Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
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Manteuffel
Quando il covid colpirà in concomitanza con l'influenza, come accadde a Bergamo, allora capirete con estrema precisione perché era meglio chiudere che contare i morti a migliaia ogni giorno.
Siete tutti degli sciocchi, perchè non capite che la vita delle persone è la prima cosa da salvaguardare. La gente fa l'economia e non il contrario.
Senti fenomeno, mio padre quattro anni fa è morto per una complicanza di un influenza finita in broncopolmonite.
Era molto anziano, e nella RSA dove era ricoverato oltre alle condoglianze di rito lo consideravano un fatto che stava nell'ordine delle cose, data l'età avanzata.
Adesso tu vuoi farmi credere che è aumentata la sensibilità verso gli anziani.
La realtà è che il problema è l' ingolfamento degli ospedali.
Se l'economia va a picco rischi di avere danni peggiori che quelli del covid.
Sciocco.
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
Il fatto è che senza un vero e proprio lockdown le attività economiche in difficoltà difficilmente vedranno mai dei risarcimenti o degli aiuti concreti.
Calcoliamo che già adesso i disoccupati non riusciranno facilmente a trovare un'occupazione e a questi si dovranno sommare tutti quelli che hanno perso il lavoro, i cassintegrati di lungo corso che rimangono tali per paura di perdere il posto di lavoro, quelli che continuano ad essere assunti per via del blocco dei licenziamenti (altra farsa ignobile usata per deresponsabilizzare il governo) ma di fatto sono inoccupati, i giovani usciti dal corso di studi in cerca di prima occupazione, la grande maggioranza di autonomi e p.IVA, moltissimi imprenditori.
Alla fine è inutile girarci intorno; quelli che più di tutti si stanno battendo per un lockdown totale sono i garantiti a vita, dipendenti pubblici, politici e relativi parenti.
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
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Manteuffel
Quando il covid colpirà in concomitanza con l'influenza, come accadde a Bergamo, allora capirete con estrema precisione perché era meglio chiudere che contare i morti a migliaia ogni giorno.
Siete tutti degli sciocchi, perché non capite che la vita delle persone è la prima cosa da salvaguardare. La gente fa l'economia e non il contrario.
Meno male che ci sei tu a educarci.
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
Un interrogativo mi assilla: perché chiusura dei ristoranti alle 18 (ammesso che passi) ? Che senso ha ? Gli orari di noi Italiani per pranzo e cena portano a dire che basterebbe chiudere alle 14, a pranzo ultimato.
A meno che, come io sospetto, la disposizione non venga da chi ha orari ben diversi dei nostri e finisce di pranzare più o meno a quell'ora.
PS: avete notato che conte, nelle rarissime occasioni nelle quali non ha il discorso scritto, legge il gobbo ? Poveri noi.
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
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Generale gothic
Buona parte della colpa dell'isteria collettiva è dell'informazione in generale.
La ricerca del sensazionalismo per fare audience ha totalmente prevalso sul buon senso, trasmissioni dove chiunque parla del virus come se fossero tutti esperti di pandemie, virologi che si contraddicono sistematicamente.
Più che informazione sta diventando distribuzione di angoscia.
Nel frattempo i danni economici rischiano di essere incalcolabili.
Indubbiamente!
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
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grandpa
Un interrogativo mi assilla: perché chiusura dei ristoranti alle 18 (ammesso che passi) ? Che senso ha ? Gli orari di noi Italiani per pranzo e cena portano a dire che basterebbe chiudere alle 14, a pranzo ultimato.
A meno che, come io sospetto, la disposizione non venga da chi ha orari ben diversi dei nostri e finisce di pranzare più o meno a quell'ora.
PS: avete notato che conte, nelle rarissime occasioni nelle quali non ha il discorso scritto, legge il gobbo ? Poveri noi.
La chiusura alle 18 di fatto ti impedisce di andare a cena, anche se uno fosse come me che a Londra va a ristorante alle 6.
L'iniziativa è semplicemente stupida, irrazionale e utile solo a distruggere un settore economico che da lavoro a una larga fetta della popolazione.
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
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Generale gothic
La realtà è che il problema è l' ingolfamento degli ospedali.
Esatto.
E a questo si aggiunga la paura diffusa ad arte.
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
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WalterA
La chiusura alle 18 di fatto ti impedisce di andare a cena, anche se uno fosse come me che a Londra va a ristorante alle 6.
L'iniziativa è semplicemente stupida, irrazionale e utile solo a distruggere un settore economico che da lavoro a una larga fetta della popolazione.
Impedisce anche l'aperitivo, in pratica ti costringono a chiudere senza obbligarti legalmente, molti esercizi fanno la maggior parte degli incassi alla sera, nominalmente non sono stati chiusi dal governo, nei fatti si, niente risarcimenti?
Re: Un lockdown di fatto, ma senza lockdown.
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fante di denari
Il punto è semplice: chiudere tutto. Ristoranti, pizzerie, negozi, ecc, comporterebbe casini non da poco.
Non ultimo, bisognerebbe pagare la cassa integrazione. Cosa che, ancora oggi, in buona parte non è stato fatto.
Nessuno Stato può permettersi di abbassare tutte le serrande per dei mesi.
Siamo già nella merda.
Le attività che hanno chiuso per sempre sono in numero esorbitante e, come tornerà la possibilità di licenziare, i disoccupati cresceranno esponenzialmente.
L’effetto delle chiusure uccide.
Hanno passato mesi a parlare di banchi a rotelle e lasciato correre il virus con i porti aperti. Poi hanno riaperto le scuole e si rifiutano di chiuderle nonostante siano l’unico focolaio per il virus attraverso i trasporti. Mentre non ci si può curare a distanza. Fare attività fisica a distanza. E non si può vivere d’aria: per mandare i figli a scuola rischiamo di uccidere migliaia di padri senza lavoro. Follia.
La "strategia" è, similmente a prima di marzo, di abituarci pian piano all’idea di un nuovo lockdown.
Il duceKonte e la sua korte non hanno nessuna predisposizione alla difesa e alla salvaguardia del popolo, ma a ben altro.
Gli italiani si troveranno il posteriore distrutto dalla sabbia, più che dalla trave che questo governo d'imbecilli gli ha posto dietro. Anche perché le attività chiuse non riapriranno quando ci si stancherà dello stato di paura sapientemente indotto. Quante competenze, professioni, abilità, saranno perse per sempre al di là di patrimoni e redditi distrutti? C'è da dire che le opposizioni poco intervengono, se non con qualche intervista ed i soliti post del cazzo sui social. Ormai il vero despota sono ancora le tv, con buona pace della carta stampata (sempre in calo) e le speranze di chi sognava la rete Internet. Ora chi fa sentire davvero la sua voce è un camorrista, questo dice la "informazione"!