La decisione del Governatore siciliano Raffaele Lombardo di azzerare con un colpo di mano l’intera giunta regionale, in seguito a recenti e scottanti polemiche interne alla coalizione PDL-UDC-MpA, capita a fagiuolo per la quarta puntata dei nostri speciali sulle Elezioni Europee ed amministrative del 6-7 Giugno. Questo articolo è infatti dedicato alla lista che racchiude, apparentemente in modo non molto coerente, tutti quei partiti riferibili al centrodestra in rotta di collisione con l’accezione unitaria -per alcuni tirannica- del “partito unico” del PDL, vale a dire La Destra di Storace, il Movimento per l’Autonomia di Lombardo, i Pensionati di Fatuzzo e l’Alleanza di Centro di Pionati.
Una lista un pò raffazzonata, composta all’ultimo minuto alla buona, con l’obiettivo di superare la soglia di sbarramento del 4% contando sui rispettivi zoccoli duri. La punta di diamante della lista è senza dubbio l’MpA, vero catalizzatore di voti nel feudo sicialiano guidato da Lombardo, sostenitore della maggioranza di Governo a livello nazionale -anche se con i debiti distinguo sulla politica verso il Mezzogiorno- e a partire da oggi in fragoroso litigio col PDL locale nelle lande della Sicilia. Il colpo di scena del governatore pare collegato in modo diretto al tentativo di dare “pubblicità” all’MpA, di scompigliare le carte e le previsioni iniziali, decisamente pessimistiche sul raggiungimento della fatidica soglia.
Lombardo mira a formare un governo regionale “del Presidente”, restituendo calma e dignità alla situazione politica dell’isola, disturbata dalle liti furibondi fra i tre partiti che reggono la maggioranza all’ARS (come è noto, PDL, UDC e MpA), facendo piazza pulita dei disturbatori e dei congiurati. In realtà, si tratta di una scommessa rischiosissima: il governatore sa bene che il PDL rimane in largo vantaggio, e che potrebbe sempre decidere di rompere definitivamente il tavolo per andare ad elezioni anticipate, da solo o in compagnia con gli udiccini di Totò Cuffaro. L’MpA nel Parlamento nazionale non è in alcun modo determinante per le sorti dell’esecutivo, con 2 soli senatori e appena 8 deputati.
Il quadro comunque non è ancora ben definito, e tutti gli scenari sono possibili, addirittura un ribaltamento delle alleanze ed un patto fra MpA e PD. La lista “mostro” LD-MpA-Pens-AdC ha comunque poche speranze: il simbolo della lista è confuso e presenta un coacervo incomprensibile di sigle e immagini. Non si possono fondere 4 gruppi in uno, e sperare di ottenere come risultato finale la somma aritmetica di ognuno. Storace unito a democristiani e pensionati per meri fini elettoralistici fa davvero una magra figura: la bocciatura è senza appello.
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