
Originariamente Scritto da
milegio
Il problema non é aver chiuso nuovamente la sera prima ma l'aver lasciato pensare (o sperare) che si potessero riaprire gli impianti.
É la politica (con la p minuscola) sempre a caccia di consenso che non aveva il coraggio di dire che quest'anno non si scia, come non si gioca a calcetto, a paddle...e via dicendo.
Abbiamo più di 2.000 morti a settimana (DUEMILA) da mesi, e già questi sono colpa di una politica che non ha voluto chiudere.
Serviva in lockdown generale di 5/6 settimane ad ottobre, per ridurre drasticamente la curva e tornare in grado di tracciare i contagi.
Invece...il circo delle zone a colori ma che poi alla fine ha permesso a tutti di muoversi come gli pareva.
O si accetta che 2/3mila italiani n più muoiano ogni settimana (tanto sono QUASI tutti vecchi che FORSE sarebbero morti comunque in poco tempo 😠😥

e lo si dice pubblicamente, o la si smette di continuare a fare propaganda (e Salvini non perde occasione).
Non esiste la via di mezzo.
La decisione di Speranza (sicuramente avallata da Draghi) fa forse capire che si ricomincia a gestire SERIAMENTE il virus e tutto ciò che ne deriva, anche e soprattutto economicamente (ma solo dopo aver abbattuto una volta per tutte i contagi).
Questa seconda ondata ha portato (contati male) 70.000 morti.
Siamo tutti sicuri che, con un lockdown stile tedesco ad ottobre, non si sarebbero salvati migliaia di italiani e forse anche mitigato i danni economici?
4 mesi a far finta che si controllava il contagio con le "zone" ha portato a danni di vite perse ed economici di cui non risponderà nessuno.
Ma la colpa non é (solo) del governo precedente ma di una politica debole e vigliacca.
Se Conte avesse veramente fatto un lockdown ad ottobre, la destra lo avrebbe sotterrato vivo e anche il PD avrebbe vacillato.
Spero vivamente che con Draghi torni a comandare la serietà e non l'opportunismo.
Torno a dire che bisogna fare le cose che servono agli italiani e non le cos me che gli italiani vogliono.
Le 2 cose sono molto diverse, un po' come le richieste (a volte capricci) di un bambino e invece le decisioni dei genitori (almeno di quelli che hanno la testa sulle spalle).