Possono esistere situazioni peggiori proprio in quanto la distopia per essere stabile deve avere un margine di " non-distopicità ". Se la situazione fosse peggio di come è adesso da una parte ci sarebbe molta gente pronta a ribellarsi, e dall'altra si vedrebbe quel fenomeno di depressione collettiva già visto nei regimi totalitari. Depressione collettiva che diminuisce la produttività e soprattutto l'innovazione. La distopia per essere stabile deve dare quel margine minimo di sopravvivenza che lasci un barlume di speranza apparente. E' la speranza che spinge a fare progetti e scoperte.
Quindi viviamo in una distopia imperfetta quel minimo necessario a renderla duratura nel tempo. Oltre che in una quasi-utopia per i banchieri e i keepers al loro servizio.
Di passaggio noto come i partiti cosiddetti di sinistra abbiano un ruolo importante nel tenere accesa la vana speranza e quindi possano pienamente rientrare nella lista dei sedativi di massa prodotti da questa distopia. Tanto quanto la droga ( da loro propagandata), la pornografia ( da loro propagandata ), la televisione e gli sport mediatici ( calcio, baseball, pallacanestro ecc. ).




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(senza offesa naturalmente, su Veltroni si scherza