
Originariamente Scritto da
Hagakure
Naturalmente Silvio Berlusconi, a differenza di Stalin, non deve rispettare l’obbligo di fedeltà al “diamat” sovietico, ossia il materialismo marxista, ma deve rispettare quello al sogno illuminista europeo di una società atea o vagamente teista, sogno che risale a Pierre Bayle (1647 – 1706) prima ed a Voltaire (1694 – 1778) poi ed ai loro simpatizzanti: curiosamente il modello illuminista di Europa atea o teista fu copiato sul modello dell’Impero confuciano cinese (per Pierre Bayle leggi Pensées diverses…, in Idem, Oeuvres diverses, III, Hildesheim, Georg Olms Verlag, 1966, p.227. Per Voltaire, leggi Essai sur les moeurs et l’Esprit des nations, in Idem, Oeuvres complètes de Voltaire, Paris, Firmin Didot Frères éditeurs, MDCCCLV, tome troisième, pp.27 e 452).
Lo stesso modello viene oggi riproposto in Occidente dai comunisti di Pechino con la nascita di una serie di “Istituti Confucio” finanziati da enti della Repubblica Popolare Cinese. ( Per approfondimenti leggere LepantoFocus n.4).
Il Presidente Silvio Berlusconi si trova stretto tra la necessità di non dispiacere alla maggioranza cattolica dei suoi elettori e quella di non arrivare allo scontro frontale con l’establishment finanziario italiano, feroce guardiano dell’ortodossia illuminista.
La voce più autorevole di questo establishment, il quotidiano “Corriere della Sera”, ha recentemente voluto riaffermare che l’immoralità è un diritto-dovere che va difeso contro il desiderio degli Italiani di una società ispirata ai valori cristiani, società che viene sprezzantemente definita “Stato teocratico” (Piero Ostellino, La nostalgia italiana di uno Stato teocratico, in “Corriere della Sera”, 20 febbraio 2010).
Per tentare di far contenti tutti il Premier italiano ha quindi unito la politica della mano tesa alla Chiesa Cattolica ad un’immagine di se stesso forgiata sul modello del personaggio del Duca di Mantova dell’opera lirica Rigoletto