
Originariamente Scritto da
Traiano
1) Direi estrema sinistra, almeno in economia e per quel che riguarda il welfare state, che deve essere dalla culla alla tomba senza dare spiegazioni ai benpensanti. Ma non condivido l'ideologia predominante all'interno di essa, che vuole imporre l'immigrazione come se fosse sempre e comunque positiva. All'estero qualche voce critica all'interno delle sinistre sull'argomento c'è (a partire dal fatto che l'immigrazione conviene alle élite e ai ricchi in generale), ma non in Italia, dove al momento vieni definito di sinistra se sei immigrazionista-liberista per lo stato minimo, e quindi inevitabilmente io non posso auto-definirmi così. Ah, poi non condivido assolutamente il moralismo (tipo "chi non lavora non mangia", "gli statali e al sud sono fancazzisti", "ci si deve dare da fare per trovare lavoro, non ti puoi aspettare i CPI che funzionino, è giusto così") tipico della "sinistra" italiana.
Certo, fossi tipo in Germania o in Danimarca mi iscriverei alla Linke o al Partito Socialdemocratico danese, dove, pur non condividendo certe cose sull'immigrazione che anche lì pensano, almeno sulla questione hanno dimostrato in molti di essere pragmatici e non fedeli all'ideologia globalista immigrazionista "punitiva" verso noi colonizzatori, come avviene in Italia. Oltre che riconoscono che l'immigrazione, come dicevo prima, conviene alle élite e ai ricchi in generale.
D'altra parte, sia chiaro che sono lontanissimo dagli ideali di destra e dalle loro cazzate catto-bigotte. Che poi tra l'altro i "destri" italici non hanno nemmeno certi ideali (che sono comunque sbagliati e folli) ma hanno un solo ideale: il dio denaro. Non gli frega niente delle altre cose, e sarebbero pronti a rinnegare certi loro ideali (sbagliati e folli, come detto sopra) se vedessero la possibilità di qualche guadagno economico.
2) Nessuna affiliazione al momento: risulto ancora iscritto al M5S, ma non ho mai creduto in certe loro cazzate. Mi sono iscritto e l'ho votato perché nonostante la gestione privatistica e "monarchica" (da Casaleggio padre a Casaleggio figlio), i molti privilegiati che si sono imbucati ecc. era comunque l'unico partito (o movimento, che dir si voglia) in Italia che prometteva una "rivoluzione". Peccato che poi si sono dimostrati attaccati alla poltrona, hanno accettato compromessi al ribasso (il compromesso al ribasso per le riforme lo puoi accettare se sei all'opposizione, non quando sei al governo) e di essere più realisti del re.