Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Tutti contro il Cav., ancora una volta

    Tutti contro il Cav., ancora una volta

    di Florian


    Si parla sempre più insistentemente della possibilità che a sfidare il Cav. alle prossime elezioni (di marzo?) sia una coalizione quanto mai estesa, da Vendola fino allo stesso Fini, guidata da Luca Cordero di Montezemolo.

    Tutti insieme contro il Cav. La sinistra rinuncia ancora a candidare un proprio rappresentante "socialista", con una vergogna di sè che nemmeno il Labour oggi ha, e continua a mimetizzarsi dietro ai poteri forti. Cosicchè, per l'ennesima volta, non ci sarà uno scontro tra destra e sinistra, bensì tra populismo e partitocrazia, due forme degeneri per una democrazia, la nostra, che non riesce a darsi forme istituzionali all'altezza.

    In questo scontro, teoricamente impari (inutile sottolineare come oltre all'armata partitica multicolore contro Berlusconi si schiererà la magistratura, il grosso dei media più i soliti nani e ballerine di contorno), il Cavaliere assume come Napoleone a Waterloo una sua tragica grandezza. Sfortuna vuole però che dall'altra parte non ci sia alcun Metternich e che si intenda "tornare indietro" non per ripristinare la nobiltà, magari un po' ingiallita e usurata, dei Troni e degli Altari, quanto il marciume di una casta parassitaria e inconcludente che già aveva mostrato i suoi aspetti degenerativi vent'anni or sono.

    Berlusconi ha limiti enormi dovuti all'essere lui un "parvenu" della politica e allo smisurato ego che lo porta ad accollarsi tutti i problemi e tutte le responsabilità che dovrebbero essere interesse di una classe dirigente all'altezza di cui purtroppo l'Italia non dispone. Qui sta, per lo stesso motivo, la sua paradossale insostituibilità. Per quanto siano sgradevoli i mezzi e la forma lasci alquanto a desiderare, Berlusconi è un uomo che fa. Che ci mette la faccia. Che tenta di cambiare un sistema mummificato, unendo magari con grande orrore di tutti i moralisti, l'utile generale al dilettevole personale.

    E' un dato di fatto che dietro Berlusconi si è raccolto un popolo di peones, di gente che non ha mai contato nulla e che per la prima volta si è sentita rappresentata politicamente. I lettori di Feltri e Belpietro sono persone che non hanno fatto l'università, che non hanno grandi e spesso ipocrite visioni ideali, ma difendono al contrario ciò che sentono li riguardi personalmente: la loro proprietà, la loro famiglia, il loro quartiere. Votano Berlusconi perchè sentono Berlusconi come uno di loro, immensamente più ricco ma venuto dal basso, con la stessa matrice "piccoloborghese". Dall'altra parte si ritrovano forze internazionaliste, ieri "proletarie" e oggi "europeiste", "tecnocratiche" e "liberal-cosmopolite". Gente che si riempie la bocca di paroloni come solidarietà, umanità, diritti umani, libertà di scelta, che si traducono in azioni politiche che privano questo popolo e queste famiglie della loro sovranità e della loro identità.

    Il Cavaliere ha mille difetti e mille colpe che gli si vogliono far scontare in virtù della sua Vera Colpa: ossia la sua ingovernabilità da parte dei Poteri Forti che si è tradotta quindi in aperta ostilità. Essendo da sempre estraneo all'establishment Berlusconi è sempre stato, nel concreto, per quanto magari intimamente non lo avesse voluto, un formidabile nemico dell'establishment, italiano e internazionale. Da Chirac a Prodi, da Obama a Bersani, rispetto ai quali ha "triangolato" con altri soggetti ritenuti a vario titolo "impresentabili": da Putin a Gheddafi a Bush fino a quel Blair macchiato dal "disonore irakeno". E lo ha fatto sempre cercando di far quadrare i "nobili principi" coi più volgari "conti della serva". Tra l'altro riuscendovi, se è vero com'è vero, che nonostante il suo stile inqualificabile l'Italia ha visto accrescere enormemente il suo peso internazionale.

    Berlusconi doveva, coi suoi limiti naturali e l'innata genialità, essere l'uomo della transizione italiana. Portare col suo piglio pragmatico e decisionistico il nostro Paese verso una forma più compiuta di democrazia e verso un bipolarismo che finalmente mettesse a confronto due diverse visioni della politica, della scietà e della cultura, in luogo dell'eterno centro trasformistico e strabicamente orientato a sinistra. Per colpe sue e non sue questo progetto che sembrava iscritto nel destino nazionale pare destinato ad infrangersi e a costituire così una delle tante fasi a se stanti che la nostra nazione ha conosciuto e poi rinnegato. Cosicchè, invece di divenire finalmente strumento di quieta conservazione, al Cav. spetta ancor oggi l'immane e aspro compito della rivoluzione. Gli sono tutti contro. Noi, che pure non ci sentiamo parte del "suo" popolo, anche per questo lotteremo con lui. Fino a Waterloo.
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Rif: Tutti contro il Cav., ancora una volta

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Tutti contro il Cav., ancora una volta

    di Florian


    Si parla sempre più insistentemente della possibilità che a sfidare il Cav. alle prossime elezioni (di marzo?) sia una coalizione quanto mai estesa, da Vendola fino allo stesso Fini, guidata da Luca Cordero di Montezemolo.

    Tutti insieme contro il Cav. La sinistra rinuncia ancora a candidare un proprio rappresentante "socialista", con una vergogna di sè che nemmeno il Labour oggi ha, e continua a mimetizzarsi dietro ai poteri forti. Cosicchè, per l'ennesima volta, non ci sarà uno scontro tra destra e sinistra, bensì tra populismo e partitocrazia, due forme degeneri per una democrazia, la nostra, che non riesce a darsi forme istituzionali all'altezza.

    In questo scontro, teoricamente impari (inutile sottolineare come oltre all'armata partitica multicolore contro Berlusconi si schiererà la magistratura, il grosso dei media più i soliti nani e ballerine di contorno), il Cavaliere assume come Napoleone a Waterloo una sua tragica grandezza. Sfortuna vuole però che dall'altra parte non ci sia alcun Metternich e che si intenda "tornare indietro" non per ripristinare la nobiltà, magari un po' ingiallita e usurata, dei Troni e degli Altari, quanto il marciume di una casta parassitaria e inconcludente che già aveva mostrato i suoi aspetti degenerativi vent'anni or sono.

    Berlusconi ha limiti enormi dovuti all'essere lui un "parvenu" della politica e allo smisurato ego che lo porta ad accollarsi tutti i problemi e tutte le responsabilità che dovrebbero essere interesse di una classe dirigente all'altezza di cui purtroppo l'Italia non dispone. Qui sta, per lo stesso motivo, la sua paradossale insostituibilità. Per quanto siano sgradevoli i mezzi e la forma lasci alquanto a desiderare, Berlusconi è un uomo che fa. Che ci mette la faccia. Che tenta di cambiare un sistema mummificato, unendo magari con grande orrore di tutti i moralisti, l'utile generale al dilettevole personale.

    E' un dato di fatto che dietro Berlusconi si è raccolto un popolo di peones, di gente che non ha mai contato nulla e che per la prima volta si è sentita rappresentata politicamente. I lettori di Feltri e Belpietro sono persone che non hanno fatto l'università, che non hanno grandi e spesso ipocrite visioni ideali, ma difendono al contrario ciò che sentono li riguardi personalmente: la loro proprietà, la loro famiglia, il loro quartiere. Votano Berlusconi perchè sentono Berlusconi come uno di loro, immensamente più ricco ma venuto dal basso, con la stessa matrice "piccoloborghese". Dall'altra parte si ritrovano forze internazionaliste, ieri "proletarie" e oggi "europeiste", "tecnocratiche" e "liberal-cosmopolite". Gente che si riempie la bocca di paroloni come solidarietà, umanità, diritti umani, libertà di scelta, che si traducono in azioni politiche che privano questo popolo e queste famiglie della loro sovranità e della loro identità.

    Il Cavaliere ha mille difetti e mille colpe che gli si vogliono far scontare in virtù della sua Vera Colpa: ossia la sua ingovernabilità da parte dei Poteri Forti che si è tradotta quindi in aperta ostilità. Essendo da sempre estraneo all'establishment Berlusconi è sempre stato, nel concreto, per quanto magari intimamente non lo avesse voluto, un formidabile nemico dell'establishment, italiano e internazionale. Da Chirac a Prodi, da Obama a Bersani, rispetto ai quali ha "triangolato" con altri soggetti ritenuti a vario titolo "impresentabili": da Putin a Gheddafi a Bush fino a quel Blair macchiato dal "disonore irakeno". E lo ha fatto sempre cercando di far quadrare i "nobili principi" coi più volgari "conti della serva". Tra l'altro riuscendovi, se è vero com'è vero, che nonostante il suo stile inqualificabile l'Italia ha visto accrescere enormemente il suo peso internazionale.

    Berlusconi doveva, coi suoi limiti naturali e l'innata genialità, essere l'uomo della transizione italiana. Portare col suo piglio pragmatico e decisionistico il nostro Paese verso una forma più compiuta di democrazia e verso un bipolarismo che finalmente mettesse a confronto due diverse visioni della politica, della scietà e della cultura, in luogo dell'eterno centro trasformistico e strabicamente orientato a sinistra. Per colpe sue e non sue questo progetto che sembrava iscritto nel destino nazionale pare destinato ad infrangersi e a costituire così una delle tante fasi a se stanti che la nostra nazione ha conosciuto e poi rinnegato. Cosicchè, invece di divenire finalmente strumento di quieta conservazione, al Cav. spetta ancor oggi l'immane e aspro compito della rivoluzione. Gli sono tutti contro. Noi, che pure non ci sentiamo parte del "suo" popolo, anche per questo lotteremo con lui. Fino a Waterloo.
    Concordo su tutto quanto hai mirabilmente scritto, però potrebbe essere Austerlitz e non Waterloo.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Tutti contro il Cav., ancora una volta

    Ritengo di poter condividere lo stato d'animo e le riflessioni di Florian. Aggiungo solo qualche ulteriore commento personale. Intimamente, come ho avuto modo di scrivere già qualche tempo fa, sono molto deluso e amareggiato per una situazione potenzialmente catastrofica. In questi due anni e mezzo il governo di centrodestra ha saputo costruire, grazie a provvedimenti se non perfetti almeno in parte soddisfacenti, un consenso vasto - comprovato dalle vittorie in successione alle Amministrative, alle Europee, alle Regionali. Ma alla fine è esplosa una vera e propria 'guerra di successione', uno scontro di leadership contraddistinto da personalismi e rivalità di inusitata virulenza. Non è mia intenzione tornare sulla questione, già dibattuta ampiamente su questo Forum. Purtroppo, alla fine della guerra, restano solo distruzione e macerie.

    Ma che dico: la guerra non è affatto finita. Anzi, siamo solo all'inizio di uno scontro fratricida fra due anime diverse (ma davvero così inconciliabili, visto la buona prova di governo, almeno fino alla scorsa primavera?) del centrodestra. Fra Fini e Berlusconi, ne resterà uno solo. O più probabilmente periranno tutti e due.

    Berlusconi, anche per una questione prettamente anagrafica, è al tramonto. Spiace dirlo, per un 'berlusconiano' (in parte ravveduto) della prima ora. La Rivoluzione Liberale non si è realizzata. Nessuno può negare i risultati ed i meriti del governo, nonchè di una leadership caratterizzata da un cipiglio apprezzabile, da un movimentismo "del fare" molto utile in un paese imbolsito e restio a cambiare perfino ciò che concordemente andrebbe cambiato. Tuttavia, lo dobbiamo ammettere: di fronte alle promesse, agli obiettivi dichiarati, i risultati sono inferiori alle aspettative. Buoni, ma non esaltanti. Sia chiaro: di fronte alla prospettiva di un governo progressista, di fronte all'esperienza prodiana e dalemiana, ben vengano dieci, cento, mille governi targati Berlusconi.

    E veniamo a Fini. Può anche essere che riesca a chiudere l'era del Cav. e a costruire il suo gruppetto di fedeli. Ma può scordarsi definitivamente di intestarsi la leadership dell'intero centrodestra. Ha bruciato i ponti alle sue spalle e la grande maggioranza dell'elettorato cristiano, moderato e conservatore non lo sopporta più. Berlusconi, pur fra mille difficoltà e mancanze, è comunque riuscito a formare una 'classe dirigente' che risponde soltanto a lui (gli Alfano, le Gelmini, i Sacconi...). Non mi pare credibile un Fini leader del centrodestra con tali personalità all'interno. L'"erede" del Cav. più gettonato al momento è Tremonti, e quest'ultimo è assai vicino alla Lega. Fini ha rotto con molte istanze leghiste ed un rapporto di fiducia ben difficilmente può essere recuperato.

    Cosa accadrà da qui ai prossimi mesi? Non ci sono certezze, ma è probabile che si arrivi ad elezioni anticipate entro la primavera. E qui Fini ed i finiani potrebbero commettere il loro errore più grande: tentare la via di un 'governo tecnico', ufficialmente per modificare la legge elettorale (qualcuno però mi deve spiegare come si possono conciliare le istanze proporzionali di Casini e D'Alema con quelle maggioritarie di Veltroni), ed unirsi così a UdC, PD e necessariamente persino IdV in Parlamento.
    Una simile mossa sarebbe bollata dal PdL e dal Carroccio come il più bieco dei ribaltoni e dei trasformismi. Allora sì che scatterebbe una guerra totale, con ostruzionismi apocalittici. Qui Berlusconi potrebbe recuperare parte dei consensi, grazie a toni infuocati contro il ribaltonista Fini. Ma vedremo presto cosa accadrà.

    E poi, in ogni caso, si arriverà alla madre di tutte le battaglie. Alla Waterloo evocata da Florian. Allo scontro definitivo fra Berlusconi e anti-berlusconiani di ogni categoria ed estrazionale. Al Cav. uno contro tutti.
    Sarà vittoria? Sarà sconfitta, definitiva, catastrofica? Sarà davvero Waterloo o Austerlitz? Non mi cimento in una previsione. Sinceramente non so come andrà a finire. Troppe le variabili lungo il percorso che ci porterà alla definizione degli schieramenti finali.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Tutti contro il Cav., ancora una volta

    Non è detto che la Waterloo del Cav. avvenga a marzo, ma prima o poi è lecito aspettarsela, visto che non si è riusciti a incanalare la "rupture" berlusconiana in una transizione soft.
    SADNESS IS REBELLION

  5. #5
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    Predefinito Rif: Tutti contro il Cav., ancora una volta

    La storia si ripete.
    Lo stato d'animo è lo stesso della vigilia delle scorse regionali.

    Sembra che tutti vogliano lasciare la nave che sta per affondare...
    ...salvo poi ritornare sopra la nave se poi non affonda.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Tutti contro il Cav., ancora una volta

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Non è detto che la Waterloo del Cav. avvenga a marzo, ma prima o poi è lecito aspettarsela, visto che non si è riusciti a incanalare la "rupture" berlusconiana in una transizione soft.
    Beh, prima o poi Berlusconi perderà le elezioni o si ritirerà. Quello che mi preoccupa è la fine che faranno le istanze conservatrici.

    Dopo 50 anni di I° Repubblica in cui queste istanze non sono esiste o sono state nascoste e non dichiarate nei partiti moderati del Pentapartito, DC innanzitutto, sembravano fossero uscite alla luce del sole con Berlusconi e Fini.

    Il percorso di Fini lo ritengo tutto fuorchè conservatore, quindi da evitare, il PDL credo non sopravviverà a Berlusconi. Ci resterà solo la Lega? Non mi piace per niente. Forse è il caso di sperare e, magari, lavorare per la nascita di un vero soggetto conservatore per il dopo Berlusconi, magari partendo da un centro studi o una associazione (se già non esiste).
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  7. #7
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    Predefinito Rif: Tutti contro il Cav., ancora una volta

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Beh, prima o poi Berlusconi perderà le elezioni o si ritirerà. Quello che mi preoccupa è la fine che faranno le istanze conservatrici.

    Dopo 50 anni di I° Repubblica in cui queste istanze non sono esiste o sono state nascoste e non dichiarate nei partiti moderati del Pentapartito, DC innanzitutto, sembravano fossero uscite alla luce del sole con Berlusconi e Fini.

    Il percorso di Fini lo ritengo tutto fuorchè conservatore, quindi da evitare, il PDL credo non sopravviverà a Berlusconi. Ci resterà solo la Lega? Non mi piace per niente. Forse è il caso di sperare e, magari, lavorare per la nascita di un vero soggetto conservatore per il dopo Berlusconi, magari partendo da un centro studi o una associazione (se già non esiste).
    Condivido il tuo ragionamento, carissimo ULTIMA LEGIONE. Già da tempo su questo spazio discutiamo sugli incerti destini del conservatorismo inteso come forza politica in grado di agire sul governo del paese. Mi fa piacere che si unisca a noi un conservatore di qualità

  8. #8
    Ghibellino
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    Predefinito Rif: Tutti contro il Cav., ancora una volta

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Condivido il tuo ragionamento, carissimo ULTIMA LEGIONE. Già da tempo su questo spazio discutiamo sugli incerti destini del conservatorismo inteso come forza politica in grado di agire sul governo del paese. Mi fa piacere che si unisca a noi un conservatore di qualità
    Sei troppo buono, io sono qui sopratutto per imparare. Arrivo dal "fascismo" (messo apposta tra virgolette perchè il neofascismo post 1945 era pura illusione) e ritengo il conservatorismo il mio naturale approdo.

    Insisto nel cercare, qui su PIR ma anche nella vita reale, la via per evitare che la fine del PDL (intesa come era Berlusconi) metta nuovamente in ombra, ancora per 60 anni, l'ideale conservatore.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

 

 

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