



Ogni intervento medico è un’equazione rischio-beneficio ma nei bambini non se ne tiene affatto conto. A loro non bisognerebbe mai somministrare questi vaccini COVID. Non impediscono la trasmissione. Non impediscono i casi. Non impediscono l’ospedalizzazione o la morte.”
I bambini hanno un tasso di guarigione del 99,9973%
Non c'è uomo così virtuoso che, se dovesse sottoporre tutti i suoi pensieri e tutte le sue azioni al giudizio della legge, non meriterebbe di essere impiccato dieci volte nella vita.
Michel de Montaigne










proverbi popolari:
Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
Chi vuole, va; chi non vuole, manda
Chi sa, fa; chi non sa, insegna
Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta


Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
A paraulas maccas uriga surda
Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
Segretaria liquidatrice di Italia Morta


Per classificare gli eventi avversi, il Comitato Consultivo Globale per la Sicurezza dei Vaccini (GACVS) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha messo a punto un algoritmo specifico che tiene conto di diversi fattori:
relazione temporale fra la vaccinazione e l’evento segnalato;
presenza di possibili spiegazioni alternative
prove a favore dell’associazione tra la vaccinazione e l’evento
precedenti evidenze di letteratura
frequenza dell’evento segnalato nella popolazione generale, anche non vaccinata
plausibilità biologica.
Questo processo di valutazione consente di valutare la probabilità che un evento avverso associato nel tempo con la vaccinazione sia legato o meno da un rapporto di causa, cioè la probabilità per cui quel evento sia stato causato dal vaccino, e di classificarlo come:
correlabile: l’associazione causale fra evento e vaccino è considerata plausibile
non correlabile: altri fattori possono giustificare l’evento
indeterminato: l’associazione temporale è compatibile, ma le prove non sono sufficienti a supportare un nesso di causalità.
Le eventuali segnalazioni prive di informazioni sufficienti, per cui sono necessari ulteriori approfondimenti, si definiscono non classificabili.
La sorveglianza sulla potenziale associazione fra un certo evento e un vaccino tiene conto anche di valutazioni più generali. Per esempio si mettono a confronto il numero di segnalazioni ricevute di quell’evento, in seguito alla somministrazione del vaccino, rispetto alle segnalazioni dopo la somministrazione di un qualsiasi altro farmaco, per cercare di mettere in luce se un certo evento venga segnalato più frequentemente per un certo medicinale. L’analisi osservato/atteso permette invece di confrontare la frequenza con cui, in una determinata finestra temporale, un evento si osserva in relazione alla vaccinazione, rispetto alla frequenza con cui lo stesso evento si osserva nella popolazione generale. Entrambe le valutazioni permettono di identificare la possibilità di una potenziale associazione, che in quel caso sarebbe da approfondire ulteriormente.
Quando una segnalazione è considerata grave?
La gravità delle segnalazioni viene definita in base a criteri standardizzati che non sempre coincidono con la reale gravità clinica dell’evento. Come riporta l’AIFA, un evento è sempre grave se causa ospedalizzazione, ricorso al pronto soccorso, pericolo immediato di vita, invalidità, anomalie congenite, decesso, altra condizione clinicamente rilevante. Alcuni eventi avversi, inoltre, vengono considerati sempre gravi se presenti in una lista pubblicata e periodicamente aggiornata dall’Agenzia Europea dei Medicinali, sotto il nome di IME list (Important Medical Events, per es. febbre alta).
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)