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  1. #91
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Citazione Originariamente Scritto da Legion Visualizza Messaggio
    bravo carlo, chi non si allinea è un traditore
    Io penso che la libertà di manifestare è sacra.
    Pur tuttavia non devi creare danni agli altri, come bloccare le città

  2. #92
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Citazione Originariamente Scritto da RigorMontis Visualizza Messaggio
    ancora non ti accorgi che è tutto un magna magna? Non c'è più alcuna distinzione tra destra e sinistra

    quale progresso scientifico? Ancora non avete capito che ci siete fatti mettere sotto dal governo e da tutti i partiti, dato che fanno solamente finta di litigare tra loro, quando invece in realtà marciano tutti insieme per mettervela in quel posto. Altroché punturina!
    E cosa dovremmo fare?
    Eliminiamo i partiti?
    Non andiamo più a votare?
    Sosteniamo un dittatore?
    Perché, se non si vuole finire in anarchia , una certa politica ci vuole.
    Abbiamo provato tutto.
    Sinistra, csx cdx , i grulli, ora proviamo la destra di Meloni e Salvini.
    Sono più che sicuro che è l'unica possibilità che ci resta.
    Credo che tutti vogliamo più sicurezza, più ordine e buona amministrazione.
    Ha da perdere solo chi vive e lucra nel disordine.

  3. #93
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Ha da perdere solo chi vive e lucra nel disordine.[/QUOTE]

    INFATTI MI SEMBRA STRANO CHE SIANO QUEI DUE A INTERESSARSENE,,, SINO HANNO PROTETTO PROPRIO QUELLI...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #94
    Toscanini antifa esiliato
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Citazione Originariamente Scritto da CARLO NORD ITALIA Visualizza Messaggio
    Si.
    Un paese dove puoi occupare una casa e tenere fuori casa il legittimo proprietario che non può richiedere l'intervento della polizia, un paese dove puoi organizzare rave party alla faccia della polizia e dei cittadini, un paese dove la cassazione sdogana persino forme di pedofilia, un paese dove i clandestini se ne vanno in giro tranquilli non può essere che un paese del c.zzo.

    Che schifo di paese...
    Solo la prima che hai detto, se fosse veramente così, sarebbe demenziale; il resto sono fissazioni mentali, paranoie da fascisti.
    Quando la forza la ragion contrasta, vince la forza perchè la ragion non basta.

  5. #95
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Citazione Originariamente Scritto da guybrush Visualizza Messaggio
    Solo la prima che hai detto, se fosse veramente così, sarebbe demenziale; il resto sono fissazioni mentali, paranoie da fascisti.
    Tu come la pensi sui vaccini? Il tuo amico si è dichiarato.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  6. #96
    Forumista storico
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Citazione Originariamente Scritto da guybrush Visualizza Messaggio
    Solo la prima che hai detto, se fosse veramente così, sarebbe demenziale; il resto sono fissazioni mentali, paranoie da fascisti.
    E' possibile immaginare una nazione dove entri solo se sei a posto con i documenti?
    Che puoi venire solo per turismo e se vieni per cercarti un lavoro, ci rimani solo il tempo della ricerca, e non ti metti a carico del welfare?
    Un paese dove se mi occupi la casa sei fuori in un minuto secondo e finisci in galera?
    Un paese dove non vedi gente inutile bighellonare per strada?
    Dove ci sono posti, lontano dalle abitazioni, dove il sabato puoi sfogarti come vuoi senza arrecare danno agli altri?
    Un paese dove il tuo petrolio è la bellezza che le altre generazioni ti hanno lasciato?
    Un paese dove paghi tasse basse, ma finisci dritto in galera se le evadi?
    Un paese dove la tua casa e quella che hai ereditato dai tuoi o hai comprato per i tuoi figli, non è tassata?
    Dove paghi solo l'energia che consumi e l'affitto delle linee di trasporto?
    Dove se non paghi una multa non puoi più guidare e avere un'auto?
    Dove se bevi ti ritirano la patente per sempre alla seconda volta?

    Dove sentirsi orgogliosi di viverci, senza vedere gente che prende trentamila euro di pensione prodotta con le figurative e invalidi 260 euro?
    Un paese dove si va in pensione a 60anni?
    Dove i diritti ingiusti non sono diritti acquisiti?
    Ecco , io voglio vivere in questo paese non nel paese del cazzo che è l'italia oggi.
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

  7. #97
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Citazione Originariamente Scritto da CARLO NORD ITALIA Visualizza Messaggio
    E' possibile immaginare una nazione dove entri solo se sei a posto con i documenti?
    Che puoi venire solo per turismo e se vieni per cercarti un lavoro, ci rimani solo il tempo della ricerca, e non ti metti a carico del welfare?
    Un paese dove se mi occupi la casa sei fuori in un minuto secondo e finisci in galera?
    Un paese dove non vedi gente inutile bighellonare per strada?
    Dove ci sono posti, lontano dalle abitazioni, dove il sabato puoi sfogarti come vuoi senza arrecare danno agli altri?
    Un paese dove il tuo petrolio è la bellezza che le altre generazioni ti hanno lasciato?
    Un paese dove paghi tasse basse, ma finisci dritto in galera se le evadi?
    Un paese dove la tua casa e quella che hai ereditato dai tuoi o hai comprato per i tuoi figli, non è tassata?
    Dove paghi solo l'energia che consumi e l'affitto delle linee di trasporto?
    Dove se non paghi una multa non puoi più guidare e avere un'auto?
    Dove se bevi ti ritirano la patente per sempre alla seconda volta?

    Dove sentirsi orgogliosi di viverci, senza vedere gente che prende trentamila euro di pensione prodotta con le figurative e invalidi 260 euro?
    Un paese dove si va in pensione a 60anni?
    Dove i diritti ingiusti non sono diritti acquisiti?
    Ecco , io voglio vivere in questo paese non nel paese del cazzo che è l'italia oggi.
    ma questo che sogni è un paese gestito da un regime comunista... quella che abbiamo è invece l'eredità lasciataci da un regime fascista.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  8. #98
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Si sono abbastanza d'accordo.

    L'Italia è un paese del cazzo, proprio non riesce a risolvere i suoi problemi a causa dell'immensa corruzione che ha.

    Bastava costruire una socialdemocrazia europea come tutti gli altri paesi, ad eccezione del Regno Unito, e l'Italia non avrebbe più nessun problema.

    E invece i partiti e partitini, litigando sempre tra di loro ma non solo, anche al loro interno, perchè c'è sempre qualcuno che non si accontenta del pezzo di torta che ha, hanno reso l'Italia ingovernabile.

    E quindi nessuno vuole risolvere i problemi della gente, e si ingrassano a spese del popolo.

  9. #99
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    ma questo che sogni è un paese gestito da un regime comunista... quella che abbiamo è invece l'eredità lasciataci da un regime fascista.
    Vedi Carlo Nord Italia non volendo sogna un paese governato dalla sinistra-pura...alcune che ha elencato sono d'accordo...altre bisognerebbe LIMARLE..di molto!!!

  10. #100
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    Predefinito Re: Siamo o no un paese del c.zzo?

    Caro Galli della Loggia, il nazionalismo non unisce Italia. La destra perde colpi e Nord e Sud restano due nazioni immensamente lontane
    5 NOVEMBRE 20214 NOVEMBRE 2021 OPINIONI LETTURA 9 MIN

    di Stefania Piazzo – Chissà cosa scriverebbe oggi Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera a distanza di quasi due anni dal suo editoriale del 14 novembre 2019 quando spiegava le ragioni del successo del nazionalismo nell’editoriale “Perché la destra è forte”… Oggi è altrettanto forte la destra, quella destra? Non si tratta del ritorno del fascismo, quanto piuttosto di un contenitore rifugio in cui strati sempre più disagiati della popolazione cercano quelle certezze che la modernità ha spazzato via. E’ la reazione alla globalizzazione che ha impoverito, tolto diritti, nazionalismo insomma come “rifugio culturale” e recupero di una identità che viene appannata da dinamiche incontrollabili. Per questo la sinistra, che crede nel progresso come momento di affrancamento dal passato conservatore, si è trovata in ritardo e paradossalmente dall’altra parte della strada. Perché la modernità la sta seppellendo. (https://www.corriere.it/editoriali/19_novembre_14/perche-destra-cosi-forte-europa-c434b524-0717-11ea-8c46-e24c6a436654.shtml).

    PRECIPITARE NELL’ABISSO

    Fin qui la spiegazione filosofica sociologica del boom del nazionalismo. Ma è solo così? La paura del nuovo? Il crollo delle sicurezze sociali? In realtà era lo stesso Galli della Loggia a spiegare come davvero stavano le cose sempre sul Corriere in più occasioni, a cominciare dal 23 ottobre 2013 (“Il potere vuoto di un Paese fermo”, ndr). Vediamo di fare un po’ di giornalismo d’archivio, quello che fa figo oggi chiamare storitelling. (https://www.corriere.it/editoriali/13_ottobre_20/potere-vuoto-un-paese-fermo-1e477e6a-394d-11e3-893b-774bbdeb5039.shtml)

    “L’Italia non sta precipitando nell’abisso. Più semplicemente si sta perdendo, sta lentamente disfacendosi (…). Tutte le reti del Paese (autostrade, porti, aeroporti, telecomunicazioni, acquedotti) sono logorate e insufficienti quando non cadono a pezzi. Come cade a pezzi tutto il nostro sistema culturale: dalle biblioteche ai musei ai siti archeologici (…). Anche il tessuto unitario del Paese si va progressivamente logorando, eroso da un regionalismo suicida che ha mancato tutte le promesse e accresciuto tutte le spese”.

    NORD E SUD DUE POLI LONTANISSIMI

    “Mai come oggi il Nord e il Sud appaiono come due Nazioni immensamente lontane”.

    Ma qui la globalizzazione centra come i fichi secchi. E’ la responsabilità di una classe politica che ha negato le riforme, che non ha fatto il federalismo, che ha maciullato l’autonomia, che ha trasformato Nord e Sud come porti in cui pescare e/o dirottare solo tasse e fondi dall’area più produttiva alla classe politica del mezzogiorno. Infatti aggiunge ancora della Loggia: “Non sappiamo se l’Italia serva ancora a qualcosa, oltre a dare il nome a una nazionale di calcio e a pagare gli interessi del debito pubblico”. Figuriamoci a cosa può servire il nazionalismo. E’ solo un nuovo abito dei politici che la ruota della fortuna ci propina.

    SENTIMENTO NAZIONALE?

    Prima ancora, nel 2013, ed era il 22 febbraio, l’editorialista del Corriere tornava sul tema dell’Italia con una serie di valutazioni sul “sentimento di una nazione” (https://www.corriere.it/editoriali/13_febbraio_22/galli-della-loggia-sentimento-di-una-nazione_2136a438-7cc0-11e2-a4ef-4daf51aa103c.shtml) per non restare imbrigliati solo nel dogma del “vincolo esterno” ovvero gli obblighi verso l’Europa, l’europeismo come riempitivo per legittimare chiunque volesse fare politica in Italia. Essendo vuota la politica nazionale, l’unico alibi era presentarsi europeisti per salvarsi la poltrona.

    Non finisce qui. Perché il 21 dicembre 2015, Galli della Loggia esce con un altro editoriale: “Il governo e il Sud che non c’è”. Allora vuol dire che il problema del paese è che esiste un Paese duale governato da chi dissipa risorse dentro l’abito immarcescibile del dogma unitario. “… è la maggior parte dell’intera classe dirigente italiana che ormai non sa più che cosa sia il Sud; che sempre più spesso neppure vi mette piede(…)”. (https://www.corriere.it/editoriali/15_dicembre_21/governo-sud-che-non-c-e-74ba6972-a7ac-11e5-927a-42330030613b.shtml)

    LOMBARDIA E CALABRIA PIU’ DISTANTI CHE GERMANIA E GRECIA

    …”Così, nella sostanziale indifferenza degli italiani (compresa, tragicamente, gran parte degli stessi meridionali e delle loro scellerate rappresentanze parlamentari), il Mezzogiorno è giunto dov’è oggi: sull’orlo del collasso. Da anni il suo distacco dal Nord non fa che accrescersi, sicché ormai, per esempio, il gap economico tra la Lombardia e la Calabria è maggiore di quello tra la Germania e la Grecia”.

    Evviva lo Stato unitario e centrale, che toglie da una parte e finge di dare all’altra. Ma andiamo avanti, e arriviamo al 30 dicembre 2018. Galli della Loggia cerca di spiegare la vittoria elettorale dei 5stelle e il sentimento populista. E’ colpa delle cattive élite, quelle che hanno governato non per merito bensì per privilegi tramandati di partito in partito. Insomma, qui il populismo e il suo fratello maggiore, il nazionalismo, nascono non per colpa della globalizzazione ma per il cattivo governo.

    ITALIA, C’E’ TANFO DI CHIUSO NELLO STATO CENTRALE

    Memorabile questo passaggio dell’editorialista del Corriere, editoriale “Le elite senza ricambio” (https://www.corriere.it/opinioni/18_dicembre_30/elite-senza-ricambio-27d7f932-0c6a-11e9-a68b-18db728c9ce6.shtml)

    “Dove maggiormente si respira il tanfo del chiuso è in quel settore dell’élite costituito dall’insieme dei vertici dei gabinetti ministeriali e degli uffici legislativi, dal Consiglio di Stato, dai consigli d’amministrazione dei più vari enti pubblici, agenzie e «Autorità», dalle alte burocrazie addette agli organi costituzionali dello Stato. Sono gli ambiti per l’accesso ai quali molto o tutto dipende assai spesso più che dall’affiliazione politica in senso stretto (che tra l’altro può mutare con la massima disinvoltura), dalla capacità di equilibrismo e di vantaggioso posizionamento tra i diversi clan, dai padrinaggi, dalle consorterie o dalle filiere di cui si è parte o da cui si è sponsorizzati, dall’essere stati allievi di, nello studio di, dall’aver lavorato nella fondazione di. Da tutto questo deriva la natura sostanzialmente chiusa, iperomogenea e autoreferenziale delle élite italiane, con i suoi tre caratteri tipici: l’età perlopiù avanzata (…), l’assai scarsa presenza di donne (…); e infine la basica formazione o provenienza ideologica di centrosinistra di quasi tutti”. Memorabile questo passaggio dell’editorialista del Corriere, editoriale “Le elite senza ricambio”(https://www.corriere.it/opinioni/18_dicembre_30/elite-senza-ricambio-27d7f932-0c6a-11e9-a68b-18db728c9ce6.shtml).

    E’ L’ITALIA IL PROBLEMA

    Ci fermiamo qui. Non c’è un passaggio in cui non emerga la prepotenza dello Stato centrale, la presenza irrisolta di un Paese diviso in due, la negazione della responsabilità di spesa, un qualsiasi anelito federalista. Tutto sommerso ovunque, e non lo diciamo a Galli della Loggia, dalla globalizzazione come capro espiatorio di qualsiasi malessere e povertà. Gli altri Stati europei, nonostante la Cina e le frontiere aperte, crescono, generano ricchezza. Noi no. Solo divisioni, tenute insieme con la forza della retorica e dei prefetti. Se neppure una bandiera col leone di San Marco può sventolare in uno stadio (come è accaduto, ndr) e se Venezia è il pisciatoio di mezzo secolo di governi di nullafacenti, la colpa non sta a Pechino o su internet. E’ l’Italia il problema.

    https://www.lanuovapadania.it/opinio...mente-lontane/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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