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Discussione: Lepanto

  1. #41
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    Predefinito Re: Lepanto

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Il cristianesimo, come l'ebraismo e l'islam, è una dottrina mediorientale, extraeuropea, portatrice di una weltanschauung avversa al nostro ceppo etnico, alle nostre genti, alla nostra natura antropologica e identitaria.
    Io, più che alle teorie, bado ai fatti, e di fatto questa "dottrina mediorientale, extraeuropea" è stata generalmente rifiutata in medioriente e si è generalmente inculturata in Europa, presso le nostre genti....
    Quello che viene percepito da noi come "cristianesimo" è un codice etico condiviso che non ha più nulla a che fare con la dottrina cristiana, in particolare con quella cattolica romana.
    Parli del presente, e di questioni questionabili e complesse.
    Di fatto, dal punto di vista storico, la progressiva affermazione del cristianesimo nell'Occidente è coincisa con la progressiva affermazione dell'Occidente nel mondo, culminata nel suo primato universale, praticamente in tutti i campi.
    E, di fatto, la presente e progressiva crisi del cristianesimo nell'Occidente, coincide con la presente e progressiva crisi dello stesso Occidente...

  2. #42
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    Predefinito Re: Lepanto

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Io, più che alle teorie, bado ai fatti, e di fatto questa "dottrina mediorientale, extraeuropea" è stata generalmente rifiutata in medioriente e si è generalmente inculturata in Europa, presso le nostre genti....

    Parli del presente, e di questioni questionabili e complesse.
    Di fatto, dal punto di vista storico, la progressiva affermazione del cristianesimo nell'Occidente è coincisa con la progressiva affermazione dell'Occidente nel mondo, culminata nel suo primato universale, praticamente in tutti i campi.
    E, di fatto, la presente e progressiva crisi del cristianesimo nell'Occidente, coincide con la presente e progressiva crisi dello stesso Occidente...
    Infatti, in quanto dottrina mediorientale, ha aggredito prima l'Europa ariana e celtogermanica, poi il resto del mondo.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #43
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    Predefinito Re: Lepanto

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Infatti, in quanto dottrina mediorientale, ha aggredito prima l'Europa ariana e celtogermanica, poi il resto del mondo.
    La dottrina cristiana, rifiutata in blocco dai popoli mediorientali, si è inculturata in modo specifico e speciale proprio nell'Europa ariana e celtogermanica!
    I primati che l'Occidente ha progressivamente conquistato proprio assimilando progressivamente il cristianesimo non sono primati di aggressione(che non sono certo dovuti al cristianesimo, il quale, in tutte le sue forme, ha sempre condannato le guerre di aggressione, e che comunque sono imparagonabilmente inferiori a quelli conseguiti.....dal paganissimo impero romano....) sono primati di ordine politico, economico, culturale, artistico, scientifico, tecnologico.
    Se c'è una cosa che detesto sono le polemiche e le rivalità interne tra i popoli e le città della Padania (anche quelle "storiche", ad esempio tra Torino e Milano, Venezia e Genova, Bergamo e Brescia, Crema e Cremona, Pavia e Vigevano, ecc.). Mi infastidiscono persino le "innocue" rivalità calcistiche intercittadine e intracittadine.
    Trovo quindi particolarmente cretine e dannose le polemiche sulla religione. Diciamo e ripetiamo che i padani sono delle pecore da tosare, che non pensano ai loro veri interessi, che lavorano tanto ma non si occupano abbastanza di politica, che sembrano autolesionisti fino al masochismo, che subiscono stupidamente il "divide et impera" romano...e poi ci mettiamo a polemizzare tra "pagani" e "cristiani"?
    Io sono d'accordissimo nel criticare ciò che possono dire o fare certi cattolici, o certi preti, o certi vescovi, o un certo Papagliaccio, non sono d'accordo, sia per convinzione, sia per banali e evidenti motivi di strategia politica, sull'attaccare e sul criticare "in sè" la Chiesa cattolica(e quindi tutti i padani cattolici) e in particolare la sua dottrina e la sua tradizione, le quali, come dimostra la storia e come ho evidenziato in un altro messaggio, sono rettamente favorevoli ai principi di autonomia e autodeterminazione dei popoli.

  4. #44
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    Predefinito Re: Lepanto

    La dottrina e la tradizione sono una cosa, la Chiesa ormai è altro.
    Mi pare ci sarebbe da nominare un certo Costantino...
    Per quanto riguarda le "innocue rivalità calcistiche" sono un aspetto del sano e spontaneo campanilismo che nelle nostre terre è sempre esistito, dal tempo dei Comuni, una forma di "rivalità" che è giusto che ci sia anche solo per una competizione mirante alla crescita, se è vero come è vero tra l'altro quello che scrive Fini sull'articolo da te riportato nel punto in cui tratta dell'aggressività repressa.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #45
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    Predefinito Re: Lepanto

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    La dottrina cristiana, rifiutata in blocco dai popoli mediorientali, si è inculturata in modo specifico e speciale proprio nell'Europa ariana e celtogermanica!
    E' stata elaborata proprio per quello: per permettere alla weltanschauung semita e mediorientale di prendere piede in Europa.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #46
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    Predefinito Re: Lepanto

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    La dottrina e la tradizione sono una cosa, la Chiesa ormai è altro.
    Mi pare ci sarebbe da nominare un certo Costantino...
    Per quanto riguarda le "innocue rivalità calcistiche" sono un aspetto del sano e spontaneo campanilismo che nelle nostre terre è sempre esistito, dal tempo dei Comuni, una forma di "rivalità" che è giusto che ci sia anche solo per una competizione mirante alla crescita, se è vero come è vero tra l'altro quello che scrive Fini sull'articolo da te riportato nel punto in cui tratta dell'aggressività repressa.
    Il campanilismo è uno strumento micidiale usato da roma per soggiogare i beoti polentoni.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #47
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    Predefinito Re: Lepanto

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Il campanilismo è uno strumento micidiale usato da roma per soggiogare i beoti polentoni.
    Ma al di là del divide ed impera penso sia una cosa più che naturale.
    Se poi è stato sfruttato, è un po' come oggi dove sono state usate le nostre migliori qualità proprio per fotterci.
    Ma le nostre migliori qualità sono nostre, non romane per fortuna.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #48
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    Predefinito Re: Lepanto

    i cristiani hanno avuto un culo della madonna : era appena morto il grande ammiraglio turco Barbarossa e la marina ottomana era nei casini.

  9. #49
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    Predefinito Re: Lepanto

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    E' stata elaborata proprio per quello: per permettere alla weltanschauung semita e mediorientale di prendere piede in Europa.
    Già, però guarda caso la weltanschauung cristiana non ha preso piede tra i semiti e i mediorientali, ma proprio in Europa, e i suoi esiti storici sono stati, oso dire, complessivamente molto positivi.
    Certo, qualcuno potrebbe ipotizzare che se gli europei fossero rimasti fedeli a Lug e a Wotan, gli esiti sarebbero stati persino migliori. Ma la controprova storica non c'è....

  10. #50
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    Predefinito Re: Lepanto

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda le "innocue rivalità calcistiche" sono un aspetto del sano e spontaneo campanilismo che nelle nostre terre è sempre esistito, dal tempo dei Comuni, una forma di "rivalità" che è giusto che ci sia anche solo per una competizione mirante alla crescita, se è vero come è vero tra l'altro quello che scrive Fini sull'articolo da te riportato nel punto in cui tratta dell'aggressività repressa.
    Io penso che oggi, i padani, se proprio la vogliono sfogare, l'aggressività repressa, dovrebbero rivolgerla non contro i loro fratelli di sangue e di spirito, ma contro i loro sud-ici sfruttatori e schiavizzatori.
    E' vero che la retta rivalità può portare a una utile competizione mirante alla crescita, ma il suo cattivo dosaggio può condurre a esiti tragici, come dimostra appunto la storia dei Comuni: l'eccessiva rivalità intercittadina e persino intracittadina ha portato prima all'affermarsi di governi autoritari signorili, poi persino alla sottomissione a popoli stranieri (dagli spagnoli......agli itagliani).
    I padani, con la Lega Lombarda, sono stati i primi a creare una libera confederazione di popoli liberi. Il povero Mameli, tra le tante sciocchezze che scrisse nel suo dissennato inno, mise pure questa: “Dall'Alpi a Sicilia ovunque è Legnano”. In realtà la vittoria di Legnano non c’entra nulla con la Sicilia, né con l’Italia di oggi (a quall’epoca la parola “Italia” era spesso usata come sinonimo di Longobardia, cioè di Padania). Essa fu invece l’effetto della lotta condotta dai liberi comuni padani che nel corso degli anni aderirono alla Lega Lombarda.









    Detto questo, è importante sottolineare come proprio la civiltà comunale segni una delle tante contrapposizioni nette che sussistono tra la Padania e il Mezzogiorno, e ciò permarrebbe vero anche nell’ipotesi fantastorica in cui non fosse mai esistita la Lega Lombarda. Quella dei liberi comuni era una civiltà che traeva le proprie origini anche dalle radici storico-etniche della Padania, cioè dall’autonomismo tipico dei popoli celtici, delle Sippe gotiche e delle Fare longobarde. Era un modello, fondato sui forti legami identitari locali, sulle ridotte competenze dei poteri pubblici, sulla propensione all’autonomismo e allo spirito di concorrenza e di intraprendenza, che portò a un incredibile sviluppo economico, culturale e civile, e che si contrapponeva diametralmente al modello che si sarebbe andato sviluppando nel Mezzogiorno, per colpa (o per merito: tanti terroni di oggi ancora lo idolatrano…) di Federico II (il sovrano tedesco di stirpe, ma islamizzante e terrone nell’anima…) basato sull’autoritarismo, sull’accentramento, sulla burocratizzazione, sulla mancanza di iniziativa privata, sulla sud-ditanza clientelare verso i potenti e i pubblici rappresentanti (che ancora oggi caratterizza…il Sud-de) sulla repressione anche violenta delle autonomie locali e delle libertà politiche e economiche (modello antesignano quindi dell’idolatria statalista che sarebbe infine sfociata nel totalitarismo). Quel Federico II che, scrivendo al re di Francia, e alludendo ai comuni padani, affermava di voler “svellere i piantoni di empia libertà già attecchiti in altri luoghi”. Non a caso i comuni padani, nonostante la durissima e lunghissima guerra, furono ben disposti a trattare, e a riconoscere alla fine i dovuti onori formali nei confronti del sacro imperatore germanico Barbarossa, ma tennero invece un atteggiamento indisponibile nei confronti del nipote terronizzante e totalitarizzante.
    Sta di fatto che l’”empia libertà” permise ai comuni padani di sviluppare una fiorente economia pre-capitalistica, rettamente regolamentata e umanizzata dall’influenza della Chiesa Cattolica (con secoli di anticipo rispetto allo spietato “spirito del capitalismo” di impronta protestante-calvinistica) e di porre le basi della civiltà rinascimentale (che non a caso ha la sua origine e il suo culmine in ambito tosco-padano).
    Il maggiore simbolo della Lega Lombarda, il Carroccio fu in realtà “inventato” nel 1038 (più di un secolo prima della fondazione della Lega…) da Ariberto da Intimiano, grande arcivescovo milanese, di origine longobarda, che sapeva maneggiare con animo indomito la spada, non meno che il pastorale…
    Cominciarono in quell’epoca a convergere a Milano uomini del contado, e artigiani e lavoranti dei feudi vicini, in cerca di libertà dallo stato di servitù feudale. Ariberto, che pure era figlio del suo tempo (e della sua condizione sociale) approvò e appoggiò tale fenomeno, facendo una dichiarazione che all’epoca era davvero dirompente e “rivoluzionaria”, a favore dei rurali padani: “Chiunque viene a Milano, e sa lavorare, è un uomo libero”.
    La potenza temporale degli arcivescovi di Milano toccò il suo apogeo con Ariberto, ma con lui cominciò pure a declinare, perché egli stesso volle allargare le basi del governo cittadino chiamando a farne parte i capi del popolo. Così la signoria feudale vescovile si trasformava e si apriva alla formazione del libero comune.
    Durante l’assedio di Milano da parte dell’imperatore Corrado II Ariberto prese un’altra decisone clamorosa: concesse a tutti, anche ai contadini e agli artigiani, il diritto di portare le armi. In precedenza tale diritto era riservato regolarmente alla sola nobiltà, ora tutti gli strati sociali venivano associati nella difesa dell’interesse comune. E fu in tale contesto che Ariberto concepì il Carroccio, fondamentale per la sua forte carica simbolica, ma pure molto ambrosianamente utile dal punto di vista pratico: infatti presso di esso, ben visibile anche da lontano, si trovava il comando delle operazioni, il posto di medicazione presso il quale portare i feriti, e l’altare sul quale si celebrava la Messa a favore dell’armata. Il Carroccio, simbolo di libertà e di indipendenza, si diffuse in seguito in tante città padane, e pure oltralpe, in Francia, in Olanda, in Germania e presso altri comuni di Paesi del Nord (e sottolineo del Nord…).
    La spoglia mortale di Ariberto “ch'al gran dì sarà sì chiara” attende la resurrezione nel Duomo di Milano, sotto la grande e bellissima croce da lui stesso commissionata, una copia della quale è anche il simbolo della vittoria nel Palio di Legnano, che si svolge ogni anno nella città lombarda.







    La Lega lombarda non fu una semplice alleanza militare, ma un vero e proprio patto confederativo(Cardini parla addirittura di uno “stato federale ante-litteram”). E’ significativo che nel patto di alleanza non si parli mai di capi militari. Al vertice della Lega non si trovavano infatti dei condottieri, ma un organismo civile composto da rettori scelti tra i consoli delle singole città. Il consiglio dei rettori era un organo politico, con competenze supercittadine pure di carattere legislativo e giudiziario (aveva anche funzione di tribunale supremo). La Lega Lombarda, che aveva come segni distintivi l’aquila guelfa e la croce di san Giorgio, assunse tra l’altro decisioni in tema di giustizia, territorio, commercio, comunicazioni, libera navigazione sul Po, e persino nel delicato ambito della riscossione delle tasse. Pose pure le basi di un vero e proprio diritto intercittadino, elaborato con l’assenso di tutti i Comuni.
    Ripeto: i padani, con la Lega Lombarda, sono stati i primi a creare una libera confederazione di popoli liberi e lo fecero nel 1167. Il patto cantonale del Grutli è del 1291, successivo pure alla seconda Lega Lombarda. Però gli svizzeri seppero coltivare e sviluppare l'ideale della libera unione di liberi popoli, i padani ricaddero nelle solite beghe e nelle solite rivalità. E' una lezione e un ammonimento che vale anche e soprattutto per noi, oggi.


 

 
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