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Discussione: Il grande reset.

  1. #281
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  2. #282
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  3. #283
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Nessuna correlazione
    Maurizio Blondet 4 Novembre 2021

    Tragedia a San Martino delle scale: 23enne muore due mesi dopo il fratello
    La storia dei fratelli Campo è stata praticamente oscurata dai media e quelli che l’hanno riportata hanno omesso l’informazione più importante di tutte. Lui si chiamava Alessandro. Aveva 25 anni ed è deceduto a pochi giorni dall’aver ricevuto il siero sperimentale della Pfizer. Lei si chiamava Vittoria, aveva 25 anni ed è morta per un misterioso malore.

    Le persone che hanno deciso di sottoporsi al siero sperimentale lo hanno pensato esplicitamente per portare avanti un genocidio di massa e hanno sacrificato la loro vita sull’altare del Grande Reset di Davos. Dall’altra parte coloro che hanno dato vita e autorizzato la distribuzione di questo letale siero sperimentale sono autori del più grande crimine contro l’umanità della storia. Coloro che hanno condizionato l’esercizio e il riconoscimento di diritti imprescindibili alla inoculazione di sieri sperimentali hanno le mani sporche di sangue. Quando crollerà definitivamente il piano di questa cabala mondialista, non si potrà non ripartire con un processo collettivo nei confronti di questi criminali.

    Cesare Sacchetti

    https://www.maurizioblondet.it/nessuna-correlazione-4/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  4. #284
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    PERICOLO BLACK OUT IN TUTT’EUROPA: IN AUSTRIA VIENE AVVERTITA LA POPOLAZIONE

    Il ministro della Difesa austriaco, Klaudia Tanner, ha dichiarato che esiste un’alta possibilità di blackout elettrico in tutta Europa.
    Per sensibilizzare, il governo ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione che durerà per tutto il mese sui media, mentre migliaia di poster sono stati distribuiti nelle città austriache.
    Gli specialisti prevedono un blackout nei prossimi cinque anni. Un blackout significa che si perde anche la fornitura di cibo, articoli per l’igiene o medicinali e che potrebbero esserci problemi con l’approvvigionamento idrico e con lo smaltimento delle acque reflue. Secondo l’Observer, l’esercito austriaco ha svolto diverse esercitazioni che contemplano tale scenario e dicono di essere preparati. In questo scenario serviranno candele, fiammiferi, batterie, estintori, rilevatori di monossido di carbonio, acqua (due litri a persona al giorno per tre-cinque giorni), bevande, tè, caffè. L’elenco comprende anche cibi durevoli per due settimane (pasta, riso, cibo in scatola…), medicinali essenziali per due settimane, kit di pronto soccorso, articoli per l’igiene, sacchetti della spazzatura e nastri adesivi. Inoltre è consigliabile avere l’auto con il serbatoio pieno e prelevare banconote e monete di piccolo taglio. Nessuno sa esattamente cosa accadrà a seguito di un blackout. Quel che è certo è che non torneremo presto alla nostra solita routine.
    https://primetimezone.com/world/in-case-of-a-general-blackout-austria-is-the-first-european-country-to-have-a-plan-b-lackout/

    Prime Time Zone (https://primetimezone.com/world/in-case-of-a-general-blackout-austria-is-the-first-european-country-to-have-a-plan-b-lackout/)
    In case of a general blackout, Austria is the first European country to have a Plan B (lackout)
    Dan Visan / Unsplash

    https://www.maurizioblondet.it/laust...one-pandemica/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  5. #285
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  6. #286
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  7. #287
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  8. #288
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Fabian Society e pandemia: come arrivare alla dittatura
    Scritto il 04/11/21 • nella Categoria: Recensioni

    Primo nemico, invariabilmente: il popolo (o forse l’essere umano, in quanto tale?). Pericolosamente anarchico, anche gioioso. In una parola: ingovernabile. Come rimediare? Ingannandolo, sostanzialmente. Nella fattispecie, ispirandosi all’arte militare di Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore: saper attendere il momento propizio, per poi colpire. Come la tartaruga totemica della congrega di cui tratta Davide Rossi, nel suo saggio. Il trucco: saper aspettare, anche cent’anni. E’ il marchio di fabbrica della Fabian Society, elusiva struttura la cui ideologia (e non solo quella) sembra ispirare tanta parte delle infamie oggi inflitte all’umanità, nella cosiddetta Era Pandemica. I fabiani, eredi dei proto-socialisti all’occorrenza anche “eugenetici”, li si riconosce dall’atteggiamento politico sfuggente, per non dire subdolo: proprio come il “lupo travestito da agnello” che è l’icona storica di quell’illustre, ambivalente sodalizio nato da un certo “socialismo liberale” ottocentesco, in salsa laburista.Un’istituzione politico-culturale sorta con l’intento dichiarato di realizzare uno statalismo “zootecnico” dall’aria soft, senza cioè gli spargimenti di sangue del leninismo e dello stalinismo. Nel libro “La Fabian Society e la pandemia” (ovvero, “come si arriva alla dittaura”, edito da Arianna), l’autore va in cerca del possibile filo rosso che sembra collegare l’esoterista Annie Besant al nostro Massimo D’Alema, passando per George Bernard Shaw e lo stesso Orwell, il grande Bertrand Russell, autori come Aldous Huxley e figure recenti come quelle di Tony Blair e Gordon Brown, allievi della “terza via” – tra capitalismo e socialismo – annunciata dal sociologo fabiano Anthony Giddens. La premessa: esiste un’élite, “di sinistra”, fermamente convinta che il popolo, semplicemente, non sia in grado di governarsi da solo, cioè in modo democratico. Ergo: serve la guida illuminata di un potere paternalistico e onniveggente, che ne limiti la libertà.Per questa strada, ovviamente, si può arrivare lontanissimo: fino all’attuale regime di Pechino, non a caso adottato nel 2020 come modello – dall’Italia di Conte (e di Bergoglio) – per fronteggiare la terribile, inattesa pandemia. Davvero imprevedibile? Fate voi, dice Rossi: ve lo ricordate, lo strano “suicidio politico” di Salvini nell’agosto del 2019? Davvero pensate che sarebbe stato possibile imporre lockdown e coprifuoco con al Viminale un tizio come Salvini, demonizzato alla stregua di un brutale fascistoide? Ovvero: e se il leader della Lega fosse “impazzito ad arte”, sulla spiaggia del Papeete, proprio perché – lassù – si aveva sentore della catastrofe in arrivo? Tu chiamala, se vuoi, fantapolitica. «Jung le avrebbe definite “coincidenze significative”», chiosa Rossi, guardando all’Italia di oggi: il fabiano Speranza è ancora insediato al ministero della salute, come se Mario Draghi – impeccabile esecutore dei piani del massimo potere – avesse dovuto concedere uno spazio preciso, alla Fabian Society.L’allievo di D’Alema, scrive Rossi, è notoriamente membro della Fabian: seguace di Blair, da studente Speranza fu anche formato dalla London School of Economics, l’università fabiana. Il loro stile è inconfondibile: nessuno scrupolo nell’esercitare il peggior autoritarismo, dopo aver pazientemente atteso che maturassero le condizioni per il più ferreo controllo sociale. Non è una novità – aggiunge Rossi – neppure il fatto che alla sinistra post-comunista venga affidato il lavoro sporco. Il Green Pass imposto da Draghi, peraltro, non lascia adito a dubbi sulle intenzioni dell’élite che punta a colpire l’Italia per arrivare a sottomettere l’intero Occidente. Dove si finisce, di questo passo? Semplice, risponde Rossi: si arriva esattamente dove voleva fin dall’inizio l’ideologia fabiana, cioè a un regime fondato sulla sorveglianza. Il Green Pass? E’ solo il primo step per la nuova normalità: benessere e libertà di movimento, ma in cambio dell’obbedienza (naturalmente, “per il nostro bene”).Il loro sogno? Un mondo senza più l’intralcio della piccola proprietà privata, quella che rende le persone autonome finanziariamente, come nel caso delle Pmi che restano il nerbo dell’economia italiana. Meglio che tutto appartenga a uno Stato-padrone, disposto ad elargire concessioni solo a chi si mostra sottomesso: concessioni ovviamente revocabili in qualsiasi momento, al primo segno di insubordinazione. A meno che – dice ancora Davide Rossi – non si riescano a inceppare, dal basso, gli ingranaggi di questo meccanismo infernale, con atti di diserzione individuale. I segnali non mancano, osserva l’autore: la maggioranza degli italiani è contraria all’obbligo del Green Pass come requisito indispensabile per poter continuare a lavorare, e il 40% di essi ritiene che il “lasciapassare” non abbia alcun significato, sul piano sanitario, in termini di contenimento del famigerato virus. Tutto è evidente, ormai: il gioco è scoperto. Saranno davvero i nipotini della Fabian Society ad avere l’ultima parola?(Il libro: Davide Rossi, “La Fabian Society e la pandemia. Come si arriva alla dittatura”, Arianna Editrice, euro 14,50).
    Primo nemico, invariabilmente: il popolo (o forse l’essere umano, in quanto tale?). Pericolosamente anarchico, anche gioioso. In una parola: ingovernabile. Come rimediare? Ingannandolo, sostanzialmente. Nella fattispecie, ispirandosi all’arte militare di Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore: saper attendere il momento propizio, per poi colpire. Come la tartaruga totemica della congrega di cui tratta Davide Rossi, nel suo saggio. Il trucco: saper aspettare, anche cent’anni. E’ il marchio di fabbrica della Fabian Society, elusiva struttura la cui ideologia (e non solo quella) sembra ispirare tanta parte delle infamie oggi inflitte all’umanità occidentale, nella cosiddetta Era Pandemica. I fabiani, eredi dei proto-socialisti all’occorrenza anche “eugenetici”, li si riconosce dall’atteggiamento politico sfuggente, per non dire subdolo: proprio come il “lupo travestito da agnello” che è l’icona storica di quell’illustre, ambivalente sodalizio nato da un certo “socialismo liberale” ottocentesco, in salsa laburista.

    Un’istituzione politico-culturale sorta con l’intento dichiarato di realizzare uno statalismo “zootecnico” dall’aria soft, senza cioè gli spargimenti di sangue del leninismo e dello stalinismo. Nel libro “La Fabian Society e la pandemia” (ovvero, “come si arriva alla dittatura”, Davide Rossiedito da Arianna), l’autore va in cerca del possibile filo rosso che sembra collegare l’esoterista Annie Besant al nostro Massimo D’Alema, passando per George Bernard Shaw e lo stesso Orwell, il grande Bertrand Russell, autori come Aldous Huxley e figure recenti come quelle di Tony Blair e Gordon Brown, allievi della “terza via” – tra capitalismo e socialismo – enunciata dal sociologo fabiano Anthony Giddens. La premessa: esiste un’élite, “di sinistra”, fermamente convinta che il popolo, semplicemente, non sia in grado di governarsi da solo, cioè in modo democratico. Ergo: serve la guida illuminata di un potere paternalistico e onniveggente, che ne limiti fatalmente la libertà.

    Per questa strada, è ovvio, si può arrivare lontanissimo: fino all’attuale regime di Pechino, non a caso adottato nel 2020 come modello – dall’Italia di Conte (e di Bergoglio) – per fronteggiare la terribile, inattesa pandemia. Davvero così tremenda? E soprattutto: davvero imprevedibile? Fate voi, dice Rossi, intervistato da Fabio Frabetti di “Border Niights”: ve lo ricordate, lo strano “suicidio politico” di Salvini nell’agosto del 2019? Davvero pensate che sarebbe stato possibile imporre lockdown e coprifuoco con al Viminale un tizio come Salvini, demonizzato alla stregua di un brutale fascistoide? Ovvero: e se il leader della Lega fosse “impazzito ad arte”, sulla spiaggia del Papeete, proprio perché – lassù – già si aveva sentore della catastrofe in arrivo? Tu chiamala, se vuoi, fantapolitica. «Jung le avrebbe definite “coincidenze significative”», chiosa Rossi, guardando all’Italia di oggi: il fabiano Speranza è ancora insediato al ministero della salute, come se Mario Draghi – impeccabile esecutore dei piani del massimo potere – avesse dovuto concedere uno spazio preciso, alla Fabian Society.

    L’allievo di D’Alema, scrive Rossi, è notoriamente membro della Fabian: seguace di Blair, da studente Speranza fu anche formato dalla London School of Economics, l’università fabiana. Il loro stile è inconfondibile: nessuno scrupolo nell’esercitare il peggior autoritarismo, Fabian Society e pandemiadopo aver pazientemente atteso che maturassero le condizioni per il più ferreo controllo sociale. Non è una novità – aggiunge Rossi – neppure il fatto che alla sinistra post-comunista venga affidato il lavoro sporco. Il Green Pass imposto da Draghi, peraltro, non lascia adito a dubbi sulle intenzioni dell’élite che punta a colpire l’Italia per arrivare a sottomettere l’intero Occidente. Dove si finisce, di questo passo? Semplice, risponde Rossi: si arriva esattamente dove voleva fin dall’inizio l’ideologia fabiana, cioè a un regime fondato sulla sorveglianza. Il Green Pass? E’ solo il primo step per la nuova normalità: benessere e libertà di movimento, ma in cambio dell’obbedienza (naturalmente, “per il nostro bene”).

    Il loro sogno? Un mondo senza più l’intralcio della piccola proprietà privata, quella che rende le persone autonome finanziariamente, come nel caso delle Pmi che restano il nerbo dell’economia italiana. Meglio che tutto appartenga a uno Stato-padrone, disposto ad elargire concessioni solo a chi si mostra sottomesso: concessioni ovviamente revocabili in qualsiasi momento, al primo segno di insubordinazione. A meno che – dice ancora Davide Rossi – non si riescano a inceppare, dal basso, gli ingranaggi di questo meccanismo infernale, con atti di diserzione individuale. I segnali non mancano, osserva l’autore: la maggioranza degli italiani è contraria all’obbligo del Green Pass come requisito indispensabile per poter continuare a lavorare, e il 40% di essi ritiene che il “lasciapassare” non abbia alcun significato, sul piano sanitario, in termini di contenimento del famigerato virus. Tutto è evidente, ormai: il gioco è scoperto. Saranno davvero i nipotini della Fabian Society ad avere l’ultima parola?

    (Il libro: Davide Rossi, “La Fabian Society e la pandemia. Come si arriva alla dittatura”, Arianna Editrice, euro 14,50).

    https://www.libreidee.org/2021/11/fa...lla-dittatura/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #289
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    Predefinito Re: Il grande reset.

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  10. #290
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    Predefinito Re: Il grande reset.

    Cesare Sacchetti

    Dunque domani l'Austria darà vita ad una misura senza precedenti nelle società Occidentali del dopoguerra. Coloro che non si sono sottoposti alla inoculazione dei sieri sperimentali saranno, sulla carta, completamente privati della loro libertà personale. I non vaccinati potranno uscire di casa soltanto per le attività essenziali, quali fare la spesa o per ragioni di carattere sanitario.

    Per tutte le altre attività, la loro condizione sarà pari sostanzialmente a quella dei detenuti rinchiusi in prigione. Ormai abbiamo una quantità di prove pari alle dimensioni di una montagna per constatare che tutto questo nulla ha a che vedere con la tutela della salute pubblica. Le persone vaccinate trasmettono il debole coronavirus influenzale nella stessa maniera, e probabilmente anche di più, di quello che possono fare i non vaccinati.

    Questa non è altro che una misura per punire coloro che non hanno accettato di essere delle cavie da laboratorio per il cartello farmaceutico di Bill Gates. Questa è una misura per punire coloro che non vogliono entrare nella società del Grande Reset. Tutto ciò ci rivela ancora una volta la vera natura autoritaria della cosiddetta del Nuovo Ordine Mondiale democratico.

    Coloro che osano opporsi per difendere i loro imprescindibili diritti naturali vengono messi al bando dalla società. La società del mondialismo può senza dubbio essere definita come il più feroce totalitarismo della storia. E' interessante anche notare a questo proposito che stanno spostando l'esecuzione del Grande Reset da un Paese ad un altro. Non hanno scelto probabilmente l'Italia perchè il Paese adesso è una enorme pentola a pressione in ebollizione per le continue proteste, e una misura del genere farebbe definitivamente saltare per aria il traballante regime di Mario Draghi.

    Dunque ora provano ad andare avanti con l'Austria e con qualche altro Paese europeo. Tuttavia, la cabala si trova sempre di fronte allo stesso problema. Non riescono ad eseguire questo riordino autoritario ad un piano globale. Si servono soprattutto di Italia, Australia, Francia, Austria e Israele per procedere con la loro agenda. Questo è l'ostacolo più grande al quale si trovano di fronte.

    Non hanno le condizioni minime necessarie per aprire la strada al supergoverno mondiale. La Bestia si dimenerà fino alla fine e cercherà di mordere il più possibile. Quello che dobbiamo fare è non perderci d'animo proprio ora che stiamo entrando in una fase decisiva di questa guerra. Se teniamo a mente che le forze dell'oscurità non possono prevalere contro le forze della luce, non abbiamo nulla da temere. Se restiano saldamente ancorati a questo principio, riusciamo a trovare la forza per arrivare fino in fondo e opporci a queste forze sovversive nemiche di Dio e dell'umanità intera.

    https://twitter.com/disclosetv/statu...321119237?s=20

    Riporto un post di Maxadhego sul politica nazionale.
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    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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