
Originariamente Scritto da
Blue
Andiamo a monte del problema: perché gli immigrati diventano irregolari? Quando approdano con i barconi sulle nostre coste, vengono visitati, schedati e rinchiusi in uno dei "centri di accoglienza" (cfr. lager, con condizioni di vita spesso disumane) per un certo periodo e, in seguito, "smistati" in una delle regioni italiane. Qui, vengono presi in carico da associazioni e centri di accoglienza più umani, presso i quali possono rimanere per un periodo di tempo determinato, che varia da 9 mesi ad un anno. I centri di destinazione offrono vestiario, vitto e alloggio gratuiti per tutto il periodo di permanenza e si occupano anche delle pratiche burocratiche, come l'ottenimento di un documento di identità e il visto, che può variare da un minimo di sei mesi ad un massimo di due anni, rinnovabili, in base alla motivazione per cui il migrante richiede asilo (motivi politici, umanitari, etc.). Però, in questo periodo (contrariamente a quello che crede l'italiano medio), il migrante non può starsene con le mani in mano e farsi mantenere a spese dell'erario: deve collezionare punti per poter ottenere il rinnovo... come? Deve andare a scuola di italiano, trovare un alloggio e trovarsi un lavoro. Se tutte queste tre condizioni non vengono soddisfatte, per il migrante si mette male e la questura non gli rinnova il permesso, firmando il decreto di espulsione. A questo punto, due possibilità: diventare clandestino in Italia o accettare di tornare nel proprio Paese.
I clandestini sono persone come te e come me, che hanno avuto sfortuna e non sono riusciti ad ottenere i mezzi minimi di sussistenza per poter rimanere in Italia legalmente, dopo il salvagente offerto dai centri d'accoglienza. Per cui, per poter continuare a rimanere qui, il migrante si adatta ad ogni situazione: dormire un giorno qui e uno là (o per strada, spesso, nella bella e nella cattiva stagione) e svolgere lavoretti occasionali (ovviamente, in nero), raggranellando qualche spiccolo per poter mangiare e pagarsi un letto al caldo nelle sere d'inverno. E' chiaro che, con una vita così, la voglia o l'idea di istruirsi finisce all'ultimo posto. E sarebbe lo stesso se tu o io ci trovassimo in una situazione analoga.