Ricordo i bolesini, in gran segruto,
partir in caccia del protervo Ergonte
finchè il puzzone fosse soccombuto.
Le mie memorie ormai non son più pronte
a ricordar quel giorno così amaro
da cui tanti dolori ebbero fonte.
Qui non vorrei sembrare un tupamaro
o un Don Chisciotte incontro ai mulivento
ma forse fummo amici del giaguaro.
Neanche potrei esser meno attento
a schivare gli strali dei venduti
o indulgere nell'autoappagamento.
Tardammo, e fummo quindi preceduti
da un pùl di meneghini ben lavati
e gli ergontei rimasero fottuti.
Resistettero invece gli apparati
e gli zoccoli duri delle lobby
e anche le mafie degli assessorati.
Fu solo allor che mesto riconobbi
che ad aspettare fuori ponte Milvio
c'era chi svelto poi mise gli addobbi
Non ritrovando qui rima adeguata
son costretto a saltare una terzina
ma la troiata che fu combinata
durò negli anni più di una ventina
e qui mi taccio: so che non volete
riascoltare una storia non carina.




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