Con FS e Cdp Draghi abbatte gli ultimi fortini M5s. Conte arranca: è una polveriera
L'ex premier fuori dal valzer, Palazzo Chigi avvisa Di Maio delle novità. Intanto c'è anche il fronte Napoli, altra grana per rossogialli
“Forse Giuseppe dobbiamo riunirci con una certa urgenza”. L’ambasciata fatta recapitare a Conte porta la firma dei ministri M5s e dei capigruppo di Camera e Senato, tutti abbastanza in affanno. Frastornati.
Ecco perché alle 8.30 di giovedì l’ex premier riunirà su Zoom i colonnelli grillini che a oggi contano più del generale, ancora impantanato. Due esempi su tutti: il “mistero napoletano” delle amministrative e soprattutto le nomine. Su Ferrovie è arrivato il primo colpo di benna. E oggi tocca a Cdp. Per il M5s Draghi ha comunicato le sue scelte a Di Maio.
Il metodo Draghi, dunque. Ancora una volta. E cioè: un giro di telefonate partite nel pomeriggio da Palazzo Chigi per informare – o condividere a cose fatte, diciamo – i nuovi assetti di Ferrovie con i ministri più rappresentativi dei partiti di maggioranza e anche qualche leader politico.
Nessuna sorpresa rispetto agli ultimi pronostici. Il nuovo ad di Ferrovie è Luigi Ferraris, ex numero uno di Terna, che prende il posto di Gianfranco Battisti, nominato nel 2018 dai grillini e molto gradito all’allora ministro Danilo Toninelli. Una donna alla presidenza di Fs: si tratta di Nicoletta Giadrossi, triestina con laurea in matematica a Yale, con esperienza già a Fincantieri (2016) e a Brembo (2017).
E questo non è che un debutto se si pensa a quando andrà in scena il vero cambio della guardia a Cassa depositi e prestiti. Con l’arrivo, dato per scontato, di Dario Scannapieco al posto di Fabrizio Palermo.
Un altro colpo, secco e ben assestato, al sistema di potere targato Conte e che si aggiunge alle nomine effettuate in questi cento giorni (l’ultima di una lunga teoria: la svolta al Dis con Elisabetta Belloni al posto di Gennaro Vecchione). Ferrovie e Cdp saranno binari fondamentali su cui correrà il Recovery plan. Conte non è stato interpellato dal premier, nemmeno quando la svolta è risultata chiara a tutto il mondo, con i lanci di agenzia che raccontavano dell’incontro mattutino Draghi-Franco. “Mi aspetto una polveriera”, è stato il commento dell’ex premier a proposito di una partita che ha visto il M5s alle prese con tutta la sua debolezza. Quella di un partito di maggioranza relativa che da tre mesi aspetta l’ostensione del nuovo leader e il lancio del “nuovo movimento” (lo scorso 24 aprile Conte ha scritto su Facebook: “Conto di poter presentare all’assemblea degli iscritti il nuovo statuto e la Carta dei principi e dei valori all’inizio di maggio nel corso di un grande evento on line, aperto e partecipato”).