Judith Butler, la papessa Zan
La filosofa-star che ha lanciato la grande rivoluzione del gender. La sua teoria è diventata battaglia politica in Italia
Intervista a Jean-François Braunstein, filosofo alla Sorbona: "In Butler c'è una radicale oscurità che seduce. E un ritorno alla Gnosi cristiana, l'odio per il corpo e il sesso biologico"
suoi testi sono astrusi, un verbiage indecifrabile, ma l’impatto del suo pensiero è impressionante e coinvolgente.
Judith Butler ha presentato una nuova concezione del gender. C’è una moltitudine aperta di generi che non sono vincolati alla distinzione biologica tra donne e uomini. Il sesso per Butler non è un fatto anatomico, ma creato dalla parola.
https://www.ilfoglio.it/cultura/2021...a-zan-2649092/
La fine dei due sessi dietro la legge Zan: ecco la teoria che spaventa e seduce
https://www.umbria24.it/opinioni/la-...venta-e-seduce
Non esiste più la distinzione binaria fra uomo e donna, ma un’infinita moltitudine di generi. Il sesso non è legato al nostro corpo, né è definito dalla biologia, è frutto invece della nostra percezione e, quindi, può cambiare anche più volte nel corso della vita
La filosofa rivoluzionaria che “ispira” la legge Zan
di Gabriella Mecucci
Dietro e dentro la legge Zan c'è la teoria dell'identità di genere. Anzi, è proprio questa la causa delle diffidenze maggiori. Maria Rita Castellani, garante dell'infanzia dell'Umbria, l'ha detta grossa quando ha sostenuto che il provvedimento “favorisce incesto e zoofilia”, ma più di un turbamento attraversa anche chi riflette a mente fredda e preferisce le analisi alle sparate. Gli interrogativi più importanti si riferiscono alla “filosofia” che sta dietro il provvedimento. Che cosa è dunque la teoria di gender? Come nasce e qual è la corrente filosofica che l'ha prodotta? Per saperne di più occorre andare oltre oceano. E poi raggiungere l'università di Berkley nel cuore della California.
Qui incontriamo Judith Butler, la filosofa del gender.
Tutto nasce da un'idea fondante: il sesso di una persona non è un fatto anatomico. Essere uomo o donna non dipende da come è il nostro corpo, ma dalla nostra percezione. Anzi, dalla parola. Non esistono – secondo Buttler - solo due sessi, ma una moltitudine di generi che non sono vincolati alla distinzione biologica binaria maschio-femmina. A quale di questi apparteniamo non dipende dalla biologia, ma dalle sensazioni che abbiamo in un determinato momento. Possiamo sentirci maschio o femmina o altro: le sfumature sono ben più di due. Una vera rivoluzione. La percezione che abbiamo di noi stessi può cambiare nel tempo – anzi è persino auspicabile che cambi - e quindi il nostro sesso può essere transeunte: può mutare anche più volte nell'arco di una vita.
Di più: John Money, uno psicologo degli anni Cinquanta, che per primo propose un abbozzo della teoria gender, sosteneva già, oltre 50 anni fa, che il comportamento maschile e femminile non ha nessuna base innata, istintuale e che quindi, educando un bambino come una ragazza, si può farlo diventare una ragazza. E fece degli esperimenti che andavano in questa direzione con risultati però negativi che bloccarono la diffusione della sua teoria..
La biologia – commenta oggi Buttler - si ostina a pensare che esistano solo due sessi e che la riproduzione della specie umana sia sessuale dimostrando così di essere una scienza “falsa, virilista,patriarcale”.A questo punto la teoria della filosofa gender si cimenta anche con le grandi novità scientifiche in materia di inseminazione artificiale. Ormai – osserva - si può concepire senza alcuna pratica di natura sessuale e si può fare sesso senza rischiare di concepire. Quindi sesso e procreazione si sono completamente divaricati.
Il gender, negando l'origine naturale del sesso, ritiene irrilevante il corpo nel definirlo. Nega qualsiasi predeterminazione, qualsiasi oggettività. Non esiste niente fuori di noi, niente di determinato prima di noi, ma tutto viene deciso solo da noi. Si tratta di una rivoluzione radicale che “soggettivizza” tutto in modo esasperato. Che lega le scelte che facciamo esclusivamente alle nostre pulsioni, ai nostri desideri. E tutto ciò in nome della libertà, contro l'autoritarismo. Ma le nostre scelte, i nostri desideri – la domanda a questo punto è più che lecita - non sono forse anche essi potentemente condizionati dal potere? Il potere, l'autoritarismo che Buttler vorrebbe far uscire dalla porta, non rientra così più forte che mai dalla finestra? E la libertà di scelta non va a farsi benedire? Tutto questo, non è contenuto nella legge Zan che ha l'obiettivo dichiarato – e più che giusto - di punire chi discrimina o addirittura aggredisce omosessuali e transessuali.
Nel provvedimento però serpeggia qua e là la teoria del gender, a partire soprattutto dall'articolo 1, favorendo il diffondersi di dubbi e interrogativi legittimi. La filosofia della Buttler è ormai molto diffusa. Ci sono parecchi attivisti pro gender, provenienti soprattutto da parti importanti del mondo omosessuale e transessuale, che la propagandano e che operano perchè i suoi principi vengano posti a fondamento delle scelte di istituzioni nazionali e internazionali. In queste sempre meno si sottolinea la diversità fra i due sessi, e sempre più di frequente nei documenti ufficiali non sono usate le parole uomo e donna, mentre si va verso la scomparsa di termini come padre e madre.
E che dire di una pratica che comincia ad affermarsi (ancora per fortuna i numeri sono dell'ordine di poche migliaia) che vede un intervento su bambini di pochi anni dei quali si determina il sesso attraverso terapie ormonali e/o grazie al bisturi? Quanto alla famiglia, è in atto un cambiamento radicale del suo modo di essere di cui ancora non si comprende bene l'approdo. Viviamo dunque un momento di transizione molto delicato, sicuramente problematico, che richiederebbe attenzione e riflessione, e non scelte fatte a cuor leggero. Tanto è vero che una parte del femminismo e del mondo omosessuale femminile ha un atteggiamento molto critico verso il gender. Ciò provoca una divisione all'interno della sinistra, solo in parte schierata con questa nuova teoria.
Judith Butler infatti sembra prendere congedo dal pensiero femminista della differenza di Luce Irigary, dal quale aveva preso le mosse la sua riflessione. Per tutto questo oltrechè per l'opposizione del centrodestra, il gender non è più solo una teoria filosofica, ma un fondamentale elemento della battaglia politica in Italia come altrove. Non è inutile infine tratteggiare le matrici culturali e politiche di Judith Butler. La filosofa più amata e contestata d'America è stata allieva di Hans Gadamer e ha studiato in profondità la cultura francese: da Foucault a Lacan, da Levi-Strauss a Irigary.
https://www.passaggimagazine.it/wp-c.../Legge-Zan.pdf




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