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Discussione: Il grande reset.

  1. #201
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Genocidio in corso.

    Maurizio Blondet 15 Febbraio 2021

    Replica del Terrore Rosso, a scala planetaria
    Il benemerito Imola Oggi pubblica la lettera di Marco Pannella a Beppe Grillo, dove il defunto capo radicale, fatti proprii “ispirazioni, obiettivi, urgenze che proponi e che tanta presa di coscienza, di dibattito e di consenso stanno suscitando; a cominciare dalle fonti rinnovabili alla riduzione degli sprechi”, passa alla “necessità” di ridurre la popolazione mondiale:

    “Ma alla base, all’origine di tutto, dobbiamo chiederci e sapere: tutto questo per chi è, di chi è? Insomma “Quanti siamo?” “Energia”, per chi? Quanti? per 3, 6, 9, e via crescendo, miliardi di “persone”, di consumatori?

    “Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori “colpevoli”, a che punto di già non saremmo*?

    “Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista, che ha visto alleati nei decenni precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa, sia il Potere dell’Impero sovietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo, che hanno imposto e impongono all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando centinaia di milioni di bambini a morire di fame, stenti, guerre…
    “Insomma, una energica, immediata politica demografica di “rientro dolce” mi appare come coessenziale per realizzare politiche di risparmio energetico e di investimento sulle fonti rinnovabili per il futuro del nostro paese il documento sulle risorse energetiche.

    […] in Italia i programmi elettorali, i congressi dei partiti recitano un dogma comune: la “difesa della famiglia”. E per “famiglia” intendono la riproduzione continua, intensificata, statalmente incentivata, con milioni di mancia ad ogni bebé, … Dio, Patria, Famiglia”. La “bomba” non è quella “nucleare”, se non in termini di rischio, di pericolo. Ma la “bomba demografica” deflagra da più di un secolo e sul suo cammino distrugge tutto: natura, umanità, pianeta, appesta il mondo e i suoi dintorni”.

    Fin qui Pannella.

    Il cerchio si chiude, l’ideologia è quella dominante nei piani alti del Potere globale. Ora è ancora più chiaro che non già la “pandemia” (di un virus sostanzialmente innocuo) ma la sua “gestione terapeutica” adottata dal Potere ha di mira appunto lo spopolamento dei popoli superflui , delle bocche inutili, inquinanti, ad effetto-serra. Non si tratta di “errori” di Roberto Speranza o Angela Merkel, ma del Piano, che stiamo scoprendo lungamente preparato.

    Ma è l’ideologia fanatica che i due interlocutori incarnano a dirci il peggio: come nel Terrore leninista e staliniano, tutti coloro che hanno parte al Piano – ovviamente compresi i media e i loro direttori, Padroni del Discorso – lo stanno applicando senza deflettere né esitare di fronte al costo umano della loro utopia. Anzi, il costo umano è proprio il successo che perseguono; non solo distruzione di vite umane in senso biologico, ma per devastazione delle psicologie e del futuro dei giovani attraverso l’abbandono dell’istruzione.

    Apprendiamo da Oxfam che tutto il mondo circa 1,7 miliardi di bambini sono stati esclusi dalle scuole – nei paesi in via di sviluppo, per una durata media di quasi quattro mesi, nei paesi industrializzati per “solo” sei settimane. E poiché Internet e le apparecchiature tecnologiche nei paesi poveri, specialmente tra le classi inferiori, sono spesso inesistenti, per eserciti di milioni di bambini svantaggiati questo significa la fine dell’istruzione, la fine della speranza di una vita migliore.

    Come risultato dei blocchi, centinaia di milioni di persone hanno perso il lavoro e sono precipitate nella fame. Nel mondo, il numero di persone che vivono in povertà è aumentato da 200 a 500 milioni da marzo 2020 e il numero di persone che soffrono la fame acuta è quasi raddoppiato dell’82% a 270 milioni. Anche negli Stati Uniti, il numero di adulti che non hanno abbastanza da mangiare è di 29 milioni (su una popolazione di circa 330 milioni). Nella Germania chiusa nella morsa del gelo senza precedenti, due milioni di tedeschi non si sono potuti pagare il riscaldamento. Eppure in queste stesse ore, el “autorità” di Austria e Germania bloccano i TIR alle frontiere finché i camionisti non si sottopongono a tampone, di fatto preparando, con la volontaria interruzione delle catene di approvvigionamento, la crisi alimentare e i rincari del cibo “previsti” dal Grand Reset.

    Un economista statistico, esperto di sistemi previdenziali, Bernd Raffelhüschen, capo dell’Istituto di finanza pubblica e politica sociale dell’Università di Friburgo, ha calcolato in modo abbastanza esatto che, in Germania, i lockdown e le “misure di contenimento” della “pandemia” hanno distrutto molti più anni di vita di quelli che pretendono di aver isparmiato. In Germania, conclude, la “cura” è molto peggiore della malattia: vengono distrutti da 10 a 100 volte gli anni di vita rispetto a quelli pretesamente salvati.

    Vale la pena di seguire il ragionamento dell’economista applicato al pianeta, come riferito da DWN.

    Alla fine di gennaio / inizio febbraio 2021 , circa 14.000 persone al giorno sono morte a causa o con Covid. Ma l’età media e media dei decessi da Covid è di circa 80 anni o più. Ciò corrisponde all’incirca all’aspettativa di vita media nella maggior parte dei paesi industrializzati. Supponendo che coloro che sono morti di o con Covid avrebbero vissuto da due a cinque anni in più senza il virus corona, il virus ha distrutto circa 28.000-70.000 anni di vita al giorno alla fine di gennaio. Invece, le morti per fame nei paesi poveri sono quasi tutte di bambini. Supponendo che l’età media delle persone che sono morte di fame a causa delle misure Covid sia di cinque anni e che la loro aspettativa di vita sarebbe stata di 70 anni, le misure Covid distruggeranno da 390.000 a 780.000 anni di vita al giorno. I lockdown distruggono da sei a 28 volte più anni di vita quanti ne risparmiano. Quindi la cura è molte volte peggiore della malattia. Queste cifre non includono ancora i costi di follow-up completi della miseria odierna.

    E, dice DWN, “la terribile sofferenza umana che precede la fame, le centinaia di milioni di disoccupati, l’incuria di larghe fasce di popolazione non sono comprese in queste cifre aride. Questa politica di blocco non è una coincidenza; è deliberata. I pagamenti in aiuti monetari ai paesi in via di sviluppo da parte dell’FMI e il sostegno dell’OMS sono legati a una condizione: introdurre blocchi rigidi. Ciò porta a un forte aumento della fame tra i meno privilegiati.

    Oxfam stima che la pandemia causerà la morte di fame da 6.000 a 12.000 persone ogni giorno; la ONG si occupa solo del Terzo Mondo e lacrima. Ma nemmeno essa addita e condanna la vera causa della miseria: le misure anti-corona completamente sproporzionate, deliberatamente “sbagliate” come quelle decretate da Speranza e, adesso, dal governo Draghi senza variazioni o attenuazioni.

    I fanatici ideologici messia l potere non lo permetteranno. Ecco cosa dice Roberto Cingolani il ministro della transizione ecologica:

    “Potremo avere una nuova specie, fatta di milioni di robot con una sola intelligenza collettiva, di cui non c’è un equivalente biologico. Oggi siamo sette miliardi di umani, e tutti un po’ pazzi. Domani potremmo avere un milione di robot con un solo cervello”.

    Cingolani https://twitter.com/Corvonero75/stat...121072130?s=20


    Genocidio in corso.
    Ultima modifica di Eridano; 16-02-21 alle 19:38

  2. #202
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Ciao Freezer, finalmente!
    Ciao , sono contento di risentirti! Sarei venuto prima, ma ho dovuto riprendermi
    da qualcosa che non mi aspettavo mi venisse .
    Sto imparando il concetto di resilienza su me stesso , nel mentre non voglio
    perdere le cose che mi piacevano del tempo di prima della malattia ,
    per cui rieccomi qua .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #203
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #204
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  5. #205
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  6. #206
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    O ti vaccini o ti licenzio: il Vaticano apre la strada

    O ti vaccini o ti licenzio: il Vaticano apre la strada - Come Don Chisciotte

  7. #207
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  8. #208
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  9. #209
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Il primo Great Reset

    Maurizio Blondet 25 Febbraio 2021

    “Nell’agosto 1918 venne deciso di istituire una vera e propria “dittatura alimentare”. Lo Stato ebbe il monopolio completo degli approvvigionamenti […] introdusse un sistema di tessere alimentari con cui decideva cosa e in quale misura ciascuno poteva mangiare… noti scrittori, studiosi ed esponenti della società civile sgraditi ne furono vittime. […] Successivamente vennero proibite, senza eccezioni, tutte le attività economiche, perfino i più piccoli negozi di sarto, calzolaio o gelataio”

    “Rispetto al 1913, tra il 1920 e il 21 la produzione industriale era calata dell’82 per cento e la produzione di cereali del 40 per cento. Le città si svuotarono perché i loro abitanti scapparono in campagna alla disperata ricerca di cibo. La popolazione di Pietrogrado da quasi due milioni e mezzo di abitanti si ridusse a circa 740 mila, con un salto in meno pari ai due terzi della popolazione; nello stesso periodo Mosca perdette circa la metà dei suoi abitanti, mentre il totale della popolazione in Russia diminuì di circa un terzo” (statistiche di Krasnaia Gazeta 9 febbraio 1921).

    Per quanto riguarda la forza lavoro quella non impiegata in agricoltura si ridusse a meno della metà rispetto a quando i bolscevichi avevano preso il potere: da 3milioni e 600 mila a 1 milione 500 mila persone”.Il potere d’acquisto dei salari operai calò i due terzi rispetto al livello del 1913-14. La politica economica comunista era riuscita in brevissimo tempo la quinta economia del mondo”.

    Riprendo la magistrale prefazione di Paolo Sensini al “Il Terrore Rosso in Russia, 1918-1923 di Sergei Mel’gunov, il primo che documentò come fosse stato Lenin e non Stalin, a inaugurare il Terrore come metodo di governo – con la forte sensazione che questo passato sia il futuro che ci prepara il Gran Reset di Davos come da tabella di marcia esfiltrata dal Canada (rileggetela). L’analogia fra il “comunismo di guerra” e la dittatura sanitaria con gulaghizzazione (lockdown) delle popolazioni superflue e inquinatrici, sono abbacinanti.

    Il nuovo lockdown decretato da Speranza con la firma di Draghi (in posizione di subalterno al primo) ci dice che non si fermeranno davanti a nulla, fino a che avranno raggiunto i loro scopi.

    Lenin e il suo stato maggiore non si fecero fermare né convincere dalla palese distruzione non solo di vite umane, ma di tragico arretramento economico che la loro ricetta aveva provocato – al punto alienarsi la stessa classe sociale che pretendevano di favorire e metter in pericolo il regime stesso: perché contrariamente alla nostra passività di oggi, “nei primi tre mesi de 1920 furono toccate dagli scioperi tre quarti delle fabbriche. A dispetto delle minacce di arresto e fucilazione gli operai sfilavano al grido di ‘Abbasso i commissari!”.

    Avevano “la scienza”

    “La loro intenzione era di fare del 25 ottobre 1917 la data di inizio di una nuova civiltà, il punto di ripartenza della storia del mondo”, hanno scritto i Medvedev. “Ripartenza” è letteralmente quello che intende il Forum di Davos per Gran Reset. Lenin e il Comitato Centrale bolscevico facevano proprio lo slogan dei globalisti miliardari ed ecologici: “build back better”, ricostruire meglio una società sbagliata.

    Come Bill Gates e Schwab, Lenin credeva di applicare “una verità scientifica”. Lui gli insegnamenti del marx-leninismo: “arrogandosi la facoltà di conoscere le “specie” sociali, Lenin decise quali dovevano scomparire perché condannate dalla storia”; esattamente come i miliardari globali, e i loro servi politici messi al governo dovunque in occidente, hanno (con l’impostura della pandemia) abolito intere categorie sociali che ritengono dannose (gli occupati in turismo accoglienza e tempo libero, fino alle compagnie aeree low cost e agli attori) e smantellato interi servizi sociali destinati ai superflui, dalla Sanita Pubblica universale alla Pubblica Istruzione alla previdenza sociale.

    Bill Gates sta applicando al mondo la “scienza” del riscaldamento globale causato dall’uomo, l’oligarchia dei miliardari punta ad “aumentare” l’uomo con inserzioni tecnologiche, facendone il cyborg transumano.

    Analogamente, “il Partito e i suoi ingegneri delle anime umane non si sarebbero più fermati fino a quando gli individui sotto il suo imperio non si fossero trasformati in rotelle (vintiki) sostituibili di un “ingranaggio tecnico” oppure una sorta di robot umani”.

    Con queste premesse, stupirà apprendere che come i miliardari d’oggi puntano alla moneta digitale e al reddito universale di sussistenza digitale, anche i bolscevichi puntavano alla “completa abolizione della moneta”?

    E come la Opendemocracy di Soros proclama che approfittando del virus “è ora dia bolire la famiglia”, così i rossi si adoperavano a “far esplodere il guscio della vita privata”, perché, come predicava la Krupskaia (la donna di Lenin) gli spazi privati al difuori dello Stato erano “un pericoloso brodo di coltura per controrivoluzionari”?

    Nel 2030 non possederai niente e sarai felice, proclama il Forum. I bolscevichi, “per costringere le masse russe sull’altare di una “società futura” che esse dovevano preparare ma non godere non c’era altro mezzo che il Terrore, ricetta che fu subito messa in opera sotto Lenin” (R. Mondolfo).

    Da noi il terrore mediatico non basta, già si minacciano licenziamenti di medici e infermieri che cercano di sottrarsi al vaccino dagli imponenti effetti avversi; in Israele già non si possono fare acquisti al supermercato senza presentare la tessera di vaccinazione,; l’obbligatorietà viene imposta sempre più duramente.

    Secondo le ultime informazioni in applicazione al lockdown Speranza,

    “A Merano istituiscono *l’obbligo di tampone* per entrare e uscire, coi *POSTI DI BLOCCO*.

    Nel Comune di Bollate (MI) non si puo transitare, usano le telecamere per controllare chi non è residente, e se tu entri nel Comune in auto ti fermano prendono la targa e ti avvisano, la seconda volta incappi nella multa, 400Euro”

    Anche l’iconoclastia dei Black Lives Matter ha il suo originale nel bolscevismo reale. “In nome del nostro domani metteremo al rogo Raffaello, distruggeremo i musei, schiacceremo i fiori dell’arte”, urlò il movimento Proletkul’t (Cultura proletaria). Giustappunto la Krupskaia, nominata dal marito direttrice del Comitato generale per l’istruzione politica, epurò le biblioteche sovietiche di 94 autori, fra cui Platone, Dante, Cartesio, Jules Verne, Ernst Mach, Fedor Dostojevski, Kropotkin al pari di Solo’vev – e furono vietati il Requiem di Mozart, quasi tutto Bach, e i Vespri di Rachmaninov”.

    Impoverirono anche le menti

    A giudicare dalla monocorde uniformità propagandistica di giornali e tv, con la demonizzazione di ogni deviazione dal pensiero unico, non siamo lontani dal momento che viene così descritto: a forza di “demagogia, di coercizione e di repressione, il governo statizzò, monopolizzò tutto, assolutamente tutto, perfino la parola, perfino il pensiero. Esso divenne il solo detentore di tutte le verità, il solo proprietario di tutti i beni materiali e spirituali”.

    Il successo del Gran Reset 1920 è testimoniato da queste cifre ufficiali:

    […] Secondo l’Ufficio centrale di Statistica, in seguito alla carestia del 1921-22, morirono 5.053.000 abitanti. A queste vanno aggiunte quelle della guerra civile: el 1918-20 il paese perse 10 milioni di persone. Dunque tra il 1918 e il ‘22 le perdite salirebbero a circa 15 milioni, il 10% della popolazione”. Per confronto in Spagna le perdite durante la guerra civile (1936-39) rispetto all’insieme della popolazione furono l’1,8%, nella Guerra di Secessione in Usa, l’1,6”.

    Bill Gates si è lasciato sfuggre che a forza di vaccinare il mondo, si può ridurre la popolazione globale di un dieci per cento. Dati i mezzi più mpderni, non dubitiamo farà meglio di Lenin.

    (In Italia si è comnciato col distruggere il motore…)

    Virus, quella strage tenuta nascosta ​per colpire solo la Lombardia

    Il primo Great Reset
    Ultima modifica di Eridano; 26-02-21 alle 09:23

  10. #210
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