SCONTRI A NAPOLI/ L’ombra di de Magistris dietro le proteste anti-coprifuoco?
Ieri sera, per la prima volta in Italia, il mondo variegato della vita notturna napoletana ha deciso di reagire, inscenando una protesta di piazza allo scoccare dell’ora del coprifuoco.
Una convocazione informale via social in una delle piazzette del centro storico, accanto all’Università Orientale. Poi circa un migliaio di convenuti hanno iniziato un chiassoso corteo per le vie della città fino al palazzo della Regione a Santa Lucia. Infine lo scontro con le forze dell’ordine, costrette a disperdere i manifestanti con il lancio di lacrimogeni.
Dagli slogan urlati si è subito capito da dove provenivano i rivoltosi. Come è già successo in Irlanda e in Gran Bretagna quando a protestare contro le chiusure anticipate è stato il popolo dei pub, qui la composizione sociale della protesta vede uniti i gestori delle centinaia di baretti che animano la movida cittadina, i giovani della Napoli-bene che amano, dopo una certa ora, mischiarsi con quelli dei quartieri più proletari, la criminalità diffusa riconvertitasi durante l’ultimo decennio all’economia turistica di massa. Sono essi infatti a gestire in maggioranza b&b, bar e locali, rivendite di cianfrusaglie di ogni tipo, e che hanno trasformato quella che una volta si chiamava l’economia del vicolo nella “economia del turista”
È probabile che sia lo stesso de Magistris a soffiare sul fuoco. È l’ultima carta che gli rimane da giocare, per continuare ad avere voce in capitolo sulla scelta del futuro sindaco. Il popolo della notte (gestori di migliaia di locali, la gioventù bene e nullafacente della borghesia cittadina, la piccola criminalità dei quartieri) guidato dal suo “sindaco” gioca quindi il suo jolly, sperando in un De Luca ormai in evidente difficoltà, in un governo nazionale chiaramente in affanno, in una destra che da anni non capisce più cosa succede in questa città.
https://www.ilsussidiario.net/news/s...fuoco/2085031/





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