

Ultima modifica di Libertarian Sam; 08-10-10 alle 16:26
"Il socialismo è liberalismo in azione, è libertà che si fa per la povera gente" Carlo Rosselli
"Lo Stato non professa un'etica, ma esercita un'azione politica." Piero Gobetti


Appunto.
Metti che fra i piani del pentagono e l'obettivo di eliminare il regime di Saddam, la parte politica fosse d'ostacolo (rileggere le dichiarazioni del generale Schwarzkopf, eroe deluso della prima guerra del golfo) ....
Vengono inscenati una serie di attentati spettacolari (primo attentato alle torri, ambasciate americane, incrociatore Cole...) che peró non scatenano la reazione voluta fino al mega-attentato alle torri e la mossa obbligata di Bush di approvare le due guerre.
Ultima modifica di Abdullah; 08-10-10 alle 16:26
Rerum cognoscere causas


Globalizzazione..... si grazie.


Implica che non conosci negli USA ne gli Americani.
Con una ipotesi di dietroloia come sopra si puo' dimostare pure che Ebrei ed Iraniani sono in realta' alleati ed amici per la pelle, del resto non furono i Persiani a liberarli qualche millenio fa?
Il primo attentato alle torri fu concepito dallo stesso che concepi l' 11/9 e che lo presento' ad OBL che poi lo organizzo'.
Tale "soggetto" e' in custodia dai primi anni 2000
Alla fine della storia ci vogliono i fatti, prove ecc ecc, a sostegno delle teorie complottiste e dietrologhe, non vi e' assolutamente nulla che abbia concrettezza.
Ultima modifica di Amati75; 08-10-10 alle 16:38
Globalizzazione..... si grazie.


Quella di Bush "ostaggio" dei falchi del pentagono é circolata giá il 12 settembre. Alla notizia dell'attentato, Bush venne caricato in tutta fretta su Air Force One e portato "al sicuro" lontano da Washington.
In questo lasso di tempo gli é stato chiarito qual'era il pericolo e quali erano i provvedimenti che avrebbe dovuto prendere.
Nello stile dell'operazione "Valkyrie" dopo l'attentato a Hitler.
Rerum cognoscere causas


Non ho scritto che era a Washington, ma che é stato portato lontano da W.
Non é necessario che il complotto sia avvenuto ai vertici del pentagono. A questi é stato delegato il lavoro normale di preparare le intelligence e i piani per una "eventuale" guerra.
Cosa ne dici di una Foundation indipendente creata ad hoc per prepare il terreno e il consenso? Una sorta di P2, nemmeno tanto segreta ma con esperti dell'informazione (e della manipolazione), esperti di geopolitica e esperti militari. Quando poi tutti i tasselli ingranano l'uno nell'altro arriva il mega-attentato nel quale NESSUNO degli attori fin qui all'opera é a conoscenza e, come d'incanto, la storia prende il suo corso.
Ad esempio, il generale Schwarzkopf, quello della prima guerra del golfo, aveva appena terminato la sua bella esercitazione USCENTCOM quando all'improvviso si rese necessaria la sua applicazione contro l'Iraq.
Rerum cognoscere causas


Portarlo lontano da W., al sicuro in una base militare (mi sfugge al momento la localitá esatta, ma se mi dai un po' di tempo lo ritrovo in rete), ha significato poter scambiare una serie di vedute senza il pericolo che potesse comunicare coi suoi diretti collaboratori. Ti ricordo che la Casa Bianca venne evacuata (pericolo del quarto aereo) e che nelle ore successive venne sgombrato il Congresso (pericolo antrace) come da manuale del perfetto cospiratore (von Stauffen insegna). Quindi, secondo questa ipotesi, Bush si trovó da solo a confronto con gli interlocutori del complotto. La differenza é che gli agenti coi quali doveva trattare erano preparati al millimetro e lui, solo, era completamente spiazzato.
Non sarebbe la prima volta. Trotsky consegnó la Russia nelle mani dei bolscevichi senza (quasi) sparare un colpo. Hitler invase la Polonia grazie ad un attentato false flag della gestapo.
Saddam fu abilmente pilotato nella trappola.
Si seppe qualche mese dopo che nei giorni di maggior tensione l' ambasciatore americano, la signora April Glaspie, ebbe un lungo colloquio con Saddam a cui disse, sulla base di istruzioni ricevute dal suo governo: «Non abbiamo alcuna opinione sui vostri conflitti interarabi, come il contenzioso con il Kuwait. Il segretario di Stato Baker mi ha chiesto di sottolineare ciò che avevamo già detto negli anni Sessanta: che la questione del Kuwait non ci concerne». Tradotta in linguaggio corrente quella frase sembrò significare che l' America, se l' Iraq avesse invaso il Kuwait, sarebbe rimasta alla finestra. Così, infatti, la interpretò Saddam
SADDAM E IL KUWAIT LA PRIMA GUERRA DEL GOLFO
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dietro al qaeda ci sono gli usraeliani

