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    Predefinito Approfondimento del "Libro di Mormon".

    Terminato l'approfondimento del Corano, inizio con l'approfondimento del Libro di Mormon. In realtà in entrambi i casi si tratta di far conoscere i passi principali dei due testi a chi non li conosce.
    Ho scelto questa sezione del forum perché i mormoni sono certamente cristiani, in attesa che si possa postare liberamente di religioni almeno in una sezione. Non so se verrà data ospitalità al testo.
    Tutti i testi mormoni possono essere letti per intero sul seguente sito:

    https://www.lds.org/bc/content/shared/content/italian/pdf/language-materials/34404_ita.pdf?lang=ita

    IL LIBRO DI MORMON

    Racconto scritto dalla mano di Mormon sopra a tavole prese dalle tavole di Nefi.

    Si tratta dunque di un compendio degli annali del popolo di Nefi ed anche dei Lamaniti, scritto ai Lamaniti, che sono un rimanente della casa d’Israele, come pure agli Ebrei ed ai Gentili. Scritto per comandamento ed anche per spirito di profezia e di rivelazione. Scritto e sigillato e tenuto celato dal Signore affinché non venisse distrutto, per tornare alla luce per dono e potere di Dio ed essere interpretato; sigillato per mano di Moroni e conservato per il Signore, per venire alla luce in tempo debito per mezzo dei Gentili ed essere interpretato mediante un dono di Dio.
    Vi si trova pure un compendio del Libro di Ether, annali del popolo Giared, che fu disperso all’epoca in cui il Signore confuse la lingua delle genti, mentre costruivano una torre per salire al cielo; ciò che è destinato a mostrare al rimanente della casa d’Israele quali grandi cose il Signore ha fatto per i loro padri; ed affinché possano conoscere le alleanze del Signore e che sappiano che non sono rigettati per sempre; ed anche per convincere Ebrei e Gentili che Gesù è il Cristo, l’eterno Iddio, che si manifesta a tutte le nazioni. Ed ora, se si trovano errori, sono errori dovuti agli uomini, perciò non condannate le cose di Dio, affinché siate trovati senza macchia dinanzi al seggio del giudizio di Cristo.

    Tradotto dalle tavole in inglese da Joseph Smith jun.

  2. #2
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    Predefinito Re: Approfondimento del "Libro di Mormon".

    2

    ORIGINE DEL LIBRO DI MORMON

    Joseph Smith, tramite il quale, per dono e potere di Dio, l’antica scrittura conosciuta sotto il nome Libro di Mormon è stata portata alla luce e tradotta in lingua inglese, fece un racconto personale e circostanziato su questo soggetto. Egli affermò che durante la notte del 21 settembre 1823 invocò il Signore in fervida preghiera, dopo aver ricevuto una manifestazione divina di importanza trascendentale. Eccone il resoconto personale:
    Mentre stavo così invocando Iddio, scopersi una luce che appariva nella mia camera, luce che continuò ad aumentare finché la camera fu più illuminata che a mezzogiorno, ed immediatamente apparve un personaggio al mio capezzale. Stava ritto a mezz’aria, poiché i suoi piedi non toccavano terra.
    Egli aveva una veste ampia del più squisito candore. Un candore che sorpassa ogni altro candore terrestre che abbia mai veduto né credo vi sia alcunché di terrestre che possa apparire così straordinariamente bianco e brillante. Le sue mani erano nude ed anche le sue braccia, fino a un poco al di sopra dei polsi; i suoi piedi pure erano nudi e le gambe, fin leggermente al di sopra delle caviglie. Anche la sua testa ed il suo collo erano scoperti. Potei constatare che non portava alcun’altra veste e, siccome era aperta, potevo vedere il suo petto.
    Non solo la sua veste era eccessivamente bianca, ma tutta la sua persona era gloriosa oltre ogni dire ed il suo aspetto veramente come il lampo. La camera era straordinariamente illuminata, ma non tanto quanto immediatamente attorno alla sua persona. Quando lo guardai per la prima volta ne fui spaventato, ma tosto il timore mi lasciò.
    Mi chiamò per nome e mi disse che era un messaggero, mandatomi dalla presenza di Dio, e che il suo nome era Moroni; che Iddio aveva per me un’opera da compiere; e che il mio nome sarebbe stato stimato in male od in bene fra tutte le nazioni, stirpi e linguaggi; e che tutti i popoli avrebbero parlato di me in bene od in male.
    Disse che vi era un libro depositato e scritto su tavole d’oro, che dava un resoconto degli antichi abitanti di questo continente e dell’origine loro. Disse pure che la pienezza del Vangelo eterno vi era contenuta, tale quale era stato annunciato dal Salvatore a quegli antichi abitanti.
    Disse pure che vi erano due pietre in un arco d’argento - e queste pietre, fissate ad una sorta di corazza, costituivano ciò che è chiamato l’Urim e il Thummim - ed erano deposte con le tavole; e chi le possedeva e le usava era chiamato veggente nei tempi antichi; e Iddio le aveva preparate per tradurre il libro.
    Indi mi disse che, quando avrei ottenuto le tavole di cui aveva parlato - poiché il tempo in cui le avrei ottenute non era ancora giunto - non avrei dovuto mostrarle a nessuno, né le tavole né la corazza con l’Urim ed il Thummim, soltanto a colui al quale mi sarebbe stato ordinato di mostrarle, sotto pena di venir annientato. Mentre conversava così con me in merito alle tavole, vidi nello spirito il luogo ove si trovavano le tavole, e così chiaramente e distintamente da riconoscere il posto, quando lo rividi.
    Dopo questa comunicazione, vidi la luce della stanza concentrarsi vieppiù attorno a colui che mi aveva parlato e così continuò, finché la stanza rimase nell’oscurità, salvo intorno a lui; e d’un tratto vidi come una scia luminosa, che si apriva direttamente verso il cielo, ed egli vi ascese fino a che scomparve completamente e la camera rimase com’era prima che questa luce celeste vi apparisse.
    Rimasi a meditare sulla scena straordinaria alla quale avevo assistito e grandemente attonito per quanto questo straordinario messaggero mi aveva detto, quando, nel mezzo della mia meditazione, mi accorsi ad un tratto che la mia camera ricominciava ad illuminarsi e in un istante lo stesso messaggero celeste fu di nuovo al mio capezzale.
    Egli ricominciò a parlare e ripeté, senza la minima variante, ciò che aveva detto alla sua prima visita; indi mi informò di grandi giudizi che stavano per colpire la terra, con grandi desolazioni per carestie, spada e peste; e che questi gravi castighi avrebbero colpito il mondo in questa generazione. Dopo dette queste cose, ascese di nuovo come aveva fatto prima.
    Allora la mia mente si sentì così profondamente impressionata che non potei più trovar sonno e rimasi sopraffatto dalla stupefazione per quanto avevo veduto ed udito. Ma quale non fu la mia sorpresa, quando scorsi nuovamente lo stesso messaggero al mio capezzale e lo udii ripetere tutte le cose che già mi aveva dette; mi mise in guardia, dicendomi che Satana avrebbe cercato di tentarmi - per via delle condizioni d’indigenza della famiglia di mio padre - per ottenere le tavole a scopo di lucro. Questo egli mi vietò esplicitamente, dicendomi che, per ottenere le tavole, non avrei dovuto avere in vista altro scopo se non la gloria di Dio né lasciarmi influenzare da nessun altro motivo che quello di edificare il suo regno, altrimenti non potrei ottenerle.
    Dopo questa terza visita ascese di nuovo in cielo come prima e fui lasciato di nuovo a ponderare sulla stranezza di questa mia esperienza allorché, quasi immediatamente dopo che il messaggero celeste fu dipartito per la terza volta, il gallo cantò e vidi che il giorno si avvicinava, cosicché i nostri colloqui avevano durato tutta la notte.
    Poco dopo mi alzai dal letto e come al solito mi avviai ai lavori quotidiani, ma cercando di lavorare come altre volte, mi resi conto che le mie forze erano così indebolite da rendermi completamente invalido. Mio padre, che stava lavorando con me, si accorse di qualcosa d’insolito in me e mi disse di tornare a casa. Mi misi in cammino con questo intento, ma volendo scavalcare la palizzata del campo ove ci trovavamo, le forze mi vennero meno e caddi a terra esausto, ove rimasi qualche tempo inconscio.
    La prima cosa di cui posso rammentarmi fu una voce che mi parlava, chiamandomi per nome. Guardai e vidi lo stesso messaggero in piedi, al di sopra del mio capo, circondato dalla luce come prima. Egli mi riferì di nuovo tutto ciò che mi aveva detto la notte precedente e mi ordinò di andare da mio padre e di dirgli della visione e dei comandamenti che avevo ricevuti.
    Obbedii , ritornai da mio padre nel campo e gli riferii tutto. Rispose che ciò veniva da Dio e mi ingiunse di andare a fare quanto il messaggero mi aveva ordinato. Lasciai il campo e mi recai al luogo ove il messaggero mi aveva detto che le tavole erano depositate, e grazie alla chiarezza della visione che avevo avuta in merito, riconobbi il luogo all’istante in cui vi giunsi.
    In prossimità del villaggio di Manchester, contea di Ontario, Nuova York, sta una collina di dimensioni considerevoli, la più elevata di tutte le circostanti. Sul versante occidentale di questa collina, non lungi dalla cima, sotto una pietra di dimensioni considerevoli, si trovavano le tavole, depositate in una cassa di pietra. Questa pietra era spessa e arrotondata alla sommità, più sottile verso i bordi, cosicché la parte mediana era visibile a fior di terra, ma i bordi esterni erano ricoperti di terra.
    Avendo rimosso la terra, potei ottenere una leva, che fissai sotto il bordo della pietra, e con una leggera pressione la sollevai. Guardai dentro e vi scorsi le tavole, infatti, con l’Urim e il Thummim, la corazza, come era stato annunciato dal messaggero. La cassa in cui erano riposte era formata da pietre riunite assieme da una specie di cemento. In fondo alla cassa erano poste due pietre incrociate e su queste pietre stavano le tavole e gli altri oggetti che le accompagnavano.
    Feci un tentativo per trarle fuori, ma mi fu vietato dal messaggero, e mi informò che il tempo per pubblicarle non era ancora venuto né sarebbe arrivato fino a quattro anni più tardi; ma mi istruì di venire in quel luogo precisamente un anno dopo e che là ci saremmo incontrati e che avrei continuato a far ciò fino al momento in cui avrei dovuto ottenere le tavole.
    Per conseguenza, come mi era stato ordinato, mi ci recai alla fine di ogni anno ed ogni volta trovai lo stesso messaggero, dal quale ricevetti istruzioni e conoscenze, ad ognuno dei nostri incontri, in merito a quanto avrebbe fatto il Signore, come e in qual modo il suo regno sarebbe stato edificato negli ultimi giorni.
    Finalmente arrivò il momento di ottenere le tavole, l’Urim e il Thummim e la corazza. Il 22 settembre 1827, dopo essermi recato come al solito alla fine di un altro anno al luogo ove erano depositate, lo stesso messaggero celeste me le affidò con questa ingiunzione: che ne sarei responsabile e che, se le avessi perdute per negligenza o incuria, sarei stato reciso, ma che se avessi fatto tutto il mio possibile per preservarle finché le avesse richieste, sarebbero state protette.
    Mi resi presto conto della ragione per cui avevo ricevuto ordini così severi per tenerle al sicuro e perché il messaggero aveva detto che quando avessi compiuto ciò che mi era richiesto, le avrebbe reclamate di nuovo. Non appena, infatti, fu conosciuto che erano in mio possesso, i tentativi più strenui furono fatti per strapparmele. Ogni stratagemma che poteva essere inventato a questo scopo fu messo in opera. La persecuzione divenne sempre più accanita e delle moltitudini erano costantemente in agguato per cercare di strapparmele di mano, se fosse stato possibile. Ma per la saggezza di Dio, esse rimasero sicure nelle mie mani finché ebbi compiuto con esse quanto mi fu richiesto. Allorché, secondo gli accordi, il messaggero venne a reclamarle, io gliele consegnai ed egli le ha in suo possesso fino a questo giorno, 2 maggio 1838.

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    Predefinito Re: Approfondimento del "Libro di Mormon".

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    TESTIMONIANZA DEI TRE TESTIMONI

    Sia reso noto a tutte le nazioni, tribù, lingue e popoli a cui giungerà questa opera: Che noi, per la grazia di Dio Padre e del nostro Signore Gesù Cristo, abbiamo veduto le tavole che contengono questi annali, che sono una cronaca del popolo di Nefi ed anche dei Lamaniti, loro fratelli, ed anche del popolo di Giared, che venne dalla torre di cui si è parlato. E sappiamo pure che sono state tradotte per dono e potere di Dio, poiché la sua voce ce lo ha dichiarato; pertanto sappiamo con certezza che l’opera è autentica. Noi attestiamo pure che abbiamo viste le incisioni che sono sulle tavole, e ci sono state mostrate per il potere di Dio e non dell’uomo. E dichiariamo con parole sobrie che un angelo di Dio scese dal cielo e portò e pose dinanzi ai nostri occhi le tavole, perché potessimo vederle con le loro incisioni, e sappiamo che è per la grazia di Dio Padre e del nostro Signore Gesù Cristo che noi vedemmo, e portiamo testimonianza che queste cose sono vere. Ed è prodigioso ai nostri occhi. Nondimeno la voce del Signore ci comandò di darne testimonianza, per cui, onde essere obbedienti ai comandamenti di Dio, portiamo testimonianza di queste cose. E sappiamo che, se siamo fedeli a Cristo, purificheremo le nostre vesti del sangue di tutti gli uomini e saremo trovati senza macchia dinanzi al seggio del giudizio di Cristo e dimoreremo eternamente con lui nei cieli. E gloria ne sia resa al Padre ed al Figliolo ed allo Spirito santo, che sono un solo Iddio. Amen.

    Oliver Cowdery
    David Whitmer
    Martin Harris


    TESTIMONIANZA DEGLI OTTO TESTIMONI

    Sia reso noto a tutte le tribù, nazioni, lingue e popoli a cui giungerà questa opera: Che Joseph Smith jun., traduttore di questa opera, ci ha mostrate le tavole di cui si è parlato, ed hanno l’apparenza d’oro; ed abbiamo tenuto con le nostre mani i fogli che detto Smith ha tradotti; e ne abbiamo veduto le incisioni, le quali tutte hanno l’apparenza di un’opera antica, di esecuzione assai speciale. E rendiamo testimonianza con parole sobrie che il detto Smith ce le ha mostrate, poiché le abbiamo vedute e soppesate, e sappiamo con certezza che il detto Smith ha ottenuto le tavole di cui abbiamo parlato. E diamo i nostri nomi al mondo per testimoniare ciò che abbiamo veduto. E non mentiamo, Dio ce ne sia testimone.

    Christian Whitmer
    Jacob Whitmer
    Peter Whitmer junior
    John Whitmer
    Hiram Page
    Joseph Smith senior
    Hyrum Smith
    Samuel H. Smith

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    Predefinito Re: Approfondimento del "Libro di Mormon".

    4

    Primo libro di Nefi.

    Ed avvenne che lo Spirito mi ripeté: - Uccidilo, il Signore l’ha messo fra le tue mani. Ecco, il Signore fa morire i cattivi per raggiungere i suoi giusti fini. - (4:12, 13)

    Perché il mio pieno intento è di persuadere gli uomini a venire al Dio di Abramo, al Dio d’Isacco e al Dio di Giacobbe, e che siano salvati. Ecco perché non scrivo le cose che piacciono al mondo, ma le cose che piacciono a Dio ed a coloro che non sono del mondo. (6:4, 5)

    E vidi una verga di ferro (1), che si estendeva lungo la sponda del fiume e conduceva all’albero (2) presso il quale stavo. E vidi pure un sentiero diritto e stretto (3), che costeggiava la verga di ferro fino all’albero presso cui stavo e che conduceva pure dalla sorgente fino ad un campo largo e spazioso, quasi fosse un mondo (4). E vidi una schiera innumerevole di gente, e molti si spingevano innanzi per poter trovare il sentiero che menava all’albero ove mi trovavo. Ed ecco avanzarono e cominciarono ad inoltrarsi sul sentiero. Ed avvenne che sorse una bruma tenebrosa, sì, una nebbia oscurissima (5), al punto che coloro che si erano inoltrati sul sentiero perdettero la strada e si smarrirono. E ne vidi altri che avanzavano e che afferrarono l’estremità della verga di ferro e poterono inoltrarsi attraverso la nebbia oscura tenendosi alla verga di ferro, finché giunsero fuori e mangiarono il frutto dell’albero. E dopo averne mangiato, si guardarono attorno quasi ne provassero vergogna (6). E mi guardai io pure attorno e vidi, di là dal fiume, un grande e spazioso edificio (7), e stava sospeso a mezz’aria sopra la terra (8). Ed era pieno di gente, vecchi e giovani, maschi e femmine; ed erano riccamente vestiti; ed erano nell’atteggiamento di chi canzona, indicando col dito coloro che erano giunti all’albero e mangiavano il frutto. E dopo che ebbero gustato del frutto, si vergognarono a causa di quelli che si burlavano di loro e caddero in cammini proibiti e si perdettero (9).
    Ed io, Nefi, non riporto qui tutto quello che disse mio padre. Ma per essere breve, ecco, egli vide altre moltitudini spingersi innanzi e giunsero ad afferrare l’estremità della verga di ferro, finché arrivarono e caddero presso l’albero, di cui mangiarono il frutto. E vide pure altre moltitudini cercare la strada per quel grande e spazioso edificio. Ed avvenne che molti di essi si annegarono nelle acque del fiume e molti si smarrirono ed errarono per cammini ignoti. Grande fu la folla che entró in quello strano edificio (10). E poiché vi furono entrati puntarono il dito verso di me e coloro che mangiavano il frutto (11), burlandosi di noi, ma non vi prestammo attenzione. Ecco quanto disse mio padre: - Tutti quelli che dettero loro retta furono perduti. - (8:19-34)

    Note:

    1. La lingua di Dio, le parole di Dio.
    2. L’albero della vita.
    3. Il sentiero della salvezza.
    4. Il paradiso.
    5. Le difficoltà che si incontrano sul sentiero: l’opposizione di parenti ed amici, le persecuzioni.
    6. Si vergognano di aver adempiuto pienamente le parole di Dio.
    7. Gli iniqui si riparano nelle costruzione umane, nella scienza umana.
    8. Le costruzioni umane, gli artifici umani non si accordano con la terra, che ne viene danneggiata, per
    cui non possono essere a contatto con la terra, nonostante facciano professione di realtà e di
    progresso.
    9. Si vergognano di rinunciare alle ricchezze, ai macchinari inventati dagli uomini, ai riti ipocriti.
    10. Quanto sono strani gli artifici ideati dagli uomini! Hanno perso il contatto con la natura.
    11. Il frutto è rappresentato dalla vita e dal riposo in armonia con la natura.

    Sì, e seicento anni dopo l’uscita di mio padre da Gerusalemme, il Signore Iddio susciterebbe un profeta fra gli Ebrei, anzi un Messia o, in altre parole, un Salvatore del mondo. (10:4)

    E disse pure che tutta l’umanità era in uno stato di perdizione e di decadenza e che lo sarebbe sempre, a meno che non mettesse la sua fiducia e la sua speranza in questo Redentore. (10:6)

    E poiché mio padre ebbe detto queste parole, parlò ai miei fratelli riguardo al Vangelo che sarebbe predicato tra gli Ebrei e profetizzò che gli Ebrei cadrebbero nell’incredulità. E che metterebbero a morte il Messia, che doveva venire, e che egli risusciterebbe dai morti e che si manifesterebbe ai Gentili per mezzo dello Spirito santo. Sì, e mio padre disse molte cose in merito ai Gentili ed al casato d’Israele, che verrebbero paragonati ad un olivo, i cui rami verrebbero spezzati e dispersi su tutta la faccia della terra. Ecco perché, diss’egli, dovevamo venir condotti di comune accordo alla terra promessa (il continente americano) per adempiere le parole del Signore, che saremmo dispersi su tutta la terra. E dopo essere stato disperso, il casato d’Israele verrebbe riunito ancora una volta; ovvero alla fine, una volta che i Gentili avessero ricevuto la pienezza del Vangelo, allora i rami naturali dell’olivo, o i resti d’Israele, verrebbero innestati, cioè giungerebbero alla conoscenza del vero Messia, il loro Signore e Redentore. (10:11-14)

    E disse l’angelo: - Ecco l’Agnello di Dio, sì, anzi il Figlio del Padre Eterno! Comprendi ora che significa l’albero che vide tuo padre? - (L'albero della vita è Cristo)
    Gli risposi allora così: - Sì, è l’amore di Dio che si riversa nei cuori dei figlioli degli uomini, per cui è la più desiderabile di tutte le cose. - (11:21, 22)

    Allora vidi che la verga di ferro, che aveva visto mio padre, era la parola di Dio e che essa conduceva alla sorgente d’acqua viva, o all’albero della vita: e le acque pure sono un’immagine dell’amore di Dio e vidi pure che l’albero della vita era una rappresentazione dell’amore di Dio. (11:25)

    E la moltitudine della terra era riunita e vidi che era entro un edificio grande e spazioso come quello che vide mio padre. E l’angelo del Signore mi parlò di nuovo, dicendo: - Ecco il mondo e la sua saggezza, sì, vedi, la casa d’Israele si è riunita per combattere contro i dodici apostoli del Signore. - Ed ecco, io lo vidi e ne do testimonianza, che il grande e spazioso edificio era l’orgoglio del mondo e cadde, e il suo crollo fu grandissimo. E l’angelo del Signore mi parlò di nuovo, dicendo: - Così saranno distrutte tutte le nazioni, razze, lingue e popoli che combatteranno contro i dodici apostoli dell’Agnello. - (115, 36)

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    Predefinito Re: Approfondimento del "Libro di Mormon".

    5

    Nel "Primo libro di Nefi" si raccontano avvenimenti accaduti tra il 600 a.C. e il 588 - 570 a.C.

    E l’angelo mi disse: - Guarda i tuoi discendenti e quelli dei tuoi fratelli. - Ed ecco, io guardai e vidi i popoli della mia posterità radunati in moltitudini contro la posterità dei miei fratelli, ed erano schierati in combattimento. E l’angelo mi parlò, dicendo: - Ecco la fonte d’acqua impura che vide tuo padre, sì, il fiume di cui parlò, ed il suo fondo è l’abisso dell’inferno. E le brume tenebrose sono le tentazioni del diavolo, che acceca la vista e indurisce i cuori dei figlioli degli uomini e li conduce per vie spaziose, onde periscano e si perdano. E l’edificio ampio e spazioso che vide tuo padre sono le vane immaginazioni e l’orgoglio dei figlioli degli uomini, e un grande e terribile abisso li separa; sì, ed è la parola di giustizia dell’eterno Iddio ed il Messia, che è l’Agnello di Dio, di cui lo Spirito santo è testimone dal principio del mondo fino ad ora e d’ora innanzi in eterno. -
    E mentre l’angelo parlava così, guardai e vidi che i discendenti dei miei fratelli si battevano contro i miei discendenti, secondo quanto aveva detto l’angelo; e per l’orgoglio dei miei discendenti ed a causa delle tentazioni del diavolo, vidi che i discendenti dei miei fratelli sopraffecero il mio popolo. Allora guardai e vidi che il popolo della stirpe dei miei fratelli aveva sopraffatto la mia progenie e si sparsero in moltitudini sulla superficie della terra. E li vidi assembrati in moltitudini e vidi fra loro delle guerre e rumori di guerra, e così passarono molte generazioni. E l’angelo mi disse: - Questi cadranno nell’incredulità. - E vidi allora che dopo essere caduti nell’incredulità, divennero un popolo di pelle scura, sozzo, ripugnante, pigro, pieno di ogni sorta di abominazioni. (12: 14-23)

    L’angelo mi disse: - Guarda! - E vidi allora molte nazioni e molti regni. E l’angelo mi chiese: - Che vedi? - Risposi: - Molte nazioni e molti regni. - E soggiunse: - Queste sono le nazioni e i regni dei Gentili. - E vidi allora fra le nazioni dei Gentili la fondazione di un grande chiesa. E l’angelo mi spiegò: - Ecco la fondazione di una chiesa che è più abominevole di ogni altra, che uccide i santi di Dio, sì, che li tortura e li imprigiona ed impone loro un giogo di ferro e li conduce in cattività . - E vidi questa grande e abominevole chiesa; e vidi che il diavolo ne stava alla base. E vidi pure dell’oro e dell’argento, sete, porpore e stoffe fini, ed ogni sorta di preziosi abbigliamenti; e vidi molte prostitute. E disse l’angelo: - Vedi, l’oro, l’argento, la seta, le porpore, le stoffe fini ed i preziosi abbigliamenti e le prostitute sono i desideri di questa grande ed abominevole chiesa. Ed essa mette a morte i santi di Dio e li getta giù in prigione, per ottenere la gloria del mondo. - E guardai, e vidi molte acque, e dividevano i Gentili dalla stirpe dei miei fratelli. E l’angelo mi disse: - Vedi, la collera di Dio è sulla stirpe dei tuoi fratelli. - Guardai e vidi un uomo (Cristoforo Colombo) fra i Gentili, che era separato dalla stirpe dei miei fratelli da molte acque; e vidi lo Spirito di Dio che scese ed agì su quell’uomo ed egli partì sulle grandi acque (l'oceano Atlantico) fino alla stirpe dei miei fratelli, che erano sulla terra promessa (sul continente americano). E vidi che lo Spirito di Dio agiva su altri Gentili; e questi uscirono di cattività, sulle grandi acque. E vidi grandi moltitudini di Gentili sulla terra promessa; e vidi che la collera divina era sulla stirpe dei miei fratelli; e furono dispersi davanti ai Gentili e battuti. E vidi lo Spirito di Dio, che era sui Gentili, ed essi prosperarono ed ottennero la terra in eredità; e vidi che erano bianchi e bellissimi, come era il mio popolo, prima che fosse sterminato. Ed io, Nefi, vidi che i Gentili che erano usciti di cattività si umiliarono davanti al Signore; ed il suo potere li accompagnò. E vidi che la loro madre-patria si schierava sulle acque e pure sulla terra, per combattere i Gentili, che erano sulla terra promessa. E vidi che il potere di Dio era con loro e che la collera di Dio era su tutti quelli che si erano adunati per combatterli. Ed io, Nefi, vidi che i Gentili, che erano usciti di cattività, furono liberati, per potenza divina, dalle mani di tutte le altre nazioni. Ed io, Nefi, vidi che prosperavano sulla terra; e vidi un libro che era portato fra loro. E l’angelo mi disse: - Conosci il significato del libro? - E risposi: - No. - E soggiunse: - E’ uscito dalla bocca di un Ebreo. - Ed io, Nefi, lo vidi; e mi disse: - Il libro che vedi è una storia degli Ebrei e contiene le alleanze del Signore, che ha fatto col casato d’Israele; e contiene pure molte profezie dei sacri profeti; e sono annali simili a quelli incisi sulle tavole di bronzo, salvo che sono più piccoli; nondimeno contengono le alleanze del Signore col casato d’Israele; ragione per cui sono di un grande valore per i Gentili. - E l’angelo del Signore continuò: - Hai visto che il libro uscì dalla bocca d’un Ebreo; e quando uscì dalla bocca d’un Ebreo, conteneva il Vangelo del Signore in tutta semplicità. Vangelo di cui testimoniano i dodici apostoli; ed essi testimoniano secondo la verità che è nell’Agnello di Dio. Perciò queste cose vennero dapprima dagli Ebrei ai Gentili in tutta purezza, secondo la verità che è in Dio. E dopo che furono passate per mani dei dodici apostoli dell’Agnello, dagli Ebrei ai Gentili, hai visto la fondazione della grande e abominevole chiesa, la più abominevole di tutte le chiese; vedi infatti, essa ha tolto dal Vangelo dell’Agnello molte parti chiare e preziosissime, ed ha tolto molte alleanze del Signore. Tutto ciò è stato fatto per pervertire le vie diritte del Signore, per accecare gli occhi ed indurire i cuori dei figlioli degli uomini. Ecco perché vedi che, dopo che il libro fu passato fra le mani della grande e abominevole chiesa, molte cose chiare e preziose furono tolte dal libro, che è il libro dell’Agnello di Dio. E dopo che queste cose chiare e preziose furono tolte, si è diffuso fra tutte le nazioni dei Gentili, e dopo essersi diffuso fra tutte queste nazioni, anche attraverso le grandi acque che separano i Gentili che sono usciti di cattività, tu vedi che a causa dei numerosi passaggi chiari e preziosi che sono stati soppressi, passaggi che erano alla portata di ogni intelletto, secondo la semplicità dell’Agnello di Dio, per queste cose che sono state tolte dal Vangelo dell’Agnello, moltissimi perdono piede, al punto che Satana ha un gran potere su di essi. Cionondimeno tu vedi che i Gentili che sono usciti di cattività e che sono stati elevati dal potere di Dio sopra tutte le altre nazioni, sulla faccia della terra che è scelta fra tutte le altre terre e che il Signore ha promesso a tuo padre, che i suoi posteri avrebbero posseduta come terra ereditaria; dunque tu vedi che il Signore Iddio non permetterà che i Gentili distruggano completamente i tuoi discendenti, che saranno frammisti a quelli dei tuoi fratelli. E non sopporterà neppure che i Gentili distruggano la stirpe dei tuoi fratelli. Ed il Signore Iddio non soffrirà che i Gentili rimangano per sempre in quell’orribile cecità in cui tu li vedi, a causa dei passaggi chiari e preziosissimi del Vangelo dell’Agnello che sono stati trattenuti da quella chiesa abominevole di cui hai visto la formazione. Perciò così dice l’Agnello di Dio: “Sarò misericordioso verso i Gentili, mentre visiterò i resti del casato d’Israele con gravi giudizi.” - E l’angelo del Signore così soggiunse: - Ecco, - dice l’Agnello di Dio - dopo che avrò visitato il resto d’Israele, e questo resto di cui parlo è la stirpe di tuo padre, dunque dopo che l’avrò visitato in giudizio e battuto per mezzo dei Gentili, poiché i Gentili perdono piede a causa dei numerosi passaggi chiari e preziosi del Vangelo dell’Agnello, io sarò misericordioso verso i Gentili in quel giorno, facendo pervenire loro, per il mio potere, gran parte del mio Vangelo, che sarà chiaro e prezioso, dice l’Agnello. Ecco quanto dice l’Agnello: “Mi manifesterò io stesso ai tuoi discendenti, cosicché essi scriveranno molte cose che dirò loro, che saranno chiare e preziose; e dopo che i tuoi discendenti e quelli dei tuoi fratelli saranno caduti nell’incredulità e distrutti, ecco, queste cose saranno scelte per uscire fuori fra i Gentili, per dono e potere dell’Agnello. Ed ivi sarà scritto il mio Vangelo - dice l’Agnello - e la mia roccia e la mia salvezza. E benedetti coloro che cercheranno di edificare la mia Sion in quel giorno, perchè essi avranno il dono ed il potere dello Spirito santo; e se persevereranno fino alla fine, saranno levati all’ultimo giorno e salvati nel regno eterno dell’Agnello; e quanto saranno belli sulle montagne coloro che pubblicheranno la pace, sì, novelle di grande gioia.” - E vidi allora il resto della stirpe dei miei fratelli ed anche il libro dell’Agnello di Dio, che è uscito dalla bocca dell’Ebreo, vidi che passò dai Gentili al resto dei discendenti dei miei fratelli. E dopo che lo ebbero ricevuto vidi altri libri passare dai Gentili a loro, secondo il potere dell’Agnello, per convincere i Gentili e il resto della stirpe dei miei fratelli ed anche gli Ebrei sparsi su tutta la faccia della terra, che le scritture dei profeti e dei dodici apostoli dell’Agnello sono vere. Questi ultimi libri, che hai veduti fra i Gentili, confermeranno la verità dei primi, che vengono dai dodici apostoli dell’Agnello, e faranno conoscere i passaggi chiari e preziosi che ne sono stati tolti; e faranno conoscere a tutte le razze, lingue e popoli che l’Agnello di Dio è il figlio del Padre eterno e il salvatore del mondo; e che tutti gli uomini debbono venire a lui, altrimenti non possono essere salvati. E debbono venire secondo le parole stabilite dalla bocca dell’Agnello; e le parole dell’Agnello saranno rese note negli annali della tua posterità, come pure negli annali dei dodici apostoli dell’Agnello; perciò i due saranno riuniti, perchè vi è un solo Iddio ed un solo pastore su tutta la terra. E viene il tempo in cui si manifesterà a tutti i popoli, sia agli Ebrei che ai Gentili: e dopo essersi manifestato agli Ebrei e poi anche ai Gentili, egli si manifesterà ai Gentili ed agli Ebrei, gli ultimi saranno i primi ed i primi saranno gli ultimi. Ed avverrà che se i Gentili daranno ascolto all’Agnello di Dio, in quel giorno egli si manifesterà loro in parole e in potenza e in atti, fino a toglier loro le pietre dello scandalo. E se non induriranno i loro cuori contro l’Agnello di Dio, essi saranno contati fra i discendenti di tuo padre; sì, essi saranno annoverati nel casato d’Israele e saranno un popolo benedetto sulla terra promessa, in eterno; non saranno mai più condotti in prigionia; e il casato d’Israele non sarà più confuso. E quel profondo abisso scavato per loro da quella grande e abominevole chiesa, che fu fondata dal diavolo e dai suoi figli per condurre in inferno le anime degli uomini, sì, quel profondo abisso che fu scavato per la distruzione degli uomini, sarà riempito con quelli che lo scavarono, fino al loro completo annientamento - dice l’Agnello di Dio -; ma non per l’annientamento dell’anima, salvo che venga gettata in quell’inferno che non ha mai fine. Poiché è questa la sorte di coloro che operarono il male e le abominazioni dinanzi a Dio, secondo la servitù del diavolo; ed incorrono così nella giustizia divina. - E l’angelo mi parlò ancora, dicendo: - Hai visto che se i Gentili si pentono, tutto sarà bene per loro; e conosci pure quanto riguarda le alleanze del Signore col casato d’Israele; ed hai pure udito che chiunque non si pente deve perire. Pertanto guai ai Gentili, se induriscono il cuore contro l’Agnello di Dio. Perchè verrà il tempo in cui - dice l’Agnello di Dio - io farò un’opera grande e meravigliosa tra i figlioli degli uomini; un’opera che per ogni verso durerà in eterno, sia per convincerli della pace e della vita eterna, sia per abbandonarli alla durezza dei loro cuori ed alla cecità dei loro spiriti, fino a che siano condotti in prigionia e in perdizione temporale e spirituale, secondo la servitù del demonio di cui ho parlato. - Or avvenne che quando l’angelo mi ebbe così parlato, aggiunse: - Rammenti le alleanze del Padre col casato d’Israele? - Risposi: - Sì. - Ed egli mi disse: - Guarda e vedi quella grande e abominevole chiesa, che è la madre delle abominazioni, alle cui basi sta il diavolo. - E mi disse: - Non vi sono che due chiese: una è la chiesa dell’Agnello di Dio e l’altra è la chiesa del demonio; perciò chiunque non appartiene alla chiesa dell’Agnello di Dio appartiene a quella grande chiesa, che è la madre delle abominazioni ed è la prostituta di tutta la terra. - Guardai allora, e vidi la prostituta di tutta la terra ed era assisa su molte acque ed aveva dominio sopra tutta la terra, fra tutte le nazioni, razze, lingue e popoli. Ed ecco vidi la chiesa dell’Agnello di Dio ed era poco numerosa, a causa della malvagità e delle abominazioni della prostituta, che era assisa su molte acque; nondimeno vidi che la chiesa dell’Agnello, formata dai santi di Dio, era sparsa su tutta la terra, ma il suo dominio sulla faccia della terra era modesto, per la malvagità della grande prostituta che avevo veduto. Ed ecco vidi che la grande madre delle abominazioni radunava delle moltitudini sulla faccia della terra intera, fra tutte le nazioni dei Gentili, per combattere contro l’Agnello di Dio. E vidi allora la potenza dell’Agnello di Dio che scendeva sui santi della chiesa dell’Agnello e sul popolo dell’alleanza del Signore, che era sparso su tutta la terra; ed erano armati di giustizia e del potere di Dio, in grande gloria. Ed ecco vidi che la collera divina si riversava sulla grande ed abominevole chiesa, al punto che scoppiarono guerre e rumori di guerra fra tutte le nazioni e stirpi della terra. E mentre cominciavano ad esservi guerre e rumori di guerra fra tutte le nazioni e stirpi che appartenevano alla madre delle abominazioni, l’angelo mi parlò e disse: - Vedi, la collera di Dio è sulla madre delle prostitute e tu puoi vedere tutto ciò. E quando verrà il giorno in cui l’ira di Dio sarà riversata sulla madre delle prostitute, che è la grande ed abominevole chiesa di tutta la terra, alla cui base sta il demonio, comincerà l’opera del Padre per preparare la via all’adempimento delle sue alleanze, che ha stabilito col suo popolo, che è del casato d’Israele. - Ed avvenne che l’angelo mi disse: - Guarda! - E guardai e vidi un uomo, che era vestito di una veste bianca. E l’angelo soggiunse: - Ecco uno dei dodici apostoli dell’Agnello. Ecco, egli vedrà e scriverà il resto di codeste cose; sì, e molte altre cose che sono avvenute. E scriverà riguardo alla fine del mondo . Perciò le cose che scriverà sono giuste e vere; e sono scritte nel libro che vedesti uscire dalla bocca dell’Ebreo; ed al tempo in cui uscirono, o piuttosto che il libro uscì dalla bocca dell’Ebreo, le cose scrittevi erano chiare e pure, preziosissime, e facili ad essere comprese da tutti gli uomini. E sappi che le cose che l’apostolo dell’Agnello scriverà comprendono molte delle cose che hai vedute, ed il resto lo vedrai. Ma le cose che vedrai ora, non le scriverai, perché il Signore ha ordinato all’apostolo dell’Agnello di Dio di scriverle. Ed anche ad altri che hanno vissuto prima, egli ha mostrato ogni cosa ed essi le hanno scritte; e sono sigillate per venire alla luce al casato d’Israele in tutta la loro purezza, secondo la verità che è nell’Agnello, al tempo segnato dal Signore. - Ed io, Nefi, udii e ne do testimonianza che il nome dell’apostolo dell’Agnello era Giovanni, secondo le parole dell’angelo. Ed ecco, io, Nefi, ho avuto il divieto di scrivere il resto delle cose che vidi ed intesi, per cui ciò che ho scritto mi è sufficiente e non ho scritto che una piccola parte di ciò che vidi. Ed attesto di aver veduto quanto vide mio padre ed è l’angelo del Signore che mi fece conoscere tutto ciò. Ed ora cesso di parlare di ciò che vidi mentre ero rapito in ispirito; e seppure tutto ciò che vidi è scritto, le cose che ho scritte sono vere. Così sia. Amen. (13 - 14) (Visione avvenuta tra il 600 e il 592 a.C.)

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    Ecco, io vi dico che il casato d’Israele fu paragonato ad un olivo dallo Spirito del Signore, che era nei nostri padri, e noi non siamo appunto un ramo di questo casato, ramo che è stato spezzato da Israele? Ed ora, ciò che vuol dire nostro padre, parlando dell’innesto dei rami naturali attraverso la pienezza dei Gentili, è che negli ultimi giorni, allorché i nostri discendenti saranno caduti nell’incredulità, sì, per un periodo di molti anni, molte generazioni dopo che il Messia si sarà manifestato nella carne ai figlioli degli uomini, allora la pienezza del Vangelo del Messia giungerà ai Gentili e dai Gentili ai resti della nostra stirpe. Ed in quel giorno il resto dei nostri discendenti saprà che appartengono al casato d’Israele e che sono il popolo dell’alleanza del Signore, ed allora verranno a conoscenza dei loro avi ed anche alla conoscenza del Vangelo del loro redentore, che lui stesso diede ai loro padri; perciò verranno alla conoscenza del loro redentore e dei punti essenziali della sua dottrina, per poter sapere in che modo potranno venire a lui ed essere salvati. Ed in quel giorno non gioiranno forse e non daranno gloria al loro eterno Iddio, loro roccaforte e loro salvezza? Sì, in quel dì non riceveranno forse forza e nutrimento dal vero ceppo? Sì, non verranno forse al vero ovile di Dio? Io vi dico che sì ed essi saranno di nuovo annoverati nel casato d’Israele, saranno innestati, essendo un ramo naturale dell’olivo, sul vero olivo. Ed è questo che vuol dire nostro padre: vuol dire che ciò non accadrà fin dopo che saranno stati dispersi dai Gentili. E vuol dire che ciò verrà mediante i Gentili, affinché il Signore possa mostrare la sua potenza ai Gentili, per questa stessa ragione, che sarà stato rigettato dagli Ebrei, o dal casato d’Israele. Nostro padre, dunque, non ha parlato soltanto della nostra stirpe, ma pure di tutto il casato d’Israele, alludendo all’alleanza che sarebbe stata conclusa negli ultimi giorni, alleanza che il Signore fece già col nostro padre Abramo, dicendo: “Nei tuoi posteri tutte le tribù della terra saranno benedette.” (15:12-18)

    E mi chiesero: - Che significa il fiume che vide nostro padre? -
    E dissi loro che l’acqua che vide nostro padre era simbolo di sozzura e che il suo spirito era così preoccupato da altri pensieri che non vide la sporcizia dell’acqua. E dissi loro che era un orribile abisso, che separava i cattivi dall’albero di vita ed anche dai santi di Dio. E dissi loro che rappresentava quell’orribile inferno, che l’angelo mi disse di essere preparato per i malvagi. Ed aggiunsi che nostro padre vide pure che la giustizia di Dio divideva anch’essa i cattivi dai buoni e che il suo splendore era simile a quello d’un fuoco fiammeggiante, che ascende verso Iddio eternamente e non ha fine .
    E mi domandarono: - Questo significa forse il tormento del corpo nei giorni di prova o lo stato finale dell’anima dopo la morte del corpo temporale o è detto in merito a cose temporali? -
    Ed allora spiegai loro che era un simbolo di cose temporali e spirituali, perché verrebbe il giorno in cui sarebbero giudicati per i loro atti, sì, per le opere compiute nel loro corpo temporale durante i giorni di prova. Ecco perché, se morissero nella loro malvagità, essi pure verrebbero rigettati fuori da tutto ciò che è spirituale, che appartiene alla giustizia: perciò dovranno essere condotti dinanzi a Dio per essere giudicati per tutti i loro atti; e se i loro atti sono stati impuri, per necessità saranno anche essi impuri; e se sono tali, è impossibile che possano dimorare nel regno di Dio, altrimenti il regno di Dio sarebbe egualmente impuro. Ma io vi dico, invece, che il regno di Dio non è impuro e non può entrarvi nulla d’impuro, perciò deve esservi un luogo d’impurità preparato per ciò che è impuro. E un tal luogo esiste, sì, ed è quell’orribile inferno di cui ho parlato, e il diavolo ne è il fondamento; per cui lo stato finale delle anime umane è di abitare nel regno di Dio o di essere rigettate a causa di quella giustizia di cui ho parlato. Così i malvagi sono separati dai giusti ed anche dall’albero di vita, il cui frutto è preziosissimo e più desiderabile che ogni altro frutto: sì, ed è il più grande di tutti i doni di Dio. Fu così che parlai ai miei fratelli. Amen. (15:26-36)

    Ecco, il Signore ha creato la terra perché sia abitata ed ha creato i suoi figlioli perché la posseggano. Ed eleva una nazione giusta ed annienta le nazioni dei malvagi. E guida i giusti in terre preziose, mentre distrugge i cattivi e maledice le loro terre per causa loro. Governa nell’eccelso dei cieli, poiché là è il suo trono, e questa terra è lo scanno dei suoi piedi. (176-39)

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    Ed allora esclamarono: - Ora sappiamo con sicurezza che il Signore è teco, perché sappiamo che è il potere di Dio che ci ha scossi. - E caddero a terra dinanzi a me e stavano per adorarmi, ma io non lo permisi loro, dicendo: - Sono vostro fratello, anzi minore di voi, perciò adorate il Signore Iddio ed onorate vostro padre e vostra madre, affinché i vostri giorni siano lunghi sulla terra che il Signore, Iddio vostro, vi darà. - Ed allora adorarono il Signore e mi seguirono, e costruimmo l’intelaiatura del vascello, di fattura singolare. Ed il Signore mi mostrava di tanto in tanto in che maniera dovevo lavorare le assi della chiglia. Perché io, Nefi, non lavoravo il legno secondo l’uso appreso dagli uomini né costruivo il vascello secondo la maniera degli uomini, ma lo costruivo secondo le istruzioni del Signore; dunque non era fatto secondo l’uso corrente fra gli uomini. Ed io, Nefi, mi recavo spesso sulla montagna e pregavo spesso il Signore, pertanto il Signore mi mostrava grandi cose. Ed allorché ebbi finito il vascello, secondo la parola del Signore, i miei fratelli dovettero convenire che era ben fatto e che la lavorazione ne era accuratissima, perciò si umiliarono di nuovo dinanzi al Signore. Ed avvenne che la voce del Signore venne di nuovo a mio padre, ordinandoci di levarci e di entrare nel vascello. Ed ecco all'indomani, dopo aver preparato ogni cosa, molta frutta e carni catturate nel deserto, miele in abbondanza e tutte le provviste, secondo quanto aveva comandato il Signore, entrammo nel vascello con tutto il nostro carico, le nostre sementi e tutto quanto avevamo portato con noi, ciascuno secondo la sua età; entrammo dunque tutti nella nave colle nostre mogli ed i nostri bambini. Ed ora mio padre aveva generato due figli nel deserto: il maggiore aveva nome Giacobbe ed il minore Giuseppe. Ed avvenne che dopo che fummo tutti entrati nel vascello e ch’ebbimo preso con noi le provviste nostre e le cose che ci erano state ordinate, ci mettemmo in mare e fummo sospinti dal vento verso la terra promessa. E dopo essere stati spinti dal vento per molti giorni, ecco che i miei fratelli ed i figli d’Ismaele, come pure le loro mogli, cominciarono a darsi alla gioia, a danzare, a cantare, ad esprimersi in modo osceno, a tal punto che dimenticarono quale potere li aveva guidati fin’allora; sì, si esaltarono e si lasciarono andare a grandi volgarità. Ed io, Nefi, cominciai ad avere grandissimi timori che il Signore si adirasse con noi e ci colpisse per le nostre iniquità, e che fossimo inghiottiti negli abissi del mare; presi dunque a parlar loro con molta sobrietà, ma essi ne furono irritati e dissero: - Non vogliamo che il nostro fratello minore sia il nostro superiore. -
    Laman e Lemuel, allora, mi presero e mi legarono con corde e mi trattarono con molta durezza; cionondimeno il Signore lo permise per poter mostrare loro la sua potenza ed adempiere le sue parole, che aveva espresse in merito ai malvagi. Ed ecco che, dopo che mi ebbero legato in modo da impedirmi ogni movimento, la bussola che era stata preparata dal Signore cessò di funzionare. Essi non sapevano dunque più ove dirigere il vascello; per di più sorse un grande uragano, sì, una grande e terribile tempesta, che ci sospinse indietro sull’oceano per lo spazio di tre giorni; e cominciarono ad essere eccessivamente impauriti, nel timore di colare a picco. Ma non mi slegarono. Ed il quarto giorno che eravamo sospinti a ritroso, la tempesta divenne spaventosa. Ed avvenne che stavamo per essere inghiottiti negli abissi del mare. Dopo avere indietreggiato sulle acque per quattro giorni, i miei fratelli si avvidero che il castigo divino era sospeso su loro e che sarebbero periti, a meno di pentirsi delle loro iniquità; perciò vennero a me e mi slegarono i polsi, che erano estremamente enfiati, e le mie caviglie erano pure assai gonfie e indolorite. Cionondimeno avevo elevato tutta la mia anima verso il mio Dio e l’avevo lodato ogni dì, e non avevo mai mormorato contro il Signore a causa delle mie afflizioni. Ora mio padre Lehi aveva parlato loro a lungo ed aveva pure parlato ai figli d’Ismaele, ma ecco, essi proferivano grandi minacce contro chiunque osasse parlare in mio favore; ed essendo i miei genitori avanzati in età ed avendo sofferto grandi dolori a causa dei loro figli, erano abbattuti al punto da non potersi alzare dai loro giacigli. A causa dei loro dolori, delle loro tristezze e della malvagità dei miei fratelli, essi erano precocemente invecchiati, al punto d’essere sulla soglia del trapasso per andare ad incontrare il loro Dio; sì, i loro capelli grigi stavano per essere posti a giacere nella polvere; sì, erano prossimi ad essere gettati con tristezza in un’umida tomba. Giacobbe e Giuseppe, essi pure, essendo in tenera età ed avendo bisogno di molte cure, erano addolorati delle afflizioni della loro madre; e neppure mia moglie, colle sue lacrime e le sue suppliche, né i miei bambini poterono intenerire i cuori dei miei fratelli perché mi liberassero. E non vi fu nulla, salvo il potere di Dio che li minacciava di distruzione, che poté intenerirli; fu dunque soltanto quando videro che stavano per essere inghiottiti nelle profondità del mare, che si pentirono di quanto avevano fatto e mi slegarono. E poiché mi ebbero liberato, ecco, io presi la bussola e si mise a funzionare là dove desideravo. Ed ecco pregai il Signore e, quando ebbi pregato, i venti caddero, la tempesta si placò e si fece una gran calma. Allora io, Nefi, mi misi al timone e ci dirigemmo di nuovo verso la terra promessa. Ed ecco, dopo aver navigato per molti giorni, giungemmo alla terra promessa; e ci inoltrammo sulla terra e vi piantammo le tende; e la chiamammo la terra promessa. E cominciammo ad arare la terra ed a piantare sementi, sì, seminammo tutti i semi che avevamo portato da Gerusalemme. E produssero raccolti straordinari, pertanto fummo benedetti in abbondanza. Ed avvenne che, esplorando la terra promessa, trovammo nelle foreste animali di ogni specie: vacche e buoi, asini e cavalli, capre e caprioli, ed ogni sorta d’animali selvaggi, utili all’uomo. E trovammo pure minerali in abbondanza: oro, argento e rame.
    Or avvenne che il Signore mi ordinò di fabbricare tavole di metallo per incidervi gli annali del mio popolo. E sopra queste tavole incisi gli annali di mio padre ed i nostri viaggi nel deserto e le profezie di mio padre; e vi incisi pure molte delle mie proprie profezie. Ed al tempo in cui feci quelle tavole ignoravo che poi avrei avuto ordine dal Signore di fare queste tavole qui, ragione per cui gli annali di mio padre, la genealogia dei suoi avi e la maggior parte degli avvenimenti occorsi nel deserto sono stati da me incisi su quelle tavole, di cui ho parlato; dunque, gli eventi venuti a mia conoscenza prima che facessi codeste tavole sono, per dir la verità, descritti più particolarmente sopra le prime tavole. (175-19:2)

  8. #8
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    Predefinito Re: Approfondimento del "Libro di Mormon".

    8

    Nulla di quanto scrivo sulle mie tavole io stimo sia profano. Ed ora, se io erro, pure gli antichi errarono; non già che voglia scusarmi con altri, ma piuttosto a causa della debolezza che è in me secondo la carne, di questo vorrei scusarmi. Perché certe cose, che alcuni reputano di grande valore sia per il corpo che per l'anima, altri le contano per nulla e le calpestano. Sì, gli uomini calpestano perfino lo stesso Dio di Israele; dico calpestano, ma dovrei esprimermi altrimenti, lo disprezzano e non danno ascolto alla voce dei suoi ammonimenti.
    Ed ecco, egli viene, secondo le parole dell’angelo, seicento anni dopo la partenza di mio padre da Gerusalemme. Ed il mondo, a causa dell’iniquità umana, lo tratterà con disprezzo, perciò lo flagelleranno ed egli lo sopporterà, lo percuoteranno ed egli lo soffrirà. Sì, andranno fino a sputargli addosso ed egli lo patirà per la sua amorosa bontà e per la sua longanimità verso i figlioli degli uomini. Ed il Dio dei nostri padri, che furono tratti fuori d’Egitto, fuori dalla cattività, e che furono preservati nel deserto, sì, il Dio d’Abramo, d’Isacco e di Giacobbe si abbandona, come fosse un uomo, fra le mani dei malvagi per essere elevato, secondo le parole di Zenos, e per essere crocifisso, secondo le parole di Neum; e per essere inumato in un sepolcro, secondo le parole di Zenos, che parlò pure dei tre giorni di tenebre che sarebbero dati come segno della sua morte a coloro che abitano le isole del mare e più specialmente a quelli del casato d’Israele. (19:6-10)

    Ascoltami, o Giacobbe, ed Israele che io ho chiamato, poiché io son desso, io sono il primo ed io sono anche l’ultimo. La mia mano ha posto le fondamenta della terra e la mia destra ha misurato i cieli. Io li chiamo ed essi compaiono. (20:12, 13)

    Uscite dunque di Babilonia, fuggite dai Caldei, e con voce di giubilo annunziate, bandite questo, datene voce fino alle estremità della terra, dite: - Il Signore ha riscattato il suo servitore Giacobbe. - (20:20)

    Ed ancora, ascoltate o voi del casato d’Israele, voi tutti che siete smembrati e cacciati via dalla crudeltà dei pastori del mio popolo; sì, voi tutti che siete smembrati e dispersi ovunque, e che siete del mio popolo, o casato d’Israele. Ascoltatemi, o isole, e uditemi, o popoli lontani, il Signore mi ha chiamato, fin dal ventre di mia madre egli ha menzionato il mio nome. Ed ha reso la mia bocca come una spada affilata, all’ombra della sua mano egli mi ha nascosto e mi ha fatto essere a guisa di saetta forbita, e mi ha nascosto nella sua faretra. E mi ha detto: - Tu sei il mio servitore, o Israele, nel quale io sarò glorificato. - Allora io dissi: - Mi sono affaticato invano, invano e indarno ho consumato la mia forza, ma certamente la mia ragione è col Signore e la mia opera col mio Dio. - Ed ora, dice il Signore, che mi formò fin dalle viscere materne affinché fossi suo servitore per ricondurgli Giacobbe; sebbene Israele non si raccolga, pure sarò glorificato agli occhi del Signore ed il mio Dio sarà la mia forza. Ed egli disse: - E’ poca cosa che tu sia mio servitore per drizzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre i riserbati d’Israele. Io ti darò per luce ai Gentili, affinché tu possa essere la mia salvezza fino alle estremità della terra. - Così dice il Signore, il redentore d’Israele, il suo santo, a colui che è sprezzato dagli uomini, a colui che le nazioni aborrono, al servitore di quelli che signoreggiano: - I re ti vedranno e si leveranno, ed anche i principi s’inchineranno per ragion del Signore che è fedele. - Così dice il Signore: - Nel tempo della benevolenza vi ho udito, isole del mare, e nel giorno della salute vi ho aiutate; e ti guarderò e ti darò il mio servitore per patto del popolo, per ristabilire la terra e per far possedere le eredità desolate. Perché tu possa dire ai prigionieri: “Uscite.” ; e a coloro che sono assisi nelle tenebre: "Mostratevi." – Ed essi pascoleranno sulle vie e i loro pascoli saranno sopra ogni luogo elevato. Essi non avranno fame né sete, né il caldo né il sole li colpirà, perché colui che ha misericordia di loro li condurrà e li guiderà pure presso le sorgenti d’acqua. Ed io ridurrò tutti i miei monti in cammini e le mie strade saranno rilevate. Ed allora, o casato d’Israele, ecco, gli uni verranno da lontano; ed ecco gli altri dal settentrione e dall’occidente; e gli altri dalla terra di Sinim.
    Giubilate, o cieli, e rallegrati, o terra, perché i piedi di coloro che dimorano a levante saranno ristabiliti; e fate risuonare canti di gioia, o montagne, perché non saranno mai più battuti; perché il Signore ha consolato il suo popolo e avrà misericordia dei suoi afflitti. Ma ecco, Sion ha detto: - Il Signore mi ha abbandonata e il mio Dio mi ha dimenticata…-, ma egli mostrerà che ciò non è. Poiché può una donna dimenticare il suo figliolino che poppa e non avere pietà del figlio delle sue viscere? Se pure lo potesse, io non ti dimenticherò, o casato d’Israele. Ecco, ti ho inciso sulla palma delle mie mani, le tue mura son di continuo al mio cospetto. I tuoi figlioli verranno in tutta fretta contro i tuoi distruttori e quelli che ti hanno devastata ti lasceranno. Alza gli occhi d’ogni intorno e vedi: tutti costoro si radunano e verranno a te. E come io vivo, dice il Signore, tu ti rivestirai di essi tutti come di un ornamento e te ne cingerai come una sposa. Perché allora le tue rovine e i tuoi luoghi deserti e la terra della tua distruzione saranno troppo stretti per tutti i tuoi abitanti, e quelli che ti divoravano saranno ben lontano. I figli che tu avrai, dopo avere perduto i primi, ti diranno ancora alle orecchie: - Codesto luogo è troppo ristretto per me, dammi altro posto ove possa abitare. – Allora tu ti dirai in cuor tuo: - Chi mi ha generati costoro, visto che avevo perduto i miei figli e che sono desolata, prigioniera, errante qua e là? E chi li ha allevati? Ecco, ero rimasta sola, e questi dov’erano? –
    Così dice il Signore Iddio: - Ecco, io leverò la mano ai Gentili e alzerò il mio stendardo ai popoli, ed essi ti porteranno i tuoi figli in braccio e le tue figlie sulle loro spalle. E i re saranno i tuoi balii e le loro regine le tue nutrici, e s’inchineranno a terra dinanzi a te e leccheranno la polvere dei tuoi piedi, e tu conoscerai che io sono il Signore e che coloro che sperano in me non saranno mai confusi. Giacché sarà forse tolta al potente la sua preda o saranno liberati i prigionieri giustamente presi? Ma, così dice il Signore, anche i prigionieri del potente gli saranno tolti e la preda dei possenti sarà riscossa, poiché io lotterò contro colui che lotta con te ed io salverò i tuoi figli. E coloro che ti opprimono mangeranno la loro propria carne e s’inebrieranno del loro proprio sangue come fosse vin dolce; ed ogni creatura saprà che io, il Signore, sono il tuo salvatore e il tuo redentore, il possente di Giacobbe. - (capitolo 21)

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    9

    E dopo che io, Nefi, ebbi letto queste cose, che erano incise sulle tavole di bronzo, i miei fratelli mi si avvicinarono e mi chiesero: - Che significano codeste cose che ci hai letto? Dobbiamo intenderle in un senso spirituale e accadranno esse secondo lo spirito e non secondo la carne? –
    Ed io, Nefi, risposi loro: - Ecco, esse furono manifestate al profeta dalla voce dello Spirito, poiché è lo Spirito che rivela ai profeti tutto ciò che accadrà ai figli degli uomini secondo la carne. Perciò le cose che vi ho lette si riferiscono ad avvenimenti ad un tempo temporali e spirituali, perché è evidente che il casato d’Israele, prima o poi, sarà disperso su tutta la superficie della terra, fra tutte le nazioni. E sappiate che ve n’è un buon numero che son già perduti di vista da coloro che sono a Gerusalemme. Sì, la maggior parte di tutte le tribù sono state condotte via e son disperse di qua e di là sulle isole del mare, e dove siano nessuno di noi lo sa, se non che sono state condotte via. E poiché sono state condotte via, tali profezie sono state date per quanto le concerne, come pure tutti coloro che saranno in seguito dispersi e confusi a causa del Santissimo d’Israele, perché essi induriranno i cuori contro di lui, ecco perché saranno dispersi fra tutte le nazioni e odiati da tutti gli uomini. Cionondimeno in seguito saranno nutriti dai Gentili, e il Signore ha levato la sua mano verso i Gentili e li ha destinati come stendardo, i loro figli saranno portati in braccio e le loro figlie sulle spalle dei Gentili, e tali cose hanno un senso temporale, perché tali sono le alleanze del Signore coi nostri padri e si riferiscono a noi in giorni futuri, come pure a tutti i nostri fratelli che sono del casato d’Israele. E ciò significa che verrà il giorno in cui, dopo che tutto il casato d’Israele sarà stato disperso e confuso, il Signore Iddio leverà una potente nazione fra i Gentili, sì, proprio su questa terra, ed i nostri discendenti saranno da loro dispersi (da quelli che diventeranno gli Stati Uniti) . E dopo che i nostri discendenti saranno stati dispersi, il Signore Iddio procederà ad un’opera meravigliosa fra i Gentili, che sarà d’un gran valore per i nostri posteri; pertanto è come se fossero nutriti dai Gentili e portati nelle loro braccia e sulle loro spalle. E quest’opera sarà pure d’un gran valore per i Gentili; e non solo per i Gentili ma per tutti gli israeliti, rendendo manifeste le alleanze del nostro Padre Celeste con Abramo, nelle quali è detto: "Nella tua progenie saranno benedette tutte le razze della terra."
    Ed io vorrei, fratelli, che voi sapeste che tutte le razze della terra non possono essere benedette, a meno che egli metta a nudo il suo braccio agli occhi di tutte le nazioni. Perciò il Signore Iddio procederà a tale atto, adempiendo le sue alleanze ed il suo Vangelo con quelli che sono del casato d’Israele. Per questo li farà di nuovo uscir di prigionia ed essi saranno riuniti sulle loro terre ereditarie, e saranno condotti fuori dall’oscurità e dalle tenebre, e sapranno che il Signore è il loro redentore, il grande Messia d’Israele. E il sangue di quella grande e abominevole chiesa, che è la prostituta di tutta la terra, ricadrà sulle loro proprie teste, perché si faranno guerre gli uni contro gli altri e la spada cadrà dalle loro mani sulle loro proprie teste, e s’inebrieranno del loro proprio sangue. E tutte le nazioni che scenderanno in guerra contro di te, o casato d’Israele, si volgeranno l’una contro l’altra e cadranno nella fossa ch’esse avevano scavata per inghiottirvi il popolo del Signore. E tutti coloro che combatteranno contro Sion saranno distrutti e quella grande prostituta, che ha pervertito le vie diritte del Signore, sì, quella grande e abominevole chiesa cadrà in polvere, e grande sarà la sua caduta. Poiché il giorno verrà presto, dice il profeta, in cui Satana non avrà più alcun potere sui cuori degli uomini; poiché vien presto il giorno in cui tutti i superbi e i malvagi saranno come stoppia, e viene il giorno in cui dovranno essere bruciati. Poiché vien presto il giorno in cui la pienezza dell’ira di Dio si riverserà su tutti i figlioli degli uomini, perché non soffrirà (non sopporterà) che i malvagi distruggano i giusti. Ragion per cui egli preserverà i giusti col suo potere, anche se dovesse far venire la pienezza della sua ira e per salvare i giusti dovesse distruggere i loro nemici col fuoco. Perciò i giusti non debbono temere, giacché così dice il profeta, essi saranno salvati, anche se dovesse essere col fuoco. Ecco, fratelli, io vi dico che tali cose debbono accadere presto; sì, il sangue ed il fuoco e i vapori di fumo debbon venire, e debbon essere su questa terra; e ciò accadrà agli uomini secondo la carne, se induriranno i loro cuori contro il Santissimo d’Israele. Perché sappiate che i giusti non periranno e che il giorno verrà certamente in cui tutti coloro che combattono contro Sion saranno distrutti. E il Signore preparerà sicuramente un cammino per il suo popolo, per adempiere le parole di Mosè, che disse: "Il Signore vostro Iddio vi susciterà un profeta come me e voi l’ascolterete in tutto ciò ch’egli vi dirà. Ed accadrà che tutti coloro che non daranno ascolto a quel profeta saranno scartati dal popolo."
    Ed ora io, Nefi, vi dichiaro che questo profeta, di cui Mosè parlò, era il santo Messia d’Israele, per cui egli eseguirà un giusto giudizio. E i giusti non debbono temere, perché son quelli che non saranno confusi. Bensì il regno del diavolo, che sarà edificato fra i figlioli degli uomini, e tale regno sarà stabilito fra coloro che saranno nella carne… Poiché tosto verrà il tempo in cui tutte le chiese edificate per lucro e tutte quelle edificate per dominare la carne e quelle erette per piacere agli occhi del mondo e quelle che cercano le brame della carne e le cose del mondo e ogni sorta d’iniquità, sì, infine tutte quelle che appartengono al regno del diavolo, son esse che debbono temere e tremare; son quelle che debbon essere abbassate nella polvere, quelle che debbono essere consumate come stoppia e tutto ciò secondo le parole del profeta. E presto viene il giorno in cui i giusti saranno condotti come vitelli da stalla e il Santissimo d’Israele dovrà regnare e dominare in potenza, in forza e grande gloria. Ed egli raduna i suoi figlioli dai quattro canti della terra e conta le sue pecore, ed esse lo conoscono; e vi sarà un solo ovile e un sol pastore; ed egli pascolerà le sue pecore ed esse troveranno pascolo in lui. Ed a causa della giustizia del suo popolo, Satana non ha più alcun potere, per cui non può essere disciolto per lunghi anni; poiché non ha più alcun potere sui cuori del popolo, che dimora in giustizia, e poiché il Santo d’Israele regna. Ed ora ecco io, Nefi, vi dico che tutte codeste cose debbono accadere secondo la carne. Ma ecco, tutte le nazioni, stirpi, lingue e popoli dimoreranno in sicurezza nel Santissimo d’Israele, se solo vorranno pentirsi. Ed ora io, Nefi, termino il mio dire, perché non oso parlare oltre su queste cose. Perciò, fratelli, io vorrei che voi teneste conto che le cose scritte sulle tavole di bronzo sono veritiere; ed esse attestano che gli uomini debbono essere obbedienti ai comandamenti di Dio. Pertanto non bisogna che crediate che mio padre ed io siamo i soli ad attestare ed a insegnare tali cose. Dunque, se sarete obbedienti ai comandamenti e persevererete fino alla fine, sarete salvati all’ultimo giorno. Così è in verità. Amen. (cap. 22)

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    Predefinito Re: Approfondimento del "Libro di Mormon".

    10

    Il "Secondo libro di Nefi" racconta eventi accaduti tra il 588 e il 570 a.C.

    Ed avvenne che dopo che io, Nefi, ebbi terminato d’istruire i miei fratelli, anche nostro padre, Lehi, disse loro molte cose, mostrando loro i grandi prodigi compiuti dal Signore nel condurli fuori dalla terra di Gerusalemme. E ricordò loro le rivolte di cui si erano resi colpevoli in mare e la misericordia di Dio nel risparmiar loro la vita, evitando che fossero inghiottiti dalle onde. E parlò loro anche della terra promessa, che avevano ottenuta, e come il Signore era stato misericordioso nell’avvertirci di fuggire dalla terra di Gerusalemme. Poiché sappiate, diss’egli, che ho avuto una visione, dalla quale ho appreso che Gerusalemme è distrutta; e se noi fossimo rimasti a Gerusalemme, saremmo periti noi pure. Ma, continuò, nonostante le nostre afflizioni, abbiamo ottenuto una terra promessa d'elezione, superiore a tutte le altre; una terra che, secondo l’alleanza che il Signore Iddio ha fatta con me, sarà una terra destinata come eredità alla mia stirpe. Sì, il Signore mi ha concesso questa terra, a me e ai miei figli per sempre, ed anche a tutti coloro che saranno condotti dalla mano del Signore fuori da altre contrade. Pertanto io, Lehi, profetizzo secondo quanto mi suggerisce lo spirito che è in me, che nessuno verrà su questa terra salvoché vi sia condotto dalla mano del Signore. Dunque, questa terra è consacrata a colui ch’egli vi condurrà. E se lo serviranno secondo i comandamenti da lui dati, sarà per essi una terra di libertà, ragion per cui non saranno mai ridotti in schiavitù; se ciò avverrà, sarà per causa dell’iniquità, perché se l’iniquità abbonderà, maledetta sarà per loro questa terra, ma per i giusti essa sarà benedetta in eterno. Ed ecco, è nella saggezza divina che questa contrada sia tenuta per ora celata alle altre nazioni, altrimenti molti popoli invaderebbero il paese e non vi sarebbe più posto per una eredità. Perciò io, Lehi, ho ottenuto una promessa, che finché coloro che saranno condotti fuori da Gerusalemme dal Signore Iddio manterranno i suoi comandamenti, essi prospereranno su questa terra e saranno tenuti nascosti a tutte le altre nazioni, per poter possedere essi stessi questo paese. E se manterranno i suoi comandamenti, essi saranno benedetti sulla faccia di questa terra e non vi sarà alcuno per molestarli né per prender loro la loro terra ereditaria, e vi dimoreranno per sempre in sicurezza. Ma in verità, sappiate che quando verrà il tempo in cui cadranno nell’incredulità, dopo aver ricevuto sì grandi benedizioni dalla mano del Signore, – avendo conoscenza della creazione della terra e di tutti gli uomini, conoscendo le grandi e meravigliose opere del Signore dopo la creazione del mondo; avendo ricevuto il potere di compiere ogni cosa con la fede; avendo tutti i comandamenti dal principio, e dopo essere stati condotti dalla sua bontà infinita a questa preziosa terra promessa - ecco, io vi dico, se verrà il giorno in cui essi ricuseranno il Santissimo d’Israele, il vero Messia, il loro redentore e loro Dio, ecco i giudizi di colui che è giusto peseranno su di loro. Sì, egli condurrà quivi altre nazioni e darà loro potenza, e toglierà alla nostra progenie le loro terre avite, e farà sì che ch’essi siano dispersi e sconfitti. Sì, di generazione in generazione vi saranno fra loro spargimenti di sangue e grandi calamità; ecco perché, figli miei, io vorrei che vi rammentiate; sì, vorrei che voi deste ascolto alle mie parole. (1:1-12)

    E voi avete mormorato per la sua franchezza verso di voi. Voi dite che si è comportato con durezza e che si è adirato con voi, ma sappiate che la sua durezza veniva dalla potenza della parola di Dio che era in lui e che ciò che voi chiamate ira era la verità, secondo quella che è in Dio, e che egli non poté tacere, palesando senz’ambagi le vostre iniquità. (1:26)

 

 

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