Mai con la destra“, “nessuno in Italia viva ha parlato di alleanza con la destra”, “non posso allearmi con Salvini e Meloni“. È lungo l’elenco delle dichiarazioni in cui Matteo Renzi e i vertici di Italia viva, in questi anni, hanno preso le distanze dall’ipotesi di accordi con i partiti di centrodestra. Eppure a Rieti, capoluogo di provincia del Lazio chiamato al voto per le amministrative a giugno, è appena successo. A supporto del candidato sindaco del centrodestra, Daniele Sinibaldi, si presenterà “Rieti al centro“, una lista che tiene insieme Cambiamo! di Giovanni Toti, Coraggio Italia di Luigi Brugnaro e Italia viva. “Un’operazione civica e riformista”, la definiscono i promotori. Una copia del modello lanciato a Roma, in cui Azione, Iv e +Europa si sono unite nella lista civica per Carlo Calenda sindaco, riuscendo ad eleggere cinque consiglieri in Campidoglio e diversi altri nei municipi. “Rieti al centro”, però, tiene insieme due partiti di centrodestra e un terzo (formalmente) di centrosinistra, che correranno con il solo simbolo della civica, senza i rispettivi loghi.
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A differenza di Calenda, inoltre, Sinibaldi è un candidato che si colloca all’estrema destra: 35 anni, attuale vicesindaco e assessore alle Attività produttive, è coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e assai apprezzato da Giorgia Meloni (che lo ha definito “straordinario”). Sarà appoggiato da almeno otto liste: a FdI, Lega e Forza Italia si dovrebbe aggiungere l’Udc, oltre a quattro civiche tra cui proprio “Rieti al centro”. A sfidarlo, per il centrosinistra, sarà uno tra l’ex sindaco Simone Pietrangeli e l’attuale assessore al Lavoro del Lazio – e già segretario romano della Cgil – Claudio Di Berardino: i due si confronteranno nelle primarie del 6 marzo prossimo. E alla base della scelta di Italia viva di unirsi al centrodestra c’è, tra le altre cose, proprio il malcontento per il ricorso ai gazebo. “Per noi le primarie non sono la scelta giusta, lo abbiamo detto fin dall’inizio”, spiega il coordinatore di Italia viva Rieti, Simone Miccadei, a ilfattoquotidiano.it. “Avevamo proposto al centrosinistra di scegliere insieme una figura condivisa, dando anche la disponibilità ad appoggiare un candidato del Pd, ma loro hanno voluto fare le primarie, tra l’altro proponendo due esponenti che non sono neanche espressione dei dem. È a quel punto che abbiamo optato per un progetto riformista”. Cioè il sostegno a un candidato di Fratelli d’Italia. “Abbiamo ritenuto che in questo panorama cittadino, al di là degli scenari nazionali che si stanno componendo, fosse praticabile una alleanza con Italia viva, dopotutto non correremo con i nostri simboli, ma saremo tutti sotto il simbolo della lista”, chiarisce Vincenzo Rinaldi, coordinatore provinciale di Cambiamo!.
Progetto riformista allearsi con uno di estrema destra. Niente male.




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