Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 24
  1. #1
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Il debito pubblico non è di sinistra

    debito-sinistra

    Questo è un progetto nato circa sei mesi fa, quando mi incazzavo come una belva a leggere cosa scrivevano i commentatori di sinistra sulla crisi greca.
    Ho quindi voluto scrivere questo mini-trattato sul debito pubblico, per spiegare in modo rigoroso a chi non si è mai avvicinato a questi argomenti quali fossero le argomentazioni dietro al patto di stabilità e crescita.

    È ancora un work in progress: come si vede mancano alcuni capitoli; però la parte teorica relativa al PSC è completa. Mi sono pure divertito a fare una piccola simulazione in MATLAB, che spero possiate apprezzare.
    L'idea è quello di farne un e-book più completo, infilandoci dentro anche una trattazione rigorosa sul signoraggio: ho già pronto in LaTeX il modello di Cagan, derivato e commentato, che però non ho incluso in questa versione

    Se lo leggete, vi prego caldamente di dirmi cosa ne pensate.

  2. #2
    100% sardu -2000€/annu
    Data Registrazione
    30 Jan 2010
    Località
    ITALIA
    Messaggi
    51,099
     Likes dati
    2,866
     Like avuti
    2,337
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    debito-sinistra

    Questo è un progetto nato circa sei mesi fa, quando mi incazzavo come una belva a leggere cosa scrivevano i commentatori di sinistra sulla crisi greca.
    Ho quindi voluto scrivere questo mini-trattato sul debito pubblico, per spiegare in modo rigoroso a chi non si è mai avvicinato a questi argomenti quali fossero le argomentazioni dietro al patto di stabilità e crescita.

    È ancora un work in progress: come si vede mancano alcuni capitoli; però la parte teorica relativa al PSC è completa. Mi sono pure divertito a fare una piccola simulazione in MATLAB, che spero possiate apprezzare.
    L'idea è quello di farne un e-book più completo, infilandoci dentro anche una trattazione rigorosa sul signoraggio: ho già pronto in LaTeX il modello di Cagan, derivato e commentato, che però non ho incluso in questa versione

    Se lo leggete, vi prego caldamente di dirmi cosa ne pensate.
    Mi ricordo di essermi scontrato un paio di volte con te sul tuo pregiudizio riguardo i cosiddetti economisti di sinistra.
    Ma chi sono questi cazzo di economisti di sinistra?
    Hanno un sombrero gigante in testa, indossano la kefiah?

    da cosa distingui un economista di sinistra da un economista di destra?
    e soprattutto ha senso parlare di destra e sinistra in economia?
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  3. #3
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra


  4. #4
    100% sardu -2000€/annu
    Data Registrazione
    30 Jan 2010
    Località
    ITALIA
    Messaggi
    51,099
     Likes dati
    2,866
     Like avuti
    2,337
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra

    allora, mi sono letto la tua spiegazione e ha un fondamento logico molto forte.

    Da quello che ho capito l'oggetto del contendere, sarebbe il rapporto deficit/pil

    Quanto deve essere questo rapporto ?

    3% di maastricht o 4.8%?

    Il 3% è un parametro arbitrario che abbatte il debito
    Il 4.8% è il punto di equilibrio dell'Italia

    Quest'anno l'europa ci ha graziati, perchè c'era la crisi e ha deciso che va bene anche il 5%

    Ma in generale tu dici che alla lunga, sui 10 anni, gli shock portano a far aumentare il debito, quindi in realtà non è stabile nemmeno se la matematica darebbe ragione a chi non vuole rispettare i parametri.
    Se non ho capito male il debito aumenta anche se la media del pil rimane costante in tutti e dieci gli anni, perchè è lo sbalzo, gli alti e bassi che provocano gli shock e fanno aumentare il debito.
    Ultima modifica di stefaboy; 09-10-10 alle 23:55
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  5. #5
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    allora, mi sono letto la tua spiegazione e ha un fondamento logico molto forte.

    Da quello che ho capito l'oggetto del contendere, sarebbe il rapporto deficit/pil

    Quanto deve essere questo rapporto ?

    3% di maastricht o 4.8%?

    Il 3% è un parametro arbitrario che abbatte il debito
    Il 4.8% è il punto di equilibrio dell'Italia

    Quest'anno l'europa ci ha graziati, perchè c'era la crisi e ha deciso che va bene anche il 5%

    Ma in generale tu dici che alla lunga, sui 10 anni, gli shock portano a far aumentare il debito, quindi in realtà non è stabile nemmeno se la matematica darebbe ragione a chi non vuole rispettare i parametri.
    Se non ho capito male il debito aumenta anche se la media del pil rimane costante in tutti e dieci gli anni, perchè è lo sbalzo, gli alti e bassi che provocano gli shock e fanno aumentare il debito.
    hai capito bene il mio discorso, molto sono contento!

    è esattamente questo il punto. in più, alla matematica manca la realtà. avere il 60% del rapporto debito/pil e passare all'80% non è come passare dal 100% al 120%. i mercati finanziari (chi ti compra il debito) infatti reagiscono in modo diverso a seconda della situazione di ogni singolo paese.

    nella breve analisi che ho fatto, puramente illustrativa (se ci avessi lavorato di più avrei fatto un paper, a nome mio), manca infatti il ruolo che hanno i tassi di interesse nella dinamica del debito. se ti aumenta il tasso di interesse perché i mercati ti reputano (giustamente) più rischioso, il debito ti esplode uguale anche se miri alla stabilizzazione.

    è proprio per questo che la critica ai parametri è sbagliata! l'Italia deve puntare all'abbattimento (anche lento), non alla stabilizzazione. Perché di fatto la stabilizzazione non può esistere! arriva la recessione e il debito ti esplode.

  6. #6
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra

    per la cronaca, ancora una volta, guardate cosa scrivevano i "professoroni" di sinistra quando si era in tempi di "vacche grasse".

    L’esito delle elezioni politiche di aprile e l’insediamento del Governo Prodi hanno suscitato presso la maggioranza degli italiani una forte aspettativa di rilancio dell’economia e di ridefinizione degli indirizzi di politica economica a fini di equità e di coesione sociale.

    A questo scopo si rendono indispensabili provvedimenti coraggiosi ed incisivi: un programma di legislatura che preveda ampi investimenti nel sistema delle infrastrutture materiali e immateriali, nell’istruzione, nella formazione e nella ricerca scientifica e tecnologica; un indirizzo di politica industriale che spinga il nostro tessuto produttivo verso un modello di sviluppo fondato sulle nuove tecnologie, e che risulti equilibrato sul piano ambientale e territoriale; una diversa disciplina del mercato del lavoro e delle relazioni industriali che ripristini le condizioni per la crescita dei salari reali, per il superamento di una logica produttiva fondata sulla precarietà del lavoro, per il rafforzamento degli ammortizzatori sociali e più in generale degli strumenti di welfare.

    Si tratta di interventi necessari, inderogabili, per il cui perseguimento occorrono impegno e risorse.

    La nostra preoccupazione è che il Governo si stia orientando verso una politica generale delle finanze pubbliche che precluderebbe ogni possibilità di fornire risposta alle reali esigenze del Paese. Dal Documento di programmazione economica e finanziaria sembra infatti emergere una pesante manovra di finanza pubblica volta a realizzare un rapido abbattimento del rapporto tra debito pubblico e Pil. Il perseguimento di un simile obiettivo richiederebbe l’accumulo di avanzi primari annuali estremamente ampi. Ciò implicherebbe tagli significativi alla spesa pubblica, incrementi del prelievo fiscale non reimpiegabili nell’economia e, presumibilmente, ulteriori dismissioni e privatizzazioni.

    Se questo tipo di orientamento prevalesse gli effetti sul sistema economico e sociale potrebbero rivelarsi deleteri. Da un lato, si avrebbe una ulteriore compressione della domanda aggregata e quindi dei livelli di attività economica, con riflessi negativi sullo stesso bilancio pubblico. Dall’altro, si rinuncerebbe ad impiegare risorse reali e finanziarie in politiche strutturali utili al rilancio e allo sviluppo economico-sociale.

    Ci preme mettere in luce che questa strada non è per nulla obbligata. Non sussistono, infatti, né vincoli istituzionali né imperativi tecnico-economici che impongano un abbattimento del debito.

    In primo luogo, l’unificazione monetaria europea e la presenza di un mercato finanziario integrato hanno fortemente ridimensionato i differenziali tra i tassi d’interesse dei paesi membri, e non sussiste alcun motivo tecnicamente plausibile per attendersi incrementi significativi e duraturi di tali differenziali. Qualsiasi riferimento ad eventuali reazioni avverse da parte dei mercati andrebbe pertanto seriamente argomentato sul piano tecnico-scientifico, anziché essere semplicisticamente evocato.

    In secondo luogo, l’analisi economica mostra che non esiste un’unica definizione plausibile di sostenibilità delle finanze pubbliche: per ogni data differenza tra i tassi d’interesse e i tassi di crescita del reddito, esistono molteplici combinazioni possibili del deficit e del debito, tutte sostenibili sul piano della stretta logica economica. Questo significa che i vincoli del deficit al 3% e del debito al 60% del Pil, sanciti dal Trattato dell’Unione, non godono in quanto tali di alcuna legittimazione scientifica. Nulla impedisce, pertanto, che essi vengano sottoposti ad una nuova e diversa valutazione in sede politica, nazionale ed europea. A questo riguardo, è opportuno ricordare che il Trattato dell’Unione non prevede sanzioni rispetto al vincolo del debito pubblico al 60%, e che le sanzioni previste per i paesi il cui deficit superasse il limite del 3% non sono finora mai state applicate, nonostante le significative e ripetute violazioni.

    Non vi sono dunque ragioni valide per imporre al Paese un’azione di drastico abbattimento del debito; il nostro sistema economico attende piuttosto una ripresa responsabile, razionale, innovatrice, dell’intervento pubblico nell’economia. A questo scopo, noi proponiamo che il Governo fissi come obiettivo generale di legislatura non l’abbattimento ma la sola stabilizzazione del debito rispetto al Pil, determinando conseguentemente il valore del rapporto tra deficit e Pil. L’eventuale esigenza di ulteriori riduzioni del rapporto tra deficit e Pil - da verificare nelle sedi del Parlamento nazionale, della Commissione e del Consiglio europeo - andrebbe comunque esaminata tenendo conto della mancata applicazione di sanzioni nei confronti di quei paesi membri che negli anni passati presentavano “disavanzi eccessivi”. Inoltre, più in generale, qualsiasi intervento sul disavanzo andrebbe valutato alla luce della necessità di muoversi sempre ed esclusivamente in termini anti-ciclici rispetto all’andamento dell’economia e di sostenere più elevati sentieri di sviluppo del reddito e dell’occupazione.

    Sono queste, riteniamo, le opzioni di finanza pubblica che nella presente situazione risultano compatibili con i fondamentali obiettivi di sviluppo economico del Paese e di rispetto dei più elementari principi di equità e di giustizia sociale.
    Adesioni
    Tradotto: VOGLIAMO FARE COME LA GRECIA

  7. #7
    100% sardu -2000€/annu
    Data Registrazione
    30 Jan 2010
    Località
    ITALIA
    Messaggi
    51,099
     Likes dati
    2,866
     Like avuti
    2,337
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    hai capito bene il mio discorso, molto sono contento!

    è esattamente questo il punto. in più, alla matematica manca la realtà. avere il 60% del rapporto debito/pil e passare all'80% non è come passare dal 100% al 120%. i mercati finanziari (chi ti compra il debito) infatti reagiscono in modo diverso a seconda della situazione di ogni singolo paese.

    nella breve analisi che ho fatto, puramente illustrativa (se ci avessi lavorato di più avrei fatto un paper, a nome mio), manca infatti il ruolo che hanno i tassi di interesse nella dinamica del debito. se ti aumenta il tasso di interesse perché i mercati ti reputano (giustamente) più rischioso, il debito ti esplode uguale anche se miri alla stabilizzazione.

    è proprio per questo che la critica ai parametri è sbagliata! l'Italia deve puntare all'abbattimento (anche lento), non alla stabilizzazione. Perché di fatto la stabilizzazione non può esistere! arriva la recessione e il debito ti esplode.
    Mettiamo in chiaro che la maggior parte delle persone che votano a sinistra credono nel rigore dei conti pubblici, nell'euro.

    Il debito e la svalutazione non appartengono a questa sinistra italiana da MAI... quindi non so con chi tu abbia parlato ma se si qualificavano come economisti, neppure ha senso dare loro una connotazione politica.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  8. #8
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    Mettiamo in chiaro che la maggior parte delle persone che votano a sinistra credono nel rigore dei conti pubblici, nell'euro.

    Il debito e la svalutazione non appartengono a questa sinistra italiana da MAI... quindi non so con chi tu abbia parlato ma se si qualificavano come economisti, neppure ha senso dare loro una connotazione politica.
    Io parlo dell'"estrema sinistra", quella che cioé si definisce unica sinistra (il PD è "liberista" perso).

    Ebbene, i "professoroni" dell'estrema sinistra, quelli che puoi trovare come firmatari in tutti i documenti sopra, che fanno da consiglieri politici ed editorialisti, la pensano in quel modo allucinante che ho descritto.

    p.s. il debito e la svalutazione appartengono alla sinistra italiana più o meno da sempre. ero piccolino, ma me lo ricordo Bertinotti tuonare contro Maastricht. Qualcuno di quelli là sopra deve avergi spiegato quelle quattro cazzate lì.
    Ultima modifica di Feliks; 10-10-10 alle 12:06

  9. #9
    100% sardu -2000€/annu
    Data Registrazione
    30 Jan 2010
    Località
    ITALIA
    Messaggi
    51,099
     Likes dati
    2,866
     Like avuti
    2,337
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Io parlo dell'"estrema sinistra", quella che cioé si definisce unica sinistra (il PD è "liberista" perso).

    Ebbene, i "professoroni" dell'estrema sinistra, quelli che puoi trovare come firmatari in tutti i documenti sopra, che fanno da consiglieri politici ed editorialisti, la pensano in quel modo allucinante che ho descritto.
    puoi elencare questi professorini con nome e cognome ?

    io non conosco questo ambiente ma se fai un'accusa precisa, devi fare nome e cognome
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  10. #10
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il debito pubblico non è di sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    puoi elencare questi professorini con nome e cognome ?

    io non conosco questo ambiente ma se fai un'accusa precisa, devi fare nome e cognome
    T'ho detto, tutte le firme di adesione a quegli appelli. è più o meno la stessa gente.Incollo solo il primo perché è quello più infame

    Riccardo Realfonzo (Università del Sannio), Bruno Bosco (Università di Milano Bicocca), Emiliano Brancaccio (Università del Sannio), Roberto Ciccone (Università di Roma Tre), Nicola Acocella (Università di Roma “La Sapienza”), Roberto Artoni (Università Bocconi di Milano), Enrico Bellino (Università Cattolica di Milano), Mario Biagioli (Università di Parma), Adriano Birolo (Università di Padova), Paolo Bosi (Università di Modena e Reggio Emilia), Dino Bruno (economista), Mario Cassetti (Università di Brescia), Saverio Catalano (economista), Luigi Cavallaro (editorialista), Valerio Cerretano (Libera Università di Bolzano), Sergio Cesaratto (Università di Siena), Laura Chies (Università di Trieste), Guglielmo Chiodi (Università di Roma “La Sapienza”), Francesca Corrado (Università di Modena e Reggio Emilia), Carmela D’Apice (Università di Roma Tre), Fabio D’Orlando (Università di Cassino), Pasquale De Muro (Università di Roma Tre), Giancarlo de Vivo (Università di Napoli “Federico II”), Davide Di Laurea (Istat), Amedeo Di Maio (Università di Napoli “L’Orientale”), Leonardo Ditta (Università di Roma “La Sapienza”), Maria Giuseppina Eboli (Università di Roma “La Sapienza”), Marianna Epicoco (Università di Milano), Sergio Ferrari (ENEA), Stefano Figuera (Università di Catania), Luciano Fiordoni (economista MPS), Massimo Florio (Università di Milano), Giuseppe Fontana (Università del Sannio), Guglielmo Forges Davanzati (Università di Lecce), Saverio M. Fratini (Università di Roma Tre), Andrea Fumagalli (Università di Pavia), Pierangelo Garegnani (Università di Roma Tre), Francesco Garibaldo (Istituto per il Lavoro), Giorgio Gattei (Università di Bologna), Augusto Graziani (Università di Roma “La Sapienza”), Bruno Jossa (Università di Napoli “Federico II”), Loris Landriani (Università di Napoli Parthenope), Antonio Lavorato (economista), Riccardo Leoncini (Università di Bologna), Sergio Levrero (Università di Roma Tre), Sabatino Massimo Longobardi (Université de Paris 1), Stefano Lucarelli (Università Politecnica delle Marche), Vincenzo Maffeo (Università di Roma “La Sapienza”), Sandro Magni (economista), Michela Massaro (Università del Sannio), Giovanni Mazzetti (Università della Calabria), Franca Meloni (Università di Napoli “Federico II”), Luca Michelini (Università LUM), Nerio Naldi (Università di Roma “La Sapienza”), Guido Ortona (Università del Piemonte Orientale), Giulio Palermo (Università di Brescia), Antonella Palumbo (Università di Roma Tre), Marco Passarella (Università di Firenze), Sergio Parrinello (Università di Roma “La Sapienza”), Rosario Patalano (Università di Napoli “Federico II”), Fabio Petri (Università di Siena), Antonella Picchio (Università di Modena e Reggio Emilia), Marco Piccioni (Università di Napoli “Federico II”), Francesco Pingue (Università di Napoli “Federico II”), Massimo Pivetti (Università di Roma “La Sapienza”), Felice Roberto Pizzuti (Università di Roma “La Sapienza”), Corrado Poli (Università di Bergamo), Giuseppe Privitera (Università di Catania), Paolo Ramazzotti (Università di Macerata), Fabio Ravagnani (Università di Roma “La Sapienza”), Angelo Reati (economista), Roberto Romano (Ufficio Studi Cgil), Giorgio Roverato (Università di Padova), Eleonora Sanfilippo (Università di Roma “La Sapienza”), Alessandro Santoro (Università di Milano Bicocca), Francesco Scacciati (Università di Torino), Ernesto Screpanti (Università di Siena), Riccardo Soliani (Università di Genova), Arsenio Stabile (Università di Siena), Antonella Stirati (Università di Roma Tre), Francesca Stroffolini (Università di Napoli “Federico II”), Cristina Tajani (Università di Milano), Mario Tiberi (Università di Roma “La Sapienza”), Guido Tortorella Esposito (Università del Sannio), Attilio Trezzini (Università di Roma Tre), Pasquale Tridico (Università di Roma Tre), Enzo Valentini (Università Politecnica delle Marche), Carlo Vercellone (Université de Paris 1), Giovanna Vertova (Università di Bergamo), Carmen Vita (Università del Sannio), Adelino Zanini (Università Politecnica delle Marche).

    i primi due: Realfonzo è stato assessore al bilancio del comune di Napoli (lol). Brancaccio è consigliere economico della Fiom. è gente che scrive anche sul Sole24Ore, per dire...
    Ultima modifica di Feliks; 10-10-10 alle 12:15

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Il debito pubblico non è di sinistra
    Di Feliks nel forum Economia e Finanza
    Risposte: 65
    Ultimo Messaggio: 06-02-20, 13:28
  2. Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 30-04-13, 20:59
  3. Il debito pubblico è aumentato con la sinistra
    Di Mitchell nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 71
    Ultimo Messaggio: 24-11-12, 15:24
  4. Berlusconi: "La sinistra ha aumentato il debito pubblico".
    Di Dav. c. G. nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 30-03-08, 19:58
  5. Il debito pubblico lasciato dal centro sinistra
    Di pensiero nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 77
    Ultimo Messaggio: 19-12-06, 22:24

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito