Re: La città del futuro è lineare
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Querion
No, non parlo di demolire città ma di un lento e progressivo abbandono dei centri urbani minori (con la concentrazione dei servizi nelle maggiori metropoli con risparmi innegabile sia sanitari che di sorveglianza). E' una cosa che succede naturalmente già in varie regioni, ma che si potrebbe incentivare. Certo, resterebbero (in Italia per fare un esempio) troppi grossi centri che creerebbero comunque una ragnatela che andrebbe a inficiare l'idea
Ogni agglomerato urbano dotato di un Centro, subisce anche il fenomeno delle periferie. Nel Centro sono concentrati i maggiori servizi, i Centri commerciali, gli uffici pubblici. I Centri subiscono gli assalti quotidiani dei pendolari che vanno e vengono creando il fenomeno del traffico giornaliero, con tutti i problemi che questo crea. Negli ultimi anni si è cercato di ovviare delocalizzando alcuni servizi pubblici e i centri commerciali nelle periferie, però il fenomeno del traffico giornaliero non è sparito, ma ha solo cambiato direzione. La Città Lineare, non avendo un Centro, non ha nemmeno le periferie; le maggiori e più veloci direttive di spostamento sono alla portata di tutti i suoi abitanti; inoltre ulteriori ingrandimenti non vanno ad aggiungere altre periferie, ma hanno spazio a sufficienza per disporsi a ridosso della abitazioni esistenti lungo tutte le direttive di comunicazione. Il resto del territorio ovviamente non resterà vuoto e non lo deve restare, altrimenti rischierebbe di essere invaso da migranti in cerca di fortuna, Tutto il territorio italiano dovrà essere presidiato, ma con una diversa densità abitativa che faciliterà di molto le comunicazioni tra un territorio e l'altro. Le zone costiere restano con tutta la loro importanza, sia per quanto concerne i porti, che le future attività di sfruttamento del mare a livello turismo, di produzione di energia e coltivazioni marine. L'Italia possiede mari a sufficienza lungo tutto il suo territorio, più di qualsiasi altra nazione al mondo. Nazioni con le stesse potenzialità si contano sulla punta delle dita di una mano: il Giappone, il Cile, i Paesi dell'America Centrale (Messico escluso).
Re: La città del futuro è lineare
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Roberto il Guiscardo
Ogni agglomerato urbano dotato di un Centro, subisce anche il fenomeno delle periferie. Nel Centro sono concentrati i maggiori servizi, i Centri commerciali, gli uffici pubblici. I Centri subiscono gli assalti quotidiani dei pendolari che vanno e vengono creando il fenomeno del traffico giornaliero, con tutti i problemi che questo crea. Negli ultimi anni si è cercato di ovviare delocalizzando alcuni servizi pubblici e i centri commerciali nelle periferie, però il fenomeno del traffico giornaliero non è sparito, ma ha solo cambiato direzione. La Città Lineare, non avendo un Centro, non ha nemmeno le periferie; le maggiori e più veloci direttive di spostamento sono alla portata di tutti i suoi abitanti; inoltre ulteriori ingrandimenti non vanno ad aggiungere altre periferie, ma hanno spazio a sufficienza per disporsi a ridosso della abitazioni esistenti lungo tutte le direttive di comunicazione. Il resto del territorio ovviamente non resterà vuoto e non lo deve restare, altrimenti rischierebbe di essere invaso da migranti in cerca di fortuna, Tutto il territorio italiano dovrà essere presidiato, ma con una diversa densità abitativa che faciliterà di molto le comunicazioni tra un territorio e l'altro. Le zone costiere restano con tutta la loro importanza, sia per quanto concerne i porti, che le future attività di sfruttamento del mare a livello turismo, di produzione di energia e coltivazioni marine. L'Italia possiede mari a sufficienza lungo tutto il suo territorio, più di qualsiasi altra nazione al mondo. Nazioni con le stesse potenzialità si contano sulla punta delle dita di una mano: il Giappone, il Cile, i Paesi dell'America Centrale (Messico escluso).
In nessuno di questi paesi vedrai città lineari, però: ogni tentativo storicamente noto, come Ciudad Lineal io hanno preso ben presto tutt'altra strada, trasformandosi in quartieri interni a città più tradizionali o trasformandosi essi stesse in città tradizionali.
Una delle maggiori problematiche riscontrate è che invece dell'aspettate riduzione dei tempi di accesso ai servizi i tempi aumentano perché TUTTI i servizi di trasporto (personali, commerciali e di emergenza) si trovano forzati lungo una medesima direttrice, così come tutte le infrastrutture necessarie. Il motivo per cui il cerchio e il quadrato prevalgono sulla linea è proprio questa possibilità di diversificazione; pensa ai boulevard parigini: il loro scopo principale è in realtà consentire alle infrastrutture, così come ai mezzi di difesa e di emergenza di raggiungere varie zone parigine nel minor tempo possibile e con la massima efficienza.
Quanto all'idea del progressivo abbandono dei centri minori, c'è da tenere presente che tali centri, come tutte le strutture abitative, sono sorti in punti in cui sussiste abitabilità ed accesso alle risorse primarie, Necessità di cui le strade non rispondono, essendo la loro ragion d'essere il trasferimento di persone, beni e servizi; pertanto il territorio dove esse si estendono risulta assai spesso privo di quelle caratteristiche che consentono a paesi e città di vivere Questo vuol dire che il processo di creazione della città lineare non potrebbe prescindere dalla riqualificazione dei territori e dall'implementazione di infrastrutture in grado di compensare la carenza di gran parte di quei territori, con aumenti esponenziali di costi e complessità.
Re: La città del futuro è lineare
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Guy Fawkes
In nessuno di questi paesi vedrai città lineari, però: ogni tentativo storicamente noto, come
Ciudad Lineal io hanno preso ben presto tutt'altra strada, trasformandosi in quartieri interni a città più tradizionali o trasformandosi essi stesse in città tradizionali.
Una delle maggiori problematiche riscontrate è che invece dell'aspettate riduzione dei tempi di accesso ai servizi i tempi aumentano perché TUTTI i servizi di trasporto (personali, commerciali e di emergenza) si trovano forzati lungo una medesima direttrice, così come tutte le infrastrutture necessarie. Il motivo per cui il cerchio e il quadrato prevalgono sulla linea è proprio questa possibilità di diversificazione; pensa ai boulevard parigini: il loro scopo principale è in realtà consentire alle infrastrutture, così come ai mezzi di difesa e di emergenza di raggiungere varie zone parigine nel minor tempo possibile e con la massima efficienza.
Quanto all'idea del progressivo abbandono dei centri minori, c'è da tenere presente che tali centri, come tutte le strutture abitative, sono sorti in punti in cui sussiste abitabilità ed accesso alle risorse primarie, Necessità di cui le strade non rispondono, essendo la loro ragion d'essere il trasferimento di persone, beni e servizi; pertanto il territorio dove esse si estendono risulta assai spesso privo di quelle caratteristiche che consentono a paesi e città di vivere Questo vuol dire che il processo di creazione della città lineare non potrebbe prescindere dalla riqualificazione dei territori e dall'implementazione di infrastrutture in grado di compensare la carenza di gran parte di quei territori, con aumenti esponenziali di costi e complessità.
Lo sviluppo dei centri urbani è condizionato essenzialmente dalle capacità di comunicazione del tempo. Quando ci si spostava principalmente a piedi o sugli asini e molto meno spesso a cavallo, la distanza tra gli edifici era condizionante. Questo è il motivo per cui nascono i Centri urbani, per poter avere tutto a portata di passo a piedi. Questo vantaggio però ha un prezzo: l'alienazione pressocché completa dalle campagne e dalla natura. Nel momento in cui la velocità dei sistemi di trasporto consente di percorrere grandi distanze in pochissimo tempo, ecco che la necessità di vivere tutti attorno ad un grosso Centro comincia a cadere: i trasporti più veloci ed efficienti rispondono all'esigenza primaria di avere tutti i servizi a portata di mano e nello stesso temo a non dover rinunciare al contatto con la natura. E non si tratta solo di tecnologia meccanica ma di collegamenti virtuali come il world wide web, che prima non esistevano proprio. In fondo fino a pochi secoli fa l'evoluzione dei trasporti è stata scarsa, mentre dal 1800 in poi si è avuto un progresso talmente veloce da stravolgere completamente la vita umana. Ormai non è più necessario vivere in grandi Città accentrate. Anche la necessità di dover vivere vicino alle risorse primarie, come l'acqua ad esempio, è venuta a cadere, con la realizzazione di una efficiente rete di acquedotti. Per non parlare delle altre infrastrutture mai esistite in passato. Pensare che le Città di agreghino ancora come duemila anni fa è non solo sbagliato, ma controproducente. Le attuali città non rispondono per nulla alle esigenze moderne di grandi comunicazioni veloci. Non c'è più alcun motivo perché si costruiscano con un Centro e con le periferie. Oggi i nuovi servizi richiedono grandi spazi e reti veloci (stazioni ferroviarie, aeroporti, i futuri "veliporti" per i droni, i grandi Stadi per lo sport, le industrie e la meccanizzazione dell'agricoltura.
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Il progetto per portare Hyperloop in Veneto
In Italia Hyperloop ha annunciato una firma tra Concessioni autostradali venete (Cav), la società che gestisce le autostrade della regione, e il consorzio Hyper Builders per sviluppare un progetto in Veneto. Ad assicurarsi il contratto del valore di 4 milioni per lo studio di fattibilità, si legge in una nota, è stata Webuild, la più importante società italiana di costruzioni, in joint-venture con Leonardo, il campione nazionale della difesa. HyperloopTT e Hyperloop Italia figurano quali fornitori di tecnologia e progettisti designati, mentre la società Rina, che farà consulenza ingegneristica, si unisce come progettista supplementare.
Re: La città del futuro è lineare
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Roberto il Guiscardo
Lo sviluppo dei centri urbani è condizionato essenzialmente dalle capacità di comunicazione del tempo. Quando ci si spostava principalmente a piedi o sugli asini e molto meno spesso a cavallo, la distanza tra gli edifici era condizionante. Questo è il motivo per cui nascono i Centri urbani, per poter avere tutto a portata di passo a piedi. Questo vantaggio però ha un prezzo: l'alienazione pressocché completa dalle campagne e dalla natura. Nel momento in cui la velocità dei sistemi di trasporto consente di percorrere grandi distanze in pochissimo tempo, ecco che la necessità di vivere tutti attorno ad un grosso Centro comincia a cadere: i trasporti più veloci ed efficienti rispondono all'esigenza primaria di avere tutti i servizi a portata di mano e nello stesso temo a non dover rinunciare al contatto con la natura. E non si tratta solo di tecnologia meccanica ma di collegamenti virtuali come il world wide web, che prima non esistevano proprio. In fondo fino a pochi secoli fa l'evoluzione dei trasporti è stata scarsa, mentre dal 1800 in poi si è avuto un progresso talmente veloce da stravolgere completamente la vita umana. Ormai non è più necessario vivere in grandi Città accentrate. Anche la necessità di dover vivere vicino alle risorse primarie, come l'acqua ad esempio, è venuta a cadere, con la realizzazione di una efficiente rete di acquedotti. Per non parlare delle altre infrastrutture mai esistite in passato. Pensare che le Città di agreghino ancora come duemila anni fa è non solo sbagliato, ma controproducente. Le attuali città non rispondono per nulla alle esigenze moderne di grandi comunicazioni veloci. Non c'è più alcun motivo perché si costruiscano con un Centro e con le periferie. Oggi i nuovi servizi richiedono grandi spazi e reti veloci (stazioni ferroviarie, aeroporti, i futuri "veliporti" per i droni, i grandi Stadi per lo sport, le industrie e la meccanizzazione dell'agricoltura.
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La risposta potrebbe però anche essere la sparizione della città vera e propria, e la diffusione degli abitati in unità separate ed indipendenti, con RIDUZIONE della densità abitativa e le strade usate solo per servizi e rifornimenti, mentre il trasporto privato si sposterebbe su droni volanti
Non lo ritengo effettivamente probabile, ma le possibilità che questa sia la direzione non sono così differenti dalle città lineari.
Quanto all'Hyperloop, ormai sono molti a decretarlo un sistema non solo poco pratico e difficilmente realizzabile ma, anche che nel caso venisse realizzato, non così vantaggioso rispetto ai sistemi tradizionali da valere i maggiori costi e le maggiori difficoltà logistiche.
Allegati: 1
Re: La città del futuro è lineare
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Originariamente Scritto da
Guy Fawkes
La risposta potrebbe però anche essere la sparizione della città vera e propria, e la diffusione degli abitati in unità separate ed indipendenti, con RIDUZIONE della densità abitativa e le strade usate solo per servizi e rifornimenti, mentre il trasporto privato si sposterebbe su droni volanti
Non lo ritengo effettivamente probabile, ma le possibilità che questa sia la direzione non sono così differenti dalle città lineari.
Quanto all'Hyperloop, ormai sono molti a decretarlo un sistema non solo poco pratico e difficilmente realizzabile ma, anche che nel caso venisse realizzato, non così vantaggioso rispetto ai sistemi tradizionali da valere i maggiori costi e le maggiori difficoltà logistiche.
C'è anche Pipeline, un sistema tutto italiano, che sta sviluppando una analoga tecnologia
Allegato 8914
Che poi, se vogliamo, non è altro che l'estensione del vecchio concetto della posta pneumatica.
Re: La città del futuro è lineare
Le Città moderne non potranno mai più costruirsi con i criteri obsoleti del passato; oggi tutte le città hanno bisogno di servizi e infrastrutture e non hanno più bisogno di difendersi dai nemici. L'aggregazione intorno ad un Centro non ha più alcun significato funzionale.
Se in passato una Citta nasceva e cresceva in maniera spontanea, già da alcuni anni ormai c'è bisogno di programmarne la costruzione, realizzando prima un metaprogetto delle infrastrutture e delle linee di futura espansione. E da qui che nasce l'esigenza dei Piani Regolarori.