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  1. #1
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    PNRR: una, nessuna o cinquecentoventotto condizioni? (Parte I)
    Today, 03:43 PM
    PNRR: una, nessuna o cinquecentoventotto condizioni? (Parte I)
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    Il cosiddetto Recovery Fund, noto anche come Next Generation EU, attribuisce all’Italia 191 miliardi di euro che saranno trasferiti al Paese tra il 2021 e il 2026, suddivisi in 69 miliardi di euro a fondo perduto e 122 miliardi di euro di prestiti, da rimborsare alle istituzioni europee. Queste risorse vanno a finanziare gli interventi raccolti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

    In un mondo dominato dal denaro si sente spesso dire che seguendo i soldi – focalizzando l’attenzione sui soli flussi finanziari – si possono svelare le dinamiche fondamentali della società. Seguire la traccia di soldi porterebbe dritti al cuore delle meccaniche del sistema. Nel caso del PNRR questa massima perde buona parte della sua credibilità: i soldi del PNRR sono forse la parte meno rilevante del Piano, e proveremo a dimostrarlo concentrando la nostra attenzione sulle centinaia di condizioni a cui è stata subordinata l’erogazione dei fondi. I soldi, insomma, sono solo l’esca, mentre il contenuto politico del PNRR è racchiuso nelle clausole che vanno rispettate per ottenere quelle risorse.

    Abbiamo già avuto modo di sottolineare l’assoluta inadeguatezza del finanziamento messo a disposizione dalla Commissione Europea: quei soldi, nonostante le apparenze, sono insufficienti a garantire qualsiasi ripresa. Nel dibattito pubblico, però, si è fatta strada un’idea di apparente buon senso: fossero anche pochi, sono comunque un contributo alla crescita del Paese, ed un contributo finalmente libero dalle condizioni capestro che, nel decennio passato, hanno messo in ginocchio la Grecia e tutti gli altri Paesi che si sono imbattuti nei fatidici “aiuti” europei. Insomma, si dice, il Recovery Fund fornisce finanziamenti incondizionati: niente austerità, solo soldi, perché avremmo dovuto rifiutarli?

    Semplicemente, perché – come proveremo a mostrare sulla base della documentazione istituzionale disponibile – questi soldi portano con sé la vecchia austerità in una forma nuova e ancora più pervasiva. Infatti, le risorse del PNRR arriveranno all’Italia sotto forma di dieci rate semestrali di prestiti e dieci rate semestrali di contributi a fondo perduto, e l’erogazione di ciascuna rata è subordinata, da un lato, alla solita disciplina di bilancio (per l’appunto, la vecchia austerità fatta di tagli alla spesa pubblica e tasse), e dall’altro ad un dettagliatissimo piano di riforme – illustrate nel PNRR – che convergono sull’obiettivo di abbattere gli ultimi residui di stato sociale e trasformare il nostro modello economico in una moderna economia di mercato al servizio del profitto privato. Dunque, ogni euro di PNRR porta con sé decine e decine di euro di tagli alla spesa sociale, per via delle rigide regole di bilancio europee che impone, accompagnati a quelle riforme del sistema economico che servono a ridurre ulteriormente il perimetro dei diritti sociali per favorire l’espansione, senza limiti, del profitto di pochi.

    Dopo circa un anno di dibattito in cui ci è stato raccontato che il Recovery Fund sarebbe stato un aiuto incondizionato, ha fatto irruzione la realtà, sotto forma dell’Allegato riveduto della Decisione di esecuzione del Consiglio relativa all’approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell’Italia, un documento che illustra nel dettaglio ben 528 (già, cinquecentoventotto!) condizioni negoziate tra Italia e Commissione Europea per l’erogazione delle 20 tranche del finanziamento. Il documento riporta con precisione tutte le condizioni suddivise per tranche di finanziamento: sappiamo, insomma, cosa dobbiamo esattamente fare per ricevere ogni sei mesi una parte di quei 191 miliardi di euro.

    L’Italia si è quindi impegnata a realizzare una serie di riforme nei prossimi sei anni, su un arco temporale che supera abbondantemente l’orizzonte politico del governo in carica. Non importa quali siano i prossimi governi, cosa votino i cittadini, quali maggioranze parlamentari possano affermarsi: fino a che l’Italia resta nel campo della compatibilità con la cornice istituzionale dell’Unione Europea, il Paese ha già tracciato davanti a sé un programma politico che, passando per le tappe forzate scandite dal PNRR, eroderà i residui diritti sociali e imporrà, in misura ancora più pervasiva, l’interesse privato di pochi sul benessere collettivo della popolazione. Il principio che si afferma con il PNRR è chiaro: la politica economica del nostro Paese viene esplicitamente determinata all’infuori del processo democratico.

    SEGUE:

    https://pbaward.vbulletin.net/forum/...izioni-parte-i
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
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  2. #2
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    Predefinito Re: pnrr-una-nessuna-o-cinquecentoventotto-condizioni-parte-i[/URL]

    Che gli attuali comunisti italiani siano ignoranti è un dato di fatto.
    Ma che abbiano sentito che non c'erano condizioni per dare all'Italia tutti quei soldi... direi che rivelino o che hanno problemi alle orecchie o di analfabetismo di ritorno.

    E tralascio l'idea che 200 miliardi siano pochi. Probabilmente se non sei in grado nè di capire cosa significhi ripresa e nemmeno e soprattutto di capire che senza riforme puoi metterci anche 100 mila miliardi e non avviene niente fai il balletto del gambero più che la ripresa.

    Al solito questo giornali ignoranti contano sull'ignoranza. E bisogna esser ignoranti forte per anche solo immaginarsi che ci piovano sulla testa tanti soldi senza condizioni.

    A questo va aggiunto che per fortuna costoro sono ormai politicamente irrilevanti e che l'unica cosa che possono fare è sostenere Salvini e la Meloni che sono sulle loro stesse idee fuori dal mondo.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  3. #3
    Super Troll
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    Predefinito Re: pnrr-una-nessuna-o-cinquecentoventotto-condizioni-parte-i[/URL]

    IL GUaio è che le condizioni che impongono privilegiano solo la malavita e i ladri in genere.. e incentivano la povertà nella massa dei lavoratori.. ma noi siamo comunisti e naturalmente vediamo solo il peggio... mentre tu cogli solo i benenfici per chi si avvantaggia.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #4
    Viva l'Italia
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    Predefinito Re: pnrr-una-nessuna-o-cinquecentoventotto-condizioni-parte-i[/URL]

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    IL GUaio è che le condizioni che impongono privilegiano solo la malavita e i ladri in genere.. e incentivano la povertà nella massa dei lavoratori.. ma noi siamo comunisti e naturalmente vediamo solo il peggio... mentre tu cogli solo i benenfici per chi si avvantaggia.

    Va beh, i disadattati che oggi son ancora comunisti vedono complotti e malavita ovunque. Quindi non è un problema.
    Faremo davvero le riforme, ci normalizzeremo alla faccia dei fasciocomunisti, e vista la pesante arretratezza italiana (ferma dagli anni 80) assisteremo ad un rilancio che paragoneremo col boom economico degli anni 60.
    La disoccupazione diminuirà anche al sud. E tu potrai accorgerti della differenza visto che sei abituato a vivere in luoghi dove si piange e ci si lamenta e dove l'unico lavoro è lo Stato o il sussidio dello Stato.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  5. #5
    Super Troll
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    Predefinito Re: pnrr-una-nessuna-o-cinquecentoventotto-condizioni-parte-i[/URL]

    https://www.ibs.it/memorandum-modern.../9788894552607
    compratelo e leggilo.. forse impari qualcosa di vero.
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