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Discussione: Il grande reset.

  1. #111
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #112
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    IN MESSICO, UN CARDINALE DENUNCIA IL COMPLOTTO GLOBALISTA

    IN MESSICO, UN CARDINALE DENUNCIA IL COMPLOTTO GLOBALISTA
    19 Gennaio 2021 da Redazione 24 commenti

    di Olivier Demeulenaere.

    Secondo mons. Juan Sandoval Íñiguez, il coronavirus è “un complotto della massoneria globalista per imporre un regime dittatoriale planetario”.

    Facebook ha censurato un video del cardinale Juan Sandoval Íñiguez, arcivescovo emerito di Guadalajara, per aver suggerito che i leader globalisti sfruttano la “Corona-isteria” per stabilire una governance globale.

    Nel video di nove minuti e mezzo del 12 gennaio 2020, intitolato ” Intrigo di un nuovo ordine mondiale “, il Cardinale inizia dicendo:

    “Cari amici, durerà a lungo. Questa pandemia non finirà tra un mese o due, forse non quest’anno, forse non tra tre, quattro, cinque, sei anni. È quello che vogliono questi uomini. Sarà un lungo viaggio.
    È una situazione difficile, molto difficile … Non l’abbiamo mai visto nella storia umana …
    Bill Gates è un profeta e predice il futuro, ha proseguito ironicamente il cardinale, e non solo ha predetto l’arrivo del coronavirus, ma ha anche avvertito di una possibile futura pandemia di vaiolo ”.
    Durante la “pandemia”, il cardinale Sandoval ha criticato la chiusura di attività e servizi come misure sproporzionate per frenare la diffusione del virus.
    “Quello che stanno cercando è un governo mondiale, un nuovo ordine mondiale”, dice il cardinale nel video.

    “Vogliono un unico governo mondiale, un solo esercito, una moneta unica, un’unica economia e anche un’unica religione – non sarà certamente la religione cristiana”, ha detto. “Sarà la religione di Madre Terra, in nome dell’umanità e della fratellanza universale.
    A tal fine, le pandemie servono ad indebolire le nazioni; li impoveriscono e li indebitano, il che fa diminuire i loro risparmi …
    Inoltre indeboliscono l’istruzione, chiudendo le scuole e sostituendole con l’istruzione a distanza …
    Queste pandemie ostacolano anche la pratica religiosa, come abbiamo visto l’anno scorso …

    Chiudono le chiese, riducono il numero di persone che possono adorare il Salvatore e pregare….
    Ma soprattutto creano paura, una paura terribile tra la gente “, ha detto Sandoval.

    Buddhanar

    Secondo estratti da un articolo di Breitbart :

    https://www.breitbart.com/health/202...w-world-order/
    Ricordo :

    ” Possiamo bloccare il globalismo satanico ” – P. Hillard
    fonte: https://olivierdemeulenaere.wordpress.com/

    Traduzione: Luciano Lago

    https://www.controinformazione.info/...to-globalista/
    Ultima modifica di Eridano; 20-01-21 alle 17:03

  3. #113
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    GREAT RESET: "L'ORA PIU' BUIA"

    GREAT RESET: "L'ORA PIU' BUIA"

    Francesco Lamendola

    L’ora più buia della nostra storia

    Siamo entrati nella fase decisiva del Great Reset, della strategia di radicale riassetto dell’ordine
    mondiale sfruttando il terrore creato ad arte, e la conseguente pretestuosa, eccessiva e criminale
    emergenza sanitaria per il Covid-19. È desolante lo spettacolo offerto dalle nostre città dopo quasi
    un anno di politica di distruzione della vita sociale, commerciale, produttiva, educativa, sanitaria,
    psichica e morale. Le strade sono vuote, i locali pubblici chiusi, la gente si aggira furtiva con la
    mascherina, gli uffici sono semideserti perché ci si può recare solo su appuntamento, e tutto ciò che
    non è strettamente necessario viene posticipato alle calende greche. I cinesi, intanto, e purtroppo
    non è una leggenda metropolitana, si stanno comprando tutto: non solo rilevano le attività
    commerciali chiuse per fallimento, ma acquistano, pagandoli in moneta sonante, interi palazzi,
    interi caseggiati. Per ogni bar che chiude, per ogni albergo o ristorante che fallisce, ci sono famiglie
    che non sanno come sbarcare il lunario. Lo Stato ha ordinato loro di chiudere e così ne ha decretato
    la morte, senza assisterli in alcun modo e senza alleggerire neppure le tasse sugli immobili o sullo
    smaltimento dei rifiuti.
    La Repubblica Italiana, afferma la Costituzione, è fondata sul lavoro: ma qui il lavoro viene
    ammazzato dal governo, e intanto nessuno fiata: né la magistratura, né i sindacati, né i partiti
    d’opposizione (ma dov’è l’opposizione? qualcuno per caso l’ha vista?), né le associazioni dei
    consumatori, né la Chiesa cattolica: quella degli ultimi, quella dei poveri, quella dei barboni e dei
    senza tetto; quella della Comunità di Sant’Egidio, quella che allestisce pranzi nelle basiliche, quella
    che parla sempre dei migranti e che, per bocca del sedicente papa, invita gli italiani proprietari di
    due case di cedere la seconda ai nuovi arrivati dall’Africa. Parallelamente al disastro economico,
    stiamo assistendo impotenti ed inermi a un disastro intellettuale: si direbbe che la capacità critica si
    sia volatilizzata; nessuno chiede come mai tutti, da Mattarella a Bergoglio, parlano del dovere
    morale di vaccinarsi, quando il virus è in via di estinzione e comunque non ha mai provocato una
    mortalità superiore allo zero virgola qualcosa, vale a dire molto, ma molto meno dell’influenza
    asiatica degli anni ’60, quando nessun governo si sognò di far chiudere i negozi, di confinare la
    gente in casa e di multare spietatamente chi osava trasgredire a dei decreti legge che configgono con
    il Codice civile e cancellano, con un tratto di penna, tutte le libertà riconosciute ai cittadini.
    Nessuno si chiede che senso avesse ordinare migliaia e migliaia di banchi scolatici con le rotelle;
    nessuno domanda che senso abbia imporre la mascherina all’aria aperta, e far inseguire con i droni
    persone che vanno a spasso, tutte sole, per i campi o in riva al mare; nessuno vuol sapere con quale
    coraggio si vuole imporre all’intera popolazione un vaccino che non c’è stato il tempo di testare,
    che produce effetti collaterali gravi, che modifica il DNA, e che è fatto con cellule di feti abortiti.
    Cosa, quest’ultima, che dovrebbe far insorgere specialmente i cattolici, a partire dal clero, mentre è
    chiaro che li ha lasciati del tutto indifferenti, vista l’assoluta mancanza di proteste e anzi l’attesa,
    anche da parte loro, di poter ricevere il miracoloso vaccino. E nessuno si chiede perché, nei mesi
    estivi, non sia stato fatto nulla per informare adeguatamente la popolazione su come prevenire la
    malattia, su come potenziare gli anticorpi, su come tenere alto il morale, su come condurre una vita
    sana, in modo da rendere l’organismo immune o ben resistente al virus. Fermo restando che i virus
    fanno parte della nostra fisiologia, ne abbiamo a milioni nel nostro corpo e sono quasi tutti utili,
    anzi indispensabili; ed è follia presentare i virus come il nemico mortale contro il quale si deve
    combattere una strenua battaglia, igienizzando ogni cosa, a partire dalle mani, come se un mondo
    totalmente disinfettato fosse un mondo ancora vivibile, mentre sarebbe l’anticamera dell’inferno.
    Insomma si direbbe che l’intelligenza sia andata in corto circuito e né i medici e gli scienziati, i più
    direttamente coinvolti, né le persone comuni, ma dotate del buon senso istintivo che accompagna la
    vita di ogni persona normale, pare ne abbiano conservata a sufficienza. Ormai qualsiasi cosa decida
    2
    il governo in nome della “difesa della salute” viene presa per buona, si accetta qualsiasi assurdità, si
    solleva un baccano del diavolo se una persona entra nell’ufficio postale senza la mascherina, o se a
    scuola un bidello se la toglie per fumare una sigaretta, o se nel luogo di lavoro un collega non
    mantiene il distanziamento sociale. Siamo entrati a vele spiegate nel regno della pazzia e non ci
    curiamo di guardare i numeri veri, quelli complessivi dei decessi dello scorso anno, ma preferiamo
    dare ascolto ai quotidiani bollettini di guerra che giornali e televisioni ci distribuiscono con sadica
    insistenza, persuadendoci che moriremo tutti se non la smetteremo di essere incoscienti, egoisti,
    superficiali, se non osserveremo in maniera scrupolosa i decreti del governo e se non correremo a
    farci vaccinare tutti al più presto, nessuno escluso.
    Il fatto che le cose vadano in maniera poco diversa in quasi tutti gli altri Paesi del modo è una
    magra consolazione. Ci fa capire che i Padroni Universali hanno deciso di stringere i tempi e hanno
    gettato la loro rete simultaneamente sul mondo intero, anziché su un singolo Paese; ma dubitiamo
    che ciò possa risollevare lo spirito di chi perde il lavoro, di vedere la disperazione negli occhi dei
    propri genitori o dei propri figli, di chi deva andare dallo psichiatra per i disturbi sempre più gravi
    della sua mente, per chi vede svanire il lavoro di svariate generazioni, e degli stranieri venuti dal
    nulla comperarsi tutto quanto per un pezzo di pane. No: decisamente non è una consolazione sapere
    che anche altrove le cose vanno suppergiù in questa maniera. Peraltro, gli italiani spiccano, ancora
    una volta, per la loro passività, per la loro rassegnazione; in altri Paesi vi sono dei movimenti di
    protesta, si levano voci di dissenso; da noi, salvo rarissime eccezioni, calma piatta. Ed è triste,
    tristissimo, veder morire un Paese sapendo che non muore per una malattia incurabile, ma perché lo
    stanno assassinando. Con altri uomini politici, con altri amministratori pubblici, con altri economisti
    e con altri giornalisti, dai quali dipende l’atteggiamento mentale della maggioranza della
    popolazione, l’Italia potrebbe farcela: potrebbe uscire dal tunnel, potrebbe rimettersi in piedi nel
    giro di poche settimane – teoricamente, s’intende. Potrebbe riprendersi la sovranità monetaria,
    dichiarare decaduto il debito pubblico e mettersi a stampare tutto il denaro che le occorre per
    finanziare le aziende private e le attività commerciali. Potrebbe farlo, perché possiede la seconda
    riserva aurea e la seconda riserva petrolifera in Europa; il 70% del patrimonio storico-artistico
    mondiale e senza contare un risparmio privato fra i più cospicui in assoluto. Il denaro ancora c’è,
    ma la gente non osa investirlo perché sa che andrebbe subito bruciato; e del resto non sa
    letteralmente come investirlo, perché intuisce che le banche mirano a fregarglielo e lo Stato si
    accinge a metterci sopra le mani, o a confiscare le proprietà. E allora, a che scopo darsi da fare?
    Meglio andare a vivere all’estero, meglio trasferire all’estero sia i capitali che le attività produttive.
    Molti giovani hanno fatto questa scelta, già da diversi anni; e anche molti anziani, che con la loro
    pensione possono fare una vita più che dignitosa a Santo Domingo o in qualche altro Paese
    tropicale, mentre in Italia rischiano la fame, per non parlare dell’insicurezza. Coi ladri che entrano
    nelle case e svaligiamo i negozi, anche cinque, sei, otto volte di seguito, e i clandestini che rendono
    rischioso girare per la strada, e le tasse che sono sempre più esose, e le bollette che devono essere
    comunque pagate anche se le fonti di reddito sono cessate, e le politiche del governo che guardano
    alla proprietà privata come una sorta di crimine contro l’umanità, anche se è il frutto di onesto e
    sudatissimo lavoro e non di speculazione finanziaria. Quest’ultima al contrario viene lasciata
    perfettamente tranquilla e grandi criminali finanziari, come George Soros o Bill Gates, vengono
    ricevuti con tutti gli onori e guardati alla stregua di benefattori dell’umanità.
    In tutto questo sfacelo della società, in questo oscuramento della ragione, in questa deriva di tutte le
    regole del buon vivere, in questo venir meno di tutti i punti di riferimento, dove chi dovrebbe
    guidare lo Stato si è venduto ad oscuri poteri finanziari, e chi dovrebbe proteggere i cittadini è
    divenuto il loro implacabile persecutore, e chi dovrebbe dare conforto e speranza alle anime si è
    fatto strumento di una contro-religione che arriva alla sfrontatezza d’intronizzare gl’idoli pagani
    nella basilica di san Pietro, di negare ai fedeli la celebrazione della santa Messa di Pasqua e
    centellinare con avarizia quella di Natale, di lasciare milioni di anime senza i Sacramenti, senza la
    Confessione, perfino senza l‘estrema unzione e un decente funerale cristiano, in questa disfatta
    complessiva, totale, miserevole della nostra civiltà, o per dire meglio della civiltà in cui ci è toccato
    3
    in sorte di vivere, anche se intimamente non le apparteniamo, non si riesce a scorgere alcun segnale
    di ripresa, alcun elemento sul quale fondare una sia pur debole speranza di risalita. E tutto ciò,
    probabilmente, è un bene. È un bene, come è un bene che l’uomo ingannato, tradito, derubato,
    venduto e consegnato al nemico, si renda conto di come stanno realmente le cose: veda i falsi amici
    per quello che sono, li riconosca come i suoi peggiori nemici, come quelli che nella maniera più
    abietta hanno tradito la sua fiducia, e la smetta di aspettare aiuti esterni che non arriveranno, e
    soccorsi che qualcuno gli ha fatto immaginare prossimi, mentre sono frutto, anch’essi, di menzogne
    proferite per gli scopi più bassi. Se costui finalmente prende atto della propria situazione, e
    incomincia a pensare a come risolvere da sé i suoi problemi, a lottare per riconquistare la libertà e il
    rispetto di se stesso, ebbene la sorte potrebbe ancora mutare e la sua fine, che pareva imminente,
    potrebbe ribaltarsi, perché nulla è impossibile quando si è compresa la realtà delle cose e ci si pone
    realisticamente a escogitare la maniera per uscire dalle difficoltà in cui si è immersi. Pertanto, lo
    ripetiamo, è un bene che i giochi siano divenuti chiari e che le maschere siano cadute dal volto dei
    traditori; è un bene, a patto che la gente trovi in se stessa le risorse per scuotersi e reagire, per
    rialzarsi in piedi, per cominciare a prendere in mano il proprio destino e allontani al più presto i
    responsabili del disastro nel quale è stata precipitata.
    Noi non siamo dei politici e non abbiamo l’istinto politico, perciò non vogliamo nemmeno provare
    a indicare quali passi dovrebbero essere fatti per risollevare un popolo che è stato messo in vendita
    senza che abbia subito una vera sconfitta, perché è caduto vittima di una demoralizzazione diffusa e
    ormai non osa quasi guardare al di là della sopravvivenza immediata. Siamo però convinti che la
    crisi in cui siamo sprofondati ha le radici nella dimensione spirituale, ed è su quella che pensiamo si
    debba fare leva per innescare un possibile movimento di ripresa. Gli italiani hanno sostanzialmente
    perso la fiducia in se stessi e si sono stancati di lottare contro il muro di gomma che già da anni, da
    decenni, li opprimeva con il mal funzionamento della cosa pubblica e con il turpe spettacolo di uno
    Stato che è stato edificato per assicurare poltrone e privilegi a una casta di ciarlatani di lusso,
    mentre la gente comune deve solo lavorare e pagare le tasse per alimentare gli sprechi e gli abusi
    dell’élite. Ora, con la pretesa emergenza sanitaria, i nodi sono veramente giunti al pettine; ora è
    chiaro e lampante perché tante disfunzioni, perché tante storture, perché tante raccomandazioni e
    perché tanta incompetenza siano funzionali al mantenimento del sistema: perché l’Italia, così come
    è nata nel 1945, è fatta male. Era fatta male sin dal primo giorno, costruita su un castello di
    menzogne e sul sangue fresco delle vittime fatte passare per criminali, mentre gli assassini
    godevano dell’impunità e i loro mandanti morali andavano a fronte alta, costruendo una mitologia
    farlocca destinata a tramandare per i secoli a venire una narrazione menzognera della storia recente,
    nella quale il crimine era aver desiderato un’Italia forte e indipendente, mentre il merito era stato
    quello di pugnalare alla schiena quanti si sforzavano di realizzarla; senza però chiamare le cose con
    i loro veri nomi, ma anzi spacciando gli assassini, i traditori e gli aspiranti dittatori in eroi senza
    macchia e senza paura. Un po’ alla volta gli eredi di quegli assassini e quegli aspiranti dittatori si
    sono impadroniti di tutte le strutture pubbliche, dalla scuola alla magistratura e dall’università ai
    ministeri, da ultimo perfino della Chiesa cattolica divenuta a sua volta un covo di corruzione e di
    malaffare, dominata da una cricca di cardinali massoni e pervertiti, che prendono denaro dal Partito
    comunista cinese e in cambio vendono a quel governo tirannico e crudele i cattolici che ancora
    resistono in quel disgraziato Paese. Bisogna rifare l’Italia, dunque, in modo radicale: ma da dove
    cominciare? Proprio come bisogna rifare il clero cattolico (non la Chiesa, che è di Gesù Cristo e che
    non ha alcun bisogno di essere rifatta, semmai di essere purgata da un clero apostata e depravato):
    partendo da una vera e propria rigenerazione interiore. I credenti la chiamano conversione: un totale
    rovesciamento di prospettiva, un morire all’uomo carnale, dominato dai bassi istinti e un nascere
    dell’uomo spirituale, che pur nella sua fragilità guarda in alto e in avanti, non vive per l’immediato
    ma per l’eterno, e non vuol piacere agli altri ma alla propria coscienza e soprattutto a Dio. Di questo
    c’è bisogno, in primo luogo. Nessuna ripresa materiale sarà possibile se non si parte dal grado zero:
    che è quello dello spirito. Ci eravamo quasi scordati di avere uno spirito; ora dobbiamo rientrare in
    noi stessi e tornare alla consapevolezza che la vita è cosa seria e preziosa, un ineffabile dono divino.
    Ultima modifica di Eridano; 20-01-21 alle 17:01

  4. #114
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #115
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    Predefinito Siamo alla follia! Collare elettronico per il distanziamento sociale dei lavoratori


  6. #116
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    Predefinito Re: Siamo alla follia! Collare elettronico per il distanziamento sociale dei lavorato

    Mettilo nelgrand reset.
    Tanto è lì che finisce tutto.

  7. #117
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  8. #118
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    DALL'IMPERO DEL BENE

    https://www.maurizioblondet.it/dallimpero-del-bene/

    La Germania riutilizzerà i campi profughi per detenere persone che violano ripetutamente le regole Covid uscendo quando dovrebbero essere in quarantena


    I tedeschi che non sono in quarantena per essere trattenuti nei centri di detenzione secondo le regole Covid
    Lo Stato della Sassonia ha confermato i piani per tenere chi viola le regole in un campo profughi
    Il Baden-Württemberg utilizzerà due stanze d’ospedale sotto sorveglianza della polizia tedesca
    Lo Schleswig-Holstein utilizzerà un’area all’interno di un centro di detenzione minorile

  9. #119
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #120
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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