Non mi convince molto l'idea che il modello sociale evolva da quello medico: sembrerebbe più corretto definire il modello sociale, quello medico (anche se non trovo corretto definire "medico" tale sistema, utilitarista penso sarebbe più corretto) ed anche quello dei diritti umani come differenti metodi di approcciarsi allo stesso problema, differenti visioni sul ruolo e l'esistenza stessa sia di queste persone che di tutta la società.
La disabilità è antica quanto gli esseri umani, e allo stesso modo sono cambiati i modelli con cui ci si è confrontati con essa
https://www.corriere.it/salute/disab...936d7164.shtml
Altre civiltà primitive hanno trovato soluzioni più crudeli, come abbandonare malati e disabili al di fuori delle comunità, o addirittura eliminarli alla nascita (vedi Sparta), mentre specie dopo la diffusione del Cristianesimo assistiamo al fiorire di ordini religiosi e confraternite laiche il cui compito è non solo di alleviare le sofferenze ed i problemi legati alle disabilità, ma anche di consentire loro una qualche forma di reinserimento. Quella che tu chiami "visione medica" fiorì soprattutto con l'epoca del positivismo e dell'utilitarismo dei secoli 19° e 20°, fino a quando la Seconda Guerra Mondiale mostrò chiaramente al mondo dove conducessero simili visioni.





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