Citazione Originariamente Scritto da Paranoid Visualizza Messaggio
Forse ho capito male la tua risposta, nel senso che da quello che scrivi sembra che il modello sociale vada ad indicare che la disabilità non esista o che sia in antitesi con quello medico. Non è questo il caso, il modello sociale è l'evoluzione di quello medico (in realtà c'è poi anche un altro livello che è quello dei diritti umani).
Non mi convince molto l'idea che il modello sociale evolva da quello medico: sembrerebbe più corretto definire il modello sociale, quello medico (anche se non trovo corretto definire "medico" tale sistema, utilitarista penso sarebbe più corretto) ed anche quello dei diritti umani come differenti metodi di approcciarsi allo stesso problema, differenti visioni sul ruolo e l'esistenza stessa sia di queste persone che di tutta la società.
Citazione Originariamente Scritto da Paranoid Visualizza Messaggio
Non sono due idee all'estremo, la visione medica è andata per la maggiore fino a direi dopo la seconda guerra mondiale, mentre la visione sociale è quella che si insegna attualmente nelle università. La disabilità esiste, riguarda tutti, ed è sempre determinata da un'interazione difficile tra l'individuo e l'ambiente. L'ambiente è modellato secondo la media delle caratteristiche umane e se intervieni sull'ambiente aumentando le possibilità di inclusione, riduci il totale di disabilità possibili. Pensa agli occhiali, quanti disabili in più esistevano prima dell'arrivo di questa preziosissima tecnologia?
La disabilità è antica quanto gli esseri umani, e allo stesso modo sono cambiati i modelli con cui ci si è confrontati con essa
https://www.corriere.it/salute/disab...936d7164.shtml
Altre civiltà primitive hanno trovato soluzioni più crudeli, come abbandonare malati e disabili al di fuori delle comunità, o addirittura eliminarli alla nascita (vedi Sparta), mentre specie dopo la diffusione del Cristianesimo assistiamo al fiorire di ordini religiosi e confraternite laiche il cui compito è non solo di alleviare le sofferenze ed i problemi legati alle disabilità, ma anche di consentire loro una qualche forma di reinserimento. Quella che tu chiami "visione medica" fiorì soprattutto con l'epoca del positivismo e dell'utilitarismo dei secoli 19° e 20°, fino a quando la Seconda Guerra Mondiale mostrò chiaramente al mondo dove conducessero simili visioni.