elettorale - salvo i capriccetti diessini, che adesso, per fare dispetto al veltroni bipartitico, stanno affannandosi per trovare pretesti per promuovere la linea dalemian-finian-casinista (ma non sarebbe il caso di rottamarli questi figuri, come suggerisce renzi?).
La tarantella dei passaggi non ti ha insegnato nulla, eh?
Buon divertimento, allora.
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Rif: Andatevene
Citazione:
Originariamente Scritto da
Garat
Al di là del fatto che non condivido l'idea che questo meccanismo fosse così ampiamente diffuso ma che ti do atto che esisteva comunque qui mi devi spiegare una cosa.
Mi sembra che concordiamo che la situazione sia questa: se prima esisteva un malcostume ora lo si è legittimato. In ambedue i casi si consentiva quel meccanismo malato di cui parlava Bersani. Però c'è una differenza. Se prima i partiti di massa (il vecchio PCI, la DC, il PSI e l'MSI) avevano un controllo fortissimo sul loro elettorato oggi non è più così. Dunque se tornassimo al vecchio sistema niente ci fa pensare che torneremmo alla situazione originale.
Ora, considerando quanto detto da Bersani e quanto mi pare sia innegabile non credo che tu possa negare che forse è il caso di ripensare alle preferenze.
C'è stato un bell'intervento ieri sera del Ministro Alfano che abbiamo ascoltato in parte perché sopraffatti dal sonno.
Il sistema delle preferenze è stato in vigore fino al 92-93 ed era degenerato al punto che le preferenze si compravano letteralmente.
In cambio del voto si davano denari oppure si promettevano posti di lavoro o altre provvidenze. Quindi possiamo immaginare la marea di soldi e di corruzione che c'era in quel periodo.
Successivamente sono stati inventati i collegi uninominali e i candidati arrivavavano ma nessuno li conosceva perché provvedevano i partiti ad indicarli. Poi venivano eletti e sparvano.
Il sistema attuale non è certamente meglio degli altri solo che si pone obiettivi diversi e, in parte, ci riesce.
Quello che servirebbe, forse, è individuare un candidato legato al territorio, diciamo al collegio, che sia conosciuto e che sia veramente in grado di occuparsi del territorio.
MA, forse, questo è solamente in sogno...
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Rif: Andatevene
Citazione:
Originariamente Scritto da
Kobra
C'è stato un bell'intervento ieri sera del Ministro Alfano che abbiamo ascoltato in parte perché sopraffatti dal sonno.
Il sistema delle preferenze è stato in vigore fino al 92-93 ed era degenerato al punto che le preferenze si compravano letteralmente.
In cambio del voto si davano denari oppure si promettevano posti di lavoro o altre provvidenze. Quindi possiamo immaginare la marea di soldi e di corruzione che c'era in quel periodo.
Successivamente sono stati inventati i collegi uninominali e i candidati arrivavavano ma nessuno li conosceva perché provvedevano i partiti ad indicarli. Poi venivano eletti e sparvano.
Il sistema attuale non è certamente meglio degli altri solo che si pone obiettivi diversi e, in parte, ci riesce.
Quello che servirebbe, forse, è individuare un candidato legato al territorio, diciamo al collegio, che sia conosciuto e che sia veramente in grado di occuparsi del territorio.
MA, forse, questo è solamente in sogno...
E la candidatura dovrebbe non essere approvata dal padrone del partito
bensì dalla base d'esso.
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Rif: Andatevene
Citazione:
Originariamente Scritto da
yure22
E la candidatura dovrebbe non essere approvata dal padrone del partito
bensì dalla base d'esso.
Lei suggerisce le primarie di collegio.
Sapesse quanti dispiaceri abbiamo sopportato...