





Questa roba chi è che l'ha scritta?
"la dicotomia imprenditore-lavoratore è sbagliata: gli imprenditori sono a loro volta lavoratori e nulla impedisce ad un lavoratore dipendente di diventare imprenditore ci sono soggetti apprezzabili e disprezzabili in entrambe le categorie e non ha senso l'ipotesi che la politica sia schierata tutta da una parte semplicemente perchè non esiste contrapposizione ...."
"l'imprenditore crea il lavoro che conosce e gli piace fare, il livello degli stipendi lo decide la disponibilità di mano d'opera la politica non riesce a contenere le pressioni del mercato ed ha un ruolo meno che marginale nel determinare il livello delle retribuzioni ... pensi davvero che gli uffici del personale si lascino indicare dai politici il livello degli stipendi?"
"tutto si riduce sempre a domanda e offerta ... è anacronistico pensare che il salario di un lavoratore sia stabilito per legge indipendentemente dal mercato"
"nel momento in cui un lavoratore dipendente può diventare imprenditore essere l'uno o l'altro è una scelta e non c'è contrapposizione tra i due"
Non mi sembrano esattamente affermazioni ispirate al socialismo o sei un altro che posta cose a sua insaputa?
Se non replico ai tuoi messaggi probabilmente è perchè sei nella mia lista degli ignora(n)ti.


Sì vabbè ma adesso non facciamo passare il PD per un partito meno liberista della Lega. Sono due modi diversi di intendere il liberismo, ma la base è sempre quella.
Spaghetti e pistole


Gli accoglioni dovrebbero solo tacere ora










Il concetto che tutto si riduce a domanda e offerta e che lo stato non possa intervenire per correggere le storture del cosiddetto libero mercato parrebbe piuttosto liberista.
E pure quello che non ci dovrebbe essere contrapposizione tra imprenditore e dipendente.
A naso mi parrebbero due dei cavalli di battaglia degli industrial-confindustriali, ma forse sono diventati anche loro un nido di vipere comuniste.
Se non replico ai tuoi messaggi probabilmente è perchè sei nella mia lista degli ignora(n)ti.