
Originariamente Scritto da
Menelik
Un pezzo di ricambio per una piccola motofalciatrice nominalmente tedesca, marca AL-KO, modello BM 660, e precisamente la piastrina che comanda il moto alternativo della barra falciante:
l'ho cercata in internet, su siti tedeschi (la logica dice: macchina tedesca, non più in produzione, i ricambi li cerchi in casa sua, cioè la Germania). Trovata, al prezzo di – mi pare – sui 23 euro.
Prezzo da “sgrasciatore” (sfruttatore): una sbarretta di un materiale plastico speciale, molto duro, con i due fori dei bulloni di attacco alla lama e l'alloggiamento del perno di una biella (non del motore, della trasmissione da moto rotatorio a moto armonico),
A cui aggiungi 9,90 euro di spedizione, per un totale richiesto tra i 30 e i 35 euro. Tempo: una settimana dalla ricezione del bonifico.
Ci penso un po' prima di inviare l'ordine e trovo una azienda fornitrice di ricambi di Meledo di Sarego (VI). In una settimana mi fanno l'ordine e me lo fanno arrivare al loro magazzino.
Sono tornato adesso adesso dal ritiro.
Il momento di pagare:
Quanto è ? -
Sette e cinquanta -
Ecco qua -
Grazie signore, arrivederci -.
Ventitre euro + dieci di spedizione......Sette euro e cinquanta paga-e-porta-via.
Ho guardato bene la targhetta della macchina per fare l'ordine.
Ricordo: AL-KO, ditta tedesca di macchine da giardinaggio e agricoltura tedesche, il sito dice bavarese di Gunzburg, tra i punti d'orgoglio che il sito propaganda compare : made in Germany.
(
https://www.al-ko.com/it, se non ci credete).
Leggo sulla targhetta attaccata al motore: made in Italy.
Motore Tecumseh, non so dove lo fabbrichino, ma non mi stupirei fosse fabbricato in Veneto.
Comunque la motofalce tedesca AL-KO BM 660 era fabbricata in Italia.
Roba tedesca, ma italiana.
Come era per questa azienda, chissà quante altre aziende meccaniche tedesche fabbricano ricambi o le intere macchine in Veneto, Lombardia e Friuli VG.
Io mi sono fatto una opinione ormai diventata granitica:
da un eventuale smantellamento degli stati nazionali e nascita degli Stati Uniti d'Europa, le regioni del Norditalia non avrebbero altro che da guadagnare: le industrie del Nord andrebbero a gonfie vele e gli operai, probabilmente, avrebbero anche stipendi maggiori, modellati sul modello tedesco, perchè il Veneto e Friuli VG sarebbero tedeschi di fatto, sia per quanto concerne la produttività in campo meccanico, chimico ecc..., che per le risorse turistiche, perchè una valanga di vacanzieri tedeschi si scaricherebbe sulle coste veneto-friulane adriatiche.
E il resto d'Italia, diciamo dall'Appennino in giù?
Area di parcheggio di clandestini che l'Europa non vuole e non vorrà mai tra i piedi.
La presenza del Vaticano è funzionale a questo, proprio nel centro d'Italia.
Anche se crolleranno gli 8x1000, verrà mantenuto in vita ugualmente, perchè gli fa troppo comodo alla divisione dei compiti delle aree regionali d'Europa.
Una realtà produttiva all'avanguardia saldamente attaccata al cuore industriale mitteleuropeo, cioè i comandanti d'Europa, ed una penisola-deposito di immigrati spiantati, una sorta di “bagno penale” di chi - è inutile nasconderlo con ipocrisia - è considerato una presenza scomoda e ingombrante nel resto d'Europa.
E' così che stanno le cose.